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L'uomo che cade

By Don DeLillo, Matteo Colombo (Translator)

(483)

| Hardcover | 9788806188719

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Book Description

Il romanzo che racconta il mondo devastato dall'Undici settembre, le inquiete solitudini della famiglia di un sopravvissuto allo schianto delle torri e la paradossale normalità di un terrorista che si prepara al martirio. Keith Neudecker lavora come analista finanziario nelle Twin Towers e sopravvivContinue

Il romanzo che racconta il mondo devastato dall'Undici settembre, le inquiete solitudini della famiglia di un sopravvissuto allo schianto delle torri e la paradossale normalità di un terrorista che si prepara al martirio. Keith Neudecker lavora come analista finanziario nelle Twin Towers e sopravvive al crollo di una delle due. Si ritrova per strada coperto di cenere, vetro e sangue, in mano stringe una valigetta non sua. Scioccato, si fa portare a casa della moglie Lianne, dalla quale si era separato da oltre un anno. Keith e Lianne cercano di riavvicinarsi, con loro c'è il figlio Justin, che passa le giornate scrutando il cielo con un cannocchiale alla ricerca di altri aerei mandati da Bill Lawton (è cosí che con i suoi amici Justin storpia il nome di bin Laden). Dal contenuto della valigetta Keith risale a Florence, un'altra sopravvissuta, una donna che inizia a frequentare all'insaputa della moglie - una relazione, anche sessuale, retta sul traumache li accomuna. Nella seconda parte compare Nina, la madre di Lianne. Da dopo il suicidio del marito sta con Martin, un uomo ambiguo che ha vissuto tra gli Stati Uniti e l'Europa: un miscredente, un occidentale, un bianco, ma forse anche un terrorista. Tre anni dopo, il tentativo di ricostruire la famiglia è fallito: Keith trascorre lunghi periodi in viaggio - da Parigi a Las Vegas - immerso nei tornei di poker, assorbito in una vita che lo riduce quasi una cosa; Lianne aiuta con corsi di scrittura creativa anziani affettidall'Alzheimer e si è avvicinata alla religione cattolica. Le loro vite in transizione sono intersecate dall'"uomo che cade", un performer che si lancia in caduta statica da vari punti della città, assumendo le posizioni di un uomo che si era buttato da una delle Torri prima del crollo: "a testa in giú, con le braccia tese lungo i fianchi, un ginocchio sollevato"... Un'ulteriore prova dello straordinario talento di DeLillo. Un romanzo che ritrae, grazie al catalizzatore dell'11 settembre, il volto smarrito dell'America del nuovo secolo.

Critics

  • L'uomo che cade

    La trama e le recensioni di L'uomo che cade, romanzo di Don DeLillo edito da Einaudi. Il romanzo che racconta il mondo devastato dall'Undici settembre, le inquiete solitudini della famiglia di un sopravvissuto allo schianto delle torri e la paradossa ... (read full critics)

    Qlibri published on Tue, 23 Nov 2010

7 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    Una stella la luce se la fa da sola. Il sole è una stella...

    Faccio una piccola premessa: è il primo libro che leggo sull'11 settembre 2001. Per scelta.
    E' un tema importante, drammatico, che ha segnato la storia.
    Non sapevo se ero in grado di leggerlo.
    Non volevo leggere un libro reportage, perchè forse fino a quel punto non mi interessa.
    Non volevo leggere ... (continue)

    Faccio una piccola premessa: è il primo libro che leggo sull'11 settembre 2001. Per scelta.
    E' un tema importante, drammatico, che ha segnato la storia.
    Non sapevo se ero in grado di leggerlo.
    Non volevo leggere un libro reportage, perchè forse fino a quel punto non mi interessa.
    Non volevo leggere un libro troppo romanzato perchè mi avrebbe fuorviato.
    Non volevo leggere un libro qualsiasi perchè sono troppo sensibile a queste tragedie.

    Mi capita in mano questo libro, cercando sullo scaffale un altro di DeLillo.
    La storia di un sopravvissuto.
    Non so che dire, vorrei dire che è una bellissima storia, per quanto il contesto non lo sia. Vorrei poter dire che l'ho divorato da tanto mi ha conquistato, e vorrei dire soprattutto di averlo capito.
    No, forse non capiremo mai certe tragedie se non vivendole, ma io questo libro non l'ho apprezzato come avrei voluto.
    A tratti noioso e incocludente, non ha analizzato quello che io volevo sapere di uno sopravvissuto, di come gli cambia la vita, di come cambia a chi gli sta attorno. Di cosa pensa una persone che di fronte a questo disastro ha la fortuna di essere ancora vivo.

    La fine del libro mi porta ad una domanda: i protagonisti della storia, secondo me, non hanno apprezzato il dono che hanno ricevuto, e sembrano addirittura continuare a buttare la loro vita. Ma perchè tutto questo?

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    † Morgana † said on Jan 14, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Il dopo.

    Il libro parte con una delle descrizioni più evocative che mi sia mai capitato di leggere: le torri che crollano
    creando la morte, il vuoto, la paura, l'odio e il rancore. De Lillo parte da qui per raccontarci di una famiglia che si riunisce ( Keith, il marito e il padre, si fa portare a casa dopo e ... (continue)

    Il libro parte con una delle descrizioni più evocative che mi sia mai capitato di leggere: le torri che crollano
    creando la morte, il vuoto, la paura, l'odio e il rancore. De Lillo parte da qui per raccontarci di una famiglia che si riunisce ( Keith, il marito e il padre, si fa portare a casa dopo essere sopravvisuto alle torri e dopo un anno di assenza.) Oltre a questo però, descrive l'alienazione esistenziale conseguente, le detonazioni interiori di uomini sopravvisuti, testimoni di un' america e di un mondo che non sarebbe più stato lo stesso.

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    Velvetacid 83 said on Feb 5, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • “Non era più una strada ma un mondo, un tempo e uno spazio di cenere in caduta e semioscurità"

    L’uomo che cade, prezioso contributo mondiale alla bella letteratura, è un libro di Don De Lillo (edito in Italia da Einaudi), frutto di un avvenimento epocale perché chiude e apre un’epoca, per chi ci cr ... (continue)

    “Non era più una strada ma un mondo, un tempo e uno spazio di cenere in caduta e semioscurità"

    L’uomo che cade, prezioso contributo mondiale alla bella letteratura, è un libro di Don De Lillo (edito in Italia da Einaudi), frutto di un avvenimento epocale perché chiude e apre un’epoca, per chi ci crede. Perché 11 settembre 2001, non è solo il profilo di New York che cambia, non sono solo le due torri, ideali assalti al cielo da parte dell’uomo, che crollano su se stesse in un cumulo di polvere che tutto avvolge, ma è la fine di un'epoca, di quel mondo che oggi, nel 2012, vediamo in crisi, a Occidente, subissato e inghiottito da una recessione economica che mette alla berlina, proprio come il crollo di quelle torri, un mondo – colosso dai piedi d’argilla, costruito sulla sabbia di indici economici vacui e ballerini.
    continua su:

    http://www.alessandrovigliani.it/recensioni-libri/191-l…

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    Alessandro Vigliani said on Jan 16, 2012 | Add your feedback

  • Speciale Don DeLillo - L'uomo che cade -

    una recensione di Raffaella Foresti

    Di quel giorno, dell’11 settembre 2001, si ricordano molte immagini: il secondo aereo, lievemente inclinato, che impatta la Torre Sud; le persone in strada, incredule e smarrite, coperte di polvere grigia; le Twin Towers che implodono su loro stesse, che esist ... (continue)

    una recensione di Raffaella Foresti

    Di quel giorno, dell’11 settembre 2001, si ricordano molte immagini: il secondo aereo, lievemente inclinato, che impatta la Torre Sud; le persone in strada, incredule e smarrite, coperte di polvere grigia; le Twin Towers che implodono su loro stesse, che esistevano prima e semplicemente, un attimo dopo, non esistono più.

    C’è n’è un’altra. Più silenziosa e, probabilmente, meno spettacolare. Macchioline scure cadono dalle Torri, quasi volteggiando precipitano a terra, dilatando quella manciata di secondi che le separano dal suolo in un tempo infinito, senza battito e senza respiro. Sono gli uomini intrappolati degli uffici, che indossano i loro completi da lavoro blu, o grigi, e si lasciano cadere nel vuoto.

    É questa l’immagine che Don Delillo sceglie di raccontare.

    L’uomo che cade (Falling Man) è un artista solitario che dopo gli attentati si lancia da vari punti della città, appeso ad una corda, a testa in giù, con le braccia tese lungo i fianchi, un ginocchio sollevato. Non è un esibizionista, non annuncia le sue performance. É il simbolo della vertigine e dello smarrimento, dell’abbandonarsi al nulla quando tutto appare ugualmente inutile e inevitabile.

    Gli altri (tutti quelli che cadono, come direbbe Samuel Backett) sono Keith Neudecker e Florence Givens, sopravvissuti al crollo della Torre Nord nella quale lavoravano; sono Lianne, moglie divorziata di Keith, che si impegna perché persone malate di Alzheimer non perdano i loro ricordi, e Justin, il loro bambino, che in un suo gioco segreto scruta il cielo a caccia di aerei che minacciano il mondo; sono Hammad e i suoi compagni, che preparano gli attentati tra la Germania e la Florida; sono Nina e il suo compagno Martin, misterioso mercante d’arte con un passato oscuro.

    Questi personaggi si muovono e interagiscono tra loro lungo due diverse linee temporali che trovano il loro punto di convergenza, letteralmente, nell’impatto finale.

    L’uomo che cade non è soltanto un romanzo sull’11 settembre. L’incipit dell’opera rivela immediatamente l’intenzione dell’autore di trasformare gli eventi in una metafora: “Non era più una strada ma un mondo, un tempo e uno spazio di cenere in caduta e semioscurità”. É un romanzo che parla dell’uomo e della post-modernità, del crollo di un sistema di valori, schemi e convenzioni le cui fondamenta hanno ceduto ben prima che le Torri venissero colpite. Beckett scriveva il radiodramma Tutti quelli che cadono nel 1956, quando non era nemmeno pensabile che quattro aerei si lanciassero nel cuore finanziario e politico degli Stati Uniti d’America. Eppure, già allora, l’Uomo occidentale veniva descritto come un sopravvissuto, scampato non indenne a catastrofi mondiali e anche a se stesso.

    Dall’undici settembre sono passati dieci anni, dai tempi di Beckett oltre cinquanta. Ma se rivedo quelle macchioline nere che precipitano dalle Torri penso che in un presente senza certezze, vissuto con la netta sensazione di un futuro già trascorso, l’uomo che cade, tutti quelli che cadono, siamo anche noi. Ci distingue la nostra capacità di assorbire il colpo, e la modalità con cui tentiamo di farlo. Il protagonista di DeLillo, Keith Neudecker, incerto e contraddittorio, decide di dedicarsi al poker: senza un progetto, senza certezze, senza futuro, tanto vale vivere d’azzardo.

    Il resto ce lo dice Aleksej Ivanovič: “ci sono due modi di giocare: uno da gentleman, l’altro invece plebeo, venale, insomma il modo di giocare di una canaglia qualsiasi”.

    A voi la scelta. Fate il vostro gioco.

    ___

    foresti@raccontopostmoderno.com

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    Alieni Metropolitani said on Jan 15, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • In occasione del decennale dai tragici eventi del World Trade Center cerco un romanzo che ne parli e mi imbatto così, un po' casualmente, in DeLillo. Per 180 pagine non succede assolutamente nulla. Poi qualcosa accade, forse, ma nulla che stimoli un po' la mia curiosità. Intense e belle le ultime 10 ... (continue)

    In occasione del decennale dai tragici eventi del World Trade Center cerco un romanzo che ne parli e mi imbatto così, un po' casualmente, in DeLillo. Per 180 pagine non succede assolutamente nulla. Poi qualcosa accade, forse, ma nulla che stimoli un po' la mia curiosità. Intense e belle le ultime 10 pagine. Un po' pochino.

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    V@le said on Nov 30, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

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