Per tutti arriva il momento, a un certo punto della vita, in cui si sente il bisogno di capire da dove si viene. E immancabilmente, ricostruendo alberi genealogici, rovistando nei bauli in soffitta, interrogando vecchie zie pazze, si finisce per scoprire qualche strana storia fino ad allora più o meContinue
Per tutti arriva il momento, a un certo punto della vita, in cui si sente il bisogno di capire da dove si viene. E immancabilmente, ricostruendo alberi genealogici, rovistando nei bauli in soffitta, interrogando vecchie zie pazze, si finisce per scoprire qualche strana storia fino ad allora più o meno consapevolmente dimenticata.
Timothy McSweeney, ispiratore della mitica rivista fondata da Dave Eggers, del suo passato sa questo: «Ero il quarto figlio e condividevo il compleanno con mio fratello maggiore, più vecchio di sei anni. La cosa strana è che da adulti eravamo, e siamo tutt’ora, piuttosto simili. Lui viveva in Inghilterra e per parecchi anni ci frequentammo molto poco, ma quando si presentò alla festa per l’ottantesimo compleanno di mio padre indossavamo lo stesso maglione marrone sopra una camicia bianca e portavamo gli stessi occhiali da lettura appesi a una cordicella. La leggenda famigliare vuole che in realtà fossimo gemelli e che io fossi rimasto nascosto nel ventre di mia madre per sei anni, riluttante a uscire. Io non ci credo, perché i due che sono passati di là in quel lasso di tempo non si ricordano di avermi visto».
In questa antologia abbiamo raccolto racconti biografici più o meno immaginari. Leggerete del dolore di una donna che nasconde distese di ghiaccio dentro di sé, delle peripezie di un detective improvvisato nella New York dei nostri giorni, dell’amore tra un uomo e un albero, della morte di un crudele cacciatore finito in pasto ai cannibali, dell’ultima corrida di una matador gentile, della costruzione e distruzione della Torre di Babele, di un viaggio nella coscienza su un treno in corsa sulle montagne d’America, del ritorno alla luce di una mummia di palude, del più grande artista di panorami mobili, dei baffi dell’ex presidente degli Stati Uniti. Tutto questo attraverso le parole di grandi scrittori, come Jonathan Ames, Alison Smith, David Means, Steven Millhauser, e di illustri sconosciuti, nel consueto impasto di assurdo e crudele, cui ci ha abituato la rivista “McSweeney’s”.