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Macaronì

Romanzo di santi e delinquenti

Di ,

Editore: Mondadori

4.0
(873)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 296 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8804417536 | Isbn-13: 9788804417538 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Siamo nel 1940, in un paese dell'Appennino toscoemiliano, freddissimo, povero.Il maresciallo viene dal sud: il suo blando antifascismo è stato punito così,spedendolo in una ghiacciaia in mezzo alle montagne. Un paese dove non succedeniente, tra l'altro. O meglio, dove non succedeva niente, perché una mattina,Maddalena, cameriera a ore, trova il corpo di un paesano, un vecchio emigratoritornato dalla Francia e detto per questo "il Francese", steso in mezzo allaneve. Una leggenda popolare vuole che gli ubriachi che si addormentanoall'aperto non muoiano di freddo, anzi sciolgano la neve. Ma il francese non èaddormentato, è morto. E non è che il primo.Salvago Raggi, Carmen Covito, Susanna Tamaro.
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  • 4

    Devo ammettere che il duo Macchiavelli- Guccini riesce a darmi sempre soddisfazioni. Questo è il 3° loro lavoro che leggo e anche uno dei meglio riusciti. La complessità del romanzo è maggiore, rispet ...continua

    Devo ammettere che il duo Macchiavelli- Guccini riesce a darmi sempre soddisfazioni. Questo è il 3° loro lavoro che leggo e anche uno dei meglio riusciti. La complessità del romanzo è maggiore, rispetto a "Un disco dei Platters" o "Malastagione", intrecciando vicende di fine '800 con avvenimenti del 1940, ma è magnificamente gestita dai due autori, fino a far confluire con grande naturalezza questo doppio binario in un unico flusso narrativo poco dopo metà libro.
    La vicenda dà modo di farsi una idea della vita magra e durissima sugli Appennini a cavallo tra '800 e '900, le poche risorse ( castagne, carbone ) strappate alla montagna da gente di tempra esemplare, inimmaginabile oggi. Oltre a questo si trova anche il lato "giallo" della vicenda ; però, come piace a me, è solo un espediente narrativo- ben usato- per parlarci di persone, di atmosfere, di tempi trascorsi .
    I briganti che affollavano le montagne, le loro storie, vere o immaginate, prese dalle cronache o condite di leggenda dai racconti portati di bocca in bocca fino ai giorni nostri: questo è il vero nocciolo del libro, e vale la lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Devo ammettere che mi ha un po' deluso, del Guccinone ho letto in passato altri libri e ne ricordo una scrittura più epica, le cose minute della sua gente montana o collinare narrate con passione sì d ...continua

    Devo ammettere che mi ha un po' deluso, del Guccinone ho letto in passato altri libri e ne ricordo una scrittura più epica, le cose minute della sua gente montana o collinare narrate con passione sì da trasformarle in avvenimenti degni del raccontare di un Cervantes, qui invece la vicenda non ha la forza di sostenere quella che penso sia l'intenzione degli autori , di presentare cultura e vita del tempo passato in un luogo che non è il centro paradigmatico del mondo.
    Forse perché sulla vita del periodo scelto e sulle condizioni in cui si svolgeva non mi ha raccontato nulla di nuovo, forse perché il linguaggio scelto, un po' scialbo e per nulla in sintonia con quanto narrato (un linguaggio troppo perfettino ed educato) non ha stimolato la mia fantasia, l'opera m'è parsa di seconda categoria, una sorta di serie B, rispetto alle altre opere dello stesso autore.
    Ora Guccini per me, per meriti musicali, è un mito e ritrovarmelo così sottotono m'ha fatto un po' male, sperando di ritrovarlo presto in ben altre vette dell'ingegno quali m'aspetto da lui. Alla prossima allora.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon romanzo, ben scritto.Maresciallo Santovito, trapiantato in terra emiliana.Atmosfera nostalgica, profumo di tortelein, lambrusco e tresette. Messaggio buonista sui migranti.Socc'mel!

    ha scritto il 

  • 4

    I misteri dell'Appennino

    Guccini anche questa volta sui dimostra bravo a scrivere, che siano canzoni o libri.
    L'ambiente è il "solito" appennino tosco-emiliano tanto amato dal cantante e anche stavolta siamo a metà tra giallo ...continua

    Guccini anche questa volta sui dimostra bravo a scrivere, che siano canzoni o libri.
    L'ambiente è il "solito" appennino tosco-emiliano tanto amato dal cantante e anche stavolta siamo a metà tra giallo e romanzo storico: c'è un mistero che affonda le radici nel passato.
    L'intreccio è ben costruito ed è molto interessante la ricostruzione storica della vita degli emigranti italiani del secolo scorso: condizioni di vita disumane, morte, guerre tra poveri.
    Insomma, nihil sub sole novum: pensiamo ai disperati che affollano le "carrette dei mari" dei giorni nostri per scappare dalla guerra e dalla fame...

    ha scritto il 

  • 3

    carino

    Senza pretese, si legge sciolto, anche se certe volte mi è sembrato, non so come dire, un po' infantile.
    Bella l'ambientazione in un villaggio di montagna, bella la storia gialla e belli i personaggi ...continua

    Senza pretese, si legge sciolto, anche se certe volte mi è sembrato, non so come dire, un po' infantile.
    Bella l'ambientazione in un villaggio di montagna, bella la storia gialla e belli i personaggi (montanari, preti, osti e marescialli).
    Tò, anche gli italiani emigranti arrivavano in gommone sulle coste della Francia e vivevano clandestinamente facendo i lavori più duri, dormendo ammassati e trattati come bestie.
    Tò tò tò i francesi non li sopportavano e dicevano che erano tutti ladri, papponi, sporchi e scansafatiche...

    ha scritto il 

  • 4

    una giornata limpida

    Stamattina guardando fuori dalla finestra ho visto un cielo limpido come poche volte si può vedere. Tanto che da un palazzo di Bergamo si possono vedere distintamente gli Appenini tosco-emiliani. E ma ...continua

    Stamattina guardando fuori dalla finestra ho visto un cielo limpido come poche volte si può vedere. Tanto che da un palazzo di Bergamo si possono vedere distintamente gli Appenini tosco-emiliani. E magari ho pure visto l'ombra del paesino di cui si narra in questo libro. Mi piacciono le storie legate a piccoli paesi di montagna. Forse perché i miei avi hanno sempre vissuto in un posto come quello. E il racconto delle abitudini dei paesani di questo paese sembra tanto uno dei racconti della giovinezza dei miei genitori. Omicidi a parte, ovviamente.
    Mi è proprio piaciuto. Unico rammarico che dopo averlo comprato l'ho fatto decantare per quasi 3 anni prima di iniziarlo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Quattro stelle ma con la lode

    Uno dei polizieschi più belli e originali letti negli ultimi anni!

    Inter nos: ho l'impressione che "XY" di Sandro Veronesi abbia preso parecchia ispirazione da questo romanzo...

    Non correggo la mia pr ...continua

    Uno dei polizieschi più belli e originali letti negli ultimi anni!

    Inter nos: ho l'impressione che "XY" di Sandro Veronesi abbia preso parecchia ispirazione da questo romanzo...

    Non correggo la mia precedente impressione, però forse ho sbagliato a non leggere tutto di seguito fino alla fine, perché, riprendendo la lettura degli ultimi due capitoli il giorno dopo, il finale mi è sembrato più fiacco del resto del libro. O forse è davvero più fiacco? Fatto sta che mi ha un po' stonato la conclusione che si è trovata perché trovo poco credibile che un bimbo di 6 anni segua il padre di nascosto in miniera, si renda conto che c'è un'esplosione e si ricordi di una persona che si è salvata che è stato il responsabile dell'esplosione e dell'assassinio di suo padre e porti avanti tutta questa memoria fino alla vendetta. Ma anche qui metto il beneficio del dubbio. D'altra parte un bimbo di fine Ottocento/inizio Novecento di famiglia non agiata, in montagna o in miniera, aveva sicuramente altre libertà, capacità di autonomia e forse maturità di un bimbo contemporaneo di città che a 6 anni difficilmente verrà fatto uscire di casa da solo! Lasciamo appunto il beneficio del dubbio e godiamoci tutto il resto di questa bellissima storia del maresciallo Benedetto Santovito, equilibrata e ben costruita nella sua architettura narrativa.

    ha scritto il 

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