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L'uomo senza qualità

By Robert Musil

(813)

| Paperback | 9788806144685

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Book Description

Questo capolavoro incompiuto del Novecento, da mezzo secolo al centro di un tormentato lavoro di sistemazione critica e filologica, ora in una edizione che organizza i materiali inediti in una prospettiva capace di illuminare l'architettura segreta d Continue

Questo capolavoro incompiuto del Novecento, da mezzo secolo al centro di un tormentato lavoro di sistemazione critica e filologica, ora in una edizione che organizza i materiali inediti in una prospettiva capace di illuminare l'architettura segreta del lavoro di Musil.

163 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Romanzo interessante che descrive alla perfezione i sentimenti di un Austria di inizio Novecento. Purtroppo trtoppo lungo e troppo prolisso, per questo motivo solo 3 stelline.

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    Erika said on Jan 7, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    L’opera di Musil nonostante la sua vastità restò incompiuta. Come spesso accade per opere di tali dimensioni le pagine fungono da maglia che mal distribuiscono le azioni dei personaggi in un lasso di tempo talvolta immobile. Non vi è una vera e propr ...(continue)

    L’opera di Musil nonostante la sua vastità restò incompiuta. Come spesso accade per opere di tali dimensioni le pagine fungono da maglia che mal distribuiscono le azioni dei personaggi in un lasso di tempo talvolta immobile. Non vi è una vera e propria trama, e tra i personaggi si inseriscono spesso discorsi di natura filosofica tanto da avvicinarsi alla forma saggistica.
    Ulrich è l’uomo senza qualità, colui che incarna non solo l’uomo della società austriaca benestante ma anche l’attuale uomo mal propenso ad ogni genere di azione, il quale non ode le sue attitudini.
    Circondato da personaggi della nobiltà viennese si accinge alla preparazione dell’Azione parallela, manifestazione che dovrà rivelare la magnificenza dell’impero austriaco sia nel campo politico-economico che in quello culturale. Con essa Musil intende creare una metafora della società e della perdita dei valori.
    La terza parte è caratterizzata dalla presenza di un nuovo personaggio, la sorella Agathe. Tra i due si instaura un rapporto dalla forma quasi morbosa-incestuosa e dall’impronta spirituale.
    A quest’ultima breve parte seguono una serie di bozze e possibili finali.

    Ho desiderato di leggere l’opera da anni, ora che essa è passata attraverso il setaccio della mente e dell’anima ben poco resta se non qualche frase appuntata.
    Preferisco in assoluto il poetico Musil che scrisse Congiungimenti.

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    Ametista said on Dec 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Impresa mastodontica. Oggi, 16/12/2013, a un terzo del libro.

    11/01/2014. Situazione di stallo.

    14/01/2014. Niente, con incalcolabile rammarico, decido di ibernarne la lettura.

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    Sus said on Dec 16, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Everest letterario

    Ok, ammetto che tecnicamente non l’ho letto proprio tutto. Mi sono fermato alla parte che Musil pubblicò in vita, cioè omettendo gli “Abbozzi e frammenti”, perché francamente non ne potevo più (in termini di pagg. sono 1180 su 1780).
    È sicuramente il ...(continue)

    Ok, ammetto che tecnicamente non l’ho letto proprio tutto. Mi sono fermato alla parte che Musil pubblicò in vita, cioè omettendo gli “Abbozzi e frammenti”, perché francamente non ne potevo più (in termini di pagg. sono 1180 su 1780).
    È sicuramente il romanzo più complesso e impegnativo che abbia mai letto. Ma alla fine non è che mi abbia lasciato molto. Senza dubbio in ciò gioca molto il fatto che, per quanto io possa essere avvezzo ai grandi classici e a letture più o meno impegnate, alla fin fine quello che richiedo da un romanzo è pur sempre un po’ di intrattenimento. E l’intrattenimento è l’ultima cosa che uno può trovare in questo romanzo, e certamente l’ultima per cui questo fu scritto. Già parlare di romanzo è una forzatura: gli elementi narrativi sono talmente pochi da poter essere riassunti in 2-3 righe. Per il resto si tratta della riproposizione di una serie di nuclei tematici (sintomatico il titolo della seconda parte: “Le stesse cose ritornano”) attraverso la voce dei personaggi, a cominciare naturalmente dal protagonista Ulrich, vero e proprio campione di atteggiamento distaccato rispetto al reale e di evanescenza intellettuale. Il tutto filtrato da un velo di inconcludenza e stanchezza che, se da un lato viene restituito con eccezionale maestria – lungi da me negare che alcune delle digressioni più filosofiche siano in effetti molto acute –, dall’altro hanno avuto nel mio caso l’effetto di rendere questi interminabili (e interminati) volumi alquanto indigesti.
    Le ragioni per cui Musil abbia deciso di declinare queste tematiche – il nichilismo, la crisi dell’Impero Austro-Ungarico, il senso esistenziale della possibilità – in un romanzo di tale lunghezza, al punto da morire prima di averlo ultimato, resta per me un mistero. Quel che è certo, più o meno paradossalmente, è che quegli aspetti che ai miei occhi hanno reso questo romanzo quasi illeggibile sono gli stessi per i quali esso si può dire ben riuscito.

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    pempi said on Oct 6, 2013 | 4 feedbacks

  • 30 people find this helpful

    " Ballo su una corda di luce ! " ( Robert Musil )

    1780 pagine di puro genio, che si leggono proprio così: ballando su una corda di luce.
    Non si può chiedere molto di più ad un libro.

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    marinaf said on Oct 1, 2013 | 6 feedbacks

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