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L'ultimo eroe del Klaidmark

By Alberto De Stefano

(28)

| Paperback | 9788856730807

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Book Description

Il mago di corte Parish, il soldato Rindall e la principessa Caisha sono amici d’infanzia, legati da un vincolo inscindibile di fraterna amicizia, e vivono felicemente la loro esistenza, condividendo i propri sogni e le proprie speranze. Tuttavia, un Continue

Il mago di corte Parish, il soldato Rindall e la principessa Caisha sono amici d’infanzia, legati da un vincolo inscindibile di fraterna amicizia, e vivono felicemente la loro esistenza, condividendo i propri sogni e le proprie speranze. Tuttavia, un infelice giorno un ostacolo imprevisto si abbatte sul loro cammino: un Entar, una delle creature più antiche e potenti
dell’intero Klaidmark, li avvisa infatti che l’oscuro signore del male Ulgholoth, già sconfitto in passato dai valorosi eroi del Paese, è pronto a tornare. Il destino del mondo è nelle mani di chi saprà trovare l’unica
pietra in grado di riportare in vita Ulgholoth e distruggerla. Toccherà a Parish e Rindall sostenere il re Bantir nella sua lotta contro il male e, nell’impresa, anche la loro amicizia e il rispetto reciproco verranno messi a dura prova. Un romanzo emozionante e coinvolgente, una storia di affetti
ed eroismo nella migliore tradizione della letteratura fantasy.

8 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L’ultimo eroe del Klaidmark recensione

    Ambientazione al cento per cento fantasy e narrazione scorrevole rendono questo libro un ottimo compagno per piacevoli fughe nel mondo della fantasia.
    La trama in breve

    Il mondo è popolato da diverse razze legati da alleanze fra creature di razze di ...(continue)

    Ambientazione al cento per cento fantasy e narrazione scorrevole rendono questo libro un ottimo compagno per piacevoli fughe nel mondo della fantasia.
    La trama in breve

    Il mondo è popolato da diverse razze legati da alleanze fra creature di razze diverse. Gli umani sono validi combattenti e abili maghi, ma hanno imparato la magia da un popolo magico per natura, quello degli Elfi del Sole. Tali creature sono dedite alla magia e il loro scopo di vita è servire la Natura secondo le sue regole.
    Altro popolo unito all’alleanza con umani ed elfi del sole è quello dei nani, abilissimi costruttori di armi forti e leggere forgiate con le loro agili mani.

    Nella fazione opposta troviamo gli gnomi (scelta quantomeno strana per via della fragile natura di questo popolo, per lo meno come immagine mentale comune) e gli Elfi Oscuri. Questi ultimi sono un popolo derivato da quello degli Elfi del Sole e che ha rinnegato tutto ciò in cui crede il popolo originario e si è votato al male.
    Gli elfi oscuri sono forti, veloci, con un udito sottile e una potenza magica devastante. Il loro uso della magia è contrario alle regole della natura e, pertanto, ottengono un enorme potere di distruzione.

    Del popolo degli umani, Rindall (soldato fortissimo), Parish (il più grande mago umano sul pianeta) e Caisha (principessa delle terre di Asgarod sono molto legati fra loro. I due giovani sono innamorati della stessa donna, ma lei considera Rindall soltanto un amico. Un incontro casuale con un antichissimo ENTAR gli apre gli occhi sui fatti che si stanno compiendo nel loro mondo.
    Il mostruoso Signore Oscuro Ulgholoth, prigioniero della Pietra della Vita a causa di un incantesimo, sta per tornare. Il popolo degli Elfi Oscuri, infatti, ha trafugato la Pietra della Vita e vuole liberare il proprio Signore.

    Parte l’avventura degli umani che devono combattere insieme ai propri alleati contro i nemici comuni prima che il mostruoso Signore Oscuro venga liberato.

    La narrazione, i personaggi, i popoli

    Con capitoli brevi e fluidi la lettura scorre veloce e l’incalzare degli eventi coinvolge sempre maggiormente il lettore. In particolare i capitoli che riguardano il popolo dei nani e l’assedio della loro roccaforte è davvero piacevole e coinvolgente.
    I personaggi sono spesso appena accennati con tratti in chiaro scuro che non consentono di affezionarsi moltissimo a nessuno in particolare, ma che spingono il lettore a una lettura degli eventi quasi storica. Si rimane ai margini delle storie personali dei singoli per vivere insieme ai popoli delle terre fatate in cui si svolge la storia.

    Soltanto Rindall, protagonista umano, è meglio
    I popoli sono molto caratterizzati e ci si innamora presto di elfi e nani, ma anche dei draghi, degli ENTAR e di tutte le altre creature fantasy che ci accompagnano dalle prime pagine del libro.
    Un romanzo molto piacevole che ha il merito di ridare spazio a un fantasy di tipo tradizionale in cui si vivono momenti di magia, assedi e battaglie epiche che ricordano in qualche modo Il Signore degli Anelli di Tolkien.

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    Leonardo Cannata said on Nov 26, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Esordio del nostro carissimo hobbetto Elric alias Alberto De Stefano.. ^_^

    Devo dire che è stato provante decidermi che tipo di voto dare a questo libro perché lo devo ammettere.. mi aspettavo molto, molto di più...
    Ma forse è solo perché l'autore ...(continue)

    Esordio del nostro carissimo hobbetto Elric alias Alberto De Stefano.. ^_^

    Devo dire che è stato provante decidermi che tipo di voto dare a questo libro perché lo devo ammettere.. mi aspettavo molto, molto di più...
    Ma forse è solo perché l'autore è un aurendoriano DOC e quindi mi aspetto che tutti loro, tranne me che sono davvero negata, siano geniardi nell'arte della scrittura.
    Quindi ecco il perché di queste tre stelline che su Anoobi sanno di un "così - così".
    In effetti si sente che è un libro scritto in età adolescenziale, ma credo anche che da qui si possa partire con qualcosa di davvero buono. I personaggi sono un po' più da caratterizzare, infondo, non è che li abbiamo poi conosciuti così bene (se vogliamo parlare di Caisha in primis.. forse era davvero solo un personaggio marginale.. o forse nei prossimi libri lei acquisirà più spessore, questo me lo dirà poi l'autore.. però in questo primo tomo, bhe.. non si sa praticamente nulla di lei).
    Vero ci sono delle battaglie, degli imprevisti che i protagonisti vivono ma che si risolvono anche fin troppo facilmente.
    Insomma non ho sentito la tensione che si prova al momento di un duello, la paura di girar l'angolo e trovarsi la morte in faccia, le pene in fondo al cuore per una decisione sbagliata ecc. Caspita questi ragazzi avevano sulle spalle il destino del cosmo quasi.. e l'angoscia non traspare!!!
    Ma probabilmente l'autore avrà anche voluto alleggerire i temi per incuriosirci su quel che potrebbe accadere nei prossimi capitoli.
    Ci sono tanti spunti per poter proseguire con qualcosa di scoppiettante e sicuramente dei prossimi lavori non rimarrò assolutamente delusa perché saranno scritti con la consapevolezza e la proprietà di linguaggio di una persona sicuramente più matura ^_^
    Nonostante questa recensione che può sembrare solo critica devo ammettere di essere davvero orgogliosa di avere l'ultimo eroe del Klaidmark tra gli scaffali della mia libreria. Complimenti ad El perché grazie al suo impegno e alla sua dedizione ha realizzato un sogno e questo non è proprio da tutti.. BRAVO!!!!

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    TizNymiDid said on Nov 4, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Non è stato facile decidere che voto assegnare all’Ultimo eroe del Klaidmark: è principalmente per questo che alla fine mi sono decisa per tre stelline, ovvero un giudizio abbastanza neutrale. Basandomi soltanto sul mio gradimento, dettato dal mio pu ...(continue)

    Non è stato facile decidere che voto assegnare all’Ultimo eroe del Klaidmark: è principalmente per questo che alla fine mi sono decisa per tre stelline, ovvero un giudizio abbastanza neutrale. Basandomi soltanto sul mio gradimento, dettato dal mio punto di vista di lettrice, si tratta proprio di questo: un romanzo nella media, né incredibilmente bello né particolarmente brutto.
    Per quanto riguarda la trama, come probabilmente vi sarete accorti leggendo il riassunto, L’ultimo eroe del Klaidmark non brilla per originalità: come ci racconta l’autore stesso nella presentazione, nello scriverlo si è molto ispirato alla mitologia norrena, e in effetti una certa somiglianza con Il signore degli anelli si percepisce nettamente.
    Una nota positiva è che, una volta tanto, ci troviamo con un autore che ha avuto la pazienza di studiare e di informarsi a lungo (ha iniziato a scriverlo a 16 anni e l’ha pubblicato solo dieci anni più tardi, dopo numerose riletture e revisioni). Purtroppo però forse è proprio il voler trarre spunto dalla mitologia nordica che ha penalizzato l’originalità. Gli stereotipi più classici del fantasy, infatti, ci sono quasi tutti: troviamo l’eroe guerriero che si scopre predestinato dall’antica e terribile profezia, la compagnia di amici e il viaggio periglioso, la pietra magica che è il solo oggetto in grado di distruggere il cattivo di turno, gli elfi oscuri che odiano tutto e tutti, la bellissima ragazza elfa e naturalmente la città elfica, la spada dai grandi poteri magici…
    Le creature che popolano il nostro mondo fantastico, inoltre, sono più o meno sempre le stesse: gnomi, draghi, elfi, nani, orchi e troll. E non dimentichiamoci del mostro dai tanti tentacoli che se ne sta nascosto nella palude e attacca gli incauti viaggiatori.

    A parte questi, sono davvero molti i riferimenti alla tradizione norrena, e l’ambientazione richiama parecchio la classica epoca medievale dei cavalieri e dei duelli. Questa è senz’altro una buona notizia per chi non è mai stanco di heroic fantasy che seguono questa scia; però, sfortunatamente, c’è anche chi, come la sottoscritta, in un fantasy cerca soprattutto un background originale, e L’ultimo eroe del Klaidmark non è quel genere di romanzo che si adatta anche ai gusti dei palati più esigenti.
    Questo, dunque, è quel che penso riguardo alla trama e, in generale, al contesto.

    Parlando un po’ di stile… ahimè, non mi ha lasciato del tutto soddisfatta. Più precisamente, se visto nel complesso è scritto bene; o perlomeno, se confrontato con gran parte dei suoi colleghi libri fantasy scritti da esordienti non c’è nemmeno paragone: il fatto che sia stato sottoposto a ben dieci anni di riletture, evidentemente, è servito a qualcosa. Tuttavia, come ho già detto, secondo me come stile necessita ancora di qualche limatura.
    Per esempio, la punteggiatura è in gran parte da rivedere: spesso la si trova in eccedenza, cosa che rende il testo pesante e farraginoso, nonché inutilmente frammentato. Inoltre, a volte il PoV è ballerino, e la scelta dei termini non è delle migliori: il lessico è monotono, e a volte si ha l’impressione che laddove ci sono dieci parole se ne sarebbero potute mettere solo tre senza stravolgere il senso della frase. Giusto un esempio per chiarirci meglio:

    Le armature completamente nere facevano assomigliare i combattenti a un’immensa, unica, grandissima ombra.

    Qui almeno uno dei tre aggettivi finali si sarebbe potuto tagliare senza problemi, e lo stesso vale per quel “completamente”.
    In definitiva, trovo che uno stile meno ampolloso avrebbe reso la lettura molto più scorrevole: il problema principale, infatti, è che così com’è scritto non trasmette quasi mai immagini concrete di ciò che descrive, e non trasmettendo immagini diventa inevitabilmente noioso. Ad ogni modo, per fortuna, a mano a mano che si procede con la lettura questi difetti tendono ad attenuarsi, perciò il finale, seppure appaia un poco affrettato e tirato via, si è rivelato comunque piacevole.

    Per concludere, L’ultimo eroe del Klaidmark è senz’altro un romanzo che ha del buono: sarebbe però bastata una maggior cura per i dettagli e uno sforzo di essere più originale per risultare migliore. Questo, ahimè, lo ha penalizzato molto, secondo il mio punto di vista, ma tuttavia i personaggi ben caratterizzati e perlopiù interessanti salvano le cose; dunque, si tratta di un libro in cui pregi e difetti si compensano a vicenda.
    Leggetelo se siete lettori che vi accontentate di una storia classica e avventurosa.

    Recensione completa su: http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2011/10/27/rec…

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    тσρσℓιηαмαятα said on Nov 2, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dall'autore

    Scrivo due righe solo per dire che essendo l'autore non posso che asserire che mi sia piaciuto scriverlo questo libro. Sono felice però di ricevere critiche che possano migliorarmi, la strada è lunga e ci vuole tanta umiltà. Sempre pronto ai buoni co ...(continue)

    Scrivo due righe solo per dire che essendo l'autore non posso che asserire che mi sia piaciuto scriverlo questo libro. Sono felice però di ricevere critiche che possano migliorarmi, la strada è lunga e ci vuole tanta umiltà. Sempre pronto ai buoni consigli.

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    Alberto Destefano said on Oct 24, 2011 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Da leggere

    Un heroic fantasy classico, avvincente e ben costruito. Ho apprezzato molto alcuni personaggi, in particolare il soldato Rindall. L'opera prima di questo autore non delude e ti tiene incollato fino alla fine, complimenti.

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    Elvio said on Oct 17, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    heroic fantasy verace, ti prende da subito e non sei contento fino a quando scopri come va a finire. ricco di personaggi, di creature, di avventura e coraggio, lascia anche spazio a sentimenti e paure.
    mi è piaciuto più del ciclo di Shannara e non d ...(continue)

    heroic fantasy verace, ti prende da subito e non sei contento fino a quando scopri come va a finire. ricco di personaggi, di creature, di avventura e coraggio, lascia anche spazio a sentimenti e paure.
    mi è piaciuto più del ciclo di Shannara e non dubito che gli appassionati di Terry Brooks lo apprazzaranno.

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    Marta L M said on Jul 28, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (28)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 289 Pages
  • ISBN-10: 8856730804
  • ISBN-13: 9788856730807
  • Publisher: Gruppo Albatros Il Filo
  • Publish date: 2010-10-26
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