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L'uomo è forte

By Corrado Alvaro

(64)

| Others | 9788845222177

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  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro, non può essere definito con altre parole questo libro. Corrado Alvaro diventa qui uno scrittore universale. Il libro, scritto nel 1938, viene spesso associato a "Il mondo nuovo" di Huxley (1932), a "1984" di Orwell (1948) e a "Fahrenheit ...(continue)

    Capolavoro, non può essere definito con altre parole questo libro. Corrado Alvaro diventa qui uno scrittore universale. Il libro, scritto nel 1938, viene spesso associato a "Il mondo nuovo" di Huxley (1932), a "1984" di Orwell (1948) e a "Fahrenheit 451" di Bradbury (1951), ma è stato scritto prima, a eccezione de "Il mondo nuovo" ( che lo precede di soli sei anni), eppure questi tre libri, sono famosi nel mondo e osannati da tutti, mentre "L'uomo è forte" e il suo autore sono pressoché sconosciuti in patria, figuriamoci all'estero, eppure Corrado Alvaro è l'unico a scrivere in piena dittatura fascista e col fiato del nazismo sul collo, quindi la sua opera sarebbe doppiamente meritevole di lodi, non solo dal punto di vista letterario e artistico, ma anche per l'impegno sociale svolto in prima persona.
    Naturalmente il bello e il fascino del libro non stanno solo in questo, Alvaro è uno scrittore di classe, pochi altri sono a lui paragonabili per l'eleganza della scrittura e per la profondità dei pensieri, uno scrittore mai banale, che sarebbe stato capace di rendere poetica persino una lista della spesa.
    Da leggere e da far leggere.

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    Alessandro P. said on Sep 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il romanzo racconta dei regimi dove il popolo diventa tiranno di sé stesso, la delazione diventa un’arma di difesa personale, ogni pensiero è un potenziale delitto, dove ognuno è costretto a recitare la propria parte in un gigantesco meccanismo deter ...(continue)

    Il romanzo racconta dei regimi dove il popolo diventa tiranno di sé stesso, la delazione diventa un’arma di difesa personale, ogni pensiero è un potenziale delitto, dove ognuno è costretto a recitare la propria parte in un gigantesco meccanismo determinato a schiacciare gli individui.
    Incredibilmente sottovalutato, mantiene tutta la sua forza pur avendo subito la censura fascista, che ha costretto l’autore a precisare in un’avvertenza ai lettori che lo stesso fosse ambientato in Unione Sovietica.

    Quando c’è una rivoluzione, l’equilibrio dei poteri consolidati viene spezzato definitivamente, quello che emerge è un’altra forma di governo che poggia la propria legittimazione sul popolo. Contrapposti al popolo ci sono tutti gli altri, i nemici, interni ed esterni al Paese. Lo spirito rivoluzionario che è nato e si è nutrito dal contrasto, dalla messa in discussione dello stato precedente aborre il passato e cerca di cancellarne le tracce. Il popolo tutto intero non può comandare su sé stesso, emergono figure, comandanti che meglio di altri hanno saputo rappresentare la profonda insoddisfazione delle masse e si sono distinti nelle battaglie; questi sono chiamati a costruire un nuovo governo, uno Stato fatto di uomini nuovi, che presto sono circondati da camaleonti affamati di potere, dalla dialettica febbricitante, che invocano una rivoluzione permanente, in modo che l’eroe romantico primordiale possa sopravvivere per sempre.

    La rivoluzione si fa contro qualcuno; occorre un nemico, che appaia sempre più pericoloso, dei controrivoluzionari. Occorre una tensione che attraversi il popolo come onde di marea sempre più alte, che lo sommerga e che lo renda una cosa sola, indistinta, in cui il solo desiderio degli individui, che alla fine lo compongono, sia quello di annullarsi, passare inosservati, essere il più possibile uguali a tutti gli altri.

    Il popolo diventa allora la migliore polizia, se solo gli si fa credere che c’è n’è una a cui non sfugge nulla, che può ascoltare tutti anche attraverso i muri. Quando il terrore del proprio vicino, o anche dell’uomo che attraversa la tua strada, diventa concreto, non serve nemmeno più creare leggi che vietino, è sufficiente la sola consapevolezza che il proprio comportamento sia in ogni momento osservato e giudicato come delittuoso, che chiunque possa andare dall’inquisitore e denunciarti. Tanto è più vero quanto ognuno sa che agli occhi degli altri non può che apparire colpevole di qualcosa, in quanto ai propri, essendo presenti a sé, non potendo cancellare i propri pensieri, la condanna è certa.

    Quindi ognuno aggiunge i propri divieti a tutti quelli degli altri, il popolo, il Paese a questo punto è diverso da tutti gli altri: è un paese libero e forte, precursore di una nuova umanità, così deve apparire all’esterno; un paese che non ha bisogno di leggi che vietano, in cui però diventa rischioso anche solo entrare in contatto con lo straniero, non per comunicare i problemi che soffocano i cittadini, ma dove è già solo sufficiente mostrarsi per farli intuire.

    È anche un romanzo d’amore.

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    michele creta said on Aug 15, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Questo libro ha un carattere forte come l'uomo che cita, e dei forti ideali.
    E'quasi fantascientifico, ma è storicamente collocato sotto un regime totalitario. L'ho letto tanti anni fa ma ricordo il senso di oppressione che mi ha suscitato. L' ...(continue)

    Questo libro ha un carattere forte come l'uomo che cita, e dei forti ideali.
    E'quasi fantascientifico, ma è storicamente collocato sotto un regime totalitario. L'ho letto tanti anni fa ma ricordo il senso di oppressione che mi ha suscitato. L'uomo sarà forte, ma se vive per il male, eccolo ridurre altri uomini a manichini senza speranza.

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    Lillupeste said on Mar 19, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Questo romanzo ha avuto l'onore di essere stato bandito dall'Italia fascista, dalla Germania nazista e dalla Russia stalinista.
    La tematica è molto simile a quella di 1984 di Orwell e Farehnait 451 di Ray Bradbury, e probabilmente di di ...(continue)

    Questo romanzo ha avuto l'onore di essere stato bandito dall'Italia fascista, dalla Germania nazista e dalla Russia stalinista.
    La tematica è molto simile a quella di 1984 di Orwell e Farehnait 451 di Ray Bradbury, e probabilmente di di molti altri romanzi che non posso citare per personale ignoranza. Devo ammettere che quando l'ho letto ero troppo giovane per cogliere tutte le implicazioni e per valutare con sufficiente competenza la qualità letteraria. Mentre mi riprometto di rileggerlo, hovoluto comunque segnalarlo, perché mi sembra ingiustamente dimenticato.

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    Matilde Riccardi said on Oct 21, 2010 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Dale è te, me, ma soprattutto è lui.
    Barbara è te, me, ma soprattutto è lei.
    E lo Stato in cui tu fai, vivi e pensi ed è in realtà quello che lo Stato vuole tu faccia, viva e pensi, è lo Stato in cui loro si trovano a vivere ma anche tu ed ...(continue)

    Dale è te, me, ma soprattutto è lui.
    Barbara è te, me, ma soprattutto è lei.
    E lo Stato in cui tu fai, vivi e pensi ed è in realtà quello che lo Stato vuole tu faccia, viva e pensi, è lo Stato in cui loro si trovano a vivere ma anche tu ed io.

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    Virginiamanda said on Nov 14, 2009 | Add your feedback

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