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L'ultimo lettore

By Ricardo Piglia

(103)

| Paperback | 9788807017391

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Book Description

Al confine tra narrativa e saggistica, Ricardo Piglia propone un viaggio attraverso la bella letteratura, ricostruendo in modo originale una possibile storia della figura del lettore il suo ruolo chiave nell'evoluzione della letteratura stessa. Le ic Continue

Al confine tra narrativa e saggistica, Ricardo Piglia propone un viaggio attraverso la bella letteratura, ricostruendo in modo originale una possibile storia della figura del lettore il suo ruolo chiave nell'evoluzione della letteratura stessa. Le icone di quest'avventura sono molte: Borges con la pagina appiccicata ai debolissimi occhi, Joyce con la lente d'ingrandimento, il Che che legge su un albero nella selva, ma anche Amleto, Lévi-Strauss o poco noti scrittori argentini ottocenteschi dal cuore delle pampas. Ponendo la domanda "chi è il lettore?", Piglia pensa anzitutto a Borges, ultimo lettore per eccellenza, che ha perso la vista sui libri e ha continuato a leggere senza gli occhi. Piglia passa poi alla figura del lettore immaginario, attraverso il quale sviluppa una storia del genere poliziesco, partendo da Poe fino ad arrivare al thriller contemporaneo. Il gradino successivo è il ponte tra letteratura e politica, illustrato attraverso la vicenda di Che Guevara, "scrittore mancato", definito anche "scrittore on the road" in parallelo con la beat generation americana.

11 Reviews

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    Non avrei scritto un commento ad un testo di critica letteraria, se l'argomento non fosse stato così affascinante - la lettura - e se la narrazione non fosse stata così coinvolgente da trasformare una monografia in una sorta di intima e personale av ...(continue)


    Non avrei scritto un commento ad un testo di critica letteraria, se l'argomento non fosse stato così affascinante - la lettura - e se la narrazione non fosse stata così coinvolgente da trasformare una monografia in una sorta di intima e personale avventura nel mondo dei libri.

    Ricardo Piglia è un lettore privilegiato perché è uno scrittore e, in quanto tale, capace di raccontare - in questo caso - la sua passione per la lettura.
    E' anche docente di Letteratura Sudamericana e quindi particolarmente competente in materia letteraria.
    E' con questo background che egli rappresenta in questo saggio alcune possibili figure di lettore, per come gli sono apparse dalla poetica di alcuni scrittori eccellenti.

    Dopo il tipo di lettore più citato nel testo - Don Chisciotte -, che vive riproducendo nella realtà il modello di ispirazione trovato libri, seguono vari altri interessanti esempi.

    A partire dalla produzione di Borges, dove troviamo un lettore che ha la capacità di leggere tutto come finzione e di credere nel suo potere. Si tratta qui di un lettore alla ricerca di qualcosa che manca, ma che procede in maniera arbitraria ed è dunque destinato a smarrirsi e a trovare, alla fine, una realtà diversa da quella iniziale. E' un'idea molto suggestiva che probabilmente piace a Piglia, se nel prologo afferma Allora compresi quello che già sapevo: ciò che possiamo immaginare esiste sempre, in un'altra scala, in un altro tempo, nitido e lontano, come in un sogno.

    Si prosegue col lettore di Kafka che cambia vita a partire da ciò che legge.
    Piglia fa notare che la famosa Lettera al padre non è tanto uno sfogo, quanto il tentativo di far prendere coscienza all'ostile genitore di una situazione finora ignorata benché vissuta e che, una volta letta, potrebbe finalmente essere compresa ed eventualmente modificata. Se i testi di Kafka dovevano stabilire, rendere visibile, la logica impossibile del reale, ne consegue, per Piglia, che il lettore debba prenderli come punto di riferimento per un possibile cambiamento.

    Un'altra figura di lettore individuata da Piglia è quella di chi sa decifrare e interpretare l'invisibile, come l'investigatore Dupin di Poe che usa la sua competenza di lettore per risolvere i casi e l'investigatore Marlow di Chandler che si rivela un segreto esperto di letteratura.

    Ernesto Che Guevara lettore è percepito da Piglia in modo romantico (nell'accezione dello Sturm und Drang, di impeto e passione) e anche donchisciottesco nel senso che desume un modello da imitare direttamente dai libri, anche se, per farlo non fa riferimento ai romanzi cavallereschi ma a letture di ispirazione etica, politica, d'azione. Traspare un po' di malinconia nell'interpretazione di Piglia del Che quando lo definisce l'ultimo lettore; il Che è un uomo determinato, solo; l'isolamento gli è indispensabile per leggere ed egli antepone la lettura al riposo anche quando è stremato da chilometri di marcia, perché sono proprio quei libri che gli permettono la decifrazione dei segni e la conseguente possibilità di costruire il senso.

    La lettrice di Tolstoj cerca nella lettura dei romanzi una compensazione alle mancanze della realtà. E' affetta da la sindrome di Madame Bovary. Anna Karenina legge una serie di avvenimenti e vuole viverli. In questa lettura estrema si fonda il passaggio al bovarismo: desiderare di essere un altro, desiderare di essere come gli eroi dei romanzi. E forse tra le righe si avverte un senso di tristezza e commiserazione per un atteggiamento tipico della modernità, ma presente anche oggi come espressione di un malessere molto attuale.

    Con Joyce si interrompe infine il leit motiv che ha caratterizzato le figure di lettori prima descritti: l'isolamento. Non è più necessario infatti essere soli, appartati, in uno spazio privato, al contrario si tratta di fare entrare la vita, la sintassi disordinata della vita, nella lettura. Non ordinare, ma lasciar scorrere il flusso dell'esperienza.

    L'excursus di Piglia presenta insomma una serie affascinante di interpretazioni sul senso della lettura che invitano, tra l'altro, ad essere continuate con l'aggiunta di altri casi, che ognuno potrebbe citare facendo riferimento alle proprie esperienze.

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    Melinda said on Aug 31, 2014 | 3 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    "allora compresi quello che già sapevo: ciò che possiamo immaginare esiste sempre, in una altra scala, in un altro tempo, nitido e lontano, come in un sogno"

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    Mario08 said on Aug 31, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Talvolta le cose messe da parte, riprese, si rivelano....non si era pronti forse...

    "Allora compresi quello che già sapevo: ciò che possiamo immaginare esiste sempre, in un'altra scala, in un altro tempo, nitido e lontano, come in un sogno."

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    angelus novus said on Oct 16, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Il lettore come protagonista della letteratura

    Interessanti gli esempi che illustra, oltra a Dahlmann, Anna Karenina e a Molly Bloom, Che Guevara, anzi, Ernesto Guevara, mentre legge arrampicato su un albero e si ritaglia un attimo di pace in una pausa della guerriglia.

    "Anna legge per dec ...(continue)

    Interessanti gli esempi che illustra, oltra a Dahlmann, Anna Karenina e a Molly Bloom, Che Guevara, anzi, Ernesto Guevara, mentre legge arrampicato su un albero e si ritaglia un attimo di pace in una pausa della guerriglia.

    "Anna legge per decifrare una verità che vi è sepolta. Comprende il senso possibile della propria vita reale solo quando lo legge nel libro. Il conflitto tra illusione e realtà, tra esperienza e senso, è legato alla lettura dei romanzi".

    "C'è sempre un'isola in cui sopravvive un lettore, come se la società non esistesse. Un territorio devastato in cui qualcuno ricostruisce il mondo perduto a partire dalla lettura di un libro. Sarebbe meglio dire: la fiducia in ciò che sta scritto in un libro consente di difendere e ricostruire la realtà perduta"

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    Quiete nella fretta said on Aug 11, 2011 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "L'immaginario si colloca tra il libro e la lampada" Foucault

    Uno scritto sulla lettura e sulle possibili definizioni di lettori, sui modi, sugli effetti della letteratura, dal bovarismo alla visione di un lettore che si astrae dalla realtà e ferma il tempo, nello spazio dell'atto di leggere, creando "l'immagin ...(continue)

    Uno scritto sulla lettura e sulle possibili definizioni di lettori, sui modi, sugli effetti della letteratura, dal bovarismo alla visione di un lettore che si astrae dalla realtà e ferma il tempo, nello spazio dell'atto di leggere, creando "l'immaginario che si stabilisce tra i libri, sorge nel bel mezzo della successione di volumi sugli scaffali silenziosi di una biblioteca". Il lettore come parte attiva del romanzo, come interprete di segni (sembra di sentire Eco), ma anche il lettore come il dipendente e l'insonne, cioè i "lettori puri", come li definsice Piglia, per i quali "la letteratura non è solo un'attività, ma una forma di vita". Lungo il percorso l'autore ci mostra esempi di scrittura, di costruzione e coinvolgimento del lettore, attraverso scrittori come ad esempio Kafka, Tolstoj, Flaubert, Proust, Joyce e qualche personaggio/lettore noto come Che Guevara.

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    Blackalie said on Jan 10, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Paperback 173 Pages
  • ISBN-10: 8807017393
  • ISBN-13: 9788807017391
  • Publisher: Feltrinelli (I Narratori)
  • Publish date: 2007-10-xx
  • In other languages: other languages Libros en Español
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