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Lulù Delacroix

Di

Editore: Rizzoli

3.3
(317)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817037680 | Isbn-13: 9788817037686 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
A Perfect City, dove tutto è ordine, armonia e bellezza, regole severe proibiscono ogni imperfezione. Nulla turba la vita senza difetti dei suoi abitanti. Per questo mondo di fiaba artefatta, terrorizzato da ogni forma di diversità, la piccola Lulù Delacroix rappresenta una minaccia. Di più, un’offesa inaudita. Perché Lulù non è una bambina come tutte le altre: non ha i capelli, ha due occhi enormi, una pelle bianchissima e uno strano modo di esprimersi. Nessuno l’accetta, neppure i genitori che per lei non conoscono dolcezza, tanto meno le sue sorelle Ada e Dolores che si divertono a tormentarla con giochi crudeli. Per questo la decisione è drastica: quella ragazzina è un mostro, spaventa le persone, non dovrà mai uscire di casa. Così Lulù si crea un universo privato per sopravvivere alla realtà che la rifiuta, fino a quando l’incontro con Mimì, una bambola con un braccio e un occhio solo, nel giorno del suo sesto compleanno la trascinerà nella più grande avventura della sua vita. Insieme dovranno raggiungere il Mondo del Mistero e, tra mille incontri e fantastiche acrobazie, sconfiggere i pregiudizi, origine di ogni infelicità. In un libro che unisce, all’interno di una sontuosa architettura narrativa, la dolcezza del Piccolo principe, il fantastico di Alice nel paese delle meraviglie e l’inquietudine di Pinocchio, Isabella Santacroce ci spalanca le porte di tutto il suo immaginario e ci trascina in un romanzo fiaba indimenticabile e senza tempo.
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  • 3

    Questa non è una recensione, ma, dato che in molti continuano a chiedermi questo libro, ho deciso di scrivere qui - sperando che leggano prima di mandarmi un messaggio - che non ce l'ho più.
    L'ho scambiato tantissimo tempo fa... ma non riesco a levarlo dagli scambiabili, a causa di un qualche pro ...continua

    Questa non è una recensione, ma, dato che in molti continuano a chiedermi questo libro, ho deciso di scrivere qui - sperando che leggano prima di mandarmi un messaggio - che non ce l'ho più. L'ho scambiato tantissimo tempo fa... ma non riesco a levarlo dagli scambiabili, a causa di un qualche problema col sito.

    ha scritto il 

  • 5

    Non vergognarti della tua diversità, amala.

    A Perfect City, vi sono regole che proibiscono l'imperfezione.
    E allora cosa accade se la nascita di una bambina, Lulù Delacroix, terrorizza gli altri abitanti? Facile, basta tenerla segregata in casa... Perchè Lulù è "diversa" dagli altri, non ha capelli e ha degli occhioni enormi, non può andar ...continua

    A Perfect City, vi sono regole che proibiscono l'imperfezione. E allora cosa accade se la nascita di una bambina, Lulù Delacroix, terrorizza gli altri abitanti? Facile, basta tenerla segregata in casa... Perchè Lulù è "diversa" dagli altri, non ha capelli e ha degli occhioni enormi, non può andare a scuola per non spaventare gli altri bambini, perciò non ha istruzione e si esprime con un linguaggio un po' incomprensibile e, a tratti, buffo. Ma la vita di Lulù si stravolge quando incontra Mimì, una bambola senza un occhio e con un braccio solo, che la porta in un magico mondo per sconfiggere una volta per tutte i pregiudizi. Una favola dolce-amara che vi catturerà! E poi è impossibile non amare la semplicità e la determinazione della piccola Lulù. ;)

    ha scritto il 

  • 2

    Lulù Delacroix richiama alla memoria Alice nel Paese delle Meraviglie... sarà che anche quello non mi aveva fatto impazzire, ma questo libro a volte mi ha lasciato più che perplessa. Per carità, ci sono molti punti davvero belli e l'idea di fondo non era per niente male, anzi!
    Poetica la conquist ...continua

    Lulù Delacroix richiama alla memoria Alice nel Paese delle Meraviglie... sarà che anche quello non mi aveva fatto impazzire, ma questo libro a volte mi ha lasciato più che perplessa. Per carità, ci sono molti punti davvero belli e l'idea di fondo non era per niente male, anzi! Poetica la conquista del diritto ad essere diversi e la lotta per l'accettazione della propria diversità. Però, tutte le volte che la piccola protagonista esprimeva i suoi pensieri, mi veniva da prendere il libro e lanciarlo lontano. Capisco eh, capisco che sia stato per esigenza narrativa e capisco che sia una cosa più che voluta, ma mi si accapponava la pelle, non ci posso fare nulla. Probabilmente perché non amo molto i bambini, chi lo sa, ma non posso dare più di due stelle, perché tre sono troppe e metà stellina non posso reperirla da nessuna parte.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo romanzo finisce a pagine 167 circa. E dunque: l’immaginazione è un potere, ma la scrittura, perché sia arte, è l’antidoto a ogni eccesso di potere, anche quello dell’immaginazione.

    È un anno, forse meno, non penso di più, che leggo il Meridiano con le poesie della Dickinson. Quando, iniziando il romanzo della Santacroce (ce l’ho sulla scaffale da un po’), ho letto la dedica – è dedicato a Emily Dickinson – e ho scoperto che Emily è un personaggio del romanzo stesso, la mia ...continua

    È un anno, forse meno, non penso di più, che leggo il Meridiano con le poesie della Dickinson. Quando, iniziando il romanzo della Santacroce (ce l’ho sulla scaffale da un po’), ho letto la dedica – è dedicato a Emily Dickinson – e ho scoperto che Emily è un personaggio del romanzo stesso, la mia predisposizione è stata favorevole ai suoi massimi storici. Verso la Santacroce, aggiungo, mi sentivo in debito. Il primo romanzo che ne ho letto, “Destroy”, lo trovai inizialmente terribile, poi capii di non aver inteso la sua operazione, che non era narrativa quanto linguistica. C’è una ricchezza linguistica, in Destroy, che riesce a far passare in secondo piano la completa debolezza narrativa. Debolezza narrativa debellata, per le prime 167 pagine, in “Lulù Delacroix”, al cui interno c’è una elaborazione stilistica molto accurata. Perfect City, come ambientazione, sa di già letto, anzi: di già girato; però la famiglia Delacroix è interessante, di una normalità esilarante. Le gemelline sono fantastiche, su Lulù ho cominciato a proiettare mia nipote di tre anni (stravedo per mia nipote; una predisposizione più favorevole non l’ho avuta per nessun romanzo mai), e il personaggio La Santa di nome e Messa di cognome che sta per Gesù Crocifisso m’è talmente piaciuto che mi stavo facendo andare bene persino la bambola senza un braccio e senza un occhio. La storia della bambina che parla con la sorellina morta e presa per pazza andava di un bene, la storia del ragazzino con la cuffia da giraffa pure, e se l’orco senza testa è quello che è, il Pupazzo di Neve Mangione con per occhi due ragni è più che burtoniano, e i condizionali e i congiuntivi e il candore linguistico di Lulù stavano ottenendo dei deliziosi momentini comici, ormai pensavo “Toh, la Santacroce ci ha preso!”. La scena delle due sorelle che riportano a Lulù i suoi areoplanini di carta spediti alle nuvole è un taglio traumatico come solo l’infanzia può buscarsene uno così. Poi è iniziato il viaggio nell’immaginario della Santacroce e è finito il romanzo. Il romanzo non si è mosso più, è diventato una statica auto-eccitazione neuronale, una sovrapposizione di quadri, un affollarsi di giochi linguistici e chimere fantastiche, un autismo talvolta lirico ma senza nessuna propulsione interna, una immobilità molto pittata e ri-pittata. La lotta pasticciona di una tragica bambina contro il pregiudizio dei morti è scaduta nella solfa che non si sopportava più all’apparire del primo ragno tenore, figurarsi quando appaiono il pipistrellino e il moccioso alla Wilde. Gli importi dalla grande letteratura si sprecano, e vengono tutti sprecati. Se pensi a Carroll e poi pensi alla Santacroce, pensi: povera Santacroce. Se pensi a Dante, pensi: povera Santacroce. Se pensi alla Dickinson, pensi: altro che povera Santacroce, povera Dickinson a essere stata tirata dentro questo cicaleggio! E povero Dante. E povero Carroll. Soprattutto, povero Carroll. La bambina dei lampi l’ho presa in antipatia, si è rivelata essere una suorina costretta nella clausura delle sue angosce a colori. Ho cominciato a tifare strenuamente per la Regina Ingiusta. La Santacroce è riuscita a rendermi insopportabile un personaggino sul quale avevo proiettato mia nipote. L’indisposizione nei riguardi della Santacroce ha toccato un record negativo difficilmente eguagliabile.

    Che noia, allora, la fantasia della Santacroce. Se di pagina in pagina mi stavano sempre più simpatiche le gemelle sadiche e sempre più sul culo la sfigatella calva con gli occhioni non è perché sono cattivo io: è una scrittrice cattiva lei, la Santacroce, quest’è. Rimaneggiandole perbene , dalle oltre quattrocento una decina di pagine molto belle si ricava, e anche una ventina di poesie come si deve.

    ha scritto il 

  • 4

    Isabella nel paese delle meraviglie

    Secondo capitolo di una trilogia di cui rappresenta il paradiso , "Lulù Delacroix" è una fiaba dai forti rimandi autobiografici , più profonda di quanto possa sembrare in apparenza e che ricorda/cita classici della letteratura come quelli di Carroll o Collodi.
    Se nella prima parte del libro la st ...continua

    Secondo capitolo di una trilogia di cui rappresenta il paradiso , "Lulù Delacroix" è una fiaba dai forti rimandi autobiografici , più profonda di quanto possa sembrare in apparenza e che ricorda/cita classici della letteratura come quelli di Carroll o Collodi. Se nella prima parte del libro la storia sembrerebbe improntata su una sorta di distopia fantastica , nella seconda il racconto assume i connotati della fiaba e la Santacroce lascerà andare senza freni la sua lodevole fantasia,trascinandoci in un mondo irreale , bizzarro e astratto dove la piccola Lulù , emarginata e derisa nella sua città , sarà l'eroina scelta per una missione importante: distruggere il pregiudizio. Ovviamente non è dato sapere cosa effettivamente sia reale e cosa provenga dalla mente della bambina , e questo snodo può in pratica dare alla vicenda diverse chiavi di lettura. Come ho detto qualche riga sopra la vicenda ha una forte connotazione biografica , viste le similitudini fra il personaggio principale e la scrittrice emiliana. Le tematiche dell'emarginazione , della solitudine , della fantasia che sostituisce il reale , la critica ad un mondo dalla facciata perfetta ma marcio dentro sono ben sviluppate dall'autrice , che con il suo stile delicato e poetico riesce a piazzare durante la storia alcune perle (metaforiche e non) che spingono inevitabilmente alla riflessione. La prosa è abbastanza scorrevole nonostante i periodi lunghi e il linguaggio dislessico di Lulù,senza dimenticare le lunghe descrizioni dei mondi favolistici incontrati durante il viaggio. I personaggi sono ben caratterizzati e risultano tutti familiari; la Santacroce inoltre inserirà all'interno della storia personalità come Anna Karenina,l'Alice di Carroll e addirittura Emily Dickinson (figura fondamentale per Lulù) e lei stessa , in una sequenza di meta-letteratura fra il geniale e l'autocelebrazione. Purtroppo "Lulù Delacroix" non è un romanzo perfetto , soprattutto per via di una parte centrale troppo lenta e ripetitiva , una lunghezza eccessiva per una storia del genere e per alcuni frangenti in cui l'autrice sembra compiacersi fin troppo della sua vena artistica. In definitiva considero quest'opera della Santacroce un ottimo libro, da leggere con la giusta mentalità che se preso nel verso giusto vi saprà regalare tanta delicatezza,contenuti e creatività.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere in musica: Lulù Delacroix e i Nightwish

    Siamo a Perfect City, luogo di omologazione e splendore; lo splendore di uno specchio che viene colpito dal sole, del biancore di denti curati, di abiti nuovi dai colori che incantano. Tutti sembrano apparentemente consapevoli e felici...


    La nostra recensione su InkBooks:
    http://www.inkboo ...continua

    Siamo a Perfect City, luogo di omologazione e splendore; lo splendore di uno specchio che viene colpito dal sole, del biancore di denti curati, di abiti nuovi dai colori che incantano. Tutti sembrano apparentemente consapevoli e felici...

    La nostra recensione su InkBooks: http://www.inkbooks.it/?p=336

    ha scritto il 

  • 4

    "Se non c'è nessun senso ci risparmiamo un mondo di fastidi, perché non abbiamo nessun bisogno di trovarcene uno"
    Lulù come Alice, adagiata su una nuvola attraverso mondi sempre più cupi e spaventosi, che attraverso gli occhi della nostra "bambina dei lampi" ci regalano genio e follia, amore e od ...continua

    "Se non c'è nessun senso ci risparmiamo un mondo di fastidi, perché non abbiamo nessun bisogno di trovarcene uno" Lulù come Alice, adagiata su una nuvola attraverso mondi sempre più cupi e spaventosi, che attraverso gli occhi della nostra "bambina dei lampi" ci regalano genio e follia, amore e odio, speranza e atrocità... Un viaggio, anzi una missione ricca di morale, magistralmente descritta dalla sublime penna della Santacroce, questa volta messa al servizio di una fiaba antica e moderna... In cui perdersi dimenticando il senso delle cose, e ricordandosene sempre.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto dopo "V.M.18" risulta strano questo romanzo di Isabella Santacroce. Prima di tutto per lo stile di scrittura stranamente "normale" rispetto a quello barocco del precedente. Stupiscono poi il tono e l'argomento, dolce e toccante, rispetto alla furia dissacrante dell'altro. Ma una ragione c'è ...continua

    Letto dopo "V.M.18" risulta strano questo romanzo di Isabella Santacroce. Prima di tutto per lo stile di scrittura stranamente "normale" rispetto a quello barocco del precedente. Stupiscono poi il tono e l'argomento, dolce e toccante, rispetto alla furia dissacrante dell'altro. Ma una ragione c'è: entrambi fanno parte della trilogia Desdemona Undicesima, in cui "V.M.18" rappresenta l'Inferno, "Lulù Delacroix" il Paradiso e "Amorino" il Purgatorio. Detto questo, la storia di Lulù è emozionante e la scrittrice ci regala, come sempre, momenti di saggezza e poesia inseriti in un contesto fiabesco e surreale che riporta alla mente "Alice nel paese delle meraviglie" che viene anche brevemente citata. Nel finale ritroviamo anche brevemente Desdemona(la protagonista di "V.M.18")e parte del suo mondo e c'è persino spazio per un cameo della stessa scrittrice bambina. Il libro è ancora una volta una critica al perbenismo e all'esteriorità che dominano la nostra società. E fin qui tutto bene. Quello che non mi è piaciuto è il troppo dilungarsi nelle descrizioni minuziose di paesaggi e creature strampalati che Lulù incontra nel suo viaggio fantastico. C'è un po' troppo compiacimento in questi passaggi del romanzo, che annoiano e distraggono dal climax della vicenda.

    ha scritto il 

  • 5

    Credo che questo sia il vero capolavoro della trilogia. La dolcezza di questo libro e la semplicità con cui viene narrata la storia non ha nulla a che vedere con i libri precedentemente scritti dalla Santacroce. Intrigante il modo con cui la scrittrice entra nel libro e, fa entrare nel libro. Con ...continua

    Credo che questo sia il vero capolavoro della trilogia. La dolcezza di questo libro e la semplicità con cui viene narrata la storia non ha nulla a che vedere con i libri precedentemente scritti dalla Santacroce. Intrigante il modo con cui la scrittrice entra nel libro e, fa entrare nel libro. Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 5

    "Non vergognarti della tua diversità. Amala."

    "Lulù Delacroix" è il Paradiso di Isabella Santacroce, il romanzo che, nella sua trilogia (Desdemona Undicesima) vuole rappresentare la speranza.
    Lulù è una bambina che non viene accettata dal suo mondo, viene costantemente rifiutata perché "diversa" dalla norma, imperfetta, spaventosa. Si immer ...continua

    "Lulù Delacroix" è il Paradiso di Isabella Santacroce, il romanzo che, nella sua trilogia (Desdemona Undicesima) vuole rappresentare la speranza. Lulù è una bambina che non viene accettata dal suo mondo, viene costantemente rifiutata perché "diversa" dalla norma, imperfetta, spaventosa. Si immergerà in un regno oscuro e immenso, con l'intento di liberare il mondo dai pregiudizi che lo soffocano. Questa favola moderna della Santacroce è deliziosa: il suo stile raggiunge dei livelli molto elevati, le metafore e le immagini sono così ben scelte da apparire quasi palpabili, la scrittura è realmente in grado di trasportare e il finale... è tutto da scoprire! Penso che siano in pochi, oramai, ad avere ancora la capacità di stendere un romanzo di questo livello. Consigliatissimo!

    "Abbiamo bisogno di sognarci, ma diventiamo incubo negli occhi di chi riesce a vederci, per questo cerchiamo sguardi ciechi." [Isabella Santacroce - "Lulù Delacroix"]

    ha scritto il 

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