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L'uomo solo

By Luigi Pirandello

(127)

| Paperback | 9788804356066

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Book Description

5 Reviews

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    Quanto è triste, quasi inquietante, l' uomo medio, l' uomo accidico, l' uomo che si costringe a non vivere.

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    Crashin' steel said on Nov 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    (dal blog)

    È domenica, fa caldo e la voglia di scrivere pseudo-recensioni per questo blog viene meno. L’umanità non potrà che gioire di questa mia pigrizia. In un lampo di vitalità, tuttavia, mi accingo a digitare poche parole per parlare della racc ...(continue)

    (dal blog)

    È domenica, fa caldo e la voglia di scrivere pseudo-recensioni per questo blog viene meno. L’umanità non potrà che gioire di questa mia pigrizia. In un lampo di vitalità, tuttavia, mi accingo a digitare poche parole per parlare della raccolta “L’uomo solo” di Pirandello. Siccome, però, come detto, non ho molta voglia, prendo in prestito le parole del retro del libro stesso per descrivervi di cosa parla il libro: “…il titolo, dato al volume dalla novella d’esordio, apre a una costante del personaggio pirandelliano, ‘uomo solo’ al quale spesso si contrappone ostilmente la società circostante, pronta a imbastire pesanti istruttorie contro ogni comportamento fuorviante dai propri codici normativi…la pazzia o il suicidio potranno essere, allora, gli unici spazi di fuga, là dove il fondo umoristico di questo tragico universo non suggerisca, a distrarre il lettore, i più leggeri toni della commedia delle beffe”. Detto ciò, potrei scrivere che la raccolta mi è piaciuta, che ho sorriso amaro, che “Notizie dal mondo” e “La trappola” sono le due novelle che ho più apprezzato e finirla qua.
    Aggiungo, però, a margine, che non immaginavo di essere stato insieme a Pirandello al Verano, a Roma. No, non sto svelando di essere un ultracentenario blogger. Mi riferisco proprio alla novella “Notizie dal mondo”, nella quale l’autore, per bocca dell’io-narrante, immagina di rivolgersi a un amico morto da qualche tempo, per narrargli quello che accade nel mondo, e più precisamente quello che accade tra la sua moglie e il fratello del defunto. Che c’entra questa novella con me? Non ho moglie, non sono defunto (almeno non che io sappia), però sono stato al Verano, come ho raccontato qualche tempo fa in un articolo su Rino Gaetano. Leggendo le parole che riporto qui sotto il mio pensiero è andato a quell’articolo e a quel giorno, quando non sapevo dell’esistenza di questa novella e di alcune considerazioni che feci anch’io quel giorno, sia pure in uno stile nettamente più prosaico rispetto a quello di Pirandello.
    “Oggi mi sono accorto che anche i cimiteri sono fatti per i vivi. Questo del Verano, poi, addirittura una città ridotta. I poveri, peggio che a pianterreno; i ricchi, palazzine di vario stile, giardinetto intorno, cappella dentro; e coltiva quello un giardiniere vivo e pagato, e officia in questa un prete vivo e pagato….vi sono poi strade, piazze, viali, vicoli e vicoletti, ai quali farebbero bene a porre un nome, perché i visitatori si potessero meglio orientare…”
    (Luigi Pirandello, “Notizie dal mondo”)
    “Immediatamente mi resi conto che avevo sottovalutato le dimensioni del Verano…ero il solo vivente in quella desolazione irreale, ma non avevo alcuna paura, non dei morti; piuttosto, pensai, sarebbe stato da temere qualche malintenzionato vivente...notavo anche lo sfarzo di alcune tombe contrapposto all’abbandono di altre…Continuavo a guardare le tombe, a destra e sinistra, nella speranza di un colpo di fortuna, al quale mi appellavo come unica possibilità di orientarmi in quel dedalo….”

    (Antonio Di Leta, cioè io, il 22 marzo 2006)
    Dopo questo indegno parallelo, posso chiudere l’articolo e tornare a boccheggiare dal caldo.

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    Sisifo77 said on Aug 5, 2012 | Add your feedback

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    Tra i volumi che ho letto delle "Novelle per un anno", questo è il più amaro. Non mancano i guizzi pirandelliani, la capacità di ironizzare il drammatico, e sono presenti altri elementi tipici che troveranno migliore esito in altre opere: lo jettator ...(continue)

    Tra i volumi che ho letto delle "Novelle per un anno", questo è il più amaro. Non mancano i guizzi pirandelliani, la capacità di ironizzare il drammatico, e sono presenti altri elementi tipici che troveranno migliore esito in altre opere: lo jettatore ostracizzato (Dono della Vergine Maria), il personaggio letterario che prende vita (La tragedia di un personaggio), il suicida che all'ultimo istante cambia idea (Il coppo). Però a dominare queste novelle è soprattutto la sensazione della vita come una "trappola" (uno dei racconti, emblematico, si intitola proprio così), una condizione in cui ci si ritrova legati a luoghi, persone e situazioni che non si possono fuggire. E infatti vengono evocati una gran quantità di luoghi chiusi (gabbia, bara, casa) in cui uomini e donne scontano la condanna a una desolante solitudine.

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    Ariano Geta said on Nov 25, 2011 | 1 feedback

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    Ho dovuto smettere...

    Ricordo il periodo della mia vita in cui desideravo leggere l'opera omnia di Pirandello. Dopo pochi mesi (febbraio-maggio 1983) e alcune opere ho dovuto smettere perché il mio umore si andava incupendo oltre il sopportabile.

    Opere bellissime, ma da ...(continue)

    Ricordo il periodo della mia vita in cui desideravo leggere l'opera omnia di Pirandello. Dopo pochi mesi (febbraio-maggio 1983) e alcune opere ho dovuto smettere perché il mio umore si andava incupendo oltre il sopportabile.

    Opere bellissime, ma da affrontare a piccole dosi (almeno per il mio organismo).

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    Cic, il ciclista stanco said on Apr 1, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Solo i grandi scrittori scrivono opere come questa raccolta di novelle del 1922. In esse Pirandello volle raffigurare, a tutto tondo, insignificanti piccoli borghesi, squallidi rappresentanti di una società perbenista e priva di ideali, per far compr ...(continue)

    Solo i grandi scrittori scrivono opere come questa raccolta di novelle del 1922. In esse Pirandello volle raffigurare, a tutto tondo, insignificanti piccoli borghesi, squallidi rappresentanti di una società perbenista e priva di ideali, per far comprendere l'incomunicabilità delle anime, la solitudine della gente, i conflitti interiori.
    Egli approfondì la sua visione dell'esistenza sviscerandone tutta la ricchezza in un immenso repertorio di casi e di conflitti, di situazioni che si ritrovano frequentemente nel suo teatro e nei suoi drammi. Da leggere!! Imperdibile !!

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    mary said on Jun 19, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (127)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 298 Pages
  • ISBN-10: 8804356065
  • ISBN-13: 9788804356066
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 1992-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Softcover
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