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Lucrezia Borgia

Di

Editore: Mondadori

4.0
(576)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 624 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8804451017 | Isbn-13: 9788804451013 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    Questa è una biografia di Lucrezia Borgia. La ricerca condotta da Maria Bellonci è molto accurata e approfondita; devo dire che in alcuni punti il libro è poco scorrevole perchè i riferimenti storici ...continua

    Questa è una biografia di Lucrezia Borgia. La ricerca condotta da Maria Bellonci è molto accurata e approfondita; devo dire che in alcuni punti il libro è poco scorrevole perchè i riferimenti storici sono davvero tanti.
    Lucrezia Borgia è una figura controversa: innanzitutto è la figlia di un papa (Alessandro VI) e la sua vita non è quella di una donna qualunque. È ricca e raccomandata, vive a corte, nei cui intrighi è spesso coinvolta; è pienamente calata nella sua epoca e forse anche vittima delle circostanze.
    Col tempo riuscirà ad assumere un ruolo di guida di Ferrara, città in cui si trasferirà dopo il matrimonio con Alfonso d'Este.
    L'analisi della Bellonci rivaluta Lucrezia Borgia che appare un personaggio meno negativo di quello che viene tradizionalmente descritto.

    ha scritto il 

  • 5

    A settantacinque anni dalla sua pubblicazione, questo volume conserva intatto il suo fascino e la sua bellezza narrativa. Una biografia monumentale nella quale accanto al grandioso sforzo prodotto dal ...continua

    A settantacinque anni dalla sua pubblicazione, questo volume conserva intatto il suo fascino e la sua bellezza narrativa. Una biografia monumentale nella quale accanto al grandioso sforzo prodotto dall'Autrice nella ricerca delle fonti storiche, si unisce la delicatezza dell'esposizione e l'audacia della rivalutazione di un personaggio ritenuto licenzioso, scellerato e, persino, incestuoso. Maria Bellonci, scrittrice acuta e fine, tenta di superare l'immagine consunta e ufficiale di Lucrezia Borgia, compiendo indagini meticolose e profonde, soprattutto per quella parte della vita che inizia quando essa va in sposa ad Alfonso d'Este e si stabilisce a Ferrara. Da quella città e dalla dinastia che la governa viene conquistata, ricoprendone fino in fondo il ruolo di guida politica ed assumendo decisioni coraggiose, anche quando la sorta sembra diventare avversa. Un libro bellissimo e raffinato che riesce a dare voce e tratto psicologico anche a “freddi”, e apparentemente asettici, documenti di archivio.

    ha scritto il 

  • 5

    Durante la lettura della prima parte del libro, mi ero un po' pentita di averlo acquistato. E' vero che per comprendere in pieno la figura di Lucrezia è necessario avere un chiaro riferimento del cont ...continua

    Durante la lettura della prima parte del libro, mi ero un po' pentita di averlo acquistato. E' vero che per comprendere in pieno la figura di Lucrezia è necessario avere un chiaro riferimento del contesto storico e politico in cui viveva, ma lo trovavo esagerato. La lettura non è né facile né scorrevole. Superato l'ostacolo della prima parte, una volta inseriti nel periodo storico (e nella scrittura della Bellonci, il romanzo fu pubblicato nel 1939), quando tutti i protagonisti, anche quelli non studiati a scuola, diventano ormai familiari, il libro si apre come uno scrigno ricco di tesori. Non solo cominci a comprendere Lucrezia e il suo modo di agire, ma vivi le sue ansie e le sue gioie, ti infili nei suoi pensieri, riesci quasi a vedere i suoi abiti, ti prepari per le feste in maschera e siedi accanto a lei al fresco di grandi alberi, per vincere la calura estiva. Una lettura appassionata, quasi un viaggio nell'anima di Lucrezia.

    ha scritto il 

  • 5

    Una bellissima biografia che ci restituisce il ritratto di una delle figure forse più ingiustamente maltrattate della nostra storia (e davvero, no! Basta con Lucrezia come “quella che avvelenava la ge ...continua

    Una bellissima biografia che ci restituisce il ritratto di una delle figure forse più ingiustamente maltrattate della nostra storia (e davvero, no! Basta con Lucrezia come “quella che avvelenava la gente”). La Bellonci, trasportandoci in un viaggio tra Roma e Ferrara, ricrea con abilità l’affresco completo di un’epoca attraverso la vita della protagonista e della famiglia Borgia, toccando i più importanti personaggi suoi contemporanei e gli avvenimenti che hanno contribuito a plasmare il nostro paese tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Lo stile è ricercato, molto ricco e particolareggiato e, per questo, ammetto che mi ci è voluto un po’ più tempo del solito per terminare la lettura, ma ne è valsa la pena per ogni singola pagina. Se non mi credete godetevi la bellezza straziante di questo addio sotto la neve alla città di Roma:

    “Risaliva ora verso il nord, lei adoratrice del sole, dei giardini, delle gaie feste fiorite; lei che non conosceva l’odore della nebbia, lasciava l’oro maturo del sole di Roma per il grigio tutto pause metafisiche del cielo di Ferrara. Nel silenzio nevoso le voci cadevano senza sonorità a terra, e pareva inutile cercare di sollevarle in un accento di trionfo. La città dolce e torbida, opulenta e miserevole, taceva, era ferma, non veniva a salutarla, non aveva nemmeno più il volto che ella conosceva, si rifiutava alle sue domande e al suo sguardo con il pudore ostile delle cose contro chi le abbandona. Quella che passava non era più la figlia del papa, Lucrezia Borgia, ma la duchessa di Ferrara, sconosciuta nata ora, straniera che si doveva guardare senza rivelarle nulla, chiudendo nei muri perfino le connessure dei mattoni. Già Roma e Lucrezia non si riconoscevano più.”

    ha scritto il 

  • 3

    Chi era realmente Lucrezia Borgia non lo sapremo mai. Però seguire la sua crescita tra il Vaticano e Ferrara ci riporta ai fasti di un'epoca lontana ma di cui subiamo il fascino ancora oggi. Porpora c ...continua

    Chi era realmente Lucrezia Borgia non lo sapremo mai. Però seguire la sua crescita tra il Vaticano e Ferrara ci riporta ai fasti di un'epoca lontana ma di cui subiamo il fascino ancora oggi. Porpora cardinalizia, mantelli d'ermellino, velluto cremisi, architetti, poeti Boiardo, Ariosto, brembo pittori pinturicchio Raffaello Michelangelo il papato e gli stati italiani la vita di corte e quel mix avvincente di intrigo e raffinatezza crudeltà e meschinità che da sempre muove il mondo

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo. Gli manca la pulizia perfetta di "Rinascimento privato" in cui, probabilmente, l'autrice sente anche più affinità con il suo soggetto. Tuttavia è un libro bellissimo, difficile da inquadra ...continua

    Bellissimo. Gli manca la pulizia perfetta di "Rinascimento privato" in cui, probabilmente, l'autrice sente anche più affinità con il suo soggetto. Tuttavia è un libro bellissimo, difficile da inquadrare.
    Pieno di vite di donne, tante volte taciute nella storia antica e del rinascimento; tutte restituite, anche in pochi tocchi, con la vivezza della quotidianità.
    La cura e la lettura delle fonti sono meticolose, e poi c'è la sensibilità alle sfumature psicologiche di Bellonci. Tanto da far dimenticare che emozioni, sentimenti, batticuori e pentimenti dei personaggi sono sue supposizioni e non verità storiche documentate. L'italiano è quello personale, poetico, evocativo, ricco e inusuale dell'autrice.
    La storia è narrazione. A leggere Bellonci vien voglia di ragione a White.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'opera monumentale, una ricerca meticolosa raccontata con estrema eleganza. Il canone del romanzo storico.

    Ma veniva la notte, ed ella restava sola: sotto il baldacchino ricamato, al buio, allora sì ...continua

    Un'opera monumentale, una ricerca meticolosa raccontata con estrema eleganza. Il canone del romanzo storico.

    Ma veniva la notte, ed ella restava sola: sotto il baldacchino ricamato, al buio, allora sì che tutte le ferite si aprivano a sanguinare, ed ella richiamava il fratello - le donne nelle stanze vicine ascoltavano trattenendo il respiro - ripeteva mille volte quel nome, riviveva con la cara temuta ombra della sua prima vita [...] Ad un lume di dolore scopriva se stessa, sentiva quanto fosse stretto quel laccio di famiglia, come andasse di là dalle regole umane, confuso e naturale come l'istinto: s'accorgeva che le parole spagnole, valenzane che le venivano sulle labbra per chiamare il fratello, parevano d'amore, e forse arrivavano ad esserlo, struggenti, amare, perdute. (pag. 449)

    ha scritto il 

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