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Luci nella notte

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi)

4.0
(663)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845925749 | Isbn-13: 9788845925740 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Bevilacqua

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Una macchina anni Cinquanta, una coppia sull’orlo della crisi, New York che si allontana nel retrovisore, il neon azzurro e rosso delle insegne dei bar, il whisky, l’asfalto, la musica jazz in sottofondo, la minaccia incombente della violenza: Simenon utilizza tutti gli elementi canonici del noir americano rinnovandoli e rivivificandoli come lui solo sa fare. «... può essere visto, alla luce della storia della letteratura passata e di quella del cinema successivo, come una moderna, schnitzleriana Traumnovelle trasferita nell’incubo di un weekend in cui in America si muovono quarantacinque milioni di auto, o come un godardiano Week End, o come un’anticipazione di Lost Highway di Lynch. Un incubo on the road». Irene Bignardi
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  • 4

    e' sempre bello leggere Simenon.
    rilassa , si segue con logica e sembra sempre vita vissuta. la nostra.
    i nostri segreti, le nostre debolezze, i nostri sentimenti.
    la vita insomma.
    la nostra vita. ...continua

    e' sempre bello leggere Simenon.
    rilassa , si segue con logica e sembra sempre vita vissuta. la nostra.
    i nostri segreti, le nostre debolezze, i nostri sentimenti.
    la vita insomma.
    la nostra vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere i romanzi di Simenon (quelli fuori dalla serie del commissario Magrait) è quasi sempre una garanzia. Garanzia di suspence, garanzia di rimanere attaccati alle pagine con il fiato in gola. Cert ...continua

    Leggere i romanzi di Simenon (quelli fuori dalla serie del commissario Magrait) è quasi sempre una garanzia. Garanzia di suspence, garanzia di rimanere attaccati alle pagine con il fiato in gola. Certo non tutti sono eccezionali, data l’enorme produzione l’autore belga ogni tanto ha “tirato il fiato”, ma “Luci della notte” potrebbe benissimo essere trasposto in un film in bianco e nero degli anni sessanta, un noir che costringe a stare seduti sul bordo della sedia per vedere come va a finire. Questa è, più o meno, la sensazione che ho provato leggendo le 166 pagine di questo romanzo ambientato negli Stati Uniti, con protagonista una famiglia che si mette in viaggio durante il weekend del Labor Day. Non svelo il resto, ma è interessante leggere come Simenon affronta un tema attualissimo come “la violenza sulle donne”. Simenon: una garanzia.

    ha scritto il 

  • 4

    Il solito grande Simenon

    Due coniugi affrontano un viaggio per andare a prendere i figli al campeggio, ma accade qualcosa che li segnerà per sempre e li costringerà a guardarsi dentro e ad affrontare la realtà: il viaggio si ...continua

    Due coniugi affrontano un viaggio per andare a prendere i figli al campeggio, ma accade qualcosa che li segnerà per sempre e li costringerà a guardarsi dentro e ad affrontare la realtà: il viaggio si rivelerà alla fine un percorso introspettivo.
    Simenon è bravissimo nella descrizione delle dinamiche delle coppie in crisi e questo racconto americano lo dimostra. Parte quasi in sordina, poi man mano sale di tono, la tensione cresce, la notte in cui tutto accade cede il posto al giorno, momento del riconoscimento della verità.
Mi è piaciuto molto, ma, pensandoci bene, non ricordo un romanzo di questo autore che mi abbia deluso.

    ha scritto il 

  • 3

    Luci nella notte

    Quarantacinque milioni di auto in movimento, stazioni di servizio e viaggi notturni in macchina. Per me sono bastati questi tre elementi per suscitare un senso di angoscia che mi ha accompagnato fino ...continua

    Quarantacinque milioni di auto in movimento, stazioni di servizio e viaggi notturni in macchina. Per me sono bastati questi tre elementi per suscitare un senso di angoscia che mi ha accompagnato fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    “Lui lo chiamava entrare nel tunnel”, così si apre il romanzo breve di George Simenon, Luci nella notte, tradotto da Marco Bevilacqua per Adelphi. Il tunnel è quello dell’alcol e il protagonista del l ...continua

    “Lui lo chiamava entrare nel tunnel”, così si apre il romanzo breve di George Simenon, Luci nella notte, tradotto da Marco Bevilacqua per Adelphi. Il tunnel è quello dell’alcol e il protagonista del libro è un trentenne americano, Steve, che prova un piacere rabbioso nel riempirsi di whisky, proprio mentre sta andando in macchina con la moglie a prendere i due figli nel Maine dove sono stati in campeggio. Simenon tratteggia con cura i contorni di questo viaggio-incubo: è il Labour Day, sembra che tutti gli americani siano in movimento, la radio anticipa le cifre spaventose degli incidenti previsti. Steve oscilla tra il desiderio di provocare apertamente Nancy (non tollera che sia lei a guadagnare e a lavorare più di lui) e quello di nasconderle i bicchieri che sta trangugiando, sicuro di poter mantenere la lucidità necessaria a guidare. All’ennesima sosta di Steve in un bar isolato, Nancy non ce la fa più e si avvia a piedi alla ricerca di un pulman. Non lo prenderà mai quel pulman, ma noi lo scopriremo dopo aver seguito altre peripezie di Steve, tra innumerevoli bevute e pensieri malsani di cui poi si pente amaramente. Costruito con suspense magistrale, Luci nella notte, scritto nel 1953, è un irrinunciabile tassello della multiforme opera dello scrittore francese.

    ha scritto il 

  • 3

    Il grande Georges

    Ho letto tre romanzi di Simenon uno di seguito all'altro, cosa per me insolita, perché in fatto di lettura io amo la varietà e quindi mi piace spaziare liberamente. Quel che mi affascina di più in Sim ...continua

    Ho letto tre romanzi di Simenon uno di seguito all'altro, cosa per me insolita, perché in fatto di lettura io amo la varietà e quindi mi piace spaziare liberamente. Quel che mi affascina di più in Simenon, più ancora che i contenuti, che non sono sempre eccelsi, è lo stile. Ha un scrittura complessa ma intuitiva, basata sulle immagini. Non a caso il cinema francese lo ha letteralmente saccheggiato. Questo romanzo è quello che mi è piaciuto meno. Trovo che più che l'ispirazione c'è il mestiere, ma è comunque il mestiere di un grandissimo autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Io me lo immagino Georges Simenon nei difficili anni del suo “esilio" americano. Lo immagino ritrovarsi a percorrere, in una notte di pioggia, una di quelle immense strade che già negli anni cinquanta ...continua

    Io me lo immagino Georges Simenon nei difficili anni del suo “esilio" americano. Lo immagino ritrovarsi a percorrere, in una notte di pioggia, una di quelle immense strade che già negli anni cinquanta solcavano il territorio degli Stati Uniti. E lo immagino folgorato dalla visione della lunga teoria di ristoranti e distributori che sfilano veloci al lato della strada, con le loro abbaglianti insegne luminose rosse e blu. O dall’apparizione, sulla banchina, di due uomini fradici alle prese con la sostituzione di una ruota. O solo dal riflesso dei fari posteriori di un’auto sul parabrezza, spezzato da una goccia che scivola lenta. La sua mente si mette in moto, registra le sensazioni. Il suo istinto di scrittore gli dice che quello di una notte in viaggio può essere il momento decisivo di una vita, un momento che vale la pena raccontare. E decide di affrontare la sfida: scrivere un romanzo on the road, ambientato quasi tutto su una highway. Il giorno dopo, di buon mattino, si siede alla scrivania, infila il primo foglio nella macchina da scrivere, e metodico come sempre inizia a tirar fuori le sue cartelle. Una settimana dopo ha finito il romanzo, ed è una meraviglia. Perché Luci nella notte, semplicemente, è meraviglioso. Non so se le cose siano andate davvero così, ma la ricostruzione è tutt’altro che improbabile. Simenon scriveva in fretta, seguendo precisi rituali. Spesso partiva da uno spunto esile, anche solo un nome letto sul giornale. Ma davanti al risultato finale la sensazione è sempre quella di trovarsi di fronte alla vera letteratura: atmosfera e anima scolpite con pochi tratti di penna.
    La storia è semplicissima: una coppia di giovani borghesi di New York si mette in viaggio, nel week-end del Labor day, per andare a prendere i figli nella colonia in cui hanno passato l’estate. Lui è un insicuro, tentato dall’alcool più di quanto sia disposto ad ammettere, anche con se stesso; lei appare forte e volitiva, ma nasconde fragilità e senso di vuoto. Durante il viaggio si separano per un litigio, e da questo evento in apparenza banale prenderà il via una catena di eventi tragici che stravolgerà la vita dei protagonisti.
    Un romanzo on the road dicevo, a cui si uniscono gli stilemi del noir. Ma – e sta qui la grandezza di Simenon – i generi vengono travalicati. Luci nella notte è tragedia, realismo, allucinazione, psicologia. Simenon va oltre perché è capace di parlare dell’uomo, di scavarne la coscienza e raccontarla con parole asciutte e implacabili. E dimostra di cogliere perfettamente la crisi dell’uomo moderno occidentale, stretto fra alienazione lavorativa e perdita delle sicurezze nella famiglia. E’ singolare che sia uno scrittore europeo ad anticipare i temi classici del romanzo americano: Luci nella notte, nel parlare di crisi della coppia, fuga da se stessi, contiene in nuce i grandi temi trattati in un capolavoro come Revolutionary Road che arriverà solo dieci anni dopo.
    La penna di Simenon tratteggia l’altra faccia dell’America come in un quadro di Hopper. I colori accecanti che affiorano nel buio, l’odore penetrante di whisky, il senso di solitudine incombente, ricordano da vicino I nottambuli, uno dei dipinti più noti del pittore statunitense.
    Simenon – leggo da qualche parte – non ha sfornato capolavori, perché la frenesia della scrittura era per lui un bisogno più impellente della perfezione. E’ vero, Luci nella notte è per certi versi imperfetto, frettoloso, con difetti e debolezze. Ma oltre il bello, in un universo non più razionale, c’è il Sublime, ed è lì che troviamo le pagine di Simenon.

    ha scritto il 

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