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L'uomo che volle essere Peron

By Giovanni M. Bellu

(103)

| Others | 9788845260384

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Book Description

Cosa succederebbe se un giorno si scoprisse che Juan Peron, il dittatore argentino, era nato in Sardegna? Che prima di diventare Peron era stato un emigrato sardo giunto in Argentina nel 1909? E' intorno a questo sospetto che indaga il protagonista d Continue

Cosa succederebbe se un giorno si scoprisse che Juan Peron, il dittatore argentino, era nato in Sardegna? Che prima di diventare Peron era stato un emigrato sardo giunto in Argentina nel 1909? E' intorno a questo sospetto che indaga il protagonista del libro, un giornalista sardo trapiantato a Roma, da quando per caso viene a sapere di un certo Giovanni Piras, scomparso misteriosamente prima della Grande Guerra. L'ipotesi che Piras sia il vero Peron non gli dà tregua. Le evidenze sono molte e inquietanti e si incrociano con un momento drammatico della sua vita: la morte del vecchio padre, un avvocato che ha sempre orgogliosamente rivendicato la sua fede fascista. Il giornalista avvia un'indagine febbrile, tra la Sardigna, l'Italia e l'Argentina incontra i discendenti di Piras e importanti personaggi che conobbero Peron, a partire da Licio Gelli. Contemporaneamente, riscopre la memoria del padre, s'interroga sulla propria generazione, quella del '77, e anche sugli ex del '68 che governano l'informazione. Nasce così un inedito giallo di inchiesta che affonda nelle maglie 'nere' della storia d'Italia e che incrocia, con conflitti e turbamenti, le vicende di tre generazioni. Un'inchiesta che si muove tra mito e cronaca, tra Sudamerica e Sardegna, fino a un sorprendente e tragico finale.

10 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Peccato!

    Peccato che tutte le intuizioni che nel corso del libro sembrano avallare l'incredibile tesi che Juan Peron sia mamoiadino, alla fine si rilevino insufficienti.

    Il libro tiene parecchio sulla corda, fa tornare indietro ai mai troppo raccontati anni ...(continue)

    Peccato che tutte le intuizioni che nel corso del libro sembrano avallare l'incredibile tesi che Juan Peron sia mamoiadino, alla fine si rilevino insufficienti.

    Il libro tiene parecchio sulla corda, fa tornare indietro ai mai troppo raccontati anni dell'emigrazione selvaggia dalla Sardegna (non che ora...) verso il resto del mondo, e fa entrare in un vortice ben congegnato da Bellu...fino alla triste caduta finale in cui la verità sale a galla. Il finale del libro è proprio come un brutto risveglio dopo un bel sogno.

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    bottepunciasa said on Oct 20, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Divertente, avvincente, a volte anche geniale. Un romanzo inchiesta per chi ama il giornalismo vero e la Sardegna. (Bellu è il giornalista di Repubblica che ha scoperto la tragedia dell'affondamento a Portopalo)

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    Fabrica said on Jun 6, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gran bel libro! Un'opera che è allo stesso tempo un giallo, un racconto autobiografico e la descrizione della generazione del '77.
    Il protagonista, un giornalista di un importante quotidiano, si imbatte per caso nella leggenda che vuole Juan Peròn e ...(continue)

    Gran bel libro! Un'opera che è allo stesso tempo un giallo, un racconto autobiografico e la descrizione della generazione del '77.
    Il protagonista, un giornalista di un importante quotidiano, si imbatte per caso nella leggenda che vuole Juan Peròn essere in realtà un emigrato sardo, e ben presto la curiosità si trasforma in una ricerca ossessiva di prove che confermino la leggenda. Il racconto si dipana con continui sbalzi temporali, ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza si mischiano al tempo presente dell'inchiesta e a descrizioni di passati immaginari. L'effetto è piacevole, l'autore riesce a trasmettere il pathos e l'eccitazione del protagonista intrappolato nel mistero Peròn-Piras. Una volta iniziato non si riesce a posarlo!

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    Gert dal Pozzo said on Feb 15, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    WM1 su L'uomo che volle essere Peron

    [...] Da qui in avanti c'è un esplodere di piani temporali:
    - il narratore scrive a inchiesta appena terminata;
    all'indietro, ci racconta il nascere e farsi dell'inchiesta stessa;
    - durante l'inchiesta, torna costantemente agli anni Se ...(continue)

    [...] Da qui in avanti c'è un esplodere di piani temporali:
    - il narratore scrive a inchiesta appena terminata;
    all'indietro, ci racconta il nascere e farsi dell'inchiesta stessa;
    - durante l'inchiesta, torna costantemente agli anni Sessanta e Settanta del rapporto padre-figlio;
    nel tempo dell'infanzia e adolescenza, c'è un continuo rimando al passato militare e fascista del padre;
    - Ancora: durante l'inchiesta, partono incursioni immaginifiche nel Dopoguerra (es. un giovane Licio Gelli gira la Sardegna compiendo piccoli raggiri);
    - poi, com'è d'uopo, c'è il primo Novecento, con le peripezie dell'emigrazione sarda in Argentina.
    - Infine - e anche in questo è forte l'analogia con "Medium" di Genna - si scavalcano i millenni. - Nell'appendice a "Medium" Genna andava in avanti, visualizzando il futuro remoto; qui Bellu va all'indietro, al Neolitico, ai giorni in cui venne istoriata Sa Perda Pintà, la "pietra dipinta" trovata a Mamoiada nel 1997. [...]
    Recensione integrale qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropau…

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    Wu Ming Foundation said on Dec 3, 2009 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Niente male davvero, una storia magari anche inverosimile, ma il romanzo è costruito bene, qualche volta è un giallo, qualche volta è un romanzo, qualche volta ti sbatte in faccia cose come questa ; "Erano bambini quando si rideva per non piangere, m ...(continue)

    Niente male davvero, una storia magari anche inverosimile, ma il romanzo è costruito bene, qualche volta è un giallo, qualche volta è un romanzo, qualche volta ti sbatte in faccia cose come questa ; "Erano bambini quando si rideva per non piangere, ma ebbero 1000 occasioni per intuirne le ragioni. I padri possono nascondere gli album di guerra, ma non le macerie, e loro ne videro in quantità, ci giocarono sopra. Si sentirono 1000 volte raccomandare di non raccogliere oggetti strani. 1000 volte rimproverare per un piccolo spreco, un piatto di pasta lasciato a metà, un panino appena sbocconcellato, in nome del ricordo di una fame immensa. Il benessere li trovò adolescenti. Comionciarono ad avvertire la memoria del dolore come una turba infantile. Maturarono l'illusione che il presente fosse ormai acquisito per l'eternità e che si potesse solo progredire. I padri glilo lasciarono credere. Dovettero trovare rassicuranti quell'insoddisfazione ostentata, quegli spleen, quelle angosce esistenziali. Liberavano se stessi dalla memoria liberando i figli dal bisogno. Li saziarono fino al punto di renderli schizzinosi. Ed ecco il piatto che Silvano Mannu aveva servito a mio padre: cinque righe gelide per fargli capire che il mondo aveva finito di scherzare. Non c'è nulla di più squallido di una generazione di fanatici che diventa una generazione di cinici." Eh, probabilmente Peron non è nato a Mamoiada, ma credo di capire un pò di più mio padre oggi.

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    Andrea said on Sep 4, 2009 | Add your feedback

Book Details

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  • ISBN-10: 8845260380
  • ISBN-13: 9788845260384
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 2008-01-01
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