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Mi padre y yo

By J. R. Ackerley

(6)

| Others | 9788433975980

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Book Description

«El pene de mi padre medía treinta centímetros y medio». Así comenzaba una primera versión de las memorias póstumas de J. R. Ackerley. A pesar de que su autor había disfrutado toda su vida sorprendiendo a amigos y lectores con coment Continue

«El pene de mi padre medía treinta centímetros y medio». Así comenzaba una primera versión de las memorias póstumas de J. R. Ackerley. A pesar de que su autor había disfrutado toda su vida sorprendiendo a amigos y lectores con comentarios y detalles de este tipo, dichos con un rostro vacío de toda expresión o escritos con el más elegante y límpido de los estilos, es probable que incluso él juzgara que tal fidelidad en la descripción podía resultar excesivamente escandalosa. Aunque el comienzo que finalmente sobrevivió no es precisamente el que correspondería a la historia de un convencional padre de familia: «Yo nací en 1896, y mis padres se casaron en 1919».

A partir de ese inicio, J. R. Ackerley, uno de los más imprevisibles escritores británicos de este siglo, despliega ante el lector un libro descarnado y sincero hasta el límite de lo intolerable, donde la historia de la doble vida del padre –un adúltero que mantuvo dos familias paralelas sin que ninguna conociera la existencia de la otra–, y la historia de las desoladas peripecias del hijo –un intelectual homosexual de clase alta que buscara infructuosamente durante largos años un «amigo verdadero» entre los jóvenes del proletariado–, se entrelazan en la trama de un tapiz cuya figura última puede ser descifrada aquí.

6 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Considerando che pur se scritto bene non è imperdibile, che è abbastanza prolisso e che non ho la minima idea di chi sia costui e perché abbia sentito il bisogno di lasciare al mondo la sua autobiografia, per ora lo abbandono.
    Ho una pila di libri m ...(continue)

    Considerando che pur se scritto bene non è imperdibile, che è abbastanza prolisso e che non ho la minima idea di chi sia costui e perché abbia sentito il bisogno di lasciare al mondo la sua autobiografia, per ora lo abbandono.
    Ho una pila di libri molto più urgenti e migliori da leggere al momento. Un giorno, chissà.

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    Jaellem said on Sep 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Avevo comprato questo libro tempo addietro attirata dalla storia.
    Per un omosessuale scoprire che anche il padre ha intrattenuto parecchie e significative relazioni con lo stesso sesso, dev'essere devastante, pensavo. Quindi ero pronta a entrare in ...(continue)

    Avevo comprato questo libro tempo addietro attirata dalla storia.
    Per un omosessuale scoprire che anche il padre ha intrattenuto parecchie e significative relazioni con lo stesso sesso, dev'essere devastante, pensavo. Quindi ero pronta a entrare in un libro di memorie straziate e dolenti.
    Non avevo fatto i conti con l'aplomb britannico che riesce a rendere questo libro parecchio spassoso e per nulla malinconico.
    Chiaro che la memoria di un singola non fa una regola ne la storia ma, a leggere Ackerley, l'omosessualità era serenamente praticata in ogni classe sociale e quasi scopertamente.
    Certo poi la vita proseguiva nel matrimonio canonico e nella procreazione che però non impediva le relazioni parallele con lo stesso sesso.
    Mi rendo conto che la tacita accettazione sarebbe forse diventata aperta ostilità nel momento in cui si fosse rivendicata la libertà di vivere al 100% il proprio essere.
    Però ho davvero apprezzato la mancanza di ogni parvenza di senso di colpa e piagnistei dell'autore, un tizio davvero simpatico con cui mi piacerebbe tanto bere una birra e sentire vecchie storie!!

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    Carolindia (Una promessa della recensione libraria stroncata da Anobii!) said on Oct 16, 2011 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    J.R. Ackerley è il figlio di un importante uomo d'affari, il cd. "re delle banane", Roger Ackerley.
    C'è un filo - d'acciaio, direi - che lega queste due vite e che va al di là del normale rapporto padre-figlio. Infatti, la morte Ackerley padre, avve ...(continue)

    J.R. Ackerley è il figlio di un importante uomo d'affari, il cd. "re delle banane", Roger Ackerley.
    C'è un filo - d'acciaio, direi - che lega queste due vite e che va al di là del normale rapporto padre-figlio. Infatti, la morte Ackerley padre, avvenuta nel 1929, fa nascere nel figliolo una quasi morbosa curiosità che lo porta a indagare sul passato del defunto con uno zelo non dissimile a quello di un detective privato. Al termine delle sue ricerche durate anni scoprirà che quell'uomo con il quale ha vissuto per tanti anni, aveva una doppia vita. Scottante. Rivelazioni e scoperte, per certi versi, sconvolgenti e, in ogni caso, discordanti con l'immagine che il figlio si era costruito del proprio padre. Paradossalmente queste scoperte fornirano all'autore la spinta per parlare, ma soprattutto analizzare quasi clinicamente, della sua omosessualità. Una testimonianza forte, sincera, lucidissima nella quale si mescolano gli eventi che non sempre seguono un preciso ordine cronologico senza, però, mai creare confusione.
    Forse triste. Forse troppo vero. In ogni caso, una buona lettura

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    GIRASOLA said on Sep 2, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Leggendo questo scritto postumo di Ackerley incontriamo un miserevole essere umano che per la maggior parte della propria vita ebbe, come unico scopo, la ricerca della soddisfazione sessuale. Egli ci racconta, ricostruendolo a posteriori, il rapporto ...(continue)

    Leggendo questo scritto postumo di Ackerley incontriamo un miserevole essere umano che per la maggior parte della propria vita ebbe, come unico scopo, la ricerca della soddisfazione sessuale. Egli ci racconta, ricostruendolo a posteriori, il rapporto che ebbe col proprio padre, un padre spesso sottovalutato e della cui esistenza, a distanza di anni, cerca di riannodare i fili intrecciandoli con la propira esperienza personale. C'è un verso di una bella canzone che recita il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire: pare che l'autore, che raccontandoci delle sue più scabrose peculiarità cede spesso all'autocommiserazione, non abbia avuto la voglia/forza di compiere questo passo in avanti.

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    MaxDeWinter said on Oct 17, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    My Father and Myself ( 1968 )

    1968 The Executors of the late J.R.Ackerley.
    1969 W.H.Auden per il saggio "Quella vecchia volpe del mio papà".
    Adelphi Edizioni, "Biblioteca", prima edizione 1981. Prima edizione "Gli Adelphi", marzo 2000. Traduzione di Aldo Busi e Giulia ...(continue)

    1968 The Executors of the late J.R.Ackerley.
    1969 W.H.Auden per il saggio "Quella vecchia volpe del mio papà".
    Adelphi Edizioni, "Biblioteca", prima edizione 1981. Prima edizione "Gli Adelphi", marzo 2000. Traduzione di Aldo Busi e Giulia Arborio Mella.
    Con un saggio di W.H.Auden.

    Molto dandy. Molto inglese. Se ne può fare a meno.

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    Lalla said on Apr 28, 2009 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Un libro pieno di intelligenza e sensibilità, esplicito e con un certo candore molto inglese. Per me conta soprattutto come una delle prime letture gay. Allora non credevo che il rapporto con il padre avesse un ruolo nella mia visione dell'omosessual ...(continue)

    Un libro pieno di intelligenza e sensibilità, esplicito e con un certo candore molto inglese. Per me conta soprattutto come una delle prime letture gay. Allora non credevo che il rapporto con il padre avesse un ruolo nella mia visione dell'omosessualità. L'unica cosa positiva dell'invecchiare è che si imparano tante cose.

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    finO said on May 17, 2008 | Add your feedback

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