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L'ultimo inverno

By Paul Harding

(569)

| Paperback | 9788854504561

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Book Description

Chi non è rimasto almeno una volta incantato dal mondo misterioso dei venditori ambulanti, dai loro carretti così carichi di oggetti che essi sapevano riparare grazie a un'arte tramandata da tempo immemorabile? È questo il mondo da cui proviene Georg Continue

Chi non è rimasto almeno una volta incantato dal mondo misterioso dei venditori ambulanti, dai loro carretti così carichi di oggetti che essi sapevano riparare grazie a un'arte tramandata da tempo immemorabile? È questo il mondo da cui proviene George Washington Crosby; è questo il mondo a cui ritorna mentresi prepara a concludere la sua vita circondato dai famigliari e accompagnato dal tintinnio dei suoi orologi cui per anni si è dedicato come meticoloso restauratore. Meravigliosi meccanismi di tutte le epoche e fogge che sono stati a lungo il legame, negato ma indissolubile, con il mondo della sua infanzia e di suo padre Howard, un uomo silenzioso, sognante, poetico, il quale stentatamente manteneva quattro figli e una moglie insoddisfatta girovagando con il suo carro pieno di mercanzie tra i boschi del Maine. George ritrova Howard e di quell'uomo simile a un veggente rivede anche i segni dell'incurabile e misteriosa malattia: l'epilessia. Un dramma che era quasi in sintonia con quella natura imprevedibile e spesso impetuosa in cui il venditore ambulante viveva immerso: un eccesso di energia che lo lasciava stordito e sanguinante dopo angosciosi minuti trascorsi sul pavimento a scalciare mentre i denti mordevano un bastoncino. Oppure le dita del figlio, di George adolescente che in seguito, per anni, non aveva più saputo se odiare o amare quel padre folle, ma che ora finalmente riesce a incontrare, e solamente ad amare.

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  • 5 people find this helpful

    e 1/2

    Un uomo anziano in punto di morte rievoca il suo passato, quello di suo padre, e quello del nonno.
    Qualche descrizione passabile, qualche bella frase, ricordi di altri tempi, ma non c'è trama, o forse mi sarà sfuggita nel tentativo di capire a chi l' ...(continue)

    Un uomo anziano in punto di morte rievoca il suo passato, quello di suo padre, e quello del nonno.
    Qualche descrizione passabile, qualche bella frase, ricordi di altri tempi, ma non c'è trama, o forse mi sarà sfuggita nel tentativo di capire a chi l'autore si riferisse in alcuni passaggi di questa... storia.
    Per quel che mi riguarda un libro noioso e confuso.

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    Annissa said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Totalmente privo di qualunque appeal e di qualunque spunto di riflessione, "L'ultimo Inverno" è il libro perfetto per togliere il piacere di leggere. Forse la colpa è mia.... Per la serie "quando il Pulitzer non basta".

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    gomi said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ottantaquattro ore prima di morire George pensò: E’ perché sono come tessere di un mosaico, e hanno lo spazio sufficiente per potersi muovere tutte, anche se solo poco per volta e in un unico luogo, al punto che in realtà sembra quasi che a muover ...(continue)

    Ottantaquattro ore prima di morire George pensò: E’ perché sono come tessere di un mosaico, e hanno lo spazio sufficiente per potersi muovere tutte, anche se solo poco per volta e in un unico luogo, al punto che in realtà sembra quasi che a muoversi sia lo spazio tra l’una e l’altra, ed è proprio quello spazio vuoto che manca, gli ultimi pezzi di vetro colorato e, quando quei pezzi saranno al loro posto, formeranno l’immagine finale, l’ultima combinazione. Ma quei pezzi, lisci, lucidi, laccati, sono le tessere scure della mia morte, grigie e nere, aride e sbiancate, e fino a quando non saranno al loro posto, tutto il resto continuerà a mutare.
    Questo romanzo è il racconto di come George, ormai vecchio e prossimo alla morte, attorniato amorevolmente dalla moglie, i figli e i nipoti, cerchi di mettere a posto tutte le tessere del mosaico che hanno composto la sua vita. Inizia così, un viaggio interiore nella memoria, alla ricerca di un padre la cui immagine è legata ad un carretto pieno di mercanzie che vagava tra i boschi del Maine, ma anche ad una malattia misteriosa e imprevedibile , l’epilessia, che si mostrò nel pieno della sua violenza davanti ad un George dodicenne durante il Natale del 1926.
    George riscopre un padre che abbandonò la moglie e i quattro figli piccoli quando si rese conto che la moglie l’avrebbe fatto internare in un manicomio, e si presentò un giorno, improvvisamente davanti alla sua porta quando ormai era un uomo adulto e sposato.
    Scorrono davanti agli occhi del lettore snocciolandosi e mescolandosi ricordi di George e del padre Howard come se fossero un’unica interminabile allucinazione.
    Lo stile usato è quasi mistico, delicato, ma non meno intensamente si avverte la forza straordinaria che emana: è commovente leggere come gli ultimi giorni di vita vengano trascorsi da un figlio a ricongiungersi almeno nella memoria ad un padre.
    Quando venne il tempo di morire, lo capimmo e andammo in luoghi riparati, dove ci stendemmo e le nostre ossa si fecero d'ottone. Ci raccolsero e ci usarono per riparare orologi o carillon;[...]E così, finalmente, ci unimmo a un meccanismo più grande..

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    Lady of Camelot said on May 2, 2014 | Add your feedback

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    Credo sia un genere di scrittura e di racconto che o piace molto o non piace affatto.
    Per me è stata la seconda: non l'ho abbandonato solo perché davvero non mi piace lasciare i libri a metà. Ma l'ho trovato poco piacevole, per me questo stile di scr ...(continue)

    Credo sia un genere di scrittura e di racconto che o piace molto o non piace affatto.
    Per me è stata la seconda: non l'ho abbandonato solo perché davvero non mi piace lasciare i libri a metà. Ma l'ho trovato poco piacevole, per me questo stile di scrittura non è affatto scorrevole e l'ho trovato davvero difficile da "digerire".

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    ~mariateresa~ said on Apr 16, 2014 | Add your feedback

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    Gli episodi che vengono raccontati da Harding riguardano la vita di due componenti della famiglia Crosby, Howard e George, rispettivamente padre e figlio. La voce narrante è quella dell’autore che inizia a raccontare la vita di George il quale, ormai ...(continue)

    Gli episodi che vengono raccontati da Harding riguardano la vita di due componenti della famiglia Crosby, Howard e George, rispettivamente padre e figlio. La voce narrante è quella dell’autore che inizia a raccontare la vita di George il quale, ormai vecchio e malato, è in procinto di morire. Ma le due storie si alternano e talvolta si intersecano, anche perché George ha delle allucinazioni in cui gli appaiono episodi della sua infanzia di cui è protagonista il padre, tanto che qualche volta al lettore è necessario tornare all’inizio del capitolo per capire di chi si stia raccontando la vita.
    Howard è il figlio di un pastore metodista che, relativamente giovane, viene colpito da demenza senile ed internato in un manicomio, evento che traumatizza per sempre il giovane Howard, presente quando il padre viene portato via senza che egli abbia mai più la possibilità di rivederlo.

    Continua su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/04/speciale-p…

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    La Stamberga dei Lettori said on Apr 5, 2014 | Add your feedback

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    Incuriosita dal premio Pulitzer l'ho preso in biblioteca (meno male!). L'ho abbandonato perché noiosissimo e, a parte questo, mi sono chiesta qual è stata la motivazione per il premio. NOn ho trovato né originalità né tantomeno ritmo. Fra i flashback ...(continue)

    Incuriosita dal premio Pulitzer l'ho preso in biblioteca (meno male!). L'ho abbandonato perché noiosissimo e, a parte questo, mi sono chiesta qual è stata la motivazione per il premio. NOn ho trovato né originalità né tantomeno ritmo. Fra i flashback e i flash forward dei due personaggi principali c'è da perdersi e la storia non decolla mai.

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    Susanna Daniele said on Mar 17, 2014 | Add your feedback

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