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Ludmila's Broken English

By

Publisher: Faber and Faber

2.9
(40)

Language:English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , German , Italian , Spanish

Isbn-10: 0571231667 | Isbn-13: 9780571231669 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature

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Book Description
A picaresque dripping with flavours of British bacon and nasty Russian vodka, this is a tale of tangoing twins on a journey into the unknown.
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  • 1

    Non mi è piaciuto già dalle prime pagine, ma ho continuato ad andare avanti nella lettura nella speranza di potermi ricredere. Invece no. Uno dei libri peggiori che mi sia mai capitato di leggere. Farraginoso, noioso, contorto. Il finale è assolutamente "gratuito": pare scritto da chi non sa più ...continue

    Non mi è piaciuto già dalle prime pagine, ma ho continuato ad andare avanti nella lettura nella speranza di potermi ricredere. Invece no. Uno dei libri peggiori che mi sia mai capitato di leggere. Farraginoso, noioso, contorto. Il finale è assolutamente "gratuito": pare scritto da chi non sa più dove trovare un senso a quanto detto in precedenza.

    said on 

  • 3

    E’ ancora dai tempi di Twedlee Dee e Twedlee Dum che mi piacciono le storie strampalate. Per cui: C’era una strana ragazza di Circassia/ che voleva una vita senza fango e maiali./ Allora abbandonò famiglia e guerra/ per trovare solamente dei maiali,/ quella strana ragazza di Circassia.
    C’erano du ...continue

    E’ ancora dai tempi di Twedlee Dee e Twedlee Dum che mi piacciono le storie strampalate. Per cui: C’era una strana ragazza di Circassia/ che voleva una vita senza fango e maiali./ Allora abbandonò famiglia e guerra/ per trovare solamente dei maiali,/ quella strana ragazza di Circassia. C’erano due strani gemelli siamesi/ che da adulti vengono divisi./ Gettati nel mondo senza strumenti/ rimarranno un po’ delusi e un po’ contenti/ quei due strani gemelli e la ragazza.

    said on 

  • 3

    A parte questo vizio di tradurre i titoli stranieri con assonanze che non c'entrano nulla (questo era Ludmila broken English, perché fare Ludmila in fuga??), a parte che io quello prima non l'ho letto, a parte il linguaggio sgangherato e surreale dei russi, (dio mio, il tampax come bustina del t ...continue

    A parte questo vizio di tradurre i titoli stranieri con assonanze che non c'entrano nulla (questo era Ludmila broken English, perché fare Ludmila in fuga??), a parte che io quello prima non l'ho letto, a parte il linguaggio sgangherato e surreale dei russi, (dio mio, il tampax come bustina del the...) a parte che ormai pure le guerre civili sono finite nel dimenticatoio (remember Ossezia and Cecenia?), il finale mi é piaciuto un sacco!

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  • 3

    Libri in prestito - 07 marzo 07

    Librone trash, che si legge in parallelo tra occidente e Russia in disfacimento. Alcuni spunti (il dominio psicologico sull'altro, la capacità di adattarsi). Doveva finire un capitolo prima ed era un libro interessante. La fine è inutilmente didascalica.

    said on 

  • 1

    Read most of this while waiting for an interminably-delayed train in the almost apocalyptic central station of Macedonia's capital, Skopje. One of the worst places I have ever been and not a good place to read such a depressing book. Didn't appeal to me at all, it did have some nice moments but t ...continue

    Read most of this while waiting for an interminably-delayed train in the almost apocalyptic central station of Macedonia's capital, Skopje. One of the worst places I have ever been and not a good place to read such a depressing book. Didn't appeal to me at all, it did have some nice moments but the shocking and distasteful ending ruins it.

    said on 

  • 3

    “Ludmila in fuga” non è la conferma che ci si sarebbe potuti aspettare da DBC Pierre dopo "Vernon God Little". Non è nemmeno un brutto romanzo, tutt’altro... semplicemente, è un passo indietro rispetto all’esordio che aveva permesso all’autore australiano di vincere il prestigioso Booker Prize ne ...continue

    “Ludmila in fuga” non è la conferma che ci si sarebbe potuti aspettare da DBC Pierre dopo "Vernon God Little". Non è nemmeno un brutto romanzo, tutt’altro... semplicemente, è un passo indietro rispetto all’esordio che aveva permesso all’autore australiano di vincere il prestigioso Booker Prize nel 2003.
    La storia ha inizio quando Blair e Bunny (detto Gordon) Heath, gemelli siamesi dalla nascita, vengono separati in seguito a un’operazione riuscita con successo. All’improvviso, ai gemelli Heath, all’età di 33 anni, si aprono nuove, infinite, prospettive. L’istituto di Albion House, oltre le cui mura non erano mai andati prima, concede loro “quattro settimane di permesso nella comunità”. Vengono mandati a Londra. Davanti a loro “un mondo pieno di occasioni, rutilante di chiacchiere sulla libertà, la globalizzazione, la conquista del potere personale. Il sesso”.
    Intanto, molto più a est, la giovane Ludmila progetta una fuga dalla propria famiglia e dalla guerra. Deve solo aspettare la notte, e col fidanzato Misha Bukinov andrà via da quel caos. Qualcosa va però storto, prima che arrivi la notte Ludmila uccide accidentalmente il nonno e...
    Il resto è un lento, affascinante, a volte macchinoso, processo di avvicinamento tra due mondi. Tra il mondo di Blair e Bunny, dove le armi si fabbricano, e il mondo di Ludmila, dove le armi, invece, si usano. Una parabola che porterà ognuno dei protagonisti a scoprire ciò che prima gli era ignoto. E intanto che la storia va avanti, si evidenzia anche il contrasto tra i due gemelli. Blair è un miscuglio di voglie, pulsioni, fretta di immergersi all’interno della società. Bunny è l’opposto: fosse per lui passerebbe le quattro settimane chiuso nell’appartamento londinese. Ma è solo pigrizia o anche istinto di sopravvivenza?
    Grande spazio viene riservato ai dialoghi, grazie ai quali DBC Pierre si diverte a mettere in evidenza manie linguistiche dei protagonisti . Se l’espressione più utilizzata da Bunny è “Cioè veramente”, Ludmila e i suoi parenti sembrano non potere fare a meno di sputare improperi di ogni genere nei confronti dell’interlocutore. Ed è proprio dai dialoghi, più che dalle descrizioni, che emergono le sfumature caratteriali dei vari personaggi.
    Peccato che l’accuratezza mostrata da DBC Pierre in grossa parte del romanzo sia messa da parte in un finale forse troppo affrettato.

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  • 3

    ...però ste smanie di tradurre i titoli a caso. cos'aveva di sbagliato "ludmila's broken english", l'inglese spezzato di Ludimila, l'inglese sbagliato, quello che ti pare... ma vuoi mettere?
    in compenso, il libro è bello.

    said on