Luci nella notte

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi)

4.0
(725)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845925749 | Isbn-13: 9788845925740 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Bevilacqua

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Una macchina anni Cinquanta, una coppia sull’orlo della crisi, New York che si allontana nel retrovisore, il neon azzurro e rosso delle insegne dei bar, il whisky, l’asfalto, la musica jazz in sottofondo, la minaccia incombente della violenza: Simenon utilizza tutti gli elementi canonici del noir americano rinnovandoli e rivivificandoli come lui solo sa fare. «... può essere visto, alla luce della storia della letteratura passata e di quella del cinema successivo, come una moderna, schnitzleriana Traumnovelle trasferita nell’incubo di un weekend in cui in America si muovono quarantacinque milioni di auto, o come un godardiano Week End, o come un’anticipazione di Lost Highway di Lynch. Un incubo on the road». Irene Bignardi
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  • 3

    Non mi ha colpita

    il mio primo Simenon e devo dire che le mie aspettative sono state deluse. La trama e' interessante, ma il protagonista e' debole, gli altri personaggi marginali, i temi toccati rimango in superficie ...continua

    il mio primo Simenon e devo dire che le mie aspettative sono state deluse. La trama e' interessante, ma il protagonista e' debole, gli altri personaggi marginali, i temi toccati rimango in superficie e l'ho trovato confusionario nella logica dei pensieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Soffiare su una candela

    Cupo, asfissiante, fetido come una zaffata di whisky, serrato come l'abitacolo dell'auto sulla quale viaggiano i protagonisti. Fuori da quell'auto i grandi spazi, i boschi sterminati e le luci nella n ...continua

    Cupo, asfissiante, fetido come una zaffata di whisky, serrato come l'abitacolo dell'auto sulla quale viaggiano i protagonisti. Fuori da quell'auto i grandi spazi, i boschi sterminati e le luci nella notte

    a entrambi i lati della strada si moltiplicavano i distributori di benzina e i ristoranti, via via sempre più vicini l'uno all'altro fino a formare una ghirlanda quasi ininterrotta di luci spezzata soltanto da qualche tratto buio di due o tre miglia.

    Trentadue anni lui, trentaquattro lei, genitori di due bambini di otto e dieci anni. Sono partiti da New York alla volta del Maine, dove stanno per terminare le vacanze dei loro figli, ospiti in un campeggio. E' il week-end del Labour Day (*1) il traffico è da bollino nero, la radio raccomanda prudenza. Avete presenti le classiche liti coniugali? Avete presente lo scatto d'ira? Ci sono dei casi in cui esso è fatale. In questo libro lo è perchè innesca una catena di conseguenze che solo Georges Simenon sembra in grado di poter padroneggiare. E' talmente bravo a far salire la tensione che poi può permettersi di spegnerla con una sola frase. Quello che fa in realtà, è soffiare su una candela, fermadosi l'attimo prima di abbattere la fiamma, in modo che essa si rivitalizzi subito dopo. La candela di Georges brucia dall'inizio alla fine del romanzo, e se anche si spegnessero le altre luci nella notte, il lettore non rimarrebbe al buio.
    A quanto pare Simenon scrisse questo romanzo in un mese, durante il suo soggiorno in Connecticut. Si è trattato di un'altra prova magistrale immersa in una penombra dorata per via delle sottili lame di luce che filtravano attraverso le veneziane abbassate... Io stravedo per questa sobrietà, mi è sembrato di entrare in quella stanza a fianco del tenente Murray, dopo aver viaggiato per numerose miglia in macchina con Steve e Nancy Hogan.

    «È stupido, vero?
    Capiamo solo quando è troppo tardi.
    Quando siamo felici non ci facciamo caso,
    commettiamo delle imprudenze,
    a volte addirittura ci ribelliamo...»

    (*1)
    Avevo pensato che Labour Day fosse la traduzione di primo maggio ma non mi quadrava che segnasse la fine delle vacanze. Ho chiesto a Wikipedia:
    Labor Day è una festività nazionale federale degli Stati Uniti d'America che si celebra il primo lunedì di settembre.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Belle le descrizioni e lo studio dei personaggi. Dalle pagine traspaiono le luci e le ombre, gli odori, i colori e gli ambienti descritti. Ho visualizzato tutto in modo chiaro mentre leggevo, tranne i ...continua

    Belle le descrizioni e lo studio dei personaggi. Dalle pagine traspaiono le luci e le ombre, gli odori, i colori e gli ambienti descritti. Ho visualizzato tutto in modo chiaro mentre leggevo, tranne i volti dei protagonisti.
    Nonostante sia un noir e la tensione si percepisca dalle prime pagine per crescere sempre di più...quello che più ho apprezzato di questo libro è stato il momento di sincerità assoluta tra Steve e Nancy, il loro mettere da parte le maschere, le ipocrisie, le cortesie...e svelarsi uno all’altra sinceramente e se vogliamo anche brutalmente; perchè in un momento di crisi profonda questo è l’unico modo per risollevarsi insieme e insieme riprendere il cammino...senza falsità ma con sincera, anche se a volte dolorosa, onestà. Ammettere a se stessi e all’altro le pecche, le debolezze...è il modo giusto per superarle, o almeno per provarci.

    ha scritto il 

  • 5

    Faro nelle tenebre

    Questo libro non merita soltanto cinque stelle, questo libro ha "chiuso un cerchio".

    La difficoltà dei rapporti umani, le incomprensioni, l'incapacità di comunicare, ancora una volta sono trattate in ...continua

    Questo libro non merita soltanto cinque stelle, questo libro ha "chiuso un cerchio".

    La difficoltà dei rapporti umani, le incomprensioni, l'incapacità di comunicare, ancora una volta sono trattate in modo magistrale. Il tunnel di cui parla credo sia tappezzato da certi limiti che per fortuna non riguardano tutti. Lui ha la capacità di muoversi con facilità in certi labirinti, mi piace seguirlo perché ne conosce perfettamente la struttura e almeno sulla carta si riesce a uscirne.

    ha scritto il 

  • 4

    Trama non eccelsa, fin troppo semplice ma il modo di scrivere di Simenon, l'analisi perfetta dei comportamenti umani davanti agli accadimenti e ai cambiamenti che la vita inevitabilmente porta nel suo ...continua

    Trama non eccelsa, fin troppo semplice ma il modo di scrivere di Simenon, l'analisi perfetta dei comportamenti umani davanti agli accadimenti e ai cambiamenti che la vita inevitabilmente porta nel suo scorrere sono impareggiabili...

    ha scritto il 

  • 2

    Prima volta che Simenon sfiora a mio avviso solo la sufficienza.
    Per non svelare troppo la trama potrei ridurre la storia a quella di una coppia in crisi che in un week-end si riavvicina a seguito d ...continua

    Prima volta che Simenon sfiora a mio avviso solo la sufficienza.
    Per non svelare troppo la trama potrei ridurre la storia a quella di una coppia in crisi che in un week-end si riavvicina a seguito di eventi molto drammatici accaduti durante il viaggio.
    Alcune parti non sono male (i silenzi carichi di tensione della coppia in auto,le stilettate che si lanciano) ma il resto della storia mi è sembrato inverosimile anche se calato nella realtà americana degli anni cinquanta.Cioè,fatemi capire,a una donna all'epoca capitava quello che leggerete, e il giorno dopo si trovava con nome e cognome su tutti i giornali della East Coast?!Ma quando mai... Simenon,hai toppato dai..

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro (un regalo di Ortensia: e quindi ancora grazie Ort!!) si è rivelato essere un Simenon di quelli "at his best!". Appartiene alla sua produzione "americana" (a cavallo tra gli anni 40 e 50 si ...continua

    Il libro (un regalo di Ortensia: e quindi ancora grazie Ort!!) si è rivelato essere un Simenon di quelli "at his best!". Appartiene alla sua produzione "americana" (a cavallo tra gli anni 40 e 50 si era trasferito in USA) e, benchè scritto in francese, è pienamente calato nel clima della letteratura americana: un noir "on the road" con tanto di autostrade affollate nel classico week-end di fine estate (quando si va a riprendere i figli dal campeggio estivo), di piccoli bar lungo le strade, dove si beve quel goccio di troppo che ti fa perdere la strada e dove può capitare che si facciano strani incontri, nella voglia di fraternizzare col vicino al bancone, come quello con un evaso da sing-sing che poi ti puoi trovare per caso sul sedile posteriore in macchina...
    Mi fermo qui.
    Per aggiungere solo che la trama “thriller” non è che un pretesto per indagare tra i rapporti di coppia nel moderno mondo occidentale, là dove il ricorso all’alcool (la luce artificiale momentanea di un bar sulla strada) spesso è il parvento dietro al quale nascondere le proprie frustrazioni ed evitare un sano e sincero confronto con il coniuge, che porterebbe ben maggiori frutti. Quelle luci vere e naturali di una “nuova alba” che sole possono illuminare realmente le tenebre di una notte da incubo.

    ha scritto il 

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