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Lucrezia Borgia

Di

Editore: Mondadori

4.0
(563)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 624 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8804451017 | Isbn-13: 9788804451013 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    A settantacinque anni dalla sua pubblicazione, questo volume conserva intatto il suo fascino e la sua bellezza narrativa. Una biografia monumentale nella quale accanto al grandioso sforzo prodotto dall'Autrice nella ricerca delle fonti storiche, si unisce la delicatezza dell'esposizione e l'audac ...continua

    A settantacinque anni dalla sua pubblicazione, questo volume conserva intatto il suo fascino e la sua bellezza narrativa. Una biografia monumentale nella quale accanto al grandioso sforzo prodotto dall'Autrice nella ricerca delle fonti storiche, si unisce la delicatezza dell'esposizione e l'audacia della rivalutazione di un personaggio ritenuto licenzioso, scellerato e, persino, incestuoso. Maria Bellonci, scrittrice acuta e fine, tenta di superare l'immagine consunta e ufficiale di Lucrezia Borgia, compiendo indagini meticolose e profonde, soprattutto per quella parte della vita che inizia quando essa va in sposa ad Alfonso d'Este e si stabilisce a Ferrara. Da quella città e dalla dinastia che la governa viene conquistata, ricoprendone fino in fondo il ruolo di guida politica ed assumendo decisioni coraggiose, anche quando la sorta sembra diventare avversa. Un libro bellissimo e raffinato che riesce a dare voce e tratto psicologico anche a “freddi”, e apparentemente asettici, documenti di archivio.

    ha scritto il 

  • 5

    Durante la lettura della prima parte del libro, mi ero un po' pentita di averlo acquistato. E' vero che per comprendere in pieno la figura di Lucrezia è necessario avere un chiaro riferimento del contesto storico e politico in cui viveva, ma lo trovavo esagerato. La lettura non è né facile né sco ...continua

    Durante la lettura della prima parte del libro, mi ero un po' pentita di averlo acquistato. E' vero che per comprendere in pieno la figura di Lucrezia è necessario avere un chiaro riferimento del contesto storico e politico in cui viveva, ma lo trovavo esagerato. La lettura non è né facile né scorrevole. Superato l'ostacolo della prima parte, una volta inseriti nel periodo storico (e nella scrittura della Bellonci, il romanzo fu pubblicato nel 1939), quando tutti i protagonisti, anche quelli non studiati a scuola, diventano ormai familiari, il libro si apre come uno scrigno ricco di tesori. Non solo cominci a comprendere Lucrezia e il suo modo di agire, ma vivi le sue ansie e le sue gioie, ti infili nei suoi pensieri, riesci quasi a vedere i suoi abiti, ti prepari per le feste in maschera e siedi accanto a lei al fresco di grandi alberi, per vincere la calura estiva. Una lettura appassionata, quasi un viaggio nell'anima di Lucrezia.

    ha scritto il 

  • 5

    Una bellissima biografia che ci restituisce il ritratto di una delle figure forse più ingiustamente maltrattate della nostra storia (e davvero, no! Basta con Lucrezia come “quella che avvelenava la gente”). La Bellonci, trasportandoci in un viaggio tra Roma e Ferrara, ricrea con abilità l’affresc ...continua

    Una bellissima biografia che ci restituisce il ritratto di una delle figure forse più ingiustamente maltrattate della nostra storia (e davvero, no! Basta con Lucrezia come “quella che avvelenava la gente”). La Bellonci, trasportandoci in un viaggio tra Roma e Ferrara, ricrea con abilità l’affresco completo di un’epoca attraverso la vita della protagonista e della famiglia Borgia, toccando i più importanti personaggi suoi contemporanei e gli avvenimenti che hanno contribuito a plasmare il nostro paese tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Lo stile è ricercato, molto ricco e particolareggiato e, per questo, ammetto che mi ci è voluto un po’ più tempo del solito per terminare la lettura, ma ne è valsa la pena per ogni singola pagina. Se non mi credete godetevi la bellezza straziante di questo addio sotto la neve alla città di Roma:

    “Risaliva ora verso il nord, lei adoratrice del sole, dei giardini, delle gaie feste fiorite; lei che non conosceva l’odore della nebbia, lasciava l’oro maturo del sole di Roma per il grigio tutto pause metafisiche del cielo di Ferrara. Nel silenzio nevoso le voci cadevano senza sonorità a terra, e pareva inutile cercare di sollevarle in un accento di trionfo. La città dolce e torbida, opulenta e miserevole, taceva, era ferma, non veniva a salutarla, non aveva nemmeno più il volto che ella conosceva, si rifiutava alle sue domande e al suo sguardo con il pudore ostile delle cose contro chi le abbandona. Quella che passava non era più la figlia del papa, Lucrezia Borgia, ma la duchessa di Ferrara, sconosciuta nata ora, straniera che si doveva guardare senza rivelarle nulla, chiudendo nei muri perfino le connessure dei mattoni. Già Roma e Lucrezia non si riconoscevano più.”

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo. Gli manca la pulizia perfetta di "Rinascimento privato" in cui, probabilmente, l'autrice sente anche più affinità con il suo soggetto. Tuttavia è un libro bellissimo, difficile da inquadrare.
    Pieno di vite di donne, tante volte taciute nella storia antica e del rinascimento; tut ...continua

    Bellissimo. Gli manca la pulizia perfetta di "Rinascimento privato" in cui, probabilmente, l'autrice sente anche più affinità con il suo soggetto. Tuttavia è un libro bellissimo, difficile da inquadrare.
    Pieno di vite di donne, tante volte taciute nella storia antica e del rinascimento; tutte restituite, anche in pochi tocchi, con la vivezza della quotidianità.
    La cura e la lettura delle fonti sono meticolose, e poi c'è la sensibilità alle sfumature psicologiche di Bellonci. Tanto da far dimenticare che emozioni, sentimenti, batticuori e pentimenti dei personaggi sono sue supposizioni e non verità storiche documentate. L'italiano è quello personale, poetico, evocativo, ricco e inusuale dell'autrice.
    La storia è narrazione. A leggere Bellonci vien voglia di ragione a White.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'opera monumentale, una ricerca meticolosa raccontata con estrema eleganza. Il canone del romanzo storico.


    Ma veniva la notte, ed ella restava sola: sotto il baldacchino ricamato, al buio, allora sì che tutte le ferite si aprivano a sanguinare, ed ella richiamava il fratello - le donn ...continua

    Un'opera monumentale, una ricerca meticolosa raccontata con estrema eleganza. Il canone del romanzo storico.

    Ma veniva la notte, ed ella restava sola: sotto il baldacchino ricamato, al buio, allora sì che tutte le ferite si aprivano a sanguinare, ed ella richiamava il fratello - le donne nelle stanze vicine ascoltavano trattenendo il respiro - ripeteva mille volte quel nome, riviveva con la cara temuta ombra della sua prima vita [...] Ad un lume di dolore scopriva se stessa, sentiva quanto fosse stretto quel laccio di famiglia, come andasse di là dalle regole umane, confuso e naturale come l'istinto: s'accorgeva che le parole spagnole, valenzane che le venivano sulle labbra per chiamare il fratello, parevano d'amore, e forse arrivavano ad esserlo, struggenti, amare, perdute. (pag. 449)

    ha scritto il 

  • 4

    Le biografie della Bellonci, per quanto basate su solidissime prove storiche, sono soprattutto indagini dell'anima e questo a mio parere è il loro maggior pregio. In questo e nell'invenzione linguistica straordinariamente evocativa rivela tutto il suo talento.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando mesi fa ho ricevuto come regalo quest'edizione originale risalente al 1934 di Lucrezia Borgia della Bellonci,sapevo perfettamente dentro di me che avrei gustato questo libro come pochi ho gustato fino ad ora. Ho impiegato il tempo più possibile per leggerlo,cosa che non è affatto da me. E ...continua

    Quando mesi fa ho ricevuto come regalo quest'edizione originale risalente al 1934 di Lucrezia Borgia della Bellonci,sapevo perfettamente dentro di me che avrei gustato questo libro come pochi ho gustato fino ad ora. Ho impiegato il tempo più possibile per leggerlo,cosa che non è affatto da me. E questo perchè sin dalla prima pagina ho assaporato ogni singola parola,ogni singola descrizione o annotazione. E' la terza biografia che leggo di Lucrezia e posso affermare con estrema convinzione che ad oggi sia l'unica a potersi definire tale. C'è chi come la Bradford si è concentrato su solo gli aspetti della vita sentimentale di Lucrezia,tralasciando gli altri, o chi come il Bouflet ha inventato di sana pianta suoi pensieri ed umori solo per romanzare il tutto. Maria Bellonci no! Lei ti da una visione a 360 gradi di quella che fu la figlia di Papa Alessandro VI! E' stata in grado di farmi vivere ogni singolo momento,ovviamente documentato,della protagonista. Non so perchè io sia così attratta e legata alla sua figura e alla sua storia; Ho tanti personaggi appartenenti ad epoche passate che mi piacciono,ma nessuno è stato in grado di farmi attaccare a se come Lucrezia e la sua famiglia. Non riesco a fare a meno di guardare in continuazione le immagini dei luoghi in cui è vissuta o le raffigurazioni in quadri vari delle personalità a cui ella è stata legata. Ad oggi molti ne parlano male, non solo pochi(per fortuna)storici,ma anche ormai film e telefilm (salvo qualcuno) la presentano come la donna più dissoluta del 500..e mi risulta davvero difficile non dire la mia a riguardo: Cosa si capisce di Lucrezia Borgia leggendo la sua biografia? Che ella fu solo una ragazza come tante,con un senso d'amore per la famiglia ineguagliabile..una fanciulla che ebbe come desiderio più grande quello di amare e di essere amata, e che purtroppo non vi riuscì mai. Fu oggetto politico nelle mani degli uomini del tempo,compreso suo padre, e non perchè egli non l'amasse,ma perchè purtroppo all'epoca così si era soliti ragionare. Dovette subire il divorzio dal primo marito (che le giovò umanamente visto che Giovanni Sforza non la degnava della benchè minima considerazione) con l'umiliazione di natura sociale che questo comportava, dovette subire l'assassinio del suo secondo marito, Alfonso di Bisceglie, di cui ella iniziava appena ad affezionarsi, dovette subire oltretutto la vita di privazioni e di disattenzioni con il suo terzo marito, Alfonso D'Este..fino all'insopportabile perdita di suo fratello Cesare Borgia. L'unico che ella aveva veramente amato e da cui era stata ella stessa amata, di un amore cieco,geloso ed aggressivo..non si sa ad oggi se ci fu o non ci fu l'incesto (anche se documenti scritti riportano la paternità dell'Infante romano ad egli e alla sorella che se ne occupò fino alla morte),ma si è certi che il loro amore andava sopra ogni altro tipo d'amore..perfino quello fraterno. Pagherei per poter tornare indietro nel tempo e conoscere Lucrezia,far parte caso mai di quella che fu la sua corte,ma amandola così tanto e possedendo una mente del tutto fantasiosa,preferisco immaginare che in realtà io mi senta così legata a lei perchè non sia altro che una delle mie tante vite passate. Amo pensarla così. E cosa c'è di male? Lo penserò per sempre.
    Grazie Maria Bellonci.
    Firmato: Lucrezia Borgia :')

    ha scritto il 

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