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L'ubicazione del bene

By Giorgio Falco

(428)

| Softcover | 9788806197162

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Book Description

Nell'anonimato di vite qualunque Giorgio Falco coglie la zona grigia che unisce il fallimento e la grazia. In un libro dal tono sommesso e lancinante, che restituisce alle cose minime il compito di raccontare la grandezza e l'imperscrutabilità dell'e Continue

Nell'anonimato di vite qualunque Giorgio Falco coglie la zona grigia che unisce il fallimento e la grazia. In un libro dal tono sommesso e lancinante, che restituisce alle cose minime il compito di raccontare la grandezza e l'imperscrutabilità dell'esistenza.

«Chi usciva alle sei di pomeriggio dubitava della forza aziendale. Chi usciva alle otto di sera dubitava della vita».

A venti chilometri in automobile dal lavoro e dal supermercato, come accade ai bordi di ogni metropoli, la città continua e diventa un altro luogo: Cortesforza. Come la contea di Yoknapatawpha in Faulkner e la Regalpetra di Sciascia, Cortesforza è un luogo tanto piú vero quanto piú è immaginario.
Qui si vive un esodo eterno, e la giornata è ridotta a tragitti in tangenziale verso casa. Il lavoro non si vede piú, è dappertutto, ha invaso i comportamenti quotidiani, affettivi. Per dare un senso alle proprie esistenze, gli abitanti di Cortesforza accendono un mutuo, traslocano in una zona nuova o «mettono in cantiere un figlio». Ogni volta, però, lo svelarsi improvviso di una seppur piccola possibilità provoca una sconfitta irreversibile.
Una commedia umana raccontata con sguardo lucido, impietoso, privo di giudizi. Nessuna apocalisse: solo un'inevitabile, comune disfatta.

100 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Nei girni di festa i bambini più piccoli,costretti nei seggioloni,rifiutano i bavaglini,muovono le braccia come croupier alienati scontenti per le mance.Le madri urlano frasi ricattatorie,i bambini piangono,gli adulti tentano una mediazione imbarazzata e

    discreta."
    Avete presente un rasoio. Che se lo sfiori sulla lama subitissimo ti lacera la pelle, un taglio così, netto, velocissimo, che non te ne accorgi e non lo vedi per i due secondi che impiega ad iniziare a sanguinare.
    Questo libro è così. Come ...(continue)

    discreta."
    Avete presente un rasoio. Che se lo sfiori sulla lama subitissimo ti lacera la pelle, un taglio così, netto, velocissimo, che non te ne accorgi e non lo vedi per i due secondi che impiega ad iniziare a sanguinare.
    Questo libro è così. Come mangiare schegge di vetro nel frullato, se preferite, non ho mai provato -questa mi manca- ma suppongo la sensazione sia più o meno quella che provi quando hai finito di masticare "L'ubicazione del bene".
    Giulio Mozzi scrive: "E fa impressione l'attaccamento animale dei personaggi di Giorgio Falco alla loro così poco desiderabile vita -pur sempre vita, unico bene." Ma non è poi quello che facciamo tutti? normale istinto biologico, squallido e primordiale. Se non fossi programmata per respirare, qualche volta preferirei dimenticarmene.
    Ma il bene dov'è ubicato? non certo a Cortesforza, Milano; temo neppure a Marghera, Venezia. Forse in un ipotetico ed utopistico altrove, l'aldilà dei beati credenti, o la realtà dei beati idioti, quelli che non riescono neppure a concepire il pensiero che con un terrazzo o un giardino la loro vita potrebbe essere migliore. O con un animale.
    Fa impressione, anzi fa riflettere in questo libro la quantità di animali, a sottolineare la tragicità e la piccolezza della nostra vita nonostante il conforto e l'amore che ci regalano. Serpenti, pappagalli, ma soprattutto cani, alcuni -come quello della Giovanna, via Carlo Borromeo 10/B- drammaticamente appaiati alla nostra miserevole sorte, altri amati male, di un amore malato che è poi l'unico di cui siamo capaci, se almeno di questo riusciamo ad essere capaci.
    Non leggetelo se siete depressi, mi raccomando.
    Leggetelo se volete deprimervi, o se cercate un libro diverso, ben scritto, decisamente robusto e di carattere.

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    Pizia said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Ho letto i due primi racconti in un sample trovato in rete: scrittura densa e tematiche attuali, sembra interessante.

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    Mascio said on Apr 28, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    cattiva, la sua periferia della periferia della periferia. schiacciante, come piace a me.

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    Martì said on Apr 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sono dei racconti di un impatto narrativo straordinario, dato secondo me dal contrasto tra i non-luoghi - come "la tangenziale ovest" , i centri commerciali, i quartieri dormitorio o le aziende nelle tristi vie di periferia - e il paese di Costesfor ...(continue)

    Sono dei racconti di un impatto narrativo straordinario, dato secondo me dal contrasto tra i non-luoghi - come "la tangenziale ovest" , i centri commerciali, i quartieri dormitorio o le aziende nelle tristi vie di periferia - e il paese di Costesforza, microcosmo fortemente delineato, se pur inesistente nella realtà. Cortesforza ha tutto, mentre altri paesini della zona non hanno niente, si dice spesso nel libro. Ed è qui, infatti, che si dipana la vita di molte persone, ubicazione del malessere piuttosto che del bene, o forse di una vana ricerca della serenità, Non siamo nella periferia di qualche città del New England, ma nella nostra periferia, e la forte connotazione locale è un grande pregio che lo rende unico e originale.

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    elalma said on Feb 5, 2014 | Add your feedback

  • 25 people find this helpful

    Pensavo che si trattasse di un romanzo, e invece è una raccolta di racconti.
    Pensavo che fosse un libro di impianto filosofico (quando si dice l’inganno del titolo), ragionamenti intorno all’idea di bene come cosa buona e giusta, e invece la narrazi ...(continue)

    Pensavo che si trattasse di un romanzo, e invece è una raccolta di racconti.
    Pensavo che fosse un libro di impianto filosofico (quando si dice l’inganno del titolo), ragionamenti intorno all’idea di bene come cosa buona e giusta, e invece la narrazione ha un tono terrestre, quotidiano, e il bene è un bene materiale: una villetta ubicata a Cortesforza.

    Un filo conduttore tra i racconti però c’è, ed è quel luogo.
    Non esiste, Cortesforza, borgo residenziale a qualche chilometro da Milano, eppure di Cortesforza sono piene le aree periferiche delle grandi e piccole città.
    “Tutte le cose accadono entro venti chilometri. La distanza da casa al lavoro, da casa al supermercato. Venti chilometri. All’inizio lui pensa che quello spostamento sia un piccolo viaggio, dopo dieci ore di lavoro può ricomporre se stesso, ma al semaforo di Trezzano sul Naviglio lui fa parte di una promiscuità aggressiva, volgare, feroce nel cercare il proprio posto nel mondo, conta solo avanzare mezzo metro, allungare i radiatori accaldati per conquistare o difendere la posizione, una distesa di lamiera urlante, lo sbuffo bianco delle marmitte, le gocce cancerose che istillano, ancora prima della malattia, un amarognolo diffuso e incredulo, una distesa di lamiera parlante ora opaca ora illuminata da improvvise schegge di rosso, che tracimano dall’asfalto alle sponde del Naviglio Grande, fino all’acqua nera, che riflette.”
    (pari pari al ritorno a casa via tangenziale o circumvallazione esterna, anche se non ci sta il Naviglio e manco l’acqua nera)

    La villetta con il giardinetto, la casarella dove vivere quieti gli anni della pensione se un figlio pazzo non ti porta un boa in casa, il nido dei freschi sposini o la casa dove accogliere l’uccellino degli sposini un poco sereticci, l’appartamento senza balconi, il casale da ristrutturare, il capannone diventano scatole di vetro dove vengono esposte le fratture, le crepe, le voragini della vita contemporanea: acredini e insoddisfazioni, incomprensioni e frustrazioni, perdite e smarrimenti, solitudini.
    Uammamà, e che tristess.

    (I racconti sono scritti bene, il taglio e la prospettiva interessanti. La materia narrata, quella, ce l’ho sotto gli occhi e preferirei guardare altrove, è l’altrove che mi serve per non rischiare la neuro, ma tant’è, c’è a chi piace il coltello nella panza e si arricrea pure.
    Io no.)

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    Alea said on Oct 18, 2013 | 8 feedbacks

Book Details

  • Rating:
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    • 1 star
  • Softcover 146 Pages
  • ISBN-10: 8806197169
  • ISBN-13: 9788806197162
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2009-05-01
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