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L'uomo senza casa

By Andrea Fazioli

(191)

| Others | 9788860881090

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Book Description

La Svizzera è un posto misterioso. Sembra un luogo lindo e tranquillo, ma sotto la superficie strisciano inganni, delitti e soldi, tanti soldi, che magicamente volano nelle banche. Tra i misteri elvetici si aggira anche Elia Contini, un investigatore Continue

La Svizzera è un posto misterioso. Sembra un luogo lindo e tranquillo, ma sotto la superficie strisciano inganni, delitti e soldi, tanti soldi, che magicamente volano nelle banche. Tra i misteri elvetici si aggira anche Elia Contini, un investigatore privato che lavora a Lugano, sul lago, in mezzo agli intrighi della politica e della finanza, ma che ogni sera se ne torna a casa in un villaggio di montagna, dove gli piace osservare le volpi che abitano nel bosco. Una vita che scorre più o meno uguale, finché un giorno è costretto a scontrarsi con un mistero che lo riguarda da vicino: quello di un paese sommerso dall'acqua per la costruzione di una diga. Il paese nel quale era cresciuto. Da allora molte cose sono cambiate. Però c'è chi ancora non ha dimenticato: qualcuno che vuole tornare indietro, vuole rivedere i volti del passato, e per farlo è disposto a uccidere. Tra gli squali dell'alta finanza, in un Canton Ticino addormentato dalla neve, toccherà proprio a Contini dipanare il mistero. Combattendo fino all'ultimo per salvare se stesso e tutto ciò che ama. Una vicenda piena di suspense e colpi di scena, ma con un'atmosfera tutta ticinese, fatta di silenzi e di allusioni, in quel microcosmo multiforme e dagli insospettabili segreti che è la Svizzera italiana.

23 Reviews

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    Così così...

    ... ottima l'idea, ma parecchio confuso e un pochino forzato lo svolgimento del racconto

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    Atreiu said on May 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    partito piano, poi non riuscivo a lasciarlo sul comodino

    I posti in cui ambienta la storia Fazioli li conosco, anche se non benissimo, ma a sufficienza per immaginare i personaggi nel loro ambiente. Poi le immagini della tempesta di neve finale si sovrapponevano a quelle delle tempeste di neve viste in que ...(continue)

    I posti in cui ambienta la storia Fazioli li conosco, anche se non benissimo, ma a sufficienza per immaginare i personaggi nel loro ambiente. Poi le immagini della tempesta di neve finale si sovrapponevano a quelle delle tempeste di neve viste in questi giorni. Sicuramente entrambi i fattori mi hanno aiutata ad immergermi in pieno nella storia, che mi ha appassionata moltissimo.

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    Antopase said on Jan 7, 2014 | Add your feedback

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    ..un giallo. Ma con una storia un po' troppo confusa e forzata, a mio avviso....non mi è piaciuto.

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    mi said on Mar 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gialli davanti al camino - 11 dic 11

    Come si può classificare un autore che scrive in italiano ma è di Bellinzona, cioè un puro prodotto ticinese? Si deve parlare di letteratura italiana? O di letteratura svizzera? Ed a proposito, esiste una letteratura svizzera? Dopo questa onesta para ...(continue)

    Come si può classificare un autore che scrive in italiano ma è di Bellinzona, cioè un puro prodotto ticinese? Si deve parlare di letteratura italiana? O di letteratura svizzera? Ed a proposito, esiste una letteratura svizzera? Dopo questa onesta parata di domande senza risposte, veniamo al giovane Fazioni (il trentatreenne ticinese appunto). Non so dove avevo sentito parlare di lui (qualche rivista che devo aver “archiviato” nel frattempo) e quando ho visto il tascabile Guanda mi sono affrettato a prenderlo (anche se non a leggerlo). Devo dire che mi ha fatto una buona impressione (e si vede che avere Biondillo come editor è una buona cosa), anche se all’inizio il romanzo non riusciva a decollare. La storia, tipicamente svizzera, ruota intorno a riciclaggio di soldi ed investimenti lucrosi, anche se lo spunto è la costruzione prima e l’ampliamento poi di una diga. Che come tutte le dighe, sommerge terre ed in questo caso anche case. Ma quando si fa la prima volta, venti anni addietro, le istanze ecologistiche ed ambientalistiche sono ancora di là da venire. Fatta la diga, sommersa la contrada di Malvaglia. Nel presente, a causa dell’ampliamento della stessa, si riscatenano le polemiche. Ma questa volta i fautori della diga cominciano a morire. Certo, c’erano state due persone scomparse anche venti anni prima, ma nessuna vi aveva dato peso. Ora invece, si scatena il giallo. E tutto si va incentrando sul personaggio principale, lo stralunato Elia Contini (anche i nomi dei personaggi sono molto … ticinesi). Che di mestiere fa l’investigatore privato, ma che soprattutto è un solitario ed un po’ strano personaggio. Innanzi tutto, una delle due persone scomparse anni addietro è proprio il padre di Elia. E si mormora che sia fuggito con il Martignani e soldi vari. Contini ha anche uno strano rapporto con Francesca, ma che non va né avanti né indietro, dato che lui il più delle volte tace. O parla fuori tempo, come tutte le persone che, rimuginando fatti e parole, a volte escono con frasi stonate. E che diventa amico del giovane avvocato Chico Malfanti, un ventisettenne in cerca disperata di compagnia femminile che non trova. E che si trova praticamente sempre sul luogo dei delitti subito dopo che vengono commessi. Completano l’arena dei personaggi attivi il faccendiere Finzi, socio a suo tempo del Martignani. Il giovane Tommi Porta, coetaneo di Elia e suo vecchio compagno di giochi. E l’avvocato Calgari, il difensore dei ricorrenti contro la costruzione della diga. Dicevo all’inizio che la storia sembrava non decollare, perché sappiamo subito chi è l’assassino del sindaco. E sembra che questo incanali tutta la storia nella direzione di un giallo psicologico per scoprire la natura dei comportamenti umani. Poi ci sono una serie di svolte, che non narrerò, che invece riportano tutto verso un giallo classico. E di buona fattura. Con tentativi di chiudere i cerchi prima del tempo, ed una soluzione finale che seppur ipotizzabile è ben costruita e gestita dal nostro autore. Che intanto, tra un cadavere e l’altro, trova il tempo di farci immergere nella realtà della Svizzera italiana, tra Bellinzona e Lugano, tra il carnevale di città e la ricerca delle volpi in montagna. E di farci intravedere anche qualche profilo svizzero. L’amante introverso dei mondi solitari. I transfrontalieri per studio che si laureano a Milano. Insomma, una bella situazione, ben descritta e ben portata avanti. Un autore che cercherò di seguire in altre prove, che mi pare lo meriti. Anche perché, il triste Contini ogni tanto sente musica, ed è una musica triste ma interessante (da Jacques Brel a Georges Brassens). Bravo Elia!

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    Giogio53 said on Dec 10, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non mi prenderei nemmeno la briga di recensirlo, se non fosse che il roboante strillo in copertina grida vendetta (soprattutto da parte del mio portafoglio).
    Lo strillo recita: "E' nato un nuovo, autentico narratore del giallo italiano. Ma è svizzer ...(continue)

    Non mi prenderei nemmeno la briga di recensirlo, se non fosse che il roboante strillo in copertina grida vendetta (soprattutto da parte del mio portafoglio).
    Lo strillo recita: "E' nato un nuovo, autentico narratore del giallo italiano. Ma è svizzero e bla bla bla".
    Allora, voi che cosa vi aspettereste? Diciamo Camilleri con più nebbia? (sempre stando nel commerciale eh, qui non è che si pretende alta letteratura). Oppure, minimo minimo, Scerbanenco meno milanese.
    Invece, purtroppone, si tratta della stessa sbobba rifritta di sempre: investigatore solitario problematico tipo Humprey Bogart che cioè, c'ha problemi che risalgono all'infanzia e finisce per essere sospettato di omicidio (ma dai! pensa che non mi era mai ma proprio mai successo di imbattermi in un libro-film-telefilm-spettacolodaquattrosoldi in cui il protagonista viene sospettato di un crimine e deve fare di tutto per uscirne! che nuovo e autentico narratore del giallo italiano!), la trama è ridicolmente incasinata (forse dovrei dire confusa), l'alter ego del protagonista è del tutto fuori di cucuzza e soprattutto incapace, chessò, di alzare il telefono o di incontrare il protagonista (di cui non è compagno di canasta, no amici, bensì il presunto complice pluriomicida) per chiarire giusto due cosine tipo l'accoppamento di innocenti non concordati; il vero assassino è ridicolo e inverosimile e il crescendo drammatico nella neve, lasciatemelo dire, da harakiri letterario.
    Allora tu dici: però lo stile. Ecco, appunto, lasciamo stare.
    Ora io vorrei dire al signor Biondillo, che ha firmato lo strillo di cui sopra: quanto ti hanno pagato? E soprattutto, che ne dici di rimborsare?

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    Mademoiselle Sorel said on Aug 7, 2011 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    il mio primo romanzo svizzero

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    Jill said on Mar 15, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (191)
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  • Others
  • ISBN-10: 8860881099
  • ISBN-13: 9788860881090
  • Publisher: Guanda
  • Publish date: 2008-01-01
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