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Macaronì

Romanzo di santi e delinquenti

Di ,

Editore: Mondadori

4.0
(852)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 296 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8804417536 | Isbn-13: 9788804417538 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Siamo nel 1940, in un paese dell'Appennino toscoemiliano, freddissimo, povero.Il maresciallo viene dal sud: il suo blando antifascismo è stato punito così,spedendolo in una ghiacciaia in mezzo alle montagne. Un paese dove non succedeniente, tra l'altro. O meglio, dove non succedeva niente, perché una mattina,Maddalena, cameriera a ore, trova il corpo di un paesano, un vecchio emigratoritornato dalla Francia e detto per questo "il Francese", steso in mezzo allaneve. Una leggenda popolare vuole che gli ubriachi che si addormentanoall'aperto non muoiano di freddo, anzi sciolgano la neve. Ma il francese non èaddormentato, è morto. E non è che il primo.Salvago Raggi, Carmen Covito, Susanna Tamaro.
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  • 4

    una giornata limpida

    Stamattina guardando fuori dalla finestra ho visto un cielo limpido come poche volte si può vedere. Tanto che da un palazzo di Bergamo si possono vedere distintamente gli Appenini tosco-emiliani. E magari ho pure visto l'ombra del paesino di cui si narra in questo libro. Mi piacciono le storie le ...continua

    Stamattina guardando fuori dalla finestra ho visto un cielo limpido come poche volte si può vedere. Tanto che da un palazzo di Bergamo si possono vedere distintamente gli Appenini tosco-emiliani. E magari ho pure visto l'ombra del paesino di cui si narra in questo libro. Mi piacciono le storie legate a piccoli paesi di montagna. Forse perché i miei avi hanno sempre vissuto in un posto come quello. E il racconto delle abitudini dei paesani di questo paese sembra tanto uno dei racconti della giovinezza dei miei genitori. Omicidi a parte, ovviamente.
    Mi è proprio piaciuto. Unico rammarico che dopo averlo comprato l'ho fatto decantare per quasi 3 anni prima di iniziarlo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Quattro stelle ma con la lode

    Uno dei polizieschi più belli e originali letti negli ultimi anni!


    Inter nos: ho l'impressione che "XY" di Sandro Veronesi abbia preso parecchia ispirazione da questo romanzo...


    Non correggo la mia precedente impressione, però forse ho sbagliato a non leggere tutto di seguito fino a ...continua

    Uno dei polizieschi più belli e originali letti negli ultimi anni!

    Inter nos: ho l'impressione che "XY" di Sandro Veronesi abbia preso parecchia ispirazione da questo romanzo...

    Non correggo la mia precedente impressione, però forse ho sbagliato a non leggere tutto di seguito fino alla fine, perché, riprendendo la lettura degli ultimi due capitoli il giorno dopo, il finale mi è sembrato più fiacco del resto del libro. O forse è davvero più fiacco? Fatto sta che mi ha un po' stonato la conclusione che si è trovata perché trovo poco credibile che un bimbo di 6 anni segua il padre di nascosto in miniera, si renda conto che c'è un'esplosione e si ricordi di una persona che si è salvata che è stato il responsabile dell'esplosione e dell'assassinio di suo padre e porti avanti tutta questa memoria fino alla vendetta. Ma anche qui metto il beneficio del dubbio. D'altra parte un bimbo di fine Ottocento/inizio Novecento di famiglia non agiata, in montagna o in miniera, aveva sicuramente altre libertà, capacità di autonomia e forse maturità di un bimbo contemporaneo di città che a 6 anni difficilmente verrà fatto uscire di casa da solo! Lasciamo appunto il beneficio del dubbio e godiamoci tutto il resto di questa bellissima storia del maresciallo Benedetto Santovito, equilibrata e ben costruita nella sua architettura narrativa.

    ha scritto il 

  • 4

    la vengeance...

    Una serie di delitti in un paesino sperduto dell'appennino tosco-emiliano. Tutto ha inizio alla fine del XIX secolo, quando la fame costringe a fuggire lontano...
    Il segno "gucciniano" è dato dalla caratterizzazione dei personaggi da osteria, vero e proprio centro di quel piccolo mondo mont ...continua

    Una serie di delitti in un paesino sperduto dell'appennino tosco-emiliano. Tutto ha inizio alla fine del XIX secolo, quando la fame costringe a fuggire lontano...
    Il segno "gucciniano" è dato dalla caratterizzazione dei personaggi da osteria, vero e proprio centro di quel piccolo mondo montanaro.

    ha scritto il 

  • 0

    Il più bello della serie di gialli di Guccini e Macchiavelli dedicati al maresciallo Santovito. Trovo appassionante l'intreccio anche se a rendere il tutto affascinante contribuisce la cornice geografica e storica. La varia galleria di strani personaggi di montagna fa sorridere e commuovere, senz ...continua

    Il più bello della serie di gialli di Guccini e Macchiavelli dedicati al maresciallo Santovito. Trovo appassionante l'intreccio anche se a rendere il tutto affascinante contribuisce la cornice geografica e storica. La varia galleria di strani personaggi di montagna fa sorridere e commuovere, senza contare che la semplicità della lingua e dei dialoghi accentua il clima pittoresco e famigliare della narrazione. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Primo libro con il Maresciallo Santovito. L'ho riletto ed era già un bel pò di tempo che volevo farlo. Come dice il sottotitolo è una storia di santi e briganti con più assassini e un paese intero di sospettati. Grande.

    ha scritto il 

  • 0

    Una storia di gente di montagna, di delitti, di vendette, di emigranti.
    Una storia ben costruita. Una serie di delitti che viene alla fine svelata dalla perseveranza di un maresciallo, ma anche dalla gente che si fa conquistare piano piano.
    Una bella lezione per chi non ricorda che a ...continua

    Una storia di gente di montagna, di delitti, di vendette, di emigranti.
    Una storia ben costruita. Una serie di delitti che viene alla fine svelata dalla perseveranza di un maresciallo, ma anche dalla gente che si fa conquistare piano piano.
    Una bella lezione per chi non ricorda che alla fine dell'800 eravamo noi gli italiani - i macaronì, cosi' ci chiamavano i francesi per via di quello che mangiamavamo, maccheroni, poco o niente conditi e stracotti o impastati tra loro, - gli emigranti, quelli che andavano a rubare il lavoro agli altri.
    I briseurs, quelli che lavoravano perché costretti dal caporione quando i francesi scioperavano, quelli che erano condannati ai lavori che nessuno voleva fare perché considerati troppo pericolosi.
    Sarebbe bello che qualcuno ci pensasse oggi. Qui dietro, dai nostri cugini francesi, nelle vetreie, nelle miniere, lontani dalle famiglie.
    Si', questo libro e' da leggere.
    Farebbe bene a tutti.

    ha scritto il 

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