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L'uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

By René Guénon

(134)

| Paperback | 9788845909139

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Book Description

Fra tutti i libri di René Guénon L'uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta è forse quello che più di ogni altro mostra l'impalcatura del suo pensiero. Sottintendendo, naturalmente, che tale pensiero non pretende di inventare nulla, ma soltanto di e Continue

Fra tutti i libri di René Guénon L'uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta è forse quello che più di ogni altro mostra l'impalcatura del suo pensiero. Sottintendendo, naturalmente, che tale pensiero non pretende di inventare nulla, ma soltanto di esporre con la massima precisione un pensiero che da sempre è: la Tradizione primordiale, la cui dottrina, secondo Guénon, non traspare mai con altrettanta precisione come nel pensiero vedantico.
Ma che cos'è il Vêdânta? Una delle sei "visioni" (darshana) che, secondo le più antiche testimonianze indiane, ci permettono di capire ciò che è. Tutte vere, ma ciascuna in rapporto a un certo livello della realtà. Il più alto, che consente di inglobare in sé ogni altro, è appunto quello del Vêdânta, "il ramo più puramente metafisico di tali dottrine". Così si può dire che il Vêdânta è una sorta di dottrina suprema. Nessuno ha saputo esporla in Occidente con l'evidenza assoluta che incontriamo in questo libro di Guénon. E nessuno ha saputo sgombrare il campo, con gesto altrettanto autorevole, dai numerosi, tipici equivoci occidentali intorno a tale dottrina, considerata da tanti una filosofia o una religione o "qualche cosa che partecipa più o meno dell'una o dell'altra", mentre non è in verità nulla di tutto questo. Come scrisse Daumal: "Se Guénon parla del Veda, pensa il Veda, è il Veda". E perciò naturale che proprio in questo libro Guénon si soffermi sugli aspetti costitutivi, sulla composizione fondamentale dell'uomo, del mondo e della realtà extra-cosmica - e a queste pagine occorre sempre tornare quando Guénon, in altre opere, applica le categorie qui delineate.

"Diremo dunque che l'essere umano, considerato nella sua interezza, comporta un certo insieme di possibilità che costituiscono la sua modalità corporea o grossolana, nonché una moltitudine di altre possibilità che, prolungandosi in diversi sensi di là da questa, costituiscono le sue modalità sottili: tutte queste possibilità riunite non rappresentano tuttavia che un solo e uno stesso grado dell'Esistenza universale. Ne consegue che l'individualità umana è allo stesso tempo molto più e molto meno di quello che gli Occidentali di solito credono che sia: molto più, perché essi ne conoscono quasi soltanto la modalità corporea, che è un'infima parte delle sue possibilità; ma anche molto meno, perché questa individualità, lungi dal rappresentare realmente l'essere totale, non ne è che uno stato, fra una serie indefinita di altri stati, la cui stessa somma è ancora nulla rispetto alla personalità, che è l'essere vero, perché soltanto essa è il suo stato permanente e incondizionato, e soltanto questo può essere considerato assolutamente reale".

Indice - Sommario

Premessa

1. Generalità sul Vêdânta
2. Distinzione fondamentale fra il "Sé" e l'"io"
3. Il centro vitale dell'essere umano, dimora di Brahma
4. Purusha e Prakriti
5. Purusha inalterato dalle modificazioni individuali
6. I gradi della manifestazione individuale
7. Buddhi o l'intelletto superiore
8. Manas o il senso interno; le dieci facoltà esterne di sensazione e di azione
9. Gli involucri del "Sé"; i cinque vâyu o funzioni vitali
10. Unità e identità essenziali del "Sé" in tutti gli stati dell'essere
11. Le differenti condizioni di âtmâ nell'essere umano
12. Lo stato di veglia o la condizione di Vaishwânara
13. Lo stato di sogno o la condizione di Taijasa
14. Lo stato di sonno profondo o la condizione di Pràjna
15. Lo stato incondizionato di âtâà
16. Rappresentazione simbolica di âtmâ e delle sue condizioni mediante il monosillabo sacro Om
17. L'evoluzione postuma dell'essere umano
18. Il riassorbimento delle facoltà individuali
19. Differenza delle condizioni postume secondo i gradi della Conoscenza
20. L'arteria coronale e il " raggio solare "
21. Il "viaggio divino" dell'essere in via di liberazione
22. La liberazione finale
23. Vidêha-mukti e jîvan-mukti
24. Lo stato spirituale dello Yogì: l'"Identità Suprema"

Indice dei termini sanscriti

Prefazione / Introduzione

Nelle nostre opere precedenti abbiamo a più riprese annunciato l'intenzione di pubblicare una serie di studi nei quali ci sarebbe stato possibile, secondo i casi, o esporre direttamente taluni aspetti delle dottrine metafisiche dell'Oriente, o adattare queste stesse dottrine nel modo che ci fosse apparso più intelligibile e proficuo, sempre però restando rigorosamente fedeli al loro spirito. Il presente lavoro costituisce il primo di questi studi : in esso, per ragioni che abbiamo già avuto occasione di spiegare, assumiamo come punto di vista centrale quello delle dottrine indù, e specialmente del Vêdânta, che è il ramo più puramente metafisico di tali dottrine; va però chiarito che ciò non ci impedirà di fare, ogni qual volta ci parrà opportuno, confronti e paragoni con altre teorie, qualunque ne sia la provenienza, e, in particolare, che faremo anche ricorso agli insegnamenti degli altri rami ortodossi della dottrina indù, nella misura in cui vengono, su certi punti, a precisare e a completare quelli del Vêdânta. Non sarebbe logico rimproverarci questo modo di procedere, dato che le nostre intenzioni non sono affatto quelle di uno storico: teniamo a ribadire ancora espressamente, a questo proposito, che vogliamo fare opera di comprensione, non di erudiziene, e che ciò che esclusivamente ci interessa è la verità delle idee. Se dunque abbiamo ritenuto opportuno fornire qui riferimenti precisi, è per motivi che non hanno niente a che vedere con le preoccupazioni particolari degli orientalisti; con ciò abbiamo soltanto voluto dimostrare che non inventiamo nulla e che le idee da noi esposte hanno davvero un'origine tradizionale, e al tempo stesso fornire il mezzo, a coloro che ne fossero capaci, di riferirsi ai testi, nei quali potranno trovare indicazioni complementari, poiché va da sé che non abbiamo la pretesa di offrire una trattazione esauriente, nemmeno di un punto determinato della dottrina.
Una trattazione complessiva, del resto, è assolutamente impossibile: sarebbe un lavoro interminabile, oppure richiederebbe una formulazione così sintetica da risultare perfettamente incomprensibile a mentalità occidentali. Inoltre, sarebbe difficilissimo evitare, in un'opera di questo genere, una parvenza di sistematizzazione che è incompatibile con i caratteri essenziali delle dottrine metafisiche; per quanto solo una parvenza, essa sarebbe lo stesso, inevitabilmente, causa di errori estremamente gravi, tanto più che gli Occidentali, per le loro abitudini mentali, sono fin troppo inclini a scorgere "sistemi" anche là dove non ve ne possono essere.

4 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Contemplate dalla giusta ottica, le dottrine orientali sono oro puro. Questo libro, molto denso, va letto due volte.

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    Vlad Gheorghe said on Sep 1, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    A prescindere dalla correttezza dell’analisi culturale condotta da Guénon e dalla sgradevole ipostatizzazione di un oggetto culturale (una particolare corrente di pensiero indiana), quel che fa impressione in quest’opera – una piacevole impressione d ...(continue)

    A prescindere dalla correttezza dell’analisi culturale condotta da Guénon e dalla sgradevole ipostatizzazione di un oggetto culturale (una particolare corrente di pensiero indiana), quel che fa impressione in quest’opera – una piacevole impressione di unità di design, devo dire – è l’analisi che parte dall’essere umano e dalla sua forma e risale “per li rami” la struttura dell’essere, seguendo analogie, simmetrie ecc. e colmando ogni vuoto in cui si imbatta.
    Il risultato dell’operazione è una gemma (probabilmente sintetica) dal taglio complesso e perfetto.
    Un saggio della prosa e dell’analisi guénoniane: «‘Veglia, sogno, sonno profondo, e ciò che è oltre, sono i quattro stati di Âtmâ; il più grande (mahattara) è il Quarto (Turîya). Nei primi tre sta Brahma con uno dei Suoi piedi; nell’ultimo, ha tre piedi’. Così, le proporzioni precedentemente stabilite da un certo punto di vista, da un altro punto di vista si trovano invertite: dei quattro ‘piedi’ (pâda) di Âtmâ, i primi tre in base alla distinzione degli stati ne valgono uno soltanto per importanza metafisica, e da solo l’ultimo ne vale tre, nella stessa prospettiva. Se Brahma non fosse ‘senza parti’ (akhanda), si potrebbe dire che soltanto un quarto di Esso è nell’Essere (comprendendovi tutto ciò che ne dipende, vale a dire la manifestazione universale di cui è il principio), mentre gli altri Suoi tre quarti sono al di là dell’Essere. Questi tre quarti si possono concepire così: 1) la totalità delle possibilità di manifestazione in quanto non si manifestano, dunque allo stato assolutamente permanente e incondizionato, come tutto ciò che appartiene al ‘Quarto’ (se esse invece si manifestano, appartengono ai primi due stati; e, in quanto ‘manifestabili’, al terzo, principiale rispetto ai precedenti); 2) la totalità delle possibilità di non-manifestazione (di cui parliamo al plurale solo per analogia, poiché sono evidentemente al di là della molteplicità, e anche dell’unità); 3) infine, il Principio Supremo di queste e di quelle, la Possibilità Universale, totale, infinita, assoluta» (p. 101).

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    Jacques le fataliste et son maître said on Jul 8, 2008 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Una sola parola: wow. Ammetto senza indugio di non averci quasi capito una fava, ma la complessità e l'incredibile profondità del pensiero metafisico indiano, in questo libro, fanno davvero girare la testa. E' come un meraviglioso macchinario, o una ...(continue)

    Una sola parola: wow. Ammetto senza indugio di non averci quasi capito una fava, ma la complessità e l'incredibile profondità del pensiero metafisico indiano, in questo libro, fanno davvero girare la testa. E' come un meraviglioso macchinario, o una straordinaria opera d'arte di cui non capiamo il significato ma, se non altro, possiamo coglierne la bellezza.

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    r. said on Jan 8, 2008 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (134)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 171 Pages
  • ISBN-10: 8845909131
  • ISBN-13: 9788845909139
  • Publisher: Adelphi (Il ramo d'oro, 20)
  • Publish date: 1992-06-xx
  • Also available as: Mass Market Paperback
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