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Luce virtuale

Urania 1285

By William Gibson

(220)

| Paperback

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Book Description

Tit.orig. VIRTUAL LIGHT (1993)

SEMBRANO SEMPLICI OCCHIALI ma nascondono un segreto rivoluzionario. Chevette Washington, corriere informatico, per quel segreto è pronta a rischiare la vita. Ma quella città è troppo brutale per una donna.

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Tit.orig. VIRTUAL LIGHT (1993)

SEMBRANO SEMPLICI OCCHIALI ma nascondono un segreto rivoluzionario. Chevette Washington, corriere informatico, per quel segreto è pronta a rischiare la vita. Ma quella città è troppo brutale per una donna.

L.V. E' LA SIGLA DI "LUCE VIRTUALE" il procedimento che permette di vedere il mondo non come è, ma come potrebbe diventare. Chi porterà quelle lenti speciali sarà il padrone del XXI secolo, il signore della realtà.

INDICE CONTRIBUTI

WILLIAM GIBSON - Ritratto dell'autore - FRANCO FORTE

PROFETA VIRTUALE - Intervista a William Gibson - FRANCO FORTE

40 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    E' sempre un grande William Gibson, un profeta, come tanti sono lo sono stati nella fantascienza, questo è uno dei suoi piccoli gioielli. NOn il migliore ma sicuramente interessante.

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    DeadChannel said on Jun 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un thriller fantascientifico che è invecchiato presto


    Quando lessi per la prima volta Luce Virtuale mi occupavo, per motivi professionali di Realtà Virtuale. Ne ero esaltato in quanto mi sembrava il tema da affrontare negli anni a venire. Non avevo completamente torto second life era alle porte.
    Gibson ...(continue)


    Quando lessi per la prima volta Luce Virtuale mi occupavo, per motivi professionali di Realtà Virtuale. Ne ero esaltato in quanto mi sembrava il tema da affrontare negli anni a venire. Non avevo completamente torto second life era alle porte.
    Gibson era in quel periodo molto di moda, ma oggi bisogna chiederci “cosa resta della sua saga?”. Cerchiamo di capirlo con un minimo di comprensione (o pietas) letteraria.
    Ripreso in mano oggi si capisce che è un romanzo di transizione, qui si .... (Continua qui:
    http://oscarmontani.blogspot.it/2013/02/il-gufo-giallo-… )

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    Oscar Montani said on Feb 27, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Cupo futuro nel lontano 2005

    “…tutt’intorno si sentiva il frastuono del commercio serale, il rumore di carte da gioco, la voce di una donna: il tramonto rosa come vino, attraverso teli di plastica che sbattevano come vele in un vento che odorava di cibi fritti, fumo di legna, l’ ...(continue)

    “…tutt’intorno si sentiva il frastuono del commercio serale, il rumore di carte da gioco, la voce di una donna: il tramonto rosa come vino, attraverso teli di plastica che sbattevano come vele in un vento che odorava di cibi fritti, fumo di legna, l’aroma dolce ed oleoso della canapa indiana”, solo una frase, per rendere l’idea di un libro che è soprattutto opera visiva, sensoriale, dove la trama è portata avanti attraverso gli odori, i rumori, i particolari.

    Diciamo che è uno di quei libri che non piace di primo impatto. Ci vuole qualche capitolo per abituarsi all’atmosfera plumbea e desolata (ma neanche troppo, perché poi, leggendo bene tra le righe, appaiono continui guizzi di divertimento, e momenti di puro abbandono ai sogni).

    In questo “lontano” 2005, c’è un mondo sopravvissuto alla distruzione, che si difende con le unghie e con i denti, e che ha spazio per più storie e più ambientazioni. C’è il Ponte, una grigia struttura di ferro, cartone e resti di antichi edifici, con un’umanità varia e disperata, ma anche libera e solidale. Ci sono le città, ultramoderne e pericolose, dove nessuno conosce il proprio vicino di casa. C’è il mondo dei messaggeri, ultimi cavalieri su quattro ruote che sfrecciano da un punto all’altro, recando pacchi e segreti. Ci sono le sette neocristiane, quelle che credono che Dio sia nel televisore e pregano, imparando a memoria i vecchi film; ci sono gli ariani; ci sono i seguaci dell’omosessuale Shapely, che con il suo sangue ha dato origine al vaccino che ha salvato l’umanità dall’Aids, per poi essere ucciso dai soliti fanatici e trasformarsi in un martire divino.

    Sopra a tutte queste microsocietà si erge una sovrastruttura ancor più confusionaria: polizia corrotta, servizi di sicurezza privati molto più potenti della polizia, gli hackers, pirati venali ed opportunisti.

    E in questo caleidoscopio, due protagonisti che non si dimenticano: Chevette, la giovane corriere senza passato e senza sogni, disillusa ma anche capace di amare e di pensare al bene degli altri; Skinner, il vecchio che vive sul Ponte, l’unico che ricordi la differenza tra il primo e il secondo mondo, e che sopravvive vendendo i ricordi di quello che fu.

    Come ho detto, non un libro facile, però visivamente ricco, confuso, ma con una confusione che ammalia. Dovrebbe essere considerato fantascienza, ma con spruzzi di poesia qua e là, come se Gibson ne fosse pieno, e si intestardisse a scrivere del futuro, non riuscendo, sull’onda della frase, a trattenersi…
    Ma anche la poesia è la poesia di un mondo cupo e violento: “rimase ad aspettare il suo turno, nell’aria che sapeva di caffè appena macinato”. Alla fine, se ne esce quasi storditi, spossati ,però non delusi.

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    Amarilli Settantatre said on Aug 16, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gibson + Lansdale = Disappointment

    It didn't live up to my expectations. I had read the (amazing) short-story SKINNER'S ROOM, which had started off the so-called "Bridge Trilogy"; this novel is the first of the series, and my expectation bar had been set very very high. Unfortunately ...(continue)

    It didn't live up to my expectations. I had read the (amazing) short-story SKINNER'S ROOM, which had started off the so-called "Bridge Trilogy"; this novel is the first of the series, and my expectation bar had been set very very high. Unfortunately it retains little of the charm of the short-story. Characters and situations are too stereotyped. The plot is a standard noir plot (stolen object, the wrong one) and there is a bizarre mélange of CYBERPUNK, STEAMPUNK and COWPUNK clichés which IMO just doesn't work. Some parts seems to have been written by LANSDALE, more than GIBSON. Anyway, its DOES DOES HAVE some good parts and GIBSON is always worth reading. But here's my two cents: if you have never read Gibson, don't waste your time here and start immediately reading BURNING CHROME. That's really a masterpiece which will blow your mind away. LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME. LA NOTTE CHE BRUCHIAMMO CHROME. Leggetelo. Adesso. ---> Lo metto in libreria accanto a questo, a memento! ;)

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    deadpoet said on Jun 14, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Luce Virtuale o Realtà Aumentata?

    Ho letto questo libro perchè l'ho preso in biblioteca e non avevo preparato una scelta: trovato e preso.
    Parte piano, si arricchisce fino a 2/3, ultimo 1/3 bello e finale un po' così.

    La trama non è molto bella ma la rappresentaizone della californi ...(continue)

    Ho letto questo libro perchè l'ho preso in biblioteca e non avevo preparato una scelta: trovato e preso.
    Parte piano, si arricchisce fino a 2/3, ultimo 1/3 bello e finale un po' così.

    La trama non è molto bella ma la rappresentaizone della california del futuro (per noi ijn realtà passato) è molto bella.
    Gibson secondo me è molto bravo a intravvedere il mondo non i personaggi e le trame, e questo libro conferma questa idea.
    Comunque alcune intuizioni geniali ci sono: le manette di gomma o l'uso di "notebook" tipo tablet.
    Come al solito strano ruolo della religione.

    Non la migliore produzione di Gibson, ma se vi piace il genere lo dovete assolutamente leggere.

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    Dex said on Mar 10, 2012 | Add your feedback

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