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L'umiliazione

By Philip Roth

(805)

| Hardcover | 9788806200923

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Book Description

Simon Axler è un attore, uno tra i maggiori della sua generazione, l'ultimo "dei grandi attori americani" come dicono i suoi tanti ammiratori. Eppure, a poco più di sessant'anni sente il suo talento dissolversi nell'aria, perso e spento come le magie Continue

Simon Axler è un attore, uno tra i maggiori della sua generazione, l'ultimo "dei grandi attori americani" come dicono i suoi tanti ammiratori. Eppure, a poco più di sessant'anni sente il suo talento dissolversi nell'aria, perso e spento come le magie di Prospero alla fine della Tempesta. È proprio durante le interpretazioni di Prospero e poi di Macbeth che perde il controllo, andando in confusione e rovinando lo spettacolo. Ha perso "la sua magia" come ripete: ogni cosa che aveva fatto nella sua carriera era stato un successo e adesso si ritrova incapace di recitare una sola battuta che non suoni falsa e artificiosa. Salire sul palco gli è impossibile, s'immagina la gente ridere di lui. Decide di abbandonare le scene e il tracollo è inevitabile: anche la moglie lo abbandona. Passano i mesi, Simon vive in solitudine, ormai lontano dal teatro e dalla città, rassegnato alla decadenza artistica e fisica in cui giorno dopo giorno affonda, quando inizia a frequentare Pegeen Stapleford, una quarantenne che Simon conosce da quando è nata, essendo la figlia di una coppia di attori suoi amici e coetanei. Nonostante Peegen sia stata fino ad allora lesbica e sia appena uscita da due relazioni estremamente tormentate, tra la donna e l'anziano attore nasce una passione sentimentale e sessuale molto intensa. Ma le consolazioni e le speranze riconquistate sono destinate a inclinarsi verso una disperata e tragica fine.

155 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Nello scrivere di un uomo che perde il talento, ironicamente Roth sembra aver smarrito momentaneamente il proprio.

    E così m’imbarco nell’ennesimo romanzo di Philip Roth, che tanto stimo, e mi sembra subito d’intravederci l’ombra – benché appena accennata – di Everyman e della sua consunzione esistenziale, e di sentire l'eco lontana delle frustrazioni di Portnoy. ...(continue)

    E così m’imbarco nell’ennesimo romanzo di Philip Roth, che tanto stimo, e mi sembra subito d’intravederci l’ombra – benché appena accennata – di Everyman e della sua consunzione esistenziale, e di sentire l'eco lontana delle frustrazioni di Portnoy.
    Andando avanti, però, l’unica frustrazione palpabile pare essere la mia, nel cercare quello spessore narrativo che ritroverò a fatica solo nelle ultime pagine dell’ultimo atto.

    Nello scrivere di un uomo che perde il talento, ironicamente Roth sembra aver smarrito momentaneamente il proprio.

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    alyssaholden said on Mar 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E poi un giorno si esce di scena...

    Romanzo breve un pò lontano dai grandi capolavori a cui Roth ci ha abituati ma è stato un interessante e diverso punto di vista sull'improvvisa perdita di talento di un grande e famoso attore di nome Simon Axler, che a 65 anni si ritrova incapace di ...(continue)

    Romanzo breve un pò lontano dai grandi capolavori a cui Roth ci ha abituati ma è stato un interessante e diverso punto di vista sull'improvvisa perdita di talento di un grande e famoso attore di nome Simon Axler, che a 65 anni si ritrova incapace di affrontare il palcoscenico e il suo amato pubblico. Depressione, cure psichiatriche, analisi del suicidio e improvviso ritrovato entusiasmo grazie a un nuovo e forte richiamo sessuale verso una donna molto più giovane rendono il racconto a tratti interessante e lasciano qualche interrogativo sullo scorrere inesorabile del tempo e della vita. Non rimane molto di più su cui riflettere. Next???

    “Il suicidio è il ruolo che scrivi per te stesso. Tu entri nella parte e la reciti. Tutto viene allestito con cura: dove ti troveranno e come ti troveranno. Però si va in scena una volta sola”.

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    Slash (keep calm, Infinite Jest is finished) said on Sep 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il sogno di ogni vecchietto

    essere sedotto e travolto dalla passione con una di vent'anni più giovane, e per di più lesbica: io però sono una vecchietta. Storia poco consistente, certo scritta bene, ma se ne poteva fare a meno-

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    lunatica said on Sep 8, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mah, niente di che. Non vale i soldi spesi. Peccato, perché Lamento di Portnoy mi è piaciuto tantissimo.

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    Pichichi said on Jun 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo stile di Roth è sempre indiscutibile e una scoperta da leggere pagina dopo pagina, ma qui il rischio è che rimanga solo la tecnica, per quanto una tecnica di altissimo livello: temi e personaggi di L'umiliazione sono già stati trattati e con ben ...(continue)

    Lo stile di Roth è sempre indiscutibile e una scoperta da leggere pagina dopo pagina, ma qui il rischio è che rimanga solo la tecnica, per quanto una tecnica di altissimo livello: temi e personaggi di L'umiliazione sono già stati trattati e con ben altra freschezza dal suo autore.

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    Noodles said on Mar 20, 2013 | Add your feedback

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