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L'uomo inquieto

By Henning Mankell

(342)

| Paperback | 9788831710480

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Book Description

In una fredda giornata d'inverno, Hakan von Enke, alto ufficiale di marina ora in pensione, scompare durante la sua abituale passeggiata mattutina a Stoccolma. Un caso che tocca da vicino il commissario Wallander. Von Enke è il futuro suocero di sua Continue

In una fredda giornata d'inverno, Hakan von Enke, alto ufficiale di marina ora in pensione, scompare durante la sua abituale passeggiata mattutina a Stoccolma. Un caso che tocca da vicino il commissario Wallander. Von Enke è il futuro suocero di sua figlia Linda, il nonno della sua nipotina, e di recente gli aveva confidato aspetti soprendenti di un dramma politico-militare risalente a più di due decenni prima, quando sottomarini sovietici erano stati avvistati in acque territoriali svedesi. Kurt Wallander è vicino a un grande segreto della storia del dopoguerra. La sua lotta incessante alla ricerca della verità è ora l'impegno di un uomo che sta facendo i conti con la propria vita assediata da ombre minacciose, e che, talvolta deluso dai colleghi e dal sistema, ritrova il calore e gli affetti della sua famiglia. Con questo ultimo episodio che chiude definitivamente la serie poliziesca che l'ha reso celebre in tutto il mondo, Mankell è riuscito per la critica a creare un pezzo di grande letteratura sul tema della vecchiaia rivestendolo abilmente delle spoglie del giallo. Kurt Wallander, come scrisse Le Monde "uno dei più bei personaggi tra i romanzi polizieschi contemporanei", è stato per molti tra le figure più riuscite e affascinanti della narrativa di genere dei nostri giorni, aprendo la strada al fenomeno del giallo dalla Scandinavia.

198 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Senza speranza

    Ho amato molto la saga di Kurt Wallander, le malinconiche descrizioni della Svezia in inverno, il giallo intenso della colza d'estate con cui si apre "La falsa pista", le riflessioni amare sulla decadenza della società occidentale e l'erosione dell'i ...(continue)

    Ho amato molto la saga di Kurt Wallander, le malinconiche descrizioni della Svezia in inverno, il giallo intenso della colza d'estate con cui si apre "La falsa pista", le riflessioni amare sulla decadenza della società occidentale e l'erosione dell'individuo con l'arrivo della vecchiaia. Trovo che Mankell sia granitico e coerente, disperato fino all'ultimo nel tratteggiare le debolezze del suo fragile e (suo malgrado) arguto antieroe. C'è da dire che quest'ultimo romanzo, l'ultimo capitolo della saga Wallander, è davvero un affresco senza speranza, senza risposte, senza luci ma solo con grandi ombre che si allungano sempre più, fino a risucchiare il nostro commissario.
    Ho versato una lacrima per la fine dell'epoca Wallander ma, più che per nostalgia e tristezza, per vera e propria angoscia.
    In una parola: deprimente.

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    Valentina said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno dei libri più cupi e malinconici con Wallander protagonista.
    Fantasmi della Guerra Fredda e pensieri incombenti di morte, di fine di un mondo, convivono in un impasto narrativo ricco e pieno di ombre.
    Probabilmente l'ultimo atto del commissario s ...(continue)

    Uno dei libri più cupi e malinconici con Wallander protagonista.
    Fantasmi della Guerra Fredda e pensieri incombenti di morte, di fine di un mondo, convivono in un impasto narrativo ricco e pieno di ombre.
    Probabilmente l'ultimo atto del commissario svedese. Da leggere, come sempre.

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    Armando said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Wallander esce di scena. In modo definitivo e struggente. Un nonno sempre più perso nel buio della malattia, questo ci è concesso immaginarlo. Dopo l'ultima indagine, abbastanza contorta, con implicazioni storiche e politiche. Cosa rimane dietro ques ...(continue)

    Wallander esce di scena. In modo definitivo e struggente. Un nonno sempre più perso nel buio della malattia, questo ci è concesso immaginarlo. Dopo l'ultima indagine, abbastanza contorta, con implicazioni storiche e politiche. Cosa rimane dietro questo poliziotto? Le macerie di una famiglia, una tristezza di fondo e un'inquietudine difficile da dissipare... Se la Svezia è (anche) quella raccontata da Mankell non mi sembra poi un gran bel posto per viverci.... Anche se, al giorno d'oggi, il degrado sembra sempre più diffuso e, purtroppo, irreversibile.
    http://youtu.be/pm6TsYypBpY

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    Mr.Gray-Bear said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Aunque ha aparecido recientemente en España el relato corto "Huesos en el jardín"; "El hombre inquieto" pasa por ser la última novela policial del sagaz e intuitivo inspector Wallander.
    Mankell se despide así de su carismático personaje, poniendo pun ...(continue)

    Aunque ha aparecido recientemente en España el relato corto "Huesos en el jardín"; "El hombre inquieto" pasa por ser la última novela policial del sagaz e intuitivo inspector Wallander.
    Mankell se despide así de su carismático personaje, poniendo punto final a determinados capítulos y episodios -prolongados a lo largo del tiempo- que no acababan por quedar resueltos.
    La investigación y el caso que le ocupan en este volumen, son para mí, totalmente baladíes e intrascendentes; ya que lo que más me interesa como lector es su funesta y precaria vida personal: Una espumeante ola de grisáceo mar que va encauzada hacia el retiro, la soledad, la vejez y las brumas incipientes del alzheimer.
    La narración adquiere desde el principio tonos melancólicos, tristes y plagados de nostalgia.
    Los pasos ya lentos de un hombre que lo ha dado todo por su profesión; pero que fuera de ella, se siente completamente perdido, desolado e incomprendido.
    El broche de oro que faltaba por poner a esta gran saga de diez libros de género negro, realmente cautivadores.

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    mancusso73 said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il migliore tra i libri di Mankell. Un'ambientazione più ricca, una bellissima introspezione della parte finale della vita. Il giallo, con forti tinte di spionaggio e marcati riferimenti alla realtà politica del passato recente, è un pretesto per l'a ...(continue)

    Il migliore tra i libri di Mankell. Un'ambientazione più ricca, una bellissima introspezione della parte finale della vita. Il giallo, con forti tinte di spionaggio e marcati riferimenti alla realtà politica del passato recente, è un pretesto per l'analisi dei rapporti dell'individuo con altri individui e col proprio mondo. Non si sa quanto piccolo.

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    Danilibera said on May 3, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Li ho letti tutti. Quelli di Wallander. E ho esitato un anno intero prima di affrontare l'ultimo. Non volevo che finisse. Ma Mankell ha saputo dargli una fine naturale, con il graduale e
    progressivo distacco da tutto e da tutti come accade nella vita ...(continue)

    Li ho letti tutti. Quelli di Wallander. E ho esitato un anno intero prima di affrontare l'ultimo. Non volevo che finisse. Ma Mankell ha saputo dargli una fine naturale, con il graduale e
    progressivo distacco da tutto e da tutti come accade nella vita. Certo non sarà altissima letteratura - per quella abbiamo i Roth e compagnia bella - ma l'abilità di infondere un senso di empatia e comunanza che alcuni di questi autori scandinavi hanno, è sorprendentemente sempre presente e coinvolgente.

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    AdrianaT. said on Mar 8, 2014 | Add your feedback

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