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Mémoires d'Hadrien

suivi de Carnets de notes de Mémoires d'Hadrien

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Editeur: Gallimard (Folio, 921)

4.3
(8488)

Language:Français | Number of pages: 364 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Chi traditional , Italian , German , Japanese , Portuguese , Catalan , Dutch , Turkish

Isbn-10: 2070369218 | Isbn-13: 9782070369218 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Paperback , Hardcover , Audio CD

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 3

    Oddio, come la mettiamo? Nì? Non oserei mai dire che non mi è piaciuto. Non credo neanche sia possibile dirlo. A parte la maestosità del romanzo, il contenuto stesso è semplicemente meraviglioso. Adri ...continuer

    Oddio, come la mettiamo? Nì? Non oserei mai dire che non mi è piaciuto. Non credo neanche sia possibile dirlo. A parte la maestosità del romanzo, il contenuto stesso è semplicemente meraviglioso. Adriano, l'uomo che parlando di sé stesso si realizza, il culto di Mitra, Antinoo, sono passaggi che meritano di essere letti.
    Ma è stata una fatica immensa. Non so, sarà che mi è stato fatto il lavaggio del cervello e io di costruzioni latine non posso più vederne (a meno che non voglia sentirmi angosciata), ma certe volte mi son ritrovata comunque a voler saltare le pagine. Resta comunque un bellissimo romanzo, il problema stavolta è proprio mio.

    dit le 

  • 5

    "Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme ...continuer

    "Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti..."

    Valutato 5 stelle perchè non è possibile dare di più, ma per me sarebbe il caso di raddoppiarne il numero. Ho ancora tanto da leggere ma questo qui è il Romanzo.

    dit le 

  • 5

    "Non è impossibile prevedere il futuro se si conosce bene il presente."

    Questo libro l'avevo già letto una ventina di anni fa, infatti la mia edizione è datata 1988 e il prezzo è ancora in Lire (26.000!!!). Poi, scarellando nei vari canali, cercando qualcosa di decente da ...continuer

    Questo libro l'avevo già letto una ventina di anni fa, infatti la mia edizione è datata 1988 e il prezzo è ancora in Lire (26.000!!!). Poi, scarellando nei vari canali, cercando qualcosa di decente da guardare, ho visto un'intervista a Giorgio Albertazzi, che ha interpretato Adriano a teatro, e mi è venuta voglia di rileggere questo CAPOLAVORO assoluto. E ho ritrovato le stesse emozioni e lo stesso splendore di vent'anni fa. Un libro fantastico, che sarà sempre attuale, e che se lo rileggerò fra altri vent'anni, non perderà mai il suo fascino.

    dit le 

  • 4

    "Elevare fortificazioni in fin dei conti equivale a costruire dighe: equivale a trovare la linea sulla quale si può difendere una sponda o un impero, il punto dove sarà contenuto, arrestato, infranto, ...continuer

    "Elevare fortificazioni in fin dei conti equivale a costruire dighe: equivale a trovare la linea sulla quale si può difendere una sponda o un impero, il punto dove sarà contenuto, arrestato, infranto, l'assalto delle onde o quello dei barbari. Costruire un porto significa fecondare la bellezza d'un golfo. Fondare biblioteche, è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire."

    dit le 

  • 5

    Memorie di Adriano è con tutta probabilità il lavoro più conosciuto della bibliografia di Marguerite Yourcenar, prima donna eletta all'Académie française nel 1980. Nelle sue pagine l'autrice narra que ...continuer

    Memorie di Adriano è con tutta probabilità il lavoro più conosciuto della bibliografia di Marguerite Yourcenar, prima donna eletta all'Académie française nel 1980. Nelle sue pagine l'autrice narra quel periodo di fulgore senza pari che l'impero romano visse sotto la guida di Publio Elio Traiano Adriano (117d.C. - 138 d.C) attraverso le sue stesse parole in una sorta di memoriale crepuscolare. Infatti, nonostante gli sforzi dell'imperatore, rivoluzioni e caos cancelleranno la cosiddetta “pax romana” tanto cercata e tanto effimera. In tutto questo, gli intrighi della sua corte e le passioni dell'uomo si intrecciano con le riflessioni tanto amare quanto argute di un uomo intelligente e profondamente innamorato della cultura ellenica.

    L'autrice riesce sapientemente a confezionare - in sei parti divise per periodo cronologico - la sineddoche di un impero tanto tormentato quanto avanzato culturalmente, usando la figura del suo uomo più rappresentativo. Grazie a un linguaggio solenne e semplice al tempo stesso, facilmente fruibile per tutti, le gesta dell'imperatore Adriano per lasciare un segno tangibile nella storia appassionano il lettore, ma quello che più colpisce è la profondità di un uomo solo che si sentiva “responsabile della bellezza del mondo”

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2015/02/speciale-letteratura-lgbt-memorie-di.html

    dit le 

  • 4

    quello che ci aspetta da un classico. ti dice cose che, per forma e sostanza, ti accompagneranno sempre
    magari senza che te ne rendi conti, prima o poi risbucano nella mente

    dit le 

  • 4

    un posto caldo per l'anima

    "Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri." In questo libro ho trovato un posto confortevole per i ...continuer

    "Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri." In questo libro ho trovato un posto confortevole per il mio sguardo!

    dit le 

  • 3

    mi aspettavo di meglio

    E' una biografia scritta in prima persona da un'autrice moderna. Me ne avevano parlato come un capolavoro... a me è parso il Brockeback Mountain dell'epoca romana... salvo esser molto più moderni loro ...continuer

    E' una biografia scritta in prima persona da un'autrice moderna. Me ne avevano parlato come un capolavoro... a me è parso il Brockeback Mountain dell'epoca romana... salvo esser molto più moderni loro di noialtri oggi. Per carità, interessante, ma a quel punto va bene anche un libro di storia. Si fanno molte considerazioni sulla vita e non si può dire che il libro sia scritto male, anzi il contrario... però a tratti è pure palloso.

    dit le 

  • 5

    Memorie di Adriano

    Leggo questo libro dopo aver letto Augustus di Williams e non posso non paragonarli tra loro. Quello della Yourcenar è sicuramente di più alto livello, a tratti si sfocia nella poesia pura e le capaci ...continuer

    Leggo questo libro dopo aver letto Augustus di Williams e non posso non paragonarli tra loro. Quello della Yourcenar è sicuramente di più alto livello, a tratti si sfocia nella poesia pura e le capacità letterarie dell’autrice sono evidenti. Rispetto al libro di Williams l’imperatore parla in prima persona senza interventi di altre figure con le loro idee , opinioni e punti di vista. Questa decisione di fare un lungo racconto su se stessi ha , secondo me, pregi e difetti. Di certo è che in questo modo l’introspezione raggiunge livelli elevati , il pensiero si snoda in recessi profondi e quindi pare di comprendere meglio l’agire dell’uomo. Però nella modalità epistolare di Williams quello che risulta utile è l’esame della figura dell’imperatore da altri punti di vista in diversi momenti e situazioni.
    La Yourcenar credo abbia voluto il lungo “monologo” perché in questo modo poteva meglio approfondire l’aspetto sentimentale/emotivo di Adriano. Ampia parte del romanzo descrive, infatti, l’amore per Antinoo e il dolore per la sua morte. La sintesi di amore e passione da un lato e necessità di cinismo e crudeltà dall’altro sono sempre gli aspetti che più mi affascinano nella vita di questi uomini. Come se la ricerca , il mantenimento e l’esercizio del potere non possa essere disgiunto dal mantenimento di una vita privata dove “recuperare” una dimensione più umana che diviene funzionale alla prosecuzione di quella pubblica. Leggere le storie di questi imperatori mi interessa anche per questo: l’uomo di potere deve dare un po’ di spazio alla sua umanità in un ambiente protetto dove trovare le energie psichiche per continuare “il lavoro sporco” dell’indomani. Devono essere schizofrenici perché solo così riescono nello scopo che si sono prefissi accettando tutte le conseguenze.
    A tratti, leggendo il romanzo, ho avuto la netta sensazione che l’autrice abbia voluto, in modo un po’ artificiale, piegare i ragionamenti dell’imperatore per ottenere una conclusione “politically correct” . Insomma fargli dire ciò che Lei sentiva essere corretto.
    Non riesco nel confronto tra i due imperatori. Mi mancano la cultura e le basi storiche. Quello che mi pare di capire è che Augusto ha unificato e ha dato stabilità ad un mondo che dopo Cesare poteva disintegrarsi. La stabilità ha portato un periodo di prosperità. Adriano ha deciso che il suo compito non era allargare l’impero ma che quel mondo andava pacificato. Quando ha potuto ha mediato. Quando non ha potuto ha combattuto.
    Come nel libro di Williams anche in questo della Yourcenar la parte finale è la più intensa. In Adriano è profonda l’analisi del morire . “ ..Quelle esili barriere elevate dall’uomo contro la morte si sviluppano su due linee: la prima consisteva nel presentarcela come un male inevitabile; nel ricordarci che né la bellezza, né la giovinezza, né l’amore sfuggono alla putrefazione; nel provarci infine che la vita e la sua infinita teoria di sciagure sono ancora più orrende che la morte, e val meglio perire che invecchiare: verità propinateci per indurci alla rassegnazione; ma esse giustificano soprattutto la disperazione. La seconda linea di argomenti è in contraddizione con la prima, ma i nostri filosofi non vanno molto per il sottile; non si tratta più di rassegnarsi alla morte, ma di negarla. Solo l’anima conta; e veniva posta con arroganza, come un dato di fatto, l’immortalità di questa entità vaga, che non abbiamo mai vista operare senza il suo corpo, prima ancora di darsi la pena di provarcene l’esistenza. “ Il suo morire rispecchia il processo in fasi descritto dalla Kubler-Ross (l’autrice ha seguito uno schema?) con un patteggiamento che prelude all’ accettazione. Oscillazioni tra teorie sull’immortalità e il puro nulla “ il vuoto dove risuona la risata d’Epicuro”. La morte come una partenza : “ Quella forza ch’ io fui sembra capace ancora di animare parecchie altre vite, di sollevare dei mondi .” Per lui la vita : “ …l’impossibilità di continuare ad esprimersi e a modificarsi con nuove azioni costituisce la sola differenza tra l’essere morti e l’esser vivi.”. Io l’interpreto come mi piace : essere vivi vuol dire evolversi. E anche il morire è importante , forse è un motivo per non interrompere con il suicidio il moto inerziale della nascita, e guardarlo venire ha un significato : “ Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più ….Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…” .

    “ PENSAVO AI GRANDI ABETI DELLE FORESTE DI BITINIA, CHE IL GUARDABOSCHI PASSANDO SEGNA D’UN INTACCO; TORNERA’ AD ABBATTERLI LA PROSSIMA STAGIONE ”

    dit le 

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