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L'uomo che allevava i gatti e altri racconti

By Mo Yan

(215)

| Others | 9788806140465

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Book Description

Figli di contadini, orfani, piccole creature senza famiglia: i bambini di MoYan sono al tempo stesso creature in carne e ossa e piccoli fantasmi chevisitano le case degli adulti e le vaste campagne della Cina rurale. Anche sespesso sono schiacciati d Continue

Figli di contadini, orfani, piccole creature senza famiglia: i bambini di MoYan sono al tempo stesso creature in carne e ossa e piccoli fantasmi chevisitano le case degli adulti e le vaste campagne della Cina rurale. Anche sespesso sono schiacciati dalla violenza degli adulti e dalla brutalità delleregole sociali, e sembrano sempre sul punto di soccombere, conservano una loroleggerezza magica, una capacità di aprirsi dei varchi, delle linee di fuga,magari nel sogno e nella fantasia. La forza espressiva di questi racconti, cheuniscono il realismo e la crudezza visionaria di "Sorgo rosso", sta nellaloro capacità di dare rilievo drammatico allo scontro tra le due animedell'uomo, quella misteriosa e incantata e quella miserabile e canagliesca.

71 Reviews

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  • 6 people find this helpful

    Nascere nella campagna poverissima del distretto cinese da cui viene lo scrittore Mo Yan dev'essere una vera disgrazia: l'ambiente da lui rievocato in questi racconti che, ad occhio, contengono parecchi elementi autobiografici, appare durissimo, e no ...(continue)

    Nascere nella campagna poverissima del distretto cinese da cui viene lo scrittore Mo Yan dev'essere una vera disgrazia: l'ambiente da lui rievocato in questi racconti che, ad occhio, contengono parecchi elementi autobiografici, appare durissimo, e non tanto per condizioni materiali di vita, le quali sono, in fondo, quelle di tutti i contadini del mondo con poca terra magra e molto lavoro, quanto per la violenza estrema che serpeggia nei rapporti tra familiari o semplici vicini: alle maniere più che rudi verso i bimbi, che fanno sembrare soavi gli educatori ottusi di Charles Dickens e il plagosus Orbilius oraziano, si aggiungono il malgoverno che dei loro paesani fanno sbirri e funzionarî comunisti. Un mondo sgradevole, dunque, in cui alla miseria, all'insensibilità e all'ingiustizia si mescolano le nuove iniquità della burocrazia e i pregiudizî antichi di secoli, come quello per cui si abbandonano a mo' di stracci le bimbe appena venute al mondo. Eppure c'è anche tanta bellezza in queste pagine: bellezza estrema d'una prosa cesellata e ricchissima, bellezza d'una cura per gli aggettivi quale lo scrivere tirchio e smunto di troppi nostri prosatori non conosce più nemmeno di striscio, bellezza della natura coi suoi ritmi e i suoi colori. Mo Yan è uno scrittore che dà pugni nello stomaco ma subito dopo consola col magistero sovrano della sua scrittura. Una volta tanto, l'Accademia svedese ha concesso il premio Nobel per la letteratura ad uno che se lo merita.

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    Asclepiade said on Apr 28, 2014 | 5 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Restituisco alla libreria da dove l'ho preso con un po' di dispiacere questi BELLISSIMI....ORRIBILI RACCONTI!!!
    A me piacciono i racconti e i mattonazzi dalle mille pagine in sù.
    Ci sono scrittori che ti stregano con la malia delle tante parole,e s ...(continue)

    Restituisco alla libreria da dove l'ho preso con un po' di dispiacere questi BELLISSIMI....ORRIBILI RACCONTI!!!
    A me piacciono i racconti e i mattonazzi dalle mille pagine in sù.
    Ci sono scrittori che ti stregano con la malia delle tante parole,e scrittori che ti fulminano con la brevità dell'essenziale.
    Questi racconti(letti incuriosita dal titolo,ma non molto convinta
    "Le sei reincarnazioni...."non mi aveva per nulla coinvolto)li ho trovati affascinanti e crudeli.....insomma belli!!

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    asfodelo said on Mar 17, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Brutalità e liricità vanno a braccetto in queste pagine, così pensi: saranno riusciti i cinesi di oggi a liberarsi dal tanto male fatto e ricevuto ed essere ancora capaci di sognare?

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    AdrianaA said on Feb 26, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Non ce la faccio.

    Mi sono bastati i primi due racconti per capire che si tratta di un libro molto bello.
    Ma non ce la faccio.
    La durezza e la crudeltà dei temi trattati, seppur con uno stile sublime, per me sono emotivamente TROPPO.
    Il racconto "Il fiume inaridito" mi ...(continue)

    Mi sono bastati i primi due racconti per capire che si tratta di un libro molto bello.
    Ma non ce la faccio.
    La durezza e la crudeltà dei temi trattati, seppur con uno stile sublime, per me sono emotivamente TROPPO.
    Il racconto "Il fiume inaridito" mi ha riportato alla mente il racconto di Giovanni Verga "Rosso Malpelo" sul quale ho ampiamente sofferto, forse per quell'infanzia trattata così duramente, così ingiustamente.
    La Cina raccontata da Mo Yan è troppo "naturalmente cattiva" perchè io mi azzardi a proseguire con la lettura.
    So che chiudere gli occhi di fronte alla realtà, ad alcune realtà, non è giusto, ma c'è un istinto di sopravvivenza che, quando la mia sensibilità viene scossa troppo, mi dice di fermarmi.

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    Monica Spicciani (scambio cartacei-sottolineo a matita) said on Dec 2, 2013 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Molto bello e molto profondo, rispetto a Sorgo Rosso il testo è molto più piacevole e scorrevole ed a tratti anche divertente, senza tralasciare l'agonia e la disperazione del periodo pre e post bellico.
    Uno spaccato della vita in Cina che non lascia ...(continue)

    Molto bello e molto profondo, rispetto a Sorgo Rosso il testo è molto più piacevole e scorrevole ed a tratti anche divertente, senza tralasciare l'agonia e la disperazione del periodo pre e post bellico.
    Uno spaccato della vita in Cina che non lascia adito a compromessi o dubbi.

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    Robdoster said on Nov 10, 2013 | Add your feedback

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