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Luce d'agosto

By William Faulkner

(6)

| Paperback

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Book Description

81 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Sonno d'agosto

    Un libro con andamento sinusoidale: di una lentezza disarmante all'inizio; successivamente un miglioramento sempre più importante (mi riferisco ai capitoli 7 ed 8) che, purtroppo, confluiscono nella noia mortale. Le ultime cinquanta pagine mi hanno q ...(continue)

    Un libro con andamento sinusoidale: di una lentezza disarmante all'inizio; successivamente un miglioramento sempre più importante (mi riferisco ai capitoli 7 ed 8) che, purtroppo, confluiscono nella noia mortale. Le ultime cinquanta pagine mi hanno quasi costretto ad abbandonare la lettura: ho creduto, ad un certo punto, di leggere un racconto annesso allo stesso volume, tanto la storia andava discostandosi (avrei tranquillamente potuto saltare quella parte, andando direttamente alle ultime tre pagine, almeno si riparlava di Lena).
    Sono così duro perché mi aspettavo molto di più da Faulker, dopo aver letto "Mentre morivo", probabilmente.
    Inutilmente intricato e complesso, ad ogni modo, a differenza di quel che fece suo compare Joyce nell'Ulisse o il grande Dosto ne "L'Adolescente".

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    EmptyWords said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' il primo Faulkner che leggo, e devo dire che mi sono avvicinata con una certa inquietudine, pensando che fosse sopra le mie possibilità.
    In realtà, sì, ha molte delle cose che mi aspettavo, e certo non è di facile lettura, ma diciamo che mi sono g ...(continue)

    E' il primo Faulkner che leggo, e devo dire che mi sono avvicinata con una certa inquietudine, pensando che fosse sopra le mie possibilità.
    In realtà, sì, ha molte delle cose che mi aspettavo, e certo non è di facile lettura, ma diciamo che mi sono goduta il viaggio.
    E' un romanzo poderoso, con una scrittura che non intende rendersi amabile. Nè completamente comprensibile. Ci sono punti a cui arrivi e ti chiedi dove sia finito il panorama e forse hai sbagliato strada e invece l'autore voleva portarti proprio lì e non farti capire, e farti cercare, e farti dare le tue risposte. C'è sempre, strisciante, il dubbio di "ma avrò capito davvero?", c'è l'elemento discordante, il proseguire con logica via via sempre più rilassante e poi, di colpo, un momento straniante che ti catapulta fuori dalla lettura a chiederti cosa sia successo.
    Probabilmente non è per me, questo, il momento di romanzi lineari con la bella trametta confezionata, perchè credo che, prima, questo libro non mi sarebbe piaciuto. Ora invece ho amato la sfida.

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    swan said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lamerica in bianco e negro

    abbagliante, da leggere con la luce giusta, meglio se sotto un sole torrido!

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    Roberto Novaresio said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un po' tutto il romanzo verte su un unico centro: spostarsi, andare a piedi, ricominciare una vita, fuggire, essere altrove; in altre parole la vita 'on the road', ma senza aspettarsi assolutamente nulla, quasi come fosse un gesto automatico, quasi u ...(continue)

    Un po' tutto il romanzo verte su un unico centro: spostarsi, andare a piedi, ricominciare una vita, fuggire, essere altrove; in altre parole la vita 'on the road', ma senza aspettarsi assolutamente nulla, quasi come fosse un gesto automatico, quasi un istinto migratorio; non una ricerca di altrove ma un semplice impulso, il muoversi per non cadere, un passo dietro l'altro.
    Nel mezzo, tra un passo e un altro, le vicende e le vite di personaggi di provincia, nel piccolo paese di Jefferson.

    Quello che ho provato alla fine di questo libro è la sensazione di aver appena visto solo la superficie del romanzo, ma intuendone la profondità e la grandezza.
    Le vicende narrate, il luogo in cui si svolgono (la provincia del profondo sud-est americano) e il tempo in cui si svolgono hanno la dimensione del mito, ma la grandezza dell'opera risiede soprattutto nella psicologia dei personaggi e quindi, nello stile di scrittura.
    Il cosiddetto "flusso di coscienza" dei grandi scrittori modernisti, qui è ai suoi vertici di bellezza e complessità; ne deriva una scrittura tutt'altro che semplice, con punti di vista multipli e a volte (spesso) assolutamente oscuri. Sembra davvero di addentrarsi non nella mente del personaggio, bensì proprio nella sua coscienza contraddittoria e contorta; una catena ininterrotta di tunnel che si aprono su grandi caverne per poi restringersi improvvisamente togliendo il fiato.
    Non ne consiglio la lettura a nessuno che non sia un vero appassionato di letteratura, uno di quelli che non si ferma davanti alla fatica (a volte enorme, ma MAI per la noia, bensì per la complessità) di, se non proprio "capire", "sentire" i personaggi.
    Un libro che, sono convinto, mi piacerà ancora di più nella seconda lettura.

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    Acherontia Atropos said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ci ho riprovato a leggere un autore americano, ma non c'è stato niente da fare, dopo alcune pagine, quel linguaggio povero, quegli argomenti, quegli spazi, non mi coinvolgono e l'ho abbandonato.

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    Linda T said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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