Luci nella notte

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 469)

3.9
(752)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845919498 | Isbn-13: 9788845919497 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marco Bevilacqua

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace Luci nella notte?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
È l'ultimo week-end d'estate e Steve e Nancy partono per il Maine verso il luogo dove i bambini hanno passato un mese di vacanza. Non sanno che il viaggio segnerà una svolta drammatica nella loro esistenza. Fin dal pomeriggio Steve è, come dice lui, "entrato nel tunnel": ha iniziato cioè ad affogare nell'alcol le sue insoddisfazioni e viltà. E poche ore prima che lasciassero New York, dal carcere di Sing Sing è evaso un uomo, e il destino ha deciso che la sua strada incroci la loro.
Ordina per
  • 5

    Ho letto 12 libri non Maigret, con questo 13, e trovo che sia il piu' bello, in assoluto, ritmo incalzante piu' del solito, suspence, ambientazione americana, l'incapacità di comunicare che genera ...continua

    Ho letto 12 libri non Maigret, con questo 13, e trovo che sia il piu' bello, in assoluto, ritmo incalzante piu' del solito, suspence, ambientazione americana, l'incapacità di comunicare che genera inadeguatezza e frustrazione e il tunnel dell'alcool.Un po' hitchcockiano

    ha scritto il 

  • 0

    Perché di tanto in tanto sentivano il bisogno di scambiarsi frasi del genere? Forse per rassicurarsi a vicenda? Ma di che cosa avevano paura?

    La straordinaria penetrazione psicologica di Simenon non s ...continua

    Perché di tanto in tanto sentivano il bisogno di scambiarsi frasi del genere? Forse per rassicurarsi a vicenda? Ma di che cosa avevano paura?

    La straordinaria penetrazione psicologica di Simenon non si declina soltanto nei personaggi: è impossibile immaginare una mente non americana dietro a questo noir ambientato tra New York e il New England durante il weekend del Labour Day. Una coppia di impiegati benestanti, i figli in campeggio, un evaso da Sing Sing.
    Steve e Nancy vivono il loro tranquillo weekend di paura che, a partire da un azzardo, un inizio surreale con la follia di lui, fomentata dalle libagioni, e un crescendo di tensione perché il gioco è diventato troppo pericoloso, fa sì che in un menage apparentemente tranquillo si insinui brutalmente il male.
    C’è sicuramente una stoccata all’ipocrisia normalmente associata alla middle class americana, con Steve che stigmatizza il delinquente ma in fin dei conti vorrebbe essere come lui, e forse lo è: come quello trasgredisce alla legge lui trasgredisce alla fiducia di Nancy. Ipocrisia che diventa anche falso pudore, che rende un uomo vergognoso delle proprie parole d’amore dopo essersi autoassolto, per anni, dei suoi vaneggiamenti di ubriaco.
    Lo svolgimento del romanzo è magistrale. Il finale è straordinario. Tanto per ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, che liquidare certi scrittori come “pfui, giallisti” è un vero delitto.

    ---

    Gli sembrò di cogliere in tutti quei volti la cupa stanchezza delle sale d’aspetto; di tanto in tanto sentiva un’ondata di musica o la voce impostata di uno speaker.
    La cupa stanchezza delle sale d’aspetto. Per me questa immagine è un piccolo capolavoro. Anzi, non è piccolo per niente.

    ha scritto il 

  • 3

    Luci corrono incontro sull’autostrada, luci scorrono sui bordi, quelle dei bar. Luci di un caleidoscopio che risucchiano il protagonista in una spirale pericolosa, della durata di una notte. Lui è un ...continua

    Luci corrono incontro sull’autostrada, luci scorrono sui bordi, quelle dei bar. Luci di un caleidoscopio che risucchiano il protagonista in una spirale pericolosa, della durata di una notte. Lui è un newyorchese trentaduenne della classe media, partito con la moglie per riportare a casa i bambini dal campeggio. Fa caldo, tanto caldo, lui è insofferente, vuole qualcosa, è scontento della routine, della vita sempre uguale, della moglie che gli impedisce di bere. Il demonio prende la forma di un bicchiere e poi di un altro e ancora…un incontro e un altro. La notte imbocca vie non previste, il viaggio familiare diventa un viaggio verso l’ignoto, il fondale rassicurante scompare. Simenon ci fa entrare nel corpo e nella mente del protagonista, lo accompagna da dentro in un percorso sul filo del rasoio alla ricerca del proibito, dell’avventura, portandone alla luce i rancori, le meschinità, le vigliaccherie. Una storia tutta americana, dietro cui spunta il dualismo- antagonismo vita perbene e ordinata ma noiosetta e il brivido tentatore ma rischioso dell’avventura e dell’alcool. Tre stelle solo perché mi sono mancati i fumosi bistrots i parigini.

    ha scritto il 

  • 5

    Era una notte buia e tempestosa...

    Ho letto pochi Simenon ma... mamma mia che maestro nel descrivere un ambiente e un clima e i rapporti...
    Questo libro unisce la sua grande abilità di scrittura alla piacevolezza di sapere come va a fi ...continua

    Ho letto pochi Simenon ma... mamma mia che maestro nel descrivere un ambiente e un clima e i rapporti...
    Questo libro unisce la sua grande abilità di scrittura alla piacevolezza di sapere come va a finire, poiché si tinge sempre più di giallo, man mano che si va avanti. E il finale è splendido.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo breve, brevissimo, che parte in sordina. Scrittura coinvolgente, ma traduzione non adeguata. Lui con il vizio della bottiglia, lei stanca dell'inezia del marito. Un incontro, che si rivelerà p ...continua

    Romanzo breve, brevissimo, che parte in sordina. Scrittura coinvolgente, ma traduzione non adeguata. Lui con il vizio della bottiglia, lei stanca dell'inezia del marito. Un incontro, che si rivelerà poi una tragedia, segnerà per loro un nuovo inizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha colpita

    il mio primo Simenon e devo dire che le mie aspettative sono state deluse. La trama e' interessante, ma il protagonista e' debole, gli altri personaggi marginali, i temi toccati rimango in superficie ...continua

    il mio primo Simenon e devo dire che le mie aspettative sono state deluse. La trama e' interessante, ma il protagonista e' debole, gli altri personaggi marginali, i temi toccati rimango in superficie e l'ho trovato confusionario nella logica dei pensieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Soffiare su una candela

    Cupo, asfissiante, fetido come una zaffata di whisky, serrato come l'abitacolo dell'auto sulla quale viaggiano i protagonisti. Fuori da quell'auto i grandi spazi, i boschi sterminati e le luci nella n ...continua

    Cupo, asfissiante, fetido come una zaffata di whisky, serrato come l'abitacolo dell'auto sulla quale viaggiano i protagonisti. Fuori da quell'auto i grandi spazi, i boschi sterminati e le luci nella notte

    a entrambi i lati della strada si moltiplicavano i distributori di benzina e i ristoranti, via via sempre più vicini l'uno all'altro fino a formare una ghirlanda quasi ininterrotta di luci spezzata soltanto da qualche tratto buio di due o tre miglia.

    Trentadue anni lui, trentaquattro lei, genitori di due bambini di otto e dieci anni. Sono partiti da New York alla volta del Maine, dove stanno per terminare le vacanze dei loro figli, ospiti in un campeggio. E' il week-end del Labour Day (*1) il traffico è da bollino nero, la radio raccomanda prudenza. Avete presenti le classiche liti coniugali? Avete presente lo scatto d'ira? Ci sono dei casi in cui esso è fatale. In questo libro lo è perchè innesca una catena di conseguenze che solo Georges Simenon sembra in grado di poter padroneggiare. E' talmente bravo a far salire la tensione che poi può permettersi di spegnerla con una sola frase. Quello che fa in realtà, è soffiare su una candela, fermadosi l'attimo prima di abbattere la fiamma, in modo che essa si rivitalizzi subito dopo. La candela di Georges brucia dall'inizio alla fine del romanzo, e se anche si spegnessero le altre luci nella notte, il lettore non rimarrebbe al buio.
    A quanto pare Simenon scrisse questo romanzo in un mese, durante il suo soggiorno in Connecticut. Si è trattato di un'altra prova magistrale immersa in una penombra dorata per via delle sottili lame di luce che filtravano attraverso le veneziane abbassate... Io stravedo per questa sobrietà, mi è sembrato di entrare in quella stanza a fianco del tenente Murray, dopo aver viaggiato per numerose miglia in macchina con Steve e Nancy Hogan.

    «È stupido, vero?
    Capiamo solo quando è troppo tardi.
    Quando siamo felici non ci facciamo caso,
    commettiamo delle imprudenze,
    a volte addirittura ci ribelliamo...»

    (*1)
    Avevo pensato che Labour Day fosse la traduzione di primo maggio ma non mi quadrava che segnasse la fine delle vacanze. Ho chiesto a Wikipedia:
    Labor Day è una festività nazionale federale degli Stati Uniti d'America che si celebra il primo lunedì di settembre.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Belle le descrizioni e lo studio dei personaggi. Dalle pagine traspaiono le luci e le ombre, gli odori, i colori e gli ambienti descritti. Ho visualizzato tutto in modo chiaro mentre leggevo, tranne i ...continua

    Belle le descrizioni e lo studio dei personaggi. Dalle pagine traspaiono le luci e le ombre, gli odori, i colori e gli ambienti descritti. Ho visualizzato tutto in modo chiaro mentre leggevo, tranne i volti dei protagonisti.
    Nonostante sia un noir e la tensione si percepisca dalle prime pagine per crescere sempre di più...quello che più ho apprezzato di questo libro è stato il momento di sincerità assoluta tra Steve e Nancy, il loro mettere da parte le maschere, le ipocrisie, le cortesie...e svelarsi uno all’altra sinceramente e se vogliamo anche brutalmente; perchè in un momento di crisi profonda questo è l’unico modo per risollevarsi insieme e insieme riprendere il cammino...senza falsità ma con sincera, anche se a volte dolorosa, onestà. Ammettere a se stessi e all’altro le pecche, le debolezze...è il modo giusto per superarle, o almeno per provarci.

    ha scritto il 

Ordina per