Imperniato sulla figura di Don Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V e fratello di Filippo II re di Spagna, il più famoso e valente ammiraglio e generale del suo tempo, appassionato dagli ideali patriottici, eroe della repressione dei Mori e della battaglia di Lepanto, il romanzo si estendeContinue
Imperniato sulla figura di Don Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V e fratello di Filippo II re di Spagna, il più famoso e valente ammiraglio e generale del suo tempo, appassionato dagli ideali patriottici, eroe della repressione dei Mori e della battaglia di Lepanto, il romanzo si estende su tutto l'arco della storia europea del Cinquecento, della quale de Wohl è riuscito, anche grazie al tratteggio delle vicende quotidiane e psicologiche dei personaggi, a rivelare l'anima.
Questo libro narra dell'uomo che vinse la battaglia di Lepanto. Era poco più che un ragazzo, ma guidò le truppe cristiane alla vittoria che fermò la conquista musulmana dell'Europa.
Per il periodo storico che stiamo vivendo, costituisce una lettura pertinente. Ci si appresta dunque a leggere un grande arazzo storico di cui il romanziere ci fa vedere anche i fili più sottili, gli intrecci nascosti e preziosi, le figure secondarie e però significative, le sfumature.
Dalla postfazione di Enrique García Hernán:
«Che l'uomo si chiamasse Principe o Eccellenza o non avesse affatto un nome, non aveva importanza. Come mangiasse o bevesse o vestisse, se fosse seduto su un trono o sul più basso sgabello, non aveva importanza. Anche se avesse o no trovato la felicità tra le braccia di una moglie, poco contava al confronto del più grande di tutti i problemi. Poiché l'uomo apparteneva non a se stesso, ma a Dio. Per questo i cavalieri delle passate età lasciavano le loro mogli e i loro castelli per amore della Croce».