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City of Fallen Angels

The Mortal Instruments, Book 4

By Cassandra Clare

(24)

| Paperback | 9781442426634

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Book Description

242 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Sarà che considero la trilogia delle Origini di molto superiore alla saga principale, saranno alcune cose scoperte in questi mesi su questa saga, ma questo capitolo della saga di Clary e Jace mi ha lasciata molto perplessa. Voglio dire, siamo al quar ...(continue)

    Sarà che considero la trilogia delle Origini di molto superiore alla saga principale, saranno alcune cose scoperte in questi mesi su questa saga, ma questo capitolo della saga di Clary e Jace mi ha lasciata molto perplessa. Voglio dire, siamo al quarto libro e alcune cose che potevo tollerare nei primi, qua non posso farle passare sotto silenzio.

    Punto primo. Clary è una cretina. Ma parecchio. Hai rotto l'anima per tre libri dicendo che Jace è l'uomo della tua vita, che lo ami come non amerai nessun altro, che bla bla bla, e non ti rendi conto che quel poveraccio sta male? Tutti - TUTTI! - si sono accorti delle sue occhiaie, che on mangia e deperisce. E tu, che dici di amarlo non te ne accorgi. Anzi,l'unica cosa a cui sai pensare è che "Forse non mi ama", "Forse ce l'ha con me". Anche alla fine, dopo tutto quel popò di casino, è Isabelle a dirle che no, guarda, lui sta con il broncio perché senza volerlo ha tentato di ammazzarti, non perché ce l'ha con te. Ma va?!Qualsiasi persona sana di mente ci sarebbe arrivata subito. Cavoli, e dici di amarlo; non oso immaginare come ti comporti se odi una persona!
    Che pippe mentali da bimbominkia le posso accettare (ma anche no) nei primi libri, quando il rapporto tra i due è ancora all'inizio, ma, cavolo, adesso che dici di conoscerlo come le tue tasche direi che dovremmo andare un tantino avanti con l'evoluzione del rapporto e del personaggio.

    Punto due: ANDIAMO. Simon, il vampiro che è ancora un neonato, in fondo, che è ancora sconvolto per il solo fatto che ha bevuto un po' di sangue umano, che non riesce a gestire la sua vita sentimentale, vampiresca e familiare, che in poche parole è una catastrofe, uccide Lilith. Il più antico sommo demone. Ok, è stato il Marchio. Un caso. E ci può stare. Ma Simon si era mosso con cognizione di causa. Io non ho nulla contro Simon, sia chiaro, ma il suo personaggio non è ancora così maturo da potersi permettere un simile ragionamento; fa' che sia un caso e ci credo di più. Che poi, mia cara autrice: ma fra tanti demoni che esistono a 'sto modo, proprio il più potente mi vai a prendere? Mi sembra un tantino insensato. E la prossima volta chi faranno fuori, il diavolo in persona? Io mi sarei limitata a qualche demone, superiore ok, ma con un profilo un po' più basso.

    Punto tre. Jace, amore di mamma. I Fratelli Silenti - non io, non un Pinco Pallo qualsiasi - ti ha detto che qualcuno entra nei tuoi sogni. E tu LA SERA STESA ti fai infinocchiare da un sogno. Va beh, c'è il tuo fratellino Max e il senso di colpa la vince. Ma sei uno Shadowhunter, cavolo, i Fratelli Silenti ti hanno detto cosa succede (Fratelli che poi, pure loro, grande guardia stavano facendo: fortuna che dove essere al sicuro lì! Tanto vale se ne andava a casa o a sbafarsi alla festa), sono tre libri che combatti con i demoni, e ti lasci infinocchiare così? Eddai!

    Punto quattro. Alec, figlio mio. Credimi, tu con Will non c'entri niente. Sarebbe come dire che Georgie e Lady Oscar sono uguali solo perché sono bionde con gli occhi azzurri. Seriamente. L'unico degno successore delle sue seghe mentali è solo Jace - e devo dire che secondo me l'ha pure superato. Quindi, smettila con 'sta gelosia retrò e torna ad essere utile alla causa Shadowhunters.

    Che orrore. Capisco voler creare le premesse a una seconda trilogia, ma una cosa è farlo facendo evolvere i personaggi (preferisco di gran lunga la storia di Alec che dopo il momento iniziale si rende conto che un rapporto con uno stregone immortale è può causare qualche problemino, o la storia di Maia e Jordan), non facendoli comportare come cretini alle prime armi.
    Insomma, le tre stelle solo perché i primi volumi delle trilogie servono sempre per ingranare, ma, alla luce di quanto detto prima, avrei dato molto, molto meno.

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    Naco said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    l'amore che muove il sole...

    Quarto libro della serie Shadowhunters, basato principalmente sul personaggio di Simon che si ritrova ad essere il filo conduttore di tutto il libro.
    Scritto bene come i precedenti, la storia scorre fluida lungo tutti i capitoli, anche se inizialment ...(continue)

    Quarto libro della serie Shadowhunters, basato principalmente sul personaggio di Simon che si ritrova ad essere il filo conduttore di tutto il libro.
    Scritto bene come i precedenti, la storia scorre fluida lungo tutti i capitoli, anche se inizialmente fa fatica a prendere piede. Meno coinvolgente, emozionante, travolgente e rivelatore di “città di vetro”, il quarto libro è comunque un buon seguito che apre le porte a nuove storie e nuovi intrecci.

    Sono passate settimane dalla fine della guerra, i nuovi accordi sono stati siglati, le alleanze con i Nascosti e il Conclave continuano ad esistere, e sconfitto Valentine il mondo sembra essere tornato alla normalità.
    Ma il male e l’oscurità non ci abbandonano mai, e questa volta l’oscurità è più profonda che mai.

    Clary e Jace, Alec e Magnus, Isabel e Maia si ritroveranno ad affrontare qualcosa di più dei soliti demoni e alla fine l’oscurità si rivelerà a tutti, pronunciando il suo nome: Lilith.

    Finale veramente imprevedibile!

    "Mettimi come sigillo al tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio, perché forte come la morte è l'amore"

    voto finale del libro: 3 stelline e ½

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    Melitta {Erethia} said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Mi ero ripromessa di leggere questo “primo libro” della seconda parte della saga, solo quando fosse uscito il terzo ed ultimo volume. Ma la tentazione è troppo forte e incontrollabile e mi ha spinto ad intraprendere la lettura del quarto volume di Sh ...(continue)

    Mi ero ripromessa di leggere questo “primo libro” della seconda parte della saga, solo quando fosse uscito il terzo ed ultimo volume. Ma la tentazione è troppo forte e incontrollabile e mi ha spinto ad intraprendere la lettura del quarto volume di Shadowhunters prima dei tempi previsti. Avevo letto molte recensioni non proprio positive riguardo “Città degli angeli caduti” però ho affrontato comunque la lettura senza farmi scalfire da questi giudizi. Ora che sono giunta al termine mi chiedo cosa possa aver suscitato tante critiche: Cassandra Clare non si smentisce mai e anche questo quarto volume è testimone della sua creatività ma soprattutto dell’evoluzione che ha subito nel corso di questi quattro volumi. Alla lettura di “Città di ossa” mi ero trovata di fronte ad un libro davvero bello, per quanto riguarda lo schema narrativo, gli intrecci e le avventure ma, sinceramente, un po’ carente dal punto di vista stilistico-linguistico, e per quanto riguarda i personaggi che, eccetto uno o due, apparivano molto superficiali e piatti. Comunque un libro molto bello e appassionante da spingermi a continuare la saga con accanimento ed entusiasmo. Con “Città di cenere” mi ritrovo di fronte ad un libro che mantiene inalterato il mio interesse e la mia curiosità nei confronti delle vicende dei protagonisti e nei confronti dello svolgimento della trama con un lieve miglioramento di molti personaggi. E poi eccomi di fronte a “Città di Vetro”, il libro migliore tra i tre, con un finale degno di questo termine, un netto miglioramento dal punto di vista stilistico, sviluppi della vicenda sempre più particolari da lasciarti col fiato sospeso per tutte le 500 pagine e personaggi che ormai hanno raggiunto un alto grado di sviluppo. Tutti eccetto uno. Simon. Simon era il personaggio meno interessante, a mio parere, tra i tanti presenti nel romanzo. Piatto, apatico, superficiale, un personaggio che scivola addosso senza lasciare alcuna emozione, che sia odio, amore, simpatia, antipatia. Nulla se non l’indifferenza più totale. Lascio immaginare la delusione quanto apro “Città degli angeli caduti” e mi ritrovo a leggere pagine e pagine dedicate alle vicende di Simon. Ma d’altronde cos’altro avrei dovuto fare se non continuare la lettura, approcciandomi al testo prima con molto sdegno, in seguito con profondo e vivo interesse, arrivando a comprendere cosa mi sia piaciuto di questo libro e che mi permette di collocarlo al pari degli altri volumi: l’introspezione psicologica dei personaggi. I tre quarti del libro sono privi di avvenimenti degni di nota, la storia prosegue lentamente, priva di azione e avventura senza niente di realmente interessante … Se non che l’interesse è proprio all’interno dei personaggi. Ed è evidente che ciò a cui maggiormente puntava l’autrice in questo quarto volume non fosse la trama, la vicenda, l’entrata in scena di nuovi e vecchi nemici pronti a destabilizzare il periodo di pace seguito alla morte di Valentine, bensì le caratterizzazione dei personaggi, puntando quindi sulle vicende interiori di questi, evidenziando come gli eventi dei precedenti volumi abbiano influito sulla vita e sul carattere di un determinato personaggio. E Simon è forse il personaggio che maggiormente risente di questi eventi: la sua vita è stata completamente sconvolta nel momento in cui è stato trasformato in vampiro ed ora si ritrova a fare i conti con sé stesso, con il suo passato e il suo futuro, ma soprattutto con il suo presente. La trasformazione in vampiro è un evento che ha giustamente scosso Simon il quale non accetta ciò che è diventato, tentando di negare e fuggire da quella che è la sua stessa natura ma finendo per lasciarsene sopraffare. Cercare di nascondere la sua nuova identità inizia a diventare molto difficile e cercare di vivere come se nulla fosse è praticamente impossibile. Simon rifiuta di unirsi agli altri vampiri del Diumort prendendo contemporaneamente coscienza di essere fondamentalmente solo perché la sua natura lo rende estraneo ai suoi amici Shadowhunters: non è uno di loro e fingere che non sia così non lo porterà certo a risolvere il problema. All’impossibilità di vita che caratterizza l’attuale presente si uniscono la nostalgia per un passato spensierato e umano, e il timore e l’angoscia per un futuro troppo incerto, costretto ad assistere alla morte delle persone più care al mondo con la consapevolezza e il tormento di non poter mai mutare aspetto, non poter crescere e affiancare i proprio amici. L’intero libro trasuda malinconia, nostalgia, paura e oscurità che riveste ogni singolo personaggio, da Maryse che non ha ancora superato la morte del piccolo Max, a Maya che si ritrova a fare i conti con il suo passato , a Jordan, un nuovo personaggio tormentato e sopraffatto dai rimorsi per errori commessi in passato, raggiungendo l’apice della disperazione con Jace. Jace è un po’ il Mattia Pascal pirandelliano impegnato a costruire una propria identità e un passato a cui aggrapparsi, ma incapace di definirsi. Lightwood/Herondale/Wayland. Jace si ritrova diviso tra questi tre cognomi che sembrano dover determinare la sua natura ma in realtà è da Valentine che è stato cresciuto e al quale si sente stranamente legato: nel profondo Jace sa di essere un Morgenstern. E saranno proprio l’angoscia di Simon e il conflitto interiore che agita Jace, i necessari promotori delle vicende che intrecceranno nuovamente le vite dei personaggi, portandoli a scontrarsi con nuovi e vecchi nemici. Interessante poi leggere le dinamiche di “coppia” tra Simon e Jace che insieme danno vita alle scene più esilaranti dell’intero libro, sdrammatizzando gli eventi più cupi e regalando momenti di pure risate. Ho apprezzato molto il fatto che la vicenda non ruoti più attorno ai problemi di coppia di Jace e Clary e al triangolo amoroso con Simon, che è ormai un personaggio indipendente ed è finalmente riuscito a tirare fuori un po’ di carattere. Peccato per Magnus Bane che se dal secondo libro aveva guadagnato molto come personaggio, in questo quarto volume perde parecchio: troppo melenso, troppo sdolcinato nel suo rapporto con Alec, come se fosse un dodicenne qualunque piuttosto che un mago di 150anni circa. Isabelle invece migliora sempre di più, un misto di contraddizioni che ne fanno un personaggio dalla psicologia veramente interessante, piena di mistero e falsi atteggiamenti che dietro celano molto altro. Dunque c’è di perde e chi guadagna ma nonostante tutto è interessante assistere alla maturazione dei personaggi che è una stretta conseguenza di una maturazione che, prima di tutto, ha investito l’autrice per poi proiettarsi nei suoi scritti. La Clare ha creato un mondo in cui mi piace vivere e rifugiarmi, che mi fa sentire “a casa”, al sicuro, tra persone con le quali amo ritrovarmi e condividerne esperienze, emozioni, sventure e avventure, il tutto posto su un piatto d’argento grazie ad una scrittura sciolta, semplice e profonda al tempo stesso che non mi stanca mai. E dunque facciamo un bell’applauso alla Clare che ancora una volta ha centrato il bersaglio, riuscendo a stupirmi con un finale sorprendente e che non lascia adito a dubbi: ovvero devo leggere il prossimo volume!

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    Anne said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

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    Stranamente lento all'inizio, anche se sempre piacevole. Forse un po' troppo ingenuo, o meglio "smussato", nel senso che non colgo nella narrazione quell'attenzione e quelle rifiniture, per quanto limitate, che invece ho notato nella prima trilogia. ...(continue)

    Stranamente lento all'inizio, anche se sempre piacevole. Forse un po' troppo ingenuo, o meglio "smussato", nel senso che non colgo nella narrazione quell'attenzione e quelle rifiniture, per quanto limitate, che invece ho notato nella prima trilogia. E' comunque tutto un crescendo, sotto ogni aspetto, sino al finale cliffhanger di cui mi dichiaro più che soddisfatta.

    Ultimo appunto: Clary e Jace. Li odio. La dinamica dei loro rapporti in questo libro è pessima, davvero pessima, tutta baci e lacrime e separazioni e riavvicinamenti, troppo prodigalmente infarcita di esasperato, snervante sentimentalismo. Spero che non si rivedano mai più.

    ...d'accordo, sappiamo tutti che quest'ultima affermazione non è affatto vera. Ma sono seccanti comunque.

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    Lastië • Dream now, fearless. said on Jun 16, 2014 | Add your feedback

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    Quarto libro della serie

    Il personaggio di Simon acquista sempre più rilevanza, è interessante vedere gli sviluppi della sua personalità da nerd a quasi sciupafemmine.
    Incontra notevoli difficoltà ad accettare il suo status di vampiro, sia personalmente che con la propria fa ...(continue)

    Il personaggio di Simon acquista sempre più rilevanza, è interessante vedere gli sviluppi della sua personalità da nerd a quasi sciupafemmine.
    Incontra notevoli difficoltà ad accettare il suo status di vampiro, sia personalmente che con la propria famiglia, che con gli altri vampiri.
    nel frattempo la storia fra Clary e Jace potrebbe decollare e invece, oh, no, figuriamoci....(inizia ad essere pedante sta cosa..) Jace si allontana sempre più da Clary che non ne capisce il motivo e deve tirare fuori con la pinza le parole al suo sfuggente pseudo fidanzato.
    Un motivo c'è, e che motivo! ovviamente niente spoiler, quindi: leggere per scoprire, ma attenzione...
    vecchi nemici che si pensava fossero sconfitti tornano a bussare alla porta...

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    Tempesta said on May 23, 2014 | Add your feedback

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