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Ma come hai ridotto questo paese?

Di

Editore: Mondolibri, S.p.A.

3.6
(630)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000044829 | Data di pubblicazione: 

Genere: Humor , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    un libro sempre d'attualità

    ho cominciato a leggere questo libro a marzo, poi l'ho intervallato con svariati altri libri, fra cui anche la serie completa di harry potter... e finalmente l'ho da poco terminato. il problema non è stata la lunghezza, anzi, ma il mio cercare più un romanzo che un libro di attualità.


    att ...continua

    ho cominciato a leggere questo libro a marzo, poi l'ho intervallato con svariati altri libri, fra cui anche la serie completa di harry potter... e finalmente l'ho da poco terminato. il problema non è stata la lunghezza, anzi, ma il mio cercare più un romanzo che un libro di attualità.

    attualità è sempre relativa. probabilmente già quando fu pubblicato era diventato poco attuale, ora è proprio preistoria. il presidente americano è cambiato, ma se si esclude questo temo che tutto ciò ch viene raccontato nel libro non sia poi cambiato di molto. il libro è unattenta analisi e denuncia dei legami fra politica ed economia. se avete già letto libri sull'argomento (ce ne sono svariati) nulla vi stupirà, ma spesso avere un altro punto di vista non fa male.

    per quanto mi riguarda io ammiro l'autore, michael moore, e apprezzo in generale ogni suo lavoro. suppongo che il rapporto con questo personaggio può essere solo di due tipologie: amore o odio. se piace come si pone allora anche il libro piacerà, in caso contrario meglio non iniziare neanche a leggerlo: è irriverente, un po' blasfemo, irrispettoso ma incredibilmente vero nelle sue denuncie.

    ritengo che abbiamo un'idea dell'america piuttosto distorta dai media (un po' come accade in ogni situazione d'altra parte), primi fra tutti gli americani stessi e poi il resto del mondo. ci si basa sui discorsi presidenziali, sui comunicati stampa, sugli accordi internazionali... ma alla fine esattamente come in ogni altro campo, i veri accordi, le vere novità sono tenute in basso profilo, le sanno gli addetti ai lavori ma pochi altri. quando poi qualcuno apre il vaso e ci permette di guardare all'interno ci si stupisce, anche se a ben guardare i sintomi c'erano tutti.

    il libro è diviso in 11 capitoli, il 25% del libro sono le fonti, ovviamente. quando si fanno grandi accuse è poi assolutamente necessario giustificarle, in questo libro le accuse ci sono e non sono poche, riguardano l'amministrazione, il presidente stesso e quindi le fonti sono per la maggior parte le dichiarazioni di uno o dell'altro, ben organizzate e incredibilment euna piacevole lettura pèerchè inframmezzate da ulteriori commenti e quindi non solo un elenco vuoto di citazioni sterili.

    se seguite un minimo le notizie di politica ed economia americana e seguite programmi o siti di informazioni critica nulla è nuovo però. tutto è già conosciuto, analizzato. in caso contrario questo libro sarà una vera e propria rivelazione: dai legami fra la famiglia bush e la famiglia bin laden alle assicurazioni sulla vita stipulate da grandi aziende sui propri dipendenti a loro insaputa: la morte di un giovane capofamiglia, che butta sul lastrico la famiglia, rende più ricca l'azienda che ovviamente non considera neanche l'idea di aiutare la famiglia nel momento del bisogno.

    vi potrei riportare qui tutte le notizie riportate sul libro, ma preferisco consigliarvene la lettura. nonostante tratti argomenti piuttosto seri è piacevole da leggere, lo stile di moore è inconfondibile e io personalmente lo apprezzo, ovviamente va a gusti.

    ha scritto il 

  • 4

    moore all'apice

    c'era un tempo in cui moore ce lo bevemmo eccome
    le domande che faceva al bush i nostri giornalisti non le hanno mai fatte al signor b.
    inchiesta, indagini sotto il tappeto
    la politica al servizio
    non servi della politica!!

    ha scritto il 

  • 3

    I libri di Moore, come i suoi documentari, hanno il pro di mostrare un'America finalmente diversa da quella dei film e dei sogni di gloria. Un'America con dei difetti (e certo qualche virtù reale o almeno realistica) che ha politici anche essi con dei difetti! Il contro è che senza una adegua ...continua

    I libri di Moore, come i suoi documentari, hanno il pro di mostrare un'America finalmente diversa da quella dei film e dei sogni di gloria. Un'America con dei difetti (e certo qualche virtù reale o almeno realistica) che ha politici anche essi con dei difetti! Il contro è che senza una adeguata conoscenza della cultura statunitense, a volte anche delle collocazioni geografiche e politiche, si rischia di non capire affondo il messaggio. Ma è assolutamente da leggere per gli americanisti... o aspiranti tali!

    ha scritto il 

  • 5

    Politica marcia con ironia

    Micheal Moore racconta con molta ironia agli americani la sua visione dell'amministrazione Bush e la politica americana in generale. Al centro del racconto ci sono la lotta al terrorismo, le armi di distruzioni di massa mai trovate e la guerra in Iraq. Ovviamente ne dice di tutti i colori e ne ha ...continua

    Micheal Moore racconta con molta ironia agli americani la sua visione dell'amministrazione Bush e la politica americana in generale. Al centro del racconto ci sono la lotta al terrorismo, le armi di distruzioni di massa mai trovate e la guerra in Iraq. Ovviamente ne dice di tutti i colori e ne ha per tutti, soprattutto domande, sull'11 settembre, sui sauditi amici di Bush, sulle misure di sicurezza adottate prima e dopo l'attentato, sui motivi della guerra in Iraq e sui suoi risultati e soprattutto sulla mancata cattura di Bin Laden, quello che lui definisce "un terrorista affetto da dialisi".
    Il libro può essere letto con il sorriso sulla bocca perchè Moore non perde occasione per battute e satira pungente. Alla fine c'è l'invito ad uscire di casa per andare a migliorare il mondo, anche se, come lo stesso Michael Moore ammette, la lotta contro multinazionali e lobby è veramente impari, ma tutti insieme....
    Se da noi non possiamo che piangere, dall'altra parte dell'oceano non si ride proprio...

    ha scritto il 

  • 3

    un libro sicuramente molto interessante anche perchè Moore è una delle voci da sempre fuori dal coro negli USA, nota personale: credo che i suoi libri non siano decisamente all'altezza dei documentari, per me sarebbe meglio se si concentrasse su quest'ultimi

    ha scritto il 

  • 2

    Si te gustan los documentales de Michael Moore podrás leer este libro, sin mas un ataque a la sociedad americana en sus vicios y defectos.
    como nota negativa la cantidad de datos y relaciones que no hacen nada lineal la lectura

    ha scritto il 

  • 5

    CRUDAMENTE DIVERTIDO

    Este es el libro que pienso que perseguirá a Bush toda su vida, diciendole sus verdades en la cara, solo que con una sonrisa y carcajada de por medio. Otro libro excelente de sátira pólitica anti-Bushiana.

    ha scritto il 

  • 4

    Nueva andanada de hostias del panfletero más dicharachero de los EE.UU. en forma de libro. Dude, where's my country? continúa allá donde lo dejó Estúpidos hombres blancos, su anterior panfleto: el once de septiembre de 2001 y sus consecuencias en la sociedad yanqui. La propia caída de las torres ...continua

    Nueva andanada de hostias del panfletero más dicharachero de los EE.UU. en forma de libro. Dude, where's my country? continúa allá donde lo dejó Estúpidos hombres blancos, su anterior panfleto: el once de septiembre de 2001 y sus consecuencias en la sociedad yanqui. La propia caída de las torres gemelas fue lo que pospuso la publicación de aquel libro, y desde entonces ha llovido mucho. Bombas sobre Iraq, para empezar.

    El libro comienza con el sello de aprobación del Departamento de Seguridad Patria de los EE.UU., y de ahí pasa a aportar datos sobre las relaciones de la familia Bush con Saddam, Bin Laden y la familia real de Arabia Saudí en forma de las consabidas preguntas abiertas al "presidente" Bush. Analiza la ristra de mentiras (aunque más bien sea un hojaldre que una ristra) que llevó a la sociedad norteamericana a tragarse un buen whopper con extra de queso y patatas de la libertad: que Iraq y los atentados del 11-S estaban relacionados; las famosas armas de destrucción masiva; la "amplia" coalición internacional. No dice nada que no supiéramos ya, pero lo fundamenta con datos.

    El libro me ha gustado. He disfrutado leyéndolo y se me ha hecho corto, pero le pongo "peros": creo que esta vez Michael Moore se ha pasado de panfletario. El título, que se traduciría como Colega, ¿dónde está mi país?, juega con el de la infame película Colega, ¿dónde está mi coche?, que según Moore dice a uno todo lo que hay que saber sobre la sociedad americana. Lo cierto es que en este libro trata de justificar a sus compatriotas más de lo que lo hizo en Estúpidos hombres blancos, y casi consigue convencernos de que en EE.UU. hay una mayoría progresista, liberal (aunque a ellos mismos no les guste utilizar ese término), que simplemente piensa que votar a los demócratas es desperdiciar el voto: los mismos perros con distintos collares. Piensa, como yo, que la alternativa liberal de su país ni es alternativa ni es nada y que saben que no ganarán las próximas elecciones, así que ni se preocupan. Esto condena a los estadounidenses (y al resto del mundo también) a cuatro años más de gobierno republicano, y en nuestro caso a cuatro años más de PP. Moore propone alternativas entre las que destaca que Oprah Winfrey sea la candidata electoral del partido demócrata, o que el partido verde y el demócrata se apoyen allá donde no puedan triunfar solos. No está mal, y es coherente, pero siempre he tenido reparos en leer propaganda electoral, y más en que alguien cobre por que yo la lea.

    A favor, lo de siempre: Michael Moore es un tipo muy gracioso. Hay un capítulo entero que explica cómo hablar con tu cuñado conservador, ya que con esa gentuza no valen argumentos verdes ni de justicia social. Pero puedes convencerles de que ganarán más dinero si ponen guarderías en las empresas, si acceden a una sanidad pública, si legalizan las drogas. En otro capítulo, dios interrumpe a Mike y arremete contra Bush por utilizar tanto su nombre ("¿Mi poco conocido Undécimo Mandamiento? Guardáos las convicciones religiosas para vosotros mismos, maldita sea"). En otro explica porqué el recorte de impuestos del gobierno favorece a los ricos y no a las clases trabajadoras. Lo hace con otra carta abierta al presidente donde le agradece que haya pensado en él: al fin y al cabo su último libro vendió mucho y le hizo rico, así que ahora se beneficia de la "solidaria" política fiscal de la Casa Blanca. Afirma que destinará todo el dinero que le devuelva el estado a derrocar al presidente actual, y pide ayuda para saber cómo emplearlo mejor desde su página web. Estos trozos son los que hacen que valga la pena leer a Moore. Los datos que aporta son tranquilizadores (mira por dónde, no íbamos desencaminados al cagarnos tanto en esos bastardos) pero poco divertidos, y a mí me sirven de entremés, de lubricante para apreciar los trozos realmente buenos, aquellos en los que Mike se pone bien borde, saca el hacha y empieza a repartir.

    Por cierto, Dude, where's my country? no nombra ni una sola vez al presidente Aznar, y eso que el libro anterior sí lo hacía (aunque fuera solamente como parte de una ficha de ayuda a presidentes americanos con los nombres de otros mandatarios mundiales). Se nombra considerablemente a Tony Blair y al presidente australiano, que yo al menos no sabía que también participó en la guerra, pero no hay nada de nuestro amado líder. Esto no va a ser bueno para su ego, y luego aquí la pagamos todos.

    ha scritto il