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Lucky

A Memoir

By Alice Sebold

(10)

| School & Library Binding | 9781417616176

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Book Description

Enormously visceral, emotionally gripping, and imbued with the belief that justice is possible even after the most horrific of crimes, Alice Sebold's compelling memoir of her rape at the age of eighteen is a story that takes hold of you and won't Continue

Enormously visceral, emotionally gripping, and imbued with the belief that justice is possible even after the most horrific of crimes, Alice Sebold's compelling memoir of her rape at the age of eighteen is a story that takes hold of you and won't let go.

Sebold fulfills a promise that she made to herself in the very tunnel where she was raped: someday she would write a book about her experience. With Lucky she delivers on that promise with mordant wit and an eye for life's absurdities, as she describes what she was like both as a young girl before the rape and how that rape changed but did not sink the woman she later became.

It is Alice's indomitable spirit that we come to know in these pages. The same young woman who sets her sights on becoming an Ethel Merman-style diva one day (despite her braces, bad complexion, and extra weight) encounters what is still thought of today as the crime from which no woman can ever really recover. In an account that is at once heartrending and hilarious, we see Alice's spirit prevail as she struggles to have a normal college experience in the aftermath of this harrowing, life-changing event.

No less gripping is the almost unbelievable role that coincidence plays in the unfolding of Sebold's narrative. Her case, placed in the inactive file, is miraculously opened again six months later when she sees her rapist on the street. This begins the long road to what dominates these pages: the struggle for triumph and understanding -- in the courtroom and outside in the world.

Lucky is, quite simply, a real-life thriller. In its literary style and narrative tension we never lose sight of why this life story is worth reading. At the end we are left standing in the wake of devastating violence, and, like the writer, we have come to know what it means to survive.

98 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    http://ilibrisonounantidotoallatristezza.blogspot.it/20… Era tardi quella sera, Alice stava tornando al pensionato studentesco dove viveva, dopo una serata passata a casa di un amico. E' un attimo. Un uomo scon ...(continue)

    http://ilibrisonounantidotoallatristezza.blogspot.it/20…

    Era tardi quella sera, Alice stava tornando al pensionato studentesco dove viveva, dopo una serata passata a casa di un amico. E' un attimo. Un uomo sconosciuto la immobilizza e la violenta. A nulla valgono i suoi tentativi di ribellarsi, le urla, i calci. Quella stessa notte Alice viene portata all'ospedale e il suo aguzzino viene denunciato. Le dicono che è stata fortunata, perchè nello stesso luogo in cui è stata aggredita una ragazza come lei è stata uccisa e smembrata non molto tempo prima. Fortunata di essere viva. Fortunata ad essere stata 'solo' stuprata. Alice torna a casa, passa l'estate con la sua famiglia, cercando di superare il dolore, la rabbia, la paura. Nonostante tutto riesce a trovare il coraggio di tornare all'università per il nuovo anno. E proprio lì, nel luogo in cui credeva di essere al sicuro, lo incontra di nuovo. Si aggira per il quartiere, in pieno giorno, come niente fosse, come una persona qualsiasi. Alice torna alla polizia, stavolta con qualche elemento in più per identificarlo e l'uomo viene arrestato. Questo però è solo l'inizio. L'inizio di infiniti processi, udienze, identificazioni, interrogatori. Nonostante lo stato in cui è arrivata all'ospedale, nonostante il suo abbigliamento castigato, nonostante il fatto che fino a quella notte fosse vergine, c'è chi non crede alla sua storia..

    Leggere questo libro non è stato facile. Ho conosciuto Alice Sebold grazie al suo bellissimo libro Amabili resti, e solo in seguito ho scoperto che in quella storia così toccante c'era il fantasma di un'esperienza di vita reale, un'esperienza traumatizzante per qualsiasi donna, che lei ha voluto raccontare fedelmente in questo libro. Credo sia stato davvero duro per lei ricostruire l'incubo che ha vissuto, è stata molto forte e molto coraggiosa ed è impossibile non apprezzare questo. Allo stesso tempo leggere questo libro mi ha fatto capire fino a che punto uno stupro può sconvolgere la vita di una persona. Quella violenza che ha subito le è rimasta addosso, probabilmente non se ne libererà maie e questo si riflette anche nei suoi libri, anche quando racconta storie inventate. Amabili resti parla di una ragazzina che viene stuprata e uccisa, proprio come la ragazza di cui la polizia le ha parlato la notte in cui la sua vita è cambiata, La quasi luna invece racconta la storia di una donna di mezza età che uccide la madre malata. La violenza, la morte, il dolore sono parte integrante dei suoi racconti. E della sua vita. L'incubo che ha vissuto quella notte ha sconvolto il suo presente, il suo futuro. Tra le pagine di questo libro ho capito che mettere il dolore su carta a volte può aiutare ad alleggerire l'anima. Ma il dolore non sparirà solo perchè finalmente ha trovato una valvola di sfogo. In tutta sincerità è molto difficile giudicare questo libro. L'argomento è trattato con estrema crudezza, senza risparmiare nulla al lettore, neanche i particolari più violenti e scabrosi. L'incipit, come sempre, è crudo e diretto. Sappiamo di cosa parla il libro fin dalle prime righe. Niente giri di parole per indorare la pillola. Questa è una caratteristica dello stile della Sebold che mi piace molto. La narrazione parte dalla notte dello stupro e segue con attenzione l'anno successivo, fino alla conclusione del processo, per poi riassumere molto velocemente gli anni successivi. Il motivo per cui ho tenuto il voto più basso di quanto avrei sperato è che, nonostante il tema trattato, non mi sono mai davvero emozionata o commossa. La ricostruzione è quasi impersonale e i sentimenti faticano a venire fuori. Molto spesso sembra quasi che a parlare sia un'automa. L'autrice nel raccontare la sua storia non è riuscita a lasciarsi davvero andare. Uno dei difetti di questo libro sono gli interrogatori, riportati fedelmente nella loro interezza, monologhi infiniti di giudici e avvocati interrotti solo da qualche si e no. Questa scelta ha reso queste scene molto lunghe, esasperanti e noiose. Probabilemente sarebbe stato meglio riportare solo i dialoghi più importanti e inframmezzare la scena con riflessioni e pensieri. Il finale mi ha lasciata un po' avvilita. Questa non è la storia di come superare il trauma di uno stupro, come speravo, è semplicemente la storia di una vita distrutta dalla violenza di un attimo, una storia che purtroppo potrebbe avere come autrice una qualsiasi delle centinaia di migliaia di ragazze che vengono stuprate giorno dopo giorno.

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    Vanessa said on Feb 4, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Lo stupro

    Nel 1981, all’età di 18 anni, Alice Sebold viene picchiata e violentata nel buio notturno di una galleria abbandonata, mentre sta attraversando un parco diretta al pensionato studentesco in cui vive.
    “Sei stata fortunata”, le dirà la polizia, perché ...(continue)

    Nel 1981, all’età di 18 anni, Alice Sebold viene picchiata e violentata nel buio notturno di una galleria abbandonata, mentre sta attraversando un parco diretta al pensionato studentesco in cui vive.
    “Sei stata fortunata”, le dirà la polizia, perché nella stessa galleria in passato un’altra ragazza era stata uccisa e smembrata.
    Da qui (credo) il titolo del libro, “Lucky”, racconto autobiografico di quest’esperienza, dalla terribile notte della violenza, alla denuncia alla polizia e al processo contro l’”aguzzino”, per finire poi in una vita di sbando totale, droga e ricostruzione.
    Sono certa che ad Alice Sebold sia costato tanto, tantissimo, scrivere queste pagine. E il suo è sicuramente un atto di coraggio e di forza da apprezzare.
    Purtroppo, però, da lettrice vorace e curiosa che attualmente sono, il confronto fra un libro e l’altro mi viene spontaneo, soprattutto dopo averne letto uno che mi ha lasciato il segno. E devo dire che qui siamo piuttosto lontani da quel vivo e palpitante concentrato di emozioni che era stato “Amabili resti”, uno dei romanzi più belli che io abbia mai incontrato. Nonostante la scottante tematica trattata, infatti, sono rimasta più volte apatica, quasi ci fosse stato un freno tra ciò che l’autrice voleva comunicare e l’emozione che me ne poteva derivare; forse molto dipende dal fatto che l’opera è autobiografica, dunque la stessa Sebold si è inconsciamente frenata in quel processo di aperta comunicazione e totale coinvolgimento del lettore. Insomma, l’ho percepita distante, poco introspettiva, nonostante parli di lei proprio in prima persona. E, se tutto ciò che racconta è vero, mi ha scioccata e turbata l’iniziale reazione apatica, quasi menefreghista, dei suoi genitori a quanto le accade.
    In conclusione, al di là del tema trattato, se volete leggere qualcosa di Alice Sebold, partite senza dubbi da “Amabili resti”. A questo do comunque una sufficienza.

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    Dolceluna said on Oct 19, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non credo di poter dare una valutazione a questo libro.
    Se da una parte mi sconcerta la sua "ossessione" per lo stupro subito, il volerne parlare a tutti i costi, il metterlo in mezzo a ogni rapporto come una bandiera, un confine per me inesistente, ...(continue)

    Non credo di poter dare una valutazione a questo libro.
    Se da una parte mi sconcerta la sua "ossessione" per lo stupro subito, il volerne parlare a tutti i costi, il metterlo in mezzo a ogni rapporto come una bandiera, un confine per me inesistente, dall'altra mi colpisce la sua sempre mancata guarigione. Il suo non darsi scampo. Il cercare, il pretendere di essere forte non lasciandoselo cadere di dosso ma portandolo sulle spalle come pietre.
    Questo libro è l'anello che serve per capire i suoi altri due, La Quasi Luna, stupendo oltre ogni limite, e Amabili resti, che confesso di non aver capito appieno. Quando lo lessi pensavo con rabbia che non si può parlare di cosa una prova nella morte, ora so che non parlava di morte vera, che la sua è una metafora attraverso cui lei vedeva il mondo. Il suo limbo, il suo essere negata nonostante fosse sempre li, non vista perché uccisa agli occhi di tutti.

    Da leggere, per capire gli altri suoi......

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    Willa 999 said on Oct 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Crudo, spiazzante, poco piacevole dato l'argomento trattato.

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    Paintedeyes said on Sep 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un racconto crudo e veritiero dell'esperienza di uno stupro, la protagonista è molto ironica e coraggiosa nell'affrontare la situazione, ma non per questo riesce ad evitare situazioni imbarazzanti, di rabbia, vergogna e puara. Crede sempre di cavarse ...(continue)

    Un racconto crudo e veritiero dell'esperienza di uno stupro, la protagonista è molto ironica e coraggiosa nell'affrontare la situazione, ma non per questo riesce ad evitare situazioni imbarazzanti, di rabbia, vergogna e puara. Crede sempre di cavarsela egregiamente, ma un episodio così l'ha segnata per sempre.
    L'unica soluzione è quella di accettare un <<mondo dove due relatà coesistono, un mondo in cui l'inferno e la speranza convivono sul palmo della mia mano>>.

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    Lea.g said on Sep 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lucky NON è la storia dello stupro subìto dall'autrice l'8 Maggio 1981: è la storia di Alice, di Lila, di Maria Flores e di tante altre donne. Mi ha sconvolto sopratutto come possa essere finita l'amicizia fra Alice e Lila a causa della violenza che ...(continue)

    Lucky NON è la storia dello stupro subìto dall'autrice l'8 Maggio 1981: è la storia di Alice, di Lila, di Maria Flores e di tante altre donne. Mi ha sconvolto sopratutto come possa essere finita l'amicizia fra Alice e Lila a causa della violenza che ha colpito quest'ultima e a come la vita dell'autrice dopo non sia stata più normale, ma segnata dalle droghe, dall'alcool, dalla sregolatezza e quasi dall'eccesso.

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    annafranci said on Dec 8, 2012 | Add your feedback

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