Luisa ha le tette grosse

Di

Editore: Leone (Riflessi)

3.5
(64)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8863930473 | Isbn-13: 9788863930474 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Cortoromanzo equivoco

Angelo è un uomo come tanti, intrappolato nelle maglie di una vita che gli sta stretta senza che realmente se ne renda conto. La sua vita scorre su un binario di noiosa linearità fino al giorno in cui una scoperta casuale, un incontro eccitante e una svista sul lavoro innescano un meccanismo rivoluzionario nella sua mente. La routine e la pigrizia quotidiana si manifestano in tutto il loro orrore e qualcosa in lui cambierà per sempre. Una semplice storia complessa, una scrittura fresca e originale che riesce a sondare nelle profondità dell'animo umano con ironia.

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  • 3

    Solo per il titolo

    Sarò onesto, l'ho comprato perché il titolo mi incuriosiva parecchio e tutto sommato non mi è dispiaciuto, quello che non sono riuscito a capire se lo scopo dell'autore era strappare un sorriso ironiz ...continua

    Sarò onesto, l'ho comprato perché il titolo mi incuriosiva parecchio e tutto sommato non mi è dispiaciuto, quello che non sono riuscito a capire se lo scopo dell'autore era strappare un sorriso ironizzando sulla generazione dei 40 (di cui faccio parte) oppure dare spunti di riflessione per i quarantenni, che magari vivono una vita non troppo esaltante. Nell'uno o nell'altro caso, alla fine, quello che mi è rimasto di questo libro è il titolo che, come un paio di volte ripete l'autore (quando parla di sesso e omicidio), forse è un altro mezzo per vendere qualche copia in più.

    ha scritto il 

  • 4

    Terzo esperimento, decisamente il migliore

    Quante parole servono per dimostrare la pusillanime invidia di Angelo, voce narrante? Cinque: basta la prima frase, che poi è anche il titolo del cortoromanzo. Da lì emerge tutta la vigliaccheria dell ...continua

    Quante parole servono per dimostrare la pusillanime invidia di Angelo, voce narrante? Cinque: basta la prima frase, che poi è anche il titolo del cortoromanzo. Da lì emerge tutta la vigliaccheria dell’io-vorrei-ma-non-posso che macera il protagonista, oppresso da un lavoro poco gratificante, da una moglie acida, da un capufficio bastardo che ha pure l’aggravante di essere il cognato di successo. In tutto ciò solo una luce brilla: la collega Luisa, scialba e banale, se non fosse per l’unico attributo che la adorna – un paio di rispettabilissime tette.
    Angelo è talmente rassegnato a fungere da punching ball che viene voglia di scuoterlo e imporgli una reazione, una qualsiasi, ma si capisce che l’esplosivo inesploso dei sogni miseramente abortiti che racchiude in sé prima o poi lo porterà alla rovina. Infatti, quando scoprirà la portata dell’equivoco in cui è caduto, una reazione c’è, ancora più eclatante di quello che ci si potesse aspettare da una nullità come lui.
    Terzo esperimento di approccio, dunque, all’autore che ho imparato a conoscere attraverso i post auto-pubblicitari che semina per anobi. Alla fine uno sul passaparola mi ha convinta. Non che gli altri messaggi fossero meno interessanti (li ho bevuti tutti di un fiato fino all'ultima sillaba) ma ero prevenuta, mea culpa, contro le auto-promozioni. Se il suo scopo era chiarire perché è indispensabile per autori emergenti raccattare lettori con ogni mezzo, ha centrato l'obiettivo. Qui ho ritrovato anche la sua ironia, cattivella senza sfociare nel sarcasmo, e la capacità di tratteggiare un carattere in poche righe che nei due romanzi di fantascienza mi era mancata. E adesso… Nebbie.

    ha scritto il 

  • 3

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=394

    Luisa poteva avere una qualità qualunque per essere assunta come segretaria: poteva essere intelligente, capace, simpatica, sveglia ...continua

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=394

    Luisa poteva avere una qualità qualunque per essere assunta come segretaria: poteva essere intelligente, capace, simpatica, sveglia, invece no, ha semplicemente un seno prosperoso e questa sua particolarità è stata determinante per l'assegnazione del ruolo. L'autore prende questo come spunto per l'inizio di questa storia, il cui titolo trae in inganno facendo presagire qualcosa di frivolo, prendendo con ironia il fatto che nel mercato del lavoro femminile al giorno d'oggi l'aspetto fisico conta molto, soprattutto in alcune mansioni. Il protagonista è un uomo, dipendente di suo cognato, che lavora insieme a Luisa. L'evento che lo fa riflettere su quanto grigia e insignificante sia la sua vita, è una sbirciata al computer della collega mentre lei è assente dall'ufficio. La storia che l'autore mette in piedi è simpatica e abbastanza interessante, seppur non eccezionale. Un passatempo breve e piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Rapida e simpatica lettura: la crisi di un quasi 50enne, tra insoddisfazioni lavorative e familiari, sogni repressi e incapacità di reazione. Amara conclusione: solo incutendo timore Angelo riuscirà a ...continua

    Rapida e simpatica lettura: la crisi di un quasi 50enne, tra insoddisfazioni lavorative e familiari, sogni repressi e incapacità di reazione. Amara conclusione: solo incutendo timore Angelo riuscirà ad essere rispettato.

    ha scritto il 

  • 0

    Questo racconto che acquista via via sfumature sempre più tormentate, riesce a dipanarsi senza inquietare perché si veste di situazioni quotidiane così familiari, vissute o comunque sfiorate almeno ...continua

    Questo racconto che acquista via via sfumature sempre più tormentate, riesce a dipanarsi senza inquietare perché si veste di situazioni quotidiane così familiari, vissute o comunque sfiorate almeno una volta dal lettore.
    Solo col passar delle pagine si avverte prima una grande insoddisfazione che diviene poi una rassegnata, continua drammatica sconfitta, che troverà una via d’ uscita nella più folle e sconsiderata delle azioni.
    Non avrà nessuna pretesa di riscatto, ma assumerà i contorni di una grande liberatoria fuga.

    ha scritto il 

  • 4

    E vai Silvio !

    Leggendo le fasi della crisi esistenziale di Angelo ci saranno sicuramente uomini , soprattutto se negli “anta”, che non faticheranno a riconoscere , magari anche solo in parte , alcune proprie fantas ...continua

    Leggendo le fasi della crisi esistenziale di Angelo ci saranno sicuramente uomini , soprattutto se negli “anta”, che non faticheranno a riconoscere , magari anche solo in parte , alcune proprie fantasie non realizzate quando non addirittura amare frustrazioni.
    Ed il coinvolgimento può diventare ancora più inquietante per chi , come me , possieda una chitarra (però elettrica) egualmente inutilizzata e pietosamente occultata da vecchi abiti dentro (anziché dietro) un armadio come ingombrante e malinconico ricordo di un passato ormai troppo lontano.
    Un titolo furbescamente ammiccante per un raccontino fresco , spassoso quanto arguto , tanto breve da leggersi in poche ore , che divertendo porta a riflettere come mi capita ogni volta che guardo un film del Rag. Ugo Fantozzi .

    ha scritto il 

  • 3

    «Esperienza di vita apparente»

    Luisa ha un problema, molto più grande delle sue tette.
    Anche Angelo ha un problema, forse più grande di quello di Luisa e delle sue tette.
    Il problema di Angelo è che è insoddisfatto, che ha più di q ...continua

    Luisa ha un problema, molto più grande delle sue tette.
    Anche Angelo ha un problema, forse più grande di quello di Luisa e delle sue tette.
    Il problema di Angelo è che è insoddisfatto, che ha più di quarant'anni e che i suoi sogni anziché chiusi in un cassetto sono finiti direttamente in cantina.
    Il problema di Luisa, ma anche di Angelo, è lo stesso, e si chiama dottor Monaci.
    Per entrambi è il capoufficio, ma per Angelo è anche il marito di sua sorella, cioè suo cognato.
    Racconto agrodolce con punte di divertimento, un'improvvisa svolta che non definirò con alcun termine per non rovinare la sorpresa, per un certo senso generazionale, che descrive la crisi che colpisce molti uomini (ma anche donne) quando fanno i conti con quello che sognavano - «dopo anni di immobilismo, di mimetismo, in cui ho sviluppato la famosa tecnica di sopravvivenza fatta della capacità di confondermi con l'armadio» - e lo confrontano con quello che invece hanno - «Io e mia moglie con l'amore abbiamo chiuso da un pezzo. Prima con l'amore, poi con l'amicizia, quindi con la stima. Cos'è rimasto? Due figli maleducati in età di scuola dell'obbligo, un mutuo da pagare (…)».
    E cosa può succedere quando di un uomo, di quest'uomo, «anche il più spento, il più castrato dalla vita» si forza il punto di rottura?

    Tre stelline abbondanti che vogliono dire 'incontriamoci ancora' :-)

    ha scritto il