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Lotteria dello spazio

Di

3.6
(402)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Polacco , Tedesco

Isbn-10: 8834718763 | Isbn-13: 9788834718766 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 3

    si vede che è un'opera prima e si vede che siamo negli anni '50, ma il talento si nota comunque. Concetto molto interessante, magari lo stile lascia un po' a desiderare ma forse è anche colpa della ...continua

    si vede che è un'opera prima e si vede che siamo negli anni '50, ma il talento si nota comunque. Concetto molto interessante, magari lo stile lascia un po' a desiderare ma forse è anche colpa della traduzione non proprio perfetta

    ha scritto il 

  • 4

    Philip Dick - Lotteria dello spazio

    Primo romanzo in assoluto di Philip Dick, Lotteria dello spazio è un ottimo libro con alcuni spunti decisamente interessanti ed alcune idee geniali che lo rendono ancora molto attuale.

    Ciò che ...continua

    Primo romanzo in assoluto di Philip Dick, Lotteria dello spazio è un ottimo libro con alcuni spunti decisamente interessanti ed alcune idee geniali che lo rendono ancora molto attuale.

    Ciò che governa questo libro, come forse intuibile anche dal titolo, è il caso, il destino, la fortuna. Il potere assoluto viene deciso attraverso una lotteria e chi viene spodestato ha la facoltà di avvalersi di un assassino per "recuperare" il potere perduto. Idea affascinante che mi ha ricordato certi metodi politici ultimamente in voga in Italia (il caso intendo o forse non solo quello) ma che mette in risalto come, anche in un futuro dove la tecnologia è altamente sviluppata, alla fine i sentimenti umani, le pulsioni sessuali ma anche la brama di potere e l'inganno sono i veicoli dominanti della società.

    Romanzo che possiede un ottimo ritmo e che vive molto sulla caccia all'uomo e personalmente lo reputo un'opera perfettamente adattabile al cinema. Infatti credo che la messa su schermo permetterebbe al libro di guadagnare spessore visivo nelle scene d'azione in cui Dick forse pecca un po' asetticità, rendendole forse un po' piatte e con poca tensione. Il finale (parlo dell'epilogo tra Verrick, Cartwright e Bentley) è un bellissimo omaggio al poker, al bluff, alla truffa dialettica, colpi di teatro a cui Dick ci ha abituato nei suoi romanzi.

    Libro sicuramente consigliato. Non un capolavoro, ma un'ottima lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    “Ma che cosa si può fare in una società così corrotta? Bisogna obbedire a una legge anche se si tratta di una legge corrotta, o violare un giuramento di fedeltà corrotto?” “È un crimine. ...continua

    “Ma che cosa si può fare in una società così corrotta? Bisogna obbedire a una legge anche se si tratta di una legge corrotta, o violare un giuramento di fedeltà corrotto?” “È un crimine. Ma forse è la cosa giusta da fare.” “In una società di criminali è l’innocente ad andare in prigione.” “Chi decide se una società è composta da criminali? Come si fa a sapere quando la tua società sta sbagliando? Come si fa a sapere quando è giusto disobbedire alle leggi?”

    È possibile una società dominata completamente dalla casualità? Philip K. Dick, piuttosto che rispondere “no” a questa domanda, racconta una storia in cui mostra che la casualità perfetta è impossibile. Innanzitutto perché gli individui non godono di una perfetta uguaglianza. Esiste un sistema di classificazione complesso. Vi è la pratica del giuramento che lega indissolubilmente un individuo a un altro individuo oppure a un potentato politico od economico. C’è una schiera indeterminata di unk, persone che non rientrano nel sistema di classificazione e, pertanto, non possono godere dei benefici della casualità. Non esiste nemmeno la parità dei sessi: le donne, che girano seno al vento, possono scegliere tra vivere con un uomo oppure diventare ragazze da divertimento. Ma, soprattutto, esiste la volontà umana. Quella di Herb Moore che riesce a pervertire tutte le regole. Quella di Leon Cartwright che riesce a manipolare il caso. E, soprattutto, quella di Ted Benteley che elabora un sistema morale che gli permette di comprendere tutte le storture e di opporsi, sparigliando qualsiasi piano.

    Come suggerisce la postfazione di questa edizione, Dick vuole riflettere sulle possibili derive della democrazia – al contrario di Orwell che, pochi anni prima, aveva denunciato i totalitarismi. Non a tutti gli uomini è concesso di diventare Quizmaster, così come non è concesso a tutti, malgrado sia teoricamente possibile, di diventare Presidente degli Stati Uniti. Che cosa fa la differenza, allora? La volontà dell’uomo, espressione della libertà. La legge del Minimax, che appare così immutabile e onnipotente, perfetta, come qualsiasi teoria artificiale che, in misura più o meno grande, si cerca di applicare alla società e alle persone per racchiuderle in un sistema razionale, non può nulla contro la variabile imponderabile della libertà umana, che non potrà mai essere completamente negata, perché ne rimane una parte inalienabile, nel fondo di ciascuno.

    Un’ultima nota sui Telep, gli uomini dotati di poteri telepatici alla guardia del sistema. All’apparenza sembrano esseri con qualcosa in più rispetto agli altri, dotati di un potere che li rende superiori. In realtà si vede la loro inconsistenza quando, di fronte all’impossibilità di usare la telepatia, non riescono a impiegare i cinque sensi normali, se non con grandi difficoltà. Del resto, le informazioni che riescono a trarre dalla lettura del pensiero altrui, non si rivelano più decisive della scelte fatte alla luce del sole dagli altri.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho trovato geniale -non saprei come altro definirlo: l'universo nel 2033 è regolato dal caso, così che non possono esserci dittatori o ingiustizie dovute al troppo potere concentrato nelle mani ...continua

    L'ho trovato geniale -non saprei come altro definirlo: l'universo nel 2033 è regolato dal caso, così che non possono esserci dittatori o ingiustizie dovute al troppo potere concentrato nelle mani di pochi. Vi è una vera e propria "lotteria" che sceglie il Quizmaster, ovvero colui a cui viene affidato il controllo del mondo. Al contempo viene nominato (sempre in maniera totalmente casuale) un sicario che ha il compito di uccidere il Quizmaster, così che se muore, beh, non aveva valore; se però sopravvive, allora egli è degno di governare. Tutto ciò è stato pensato e partorito negli anni '50.. Bene, perché allora le tre stelline?! Il potenziale c'è tutto.. Ma lo sviluppo non mi ha convinto. Lento, seppur molto breve richiede una certa attenzione.. Inoltre mi ha trasmesso un senso di oppressione e di ansia.. E poi la parte della setta religiosa non mi ha convinto!

    ha scritto il 

  • 3

    Insomma.

    Sicuramente un buon romanzo, sicuramente un romanzo interessante e intelligente e non da buttare, altroché. Però ho dovuto superare la metà prima che iniziasse a prendermi un po' e, soprattuto, ...continua

    Sicuramente un buon romanzo, sicuramente un romanzo interessante e intelligente e non da buttare, altroché. Però ho dovuto superare la metà prima che iniziasse a prendermi un po' e, soprattuto, prima che cominciassi a capire quale era esattamente la trama e dove l'autore volesse andare a parare. Il primo capitolo poi, quando l'ho letto, m'è sembrato del tutto incomprensibile! Poi tutto chiaro, ma al momento... per nulla! Bel libro insomma, tutt'altro che scontato, solo tre stelle (sarei più orientato per tre e mezzo) perché l'ho trovato un po' "calcolatore" e non sono riuscito a identificarmi o ad apprezzare in particolare nessuno dei personaggi. Il "problema" di Dick è che non ti spiega come stanno le cose, cosa significa questa parola, o quest'altra, cos'è questo concetto o quest'altro. Lo devi capire tu. Ovvio che prima lo capisci e prima ti diverti, se no rischi di rimanere spaesato e di perderti. Lettura sempre piacevole, stile chiaro e scorrevole, ma qualche delucidazione in più strada facendo aiuterebbe! In ogni caso Dick vale sempre la pena, tornerò a trovarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei romanzi di Dick in cui azione e suspense sono dosati meglio, senza però negare gli elementi tipici che hanno reso grande l'autore: alienazione e oppressione individuale con la fallace ...continua

    Uno dei romanzi di Dick in cui azione e suspense sono dosati meglio, senza però negare gli elementi tipici che hanno reso grande l'autore: alienazione e oppressione individuale con la fallace casualità dell'urna;l'organizzazione della società in Hill, con giuramenti simili a quelli delle zaibatsu giapponesi e unk, lavoratori pratici non classificati e ghettizzati con in mezzo il misterioso Preston e la ricerca per il disco di fiamma (elemento esoterico e metafisico contrastante i piccoli giochetti a lungo raggio per il dominio del sistema solare di Verrick e compagnia). La narrazione è fluida, il ritmo serrato sebbene i personaggi siano bidimensionali e poco sfaccettati rispetto ad altre prove Dickiane, unica vera pecca del romanzo, uno dei più facili da leggere, consigliato a chi si vuole accostare all'autore senza fare indigestione (Per chi predilige la fantascienza con una forte componente d'azione lo consiglio anche più di cronache del dopobomba, altro romanzo bello e di semplice lettura)e ai lettori Dickiani scafati per cogliere i diversi piani di lettura sempre nascosti sotto l'apparente superficie Sci-fi classica

    ha scritto il