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Lupo mangia cane

Di

Editore: Mondadori

3.6
(162)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 357 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804564105 | Isbn-13: 9788804564102 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. G. Castagnone

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il cadavere di uno dei padroni della Nuova Russia, disposti a tutto pur dimantenere la loro posizione privilegiata, viene ritrovato dalla polizia aipiedi del suo lussuoso appartamento in uno dei grattacieli di nuovacostruzione. Tutto potrebbe far pensare a un suicidio, se non fosse per unostrano particolare: il pavimento del suo guardaroba è ricoperto di sale.Arkady Renko, l'ispettore della polizia criminale di Mosca, già protagonistadi "Gorky Park", "Stella polare", "Red Square" e "Havana", indaga e continua afare domande scomode...
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  • 4

    I lupi di Chernobyl

    Un gran bel libro, con una vicenda lasciata volutamente in sordina, che porta in primo piano la descrizione del dramma sociale e ambientale, ancor prima che umano, di Chernobyl. Un racconto ordinato e avvincente, che diventa il pretesto per l'esposizione di uno dei più grandi e rimossi crimini co ...continua

    Un gran bel libro, con una vicenda lasciata volutamente in sordina, che porta in primo piano la descrizione del dramma sociale e ambientale, ancor prima che umano, di Chernobyl. Un racconto ordinato e avvincente, che diventa il pretesto per l'esposizione di uno dei più grandi e rimossi crimini contro l'umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    5° Arkady Renko

    Bellissimo libro sia dal punto di vista dell'indagine che delle descrizioni dell'ambiente in cui si dipana la storia...Chernobyl.
    Non conoscevo la realtà di questa terra dopo l'esplosione del reattore...è inimmaginabile e molto ben descritta da Smith con toni e immagini molto coinvolgenti. ...continua


    Bellissimo libro sia dal punto di vista dell'indagine che delle descrizioni dell'ambiente in cui si dipana la storia...Chernobyl. Non conoscevo la realtà di questa terra dopo l'esplosione del reattore...è inimmaginabile e molto ben descritta da Smith con toni e immagini molto coinvolgenti.

    Consigliato :)

    ha scritto il 

  • 0

    Non male, ma sembra che l'autore non si sia divertito molto a scriverlo. La parte più coinvolgente riguarda tutta la descrizione del territorio di Chernobyl, dei suoi stanchi abitanti ormai assuefatti all'aria maligna che li circonda. Casualmente letto in piena crisi nipponica !

    ha scritto il 

  • 1

    Altri gialli seriali. - 16 gen 11

    Beh, siamo sul brutto spinto. Faticoso, lungo, con una trama che a volte ammicca, quasi ambisce ad alti voli, ma che non decolla mai. Erano molti anni che non tornavo a leggere di Arkady Renko, di cui mi era rimasto favorevolmente impresso il primo romanzo di Cruz Smith, quel Gorky Park degno del ...continua

    Beh, siamo sul brutto spinto. Faticoso, lungo, con una trama che a volte ammicca, quasi ambisce ad alti voli, ma che non decolla mai. Erano molti anni che non tornavo a leggere di Arkady Renko, di cui mi era rimasto favorevolmente impresso il primo romanzo di Cruz Smith, quel Gorky Park degno del successo avuto. Lo scrittore ne ha fatti altri, intorno al poliziotto onesto in un mondo prima strano, poi crollato, poi decisamente mafioso. Ne lessi qualcosa senza troppi ricordi. Ora ritorna nella collana che mi ostino a seguire, ma che è tra le più deboli tra quelle proposte da Repubblica. E mi domando perché mi ostino (certo l’amore per il poliziesco, l’intreccio, è una cosa che lascia sempre il suo segno). Dato che questo libro è ad uno dei punti più bassi sia della collana, sia delle mie letture. Non fino al punto, Pennac docet, di abbandonarlo, ma certo trascina dolo per giorni e giorni, sperando magari in qualche illuminazione, che purtroppo non avviene. Ci sono magnati russi, che si sono arricchiti certo non in modo pulito, che stranamente muoiono. Suicidi, uccisioni. Mosca decadente. Polizia corrotta. Poi… si cambia scenario, e ci si immerge per tre quarti del libro nell’atmosfera mefitica di Chernobyl. Che poi è la vera trama del libro. L’angoscia individuale e collettiva del disastro del 26 aprile 1986. Ma è un’angoscia vista da un americano che, per quanto bravo, rimane sempre uno spettatore altro rispetto al disastro e dal modo di viverlo della gente che in quei giorni, in quegli anni viveva sul posto. Quindi intesse una descrizione di un mondo “alla moda fantascientifica”, con paludi, cesio, decontaminatori, atmosfere cupe, ladruncoli e ladroni, contadini di ottanta anni che tornano sui loro posti natii, dottori che cercano di salvare il salvabile. Intanto la trama scorre, ma senza sorprese. Ci si aspetta già una fine come poi puntualmente avviene. Si pensa solo ad immaginare se tutti i buoni si salveranno, o, come è più reale, non ci sono tanti salvati, ma tutti che ne escono con delle ferite, più o meno profonde. Il buon Renko si muove dentro tutto ciò, con la forza delle sue idee di correttezza e giustizia, che avranno buon fine s’è detto. Poi c’è la dottoressa Eva, l’unica con un po’ di sole e di ombre. Il mafioso ebreo-americano Hoffmann che rompe le scatole per tutto il libro, ma di cui poco ci importa. Il ricercatore Alex, oppresso dalla figura paterna. Ed ogni tanto compare l’adolescente Zenhya, un po’ autistico, un po’ giocatore di scacchi, abbastanza simpatico (almeno a me) ma non si capisce cosa ci faccia in tutta questa storia. Insomma, un tentativo di descrivere qualcosa che magari si è studiato a fondo, ma non vissuto di persona, e nonostante la bravura dello scrittore, che non si riesce a rendere vivo sulle pagine. Speriamo che il prossimo anno, la serie di Noir di Repubblica ci riservi uscite migliori.

    ha scritto il 

  • 3

    A Chernobyl tra radiazioni e misteri

    Non male, anche se l'intreccio e' complesso, questo thriller di Cruz Smith, che naviga con disinvoltura tra mafia russa e il territorio desolato della centrale nucleare, dove vive ancora gente rassegnata.

    ha scritto il 

  • 5

    Più bello di Gorky Park. Sarà che Gorky Park, fra varie visioni del film dagli anni 80 ad adesso e la lettura del libro, mi aveva un po' "stancato", sarà per il tono più noir e intimista di questo romanzo, o per la specificità dell'ambientazione a Chernobyl, che gli da' quel tono di decadente des ...continua

    Più bello di Gorky Park. Sarà che Gorky Park, fra varie visioni del film dagli anni 80 ad adesso e la lettura del libro, mi aveva un po' "stancato", sarà per il tono più noir e intimista di questo romanzo, o per la specificità dell'ambientazione a Chernobyl, che gli da' quel tono di decadente desolazione che amo anche nella realtà, ma mi è davvero piaciuto.

    ha scritto il 

  • 5

    "La guardia che imbracciava un'arma di precisione e stava osservando Arkady da una torretta avrebbe potuto essere un fuciliere, così come le padelle satellitari che bordavano i merli sem­bravano altrettante teste infilzate sulle picche. All'epoca di Stalin, camion neri vomitavano ogni notte nuove ...continua

    "La guardia che imbracciava un'arma di precisione e stava osservando Arkady da una torretta avrebbe potuto essere un fuciliere, così come le padelle satellitari che bordavano i merli sem­bravano altrettante teste infilzate sulle picche. All'epoca di Stalin, camion neri vomitavano ogni notte nuove vittime in questo stesso cortile, davanti ai muri rosso sangue, e per rispondere a eventuali domande sulla salute, collocazione e destino di qualcuno era sufficiente un'unica... «D'accordo.» Arkady ripose il pacchetto. Voleva evita­re che Anton perdesse le staffe. Perché di Anton ce n'era­no tre, con tre personalità diverse. Il violento, che ti spezzava il collo con la stessa disinvoltura con cui ti stringeva la mano, l'uomo d'affari razionale e quello che invece assumeva un'aria evasiva tutte le volte che il di­scorso prendeva una piega personale. Quello con cui Arkady non avrebbe mai voluto confrontarsi era la ver­sione numero uno." " ...è più facile morire se sei già morto...."

    Quello che traspare dal ritratto dell'uomo d'affari è la sua spietatezza e la sua perfezione, perfetto e grande come una macchina ...ma cosa si nasconde sotto la lucida superficie di questa macchina d'affari superba?, solo scavando sotto di essa l'agente Renko scoprirà qual'è la mano che ha spinto uno degli uomini più potenti della nuova russia, e forse del mondo, dal decimo piano del palazzo dove viveva uccidendolo. Tutti vorrebbero pensare a un suicidio ed è come tale che il caso verrà archiviato se non fosse che questo strano suicidio merita ancora qualche indagine per vederci più chiaro, per sapere..., fino a dove la smania di sapere condurrà l'agente Renko?

    bellissimo da 5 stelle ed anche +

    ha scritto il