Lucrezia Borgia

Di

Editore: Mondadori

4.0
(621)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 624 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8804451017 | Isbn-13: 9788804451013 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 5

    A dispetto della sua pubblicazione alquanto datata, questa stupefacente biografia psicologica arde ancora nei cataloghi di librerie, biblioteche e... cuori di appassionati. Senz'altro merito degli stu ...continua

    A dispetto della sua pubblicazione alquanto datata, questa stupefacente biografia psicologica arde ancora nei cataloghi di librerie, biblioteche e... cuori di appassionati. Senz'altro merito degli studi seri e profondi condotti dall'autrice che tra impressionanti empatie extra-temporali, encomiabili cognizioni di tempi lontani e culture antiche, preziosi colloqui con carteggi inediti consultati negli archivi di Modena, Mantova, Roma, Firenze e Ferrara, ci illustra con l'arte più sofisticata dello scrivere femminile la vera storia della figlia illegittima di papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia. La galante Bellonci scova in quelle leggendarie perle della quotidianità di corte rinascimentale, quelli che erano i climi emotivi della dolce Lucrezia, mossi fino alle tempeste più mortuarie dalle deliranti ambizioni degli uomini fondamentali della sua vita: suo padre e suo fratello Cesare Borgia, il condottiero Valentino, colui che ispirato dalle nascenti nazioni di Francia e di Spagna bramò oltremodo la corona d'Italia e poi la fine della tirannide perpetrata dai signorotti italiani, causa di sanguinose lotte intestine. Pennivendoli, scribacchini e drammaturghi, inclusa certa stoltezza ecclesiastica, hanno poi fatto di Lucrezia la vergognosa regina delle nefandezze più trite: la Borgia degli incesti, dei veleni e degli omicidi. Calunnie infondate prese per vere, vicende infauste romanzate esponenzialmente laddove la scarsità di documenti attendibili strizza l'occhio alla speculazione, alle ambiguità e al calcolo superfluo delle probabilità.
    Nell'ambiente ferrarese della corte più antica d'Italia, quella degli Este, la nervatura sottile di questa vita palpita di pregio e di valore non riflettendo più i bagliori sinistri della sua famiglia. Seguiamo la maturità di Lucrezia, ora duchessa di Ferrara, ma anche l'insorgere dei suoi tempi e del casato a cui appartiene. La morte di papa Alessandro VI e l'ascesa di Giulio II frantumano ogni speranza futura eclissando gioie e fortune dei Borgia, facendo dell'uomo più temuto e promettente d'Italia, il duca Valentino, l'ultimo dei pezzenti. La duchessa di Ferrara è sola, in una corte che fatica ad accettarla sin dagli inizi del contratto nuziale tanto che la vedremo di sovente cenare in disparte con il suo fidato seguito spagnolo, un marito che c'è e non c'è ad intermittenza pronto solo al suo dovere carnale, un suocero avaro che le diminuisce la rendita principesca e le dimezza la rassicurante corte spagnuola. Le ci vorrà del tempo per adattarsi, come tutti i figli lontani per la prima volta dalle protezioni e dagli affetti genitoriali. A tutte queste amarezze, inclusi gli aborti spontanei, il suo dolcificante preferito resta il tempo che trascorre lontana dalle tensioni, licenziandosi dalla mondanità nel convento del Corpus Domini o nella Casa Romei, lo spazio che dedica ai versi e ai suoi prediletti poeti umanisti, il Bembo col suo favolso amore platonico e lo Strozzi che farà tra i due l'amabile intermediario. Due personaggi desideratissimi dalla "prima first lady del mondo" Isabella d'Este, cognata collezionista e mecenate, rivale di Lucrezia in campo di elogi e di arte.

    Amare un personaggio storico significa instaurarci una relazione profonda, farsi gradualmente invitare a corte, annullare ogni pudicizia storica, ottenerne la fiducia e la confidenza, talvolta indovinarne persino le bugie e i sospiri... perché sì, certe antiche esistenze conservano ancora intatte le loro superbie, i loro orgogli, i tanti incanti.

    ha scritto il 

  • 5

    Lucre&Family

    Più avvincente di Trono di spade!
    Sulla vita di Lucre&Family s'è detto e visto di tutto (compreso un serialtv, i Borjas!), ma questa biografia-interpretata di Bellonci ne dà una lettura a un tempo mae ...continua

    Più avvincente di Trono di spade!
    Sulla vita di Lucre&Family s'è detto e visto di tutto (compreso un serialtv, i Borjas!), ma questa biografia-interpretata di Bellonci ne dà una lettura a un tempo maestosa e intima.
    La parte che più ho amato è quella della corte romana, dorata e corrusca, dove Lucre – pur tra i lutti provocati da padre e fratello – risplende di luce propria, del sole dorato della giovinezza. A Ferrara le nebbie padane, la luce filtrata, una corte abbastanza asfittica libera solo nel potere e nelle arti, soffocano lo spirito di Lucrezia o quantomeno la narrazione che ne fa Bellonci. Che alla fine bembeggia, riducendo gli ultimi capitoli a letterine d'amore. Torna grande quando si riaffaccia a Roma, per descrivere la morte di Alessandro e la caduta di Cesare, mio amore assoluto d'infanzia grazie alla lettura de Il Duca di Rafael Sabatini.
    [Se vi viene il ghiribizzo di visitarne la tomba, chiesa del Corpus Domini di Ferrara, verificate gli orari di apertura che sono quantomeno bizzarri e prevedono un giorno di ferie intrasettimanale, visto che di sabato e domenica sono rigorosamente chiuse e non visitabili. A conferma che Ferrara più o meno all'epoca di Lucrezia è rimasta]

    ha scritto il 

  • 5

    Lucrezia, controversa, forte e fragile. Figlia di papa, moglie di duchi e principi, raffinata e infelice duchessa di Ferrara. Condannata dalla sua stessa famiglia alla solitudine, ma innamorata della ...continua

    Lucrezia, controversa, forte e fragile. Figlia di papa, moglie di duchi e principi, raffinata e infelice duchessa di Ferrara. Condannata dalla sua stessa famiglia alla solitudine, ma innamorata della vita e dell'amore, seppur lontana da tutto, lì al centro di se stessa

    ha scritto il 

  • 5

    Molti descrivono quest’opera come una delle migliori biografie di Lucrezia Borgia, e a fine lettura posso capire perché.
    Ripartendo “da zero”, come la Bellonci stessa specifica nelle note finali, ovve ...continua

    Molti descrivono quest’opera come una delle migliori biografie di Lucrezia Borgia, e a fine lettura posso capire perché.
    Ripartendo “da zero”, come la Bellonci stessa specifica nelle note finali, ovvero andando alle fonti primarie della storia Borgiana in Italia (soprattutto lettere, resoconti, testimonianze dell’epoca o dei decenni successivi) l’autrice va oltre le immagini stereotipate di Lucrezia sia come incestuosa avvelenatrice, complice delle trame del padre e del fratello, sia come vittima passiva, semplice burattino nelle mani delle trame famigliari. Quello che resta di questo libro, una volta chiusa l’ultima pagina, è un ritratto reale dell’Italia di fine Quattrocento, con Lucrezia come centro della narrazione, ma anche lunghi - e molto interessanti - capitoli dedicati agli altri personaggi, primi fra tutti Cesare - per il quale, nemmeno a dirlo, servirebbero ben più che pochi capitoli per rendere pienamente giustizia alla sua complessità -, la famiglia d’Este di Ferrara, gli Aragona di Napoli, ma anche personaggi che occupano poco spazio, ma che riescono ad affascinare e lasciano la curiosità di approfondire la loro storia - ad esempio Beatrice d’Este, Caterina Sforza, Sancia d’Aragona, i duchi di Urbino e quelli di Mantova. La Bellonci si sofferma molto sul carattere dei personaggi, ricostruendone le intenzioni attraverso le loro azioni e le loro parole, e anche laddove non ci siano certezze storicamente provate, offre un quadro ragionato delle possibilità, formulando ipotesi o teorie.
    Non pesano gli “anni” di questa biografia, scritta nel 1939, che scorre via senza annoiare, ricca di dettagli e curiosità anche per quello che concerne la vita quotidiana, gli usi e le abitudini di quello che resta, a mio avviso, il periodo più affascinante della storia italiana

    ha scritto il 

  • 4

    In questa bella biografia Maria Bellonci ci restituisce una figura di Lucrezia Borgia completamente diversa da quella tramandata dall'immaginario collettivo. L'opera è interamente basata sullo studio ...continua

    In questa bella biografia Maria Bellonci ci restituisce una figura di Lucrezia Borgia completamente diversa da quella tramandata dall'immaginario collettivo. L'opera è interamente basata sullo studio di carte e scritti dell'epoca rinvenuti e conservati negli archivi delle città interessate dalla breve vita della protagonista. Lucrezia, dopo aver letto queste pagine, appare più vittima che "carnefice" dedita a somministrare veleni. Vittima di una società maschilista, patriarcale e misogina e di una nobiltà (e in questo caso di un clero) interessati solo a tessere trame per il mantenimento del potere. Lucrezia Borgia, figlia di Alessandro VI, rimane in qualche modo impigliata in questo ingranaggio fatto di potere e matrimoni di interesse. Nella sua breve esistenza contrarrà tre matrimoni. Avrà molti figli alcuni dei quali (quello avuto dal primo marito e un altro la cui paternità non è ancora stata accertata) dovrà abbandonare e seguire da lontano e in segreto.
    Si troverà, duchessa di Ferrara, a vivere una vita piuttosto triste e malinconica la cui sola evasione era ricercata all'interno dei monasteri e nelle tenute ducali lontane dalla corte; luoghi in cui riuscirà per brevi periodi a trovare una certa serenità.

    [...] Ma veniva la notte, ed ella restava sola: sotto il baldacchino ricamato al buio, allora si che tutte le sue ferite si aprivano a sanguinare [...], riviveva con la cara temuta ombra della sua prima vita. [...]

    ha scritto il 

  • 3

    Questa è una biografia di Lucrezia Borgia. La ricerca condotta da Maria Bellonci è molto accurata e approfondita; devo dire che in alcuni punti il libro è poco scorrevole perchè i riferimenti storici ...continua

    Questa è una biografia di Lucrezia Borgia. La ricerca condotta da Maria Bellonci è molto accurata e approfondita; devo dire che in alcuni punti il libro è poco scorrevole perchè i riferimenti storici sono davvero tanti.
    Lucrezia Borgia è una figura controversa: innanzitutto è la figlia di un papa (Alessandro VI) e la sua vita non è quella di una donna qualunque. È ricca e raccomandata, vive a corte, nei cui intrighi è spesso coinvolta; è pienamente calata nella sua epoca e forse anche vittima delle circostanze.
    Col tempo riuscirà ad assumere un ruolo di guida di Ferrara, città in cui si trasferirà dopo il matrimonio con Alfonso d'Este.
    L'analisi della Bellonci rivaluta Lucrezia Borgia che appare un personaggio meno negativo di quello che viene tradizionalmente descritto.

    ha scritto il 

  • 5

    A settantacinque anni dalla sua pubblicazione, questo volume conserva intatto il suo fascino e la sua bellezza narrativa. Una biografia monumentale nella quale accanto al grandioso sforzo prodotto dal ...continua

    A settantacinque anni dalla sua pubblicazione, questo volume conserva intatto il suo fascino e la sua bellezza narrativa. Una biografia monumentale nella quale accanto al grandioso sforzo prodotto dall'Autrice nella ricerca delle fonti storiche, si unisce la delicatezza dell'esposizione e l'audacia della rivalutazione di un personaggio ritenuto licenzioso, scellerato e, persino, incestuoso. Maria Bellonci, scrittrice acuta e fine, tenta di superare l'immagine consunta e ufficiale di Lucrezia Borgia, compiendo indagini meticolose e profonde, soprattutto per quella parte della vita che inizia quando essa va in sposa ad Alfonso d'Este e si stabilisce a Ferrara. Da quella città e dalla dinastia che la governa viene conquistata, ricoprendone fino in fondo il ruolo di guida politica ed assumendo decisioni coraggiose, anche quando la sorta sembra diventare avversa. Un libro bellissimo e raffinato che riesce a dare voce e tratto psicologico anche a “freddi”, e apparentemente asettici, documenti di archivio.

    ha scritto il 

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