Macbeth

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Publisher: Washington Square Press

4.3
(5472)

Language: English | Number of Pages: 272 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , French , Italian , Chi traditional , Swedish , Portuguese , Catalan , Dutch , Galego

Isbn-10: 0743477103 | Isbn-13: 9780743477109 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Softcover and Stapled , Audio CD , Hardcover , School & Library Binding , Library Binding , Others , Unbound , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , History

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Book Description
"Each edition includes: "

- Freshly edited text based on the best early printed version of the play

- Full explanatory notes conveniently placed on pages facing the text of the play

- Scene-by-scene plot summaries

- A key to famous lines and phrases

- An introduction to reading Shakespeare's language

- An essay by an outstanding scholar providing a modern perspective on the play

- Illustrations from the Folger Shakespeare Library's vast holdings of rare books

"Essay by" Susan Snyder

The Folger Shakespeare Library in Washington, D.C., is home to the world's largest collection of Shakespeare's printed works, and a magnet for Shakespeare scholars from around the globe. In addition to exhibitions open to the public throughout the year, the Folger offers a full calendar of performances and programs. For more information, visit www.folger.edu.

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  • 4

    Macbeth es una de las tragedias más populares de William Shakespeare. La trama comienza cuando Macbeth y Banquo se encuentran con tres brujas quienes profesan que Macbteh se convertirá en Señor de Gam ...continue

    Macbeth es una de las tragedias más populares de William Shakespeare. La trama comienza cuando Macbeth y Banquo se encuentran con tres brujas quienes profesan que Macbteh se convertirá en Señor de Gamis, luego de Señor de Cawdor hasta convertirse en rey de Escocia. Mientras que a Banquo tendría descendientes reyes. Tras esta profecía, Macbeth se obsesiona al grado que se lo cuenta a su esposa, Lady Macbeth, quien contagiada por el entusiasmo de Macbeth, comienza a maquinar planes para lograr que su esposa se convierta en rey.
    < blockquote>
    Mañana, mañana, siempre mañana; y el mañana llega lentamente, paso a paso, sin que el hombre se dé cuenta, para escribir la última sílaba de los fastos del tiempo que hemos de recordar. Y no hay un ayer que no haya abreviado el camino a más de un loco para llevarlo a la tumba. ¡El hombre es una candela vacilante que al menor soplo se apaga! ¿Qué es la vida..? ¡No es más que una sombra que pasa!... ¡Es como la imagen de un pobre cómico que se pavonea y mueve por unas horas en la escena, y después desaparece, y no se le oye ni se ve más...¡Es una historia contada por un idiota que escandaliza y hace mucho ruido y que no significa nada! < /blockquote>.

    Esta es una de las obras que habla sobre la obsesión por el poder, la locura, la política y las supersticiones. En mayor medida, es mejor conocida por las referencias del poder, ya que el protagonista tiene una fuerte obsesión por la profecía de las tres brujas, y no solamente vemos cómo le afecta a él sino que también vemos a Lady Macbeth afectada por ello. Esto último es lo que puede llamar más la atención, pues podemos ver cómo es que Macbeth tiene fuertes deseos de ser rey, pero sus desvaríos y cobardía hacen que no quiera consumar los horribles actos para dar el siguiente paso sino que es su esposa quien lo anima a cometer semejantes atrocidades.

    Y ya que estamos hablando de derrocar reyes... Durante la obra podemos cómo diferentes personas pasan por el trono derrocando al anterior, de esa manera, podemos ver cómo funciona la política y la manera en que la ansiedad del poder o el deseo de querer de tener un correcto líder puede cambiar la mentalidad de las personas: la dirección de su lealtad o querer el poder para sí mismo.

    Además de este tipo de cambios de mentalidad, están las creencias de las supersticiones: desde un inicio vemos cómo Macbeth le toma la palabra a las brujas y cree que será posible que se cumpla, pero la misma obsesión que tiene por subir al trono, hará que quiera apresurar las cosas e ir poco a poco abriéndose camino haciéndonos dudar si realmente es la predestinación o si es el mismo Macbeth (con ayuda de su cómplice, Lady Macbeth) quien está forjando su destino.

    Es un libro que te hace cuestionar mucho sobre el poder y la forma en que las demás influencian en su cause, pero me pareció una obra que avanzaba demasiado rápido y no podía disfrutar de todos los problemas que desarrolla Shakespeare inspirados en la vida real. Tal como es Lady Macbeth que me hubiera gustado ver más de ella, pero considerando que realmente no fue ella la cómplice en la vida real y que solamente Shakespeare la había utilizado para llenar ese vacío, entonces se le perdona un poco.

    Finalizando, puedo decir que es una obra que me despertó muchas emociones, pero no declaro como mi favorita (hasta ahora) de Shakespeare.

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  • 4

    Macbeth ne fa di roba brutta. A parte uccidere nel sonno il re a tradimento, le sue azioni sono un crescendo di atrocità, fino ad arrivare al massacro di alcuni bambini (quasi immotivato). Eppure, pur ...continue

    Macbeth ne fa di roba brutta. A parte uccidere nel sonno il re a tradimento, le sue azioni sono un crescendo di atrocità, fino ad arrivare al massacro di alcuni bambini (quasi immotivato). Eppure, pur disprezzando con tutta la forza possibile le sue azioni, è con Macbeth che ci identifichiamo (e, in fondo, parteggiamo pur con orrore), non per i ribelli o nemmeno per i figli del re o il marito a cui Macbeth ha sterminato la famiglia. No. Anzi, loro per noi sono tutti piuttosto interscambiabili, vere e proprie ombre. Macbeth emerge da questa confusione.
    La chiave di lettura di Macbeth, inteso proprio come persona, e quindi della tragedia, è la celebre descrizione della vita che dà alla notizia della morte della moglie: "La vita non è che un'ombra in cammino, un povero attore, che s'agita e si pavoneggia per un'ora sul palcoscenico e del quale poi non si sa più nulla. E' un racconto narrato da un idiota, pieno di strepito e di furore [sound and fury, ovviamente], e senza alcun significato". Ora, qua le considerazioni da fare sono diverse: sul mondo; su quello che vuole Macbeth; sulla tragedia di Macbeth.

    a) Il mondo di Macbeth è un mondo apocalittico. E non metaforicamente. E' un'Apocalissi quella in cui si muovono i personaggi. La tragedia si apre con tuoni e fulmini. E' la devastazione. E' calata una tenebra eterna. I cavalli assalgono i propri padroni. La sterilità (?) di Lady Macbeth è la sterilità alla fine del mondo. I confini della realtà si stanno sfilacciando: fantasmi e streghe infestano questo mondo. E' un mondo che non fa respirare da quanto è asfissiante e buio.

    b) In questo mondo di buio, però, si muove Macbeth. A lui, tre streghe rivelano che diventerà re. Personalmente non ho ben capito il perché lo facciano. Per gioco? Per destino? Boh. Lo fanno perché lo fanno. Onestamente, mi piace pensare che lo facciano per giocare, come se volessero ingannare il tempo (e infatti poi vengono redarguite da Ecate, per 'sta bravata). Comunque. Macbeth scopre che diventerà Re. Cioè, prima che diventerà l'equivalente scozzese di un conte, e poi re. Inizialmente è titubante. Poi però scopre che è diventato veramente conte (o quello che è). Quindi la profezia è reale. Ma già ci sta un re? Cosa fare? E' questo il primo dramma di Macbeth: accettare di diventare quello che è destinato a diventare, fondamentalmente. Infatti, l'unica cosa che può fare è ammazzare il Re e usurparne il trono. Lo confessa alla moglie, che appoggia la sua idea. Poi però cambia idea, Macbeth. Non è giusto. Come può uccidere il re? Cosa lo renderebbe? La risposta, scocciata e furiosa della moglie, è lapidaria: un uomo. Fondamentalmente, Macbeth, saputa delle profezia, non ha più scelta, ha un destino, quello di diventare Re. Rifiutarsi lo degraderebbe a sottospecie di uomo. Quindi uccide il Re e diventa lui il Re. Accetta il suo destino.
    Il problema è che la profezia aveva una seconda parte: Macbeth morirà senza lasciare eredi, il regno passerà a un'altra famiglia. Ora. La reazione di Macbeth è quanto meno esagerata: sterminare l'altra famiglia, cioè, padre e figlio. Non sarebbe bastato vivere la propria vita e magari lasciare il regno a loro? Boh, forse. Ma non importa. Perché quello che fa Macbeth qui è andare contro la profezia. E' scegliere. Macbeth è scisso in questo doppio movimento di adesione (re) e rifiuto del proprio destino. Macbeth è l'uomo che vuole essere. Anzi. Macbeth prova a essere l'uomo che immagina di essere.

    c) E questo è inaccettabile. Macbeth si muove, come abbiamo detto, in un mondo apocalittico, dominato dal buio. Non a caso la dea che incontriamo è Ecate, dea primigena e spaventevole. Vedere Macbeth che cerca di sfuggire dal suo mondo, che cerca di determinare la propria identità la fa impazzire. Per questo, dopo aver sgridato le streghe per quella buffonata di profezia che ha dato il via a tutto, le coinvolge in un piano riparatore: stavolta parlano per enigmi, truffaldini, a Macbeth (la foresta che si avventa, uomo non nato da donna); e, al contempo, personalmente, sono convinto che ci sia Ecate dietro le schiere del principe usurpato, ovvero, sono le schiere di Ecate e del vecchio mondo che vogliono la testa di Macbeth. Questa lotta di mondi (Macbeth-Ecate) è dietro alla strage che fa Macbeth: dopo che il suo alfiere (o quello che è) si rifiuta di schierarsi dalla sua parte, Macbeth gli stermina la famiglia, così come si farebbe per recidere l'erbaccia. La furia di Macbeth è la furia omicida di un uomo che lotta per poter essere qualcosa oltre l'ombra (la moglie ci prova solo vagamente e impazzisce, tanto per far capire quanto sia suprema l'azione che sta tentando Macbeth). Il suo distacco dal mondo ctonio (che di mondo ctonio si tratta a ben pensarci) è ben esemplificato dal non riuscire a comprendere che la nuova profezia (foresta, parto) sia parlata per enigmi, ma anzi continua imperterrito a farci riferimento, letteralmente. Proprio questo suo voler aderire a un destino, gli impedirà di poter esistere realmente libero.

    Ecco, quindi, che la morte di Macbeth non è una liberazione, non possiamo accoglierla con sollievo, nonostante le sue atrocità e la sua tirannia: è la vittoria di un mondo imprigionato (ci sta 'sto pezzo, alla fine, in cui il nuovo re proclama che d'ora in poi in Scozia ci saranno i conti, come nel mondo moderno, e non riesco a togliermi dalla testa l'idea che siano i semi del nostro mondo, che il nostro mondo sia figlio di un mondo ctonio e non di Macbeth). Ma soprattutto è la tragedia di un uomo che ha osato troppo ma non abbastanza (che, in fondo, è un po' la nostra paura come persone, no?)

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  • 4

    C'è sempre qualcosa di moderno nelle storie Shakespeariane. Storie eterne che vanno bene per ogni epoca:- dall'etica alla morale, dall'esistenzialismo al comportamento sociale. il dibattito su queste ...continue

    C'è sempre qualcosa di moderno nelle storie Shakespeariane. Storie eterne che vanno bene per ogni epoca:- dall'etica alla morale, dall'esistenzialismo al comportamento sociale. il dibattito su queste opere e su macbeth non finirà mai.

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  • 3

    Una tragedia raccapricciante

    Sono rimasta molto colpita da questa opera incentrata sul tema del potere. Macbeth, generale di Duncan, re di Scozia , dopo aver combattuto vittoriosamente contro le forze norvegesi viene acclamato ...continue

    Sono rimasta molto colpita da questa opera incentrata sul tema del potere. Macbeth, generale di Duncan, re di Scozia , dopo aver combattuto vittoriosamente contro le forze norvegesi viene acclamato e lodato per le sue innate capacità militari. Una profezia gli annuncia che diventerà il successore del re, nonostante quest'ultimo abbia già due figli (Malcolm e Donalbain) che per successione ereditaria avrebbero diritto di sedere al trono.
    La brama di potere di Macbeth si trasforma ben presto in ossessione, tanto che col sostegno di sua moglie, Lady Macbeth, orchestrano l'assassinio del re. Portato a compimento tale progetto, il nuovo re viene assalito da follie compulsive che sconvolgono la sua intera esistenza compromettendo il suo stato psicofisico. Anche la moglie non è da meno, sogni atroci e rivelatori la attanagliano, facendola sprofondare in una feroce depressione che la condurrà alla morte.

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  • 4

    A Shakespeare non gli importa sicuramente del mio parere, ma per ora credo che Macbeth sia la sua opera che preferisco.
    Nonostante le probabili interpolazioni e le sospettate scene mancanti, sono rius ...continue

    A Shakespeare non gli importa sicuramente del mio parere, ma per ora credo che Macbeth sia la sua opera che preferisco.
    Nonostante le probabili interpolazioni e le sospettate scene mancanti, sono riuscito a capire Macbeth, a immedesimarmi nelle sue scelte e a trovare il suo percorso coerente e ben calibrato. Le streghe gli offrono un'occasione, la moglie lo istiga, la brama di potere lo acceca: la lenta discesa verso la condanna è inevitabile.

    Le parti che ho preferito: l'iniziale complicità dei coniugi; il sonnambulismo di Lady Macbeth («What, will these hands ne'er be clean?»); il modo in cui le parole ambigue delle streghe prima danno sicurezza e poi si rivelano fatali («for none of woman born / shall harm Macbeth»; «Macbeth shall never vanquish'd be, until / Great Birnam wood to high Dunsinane hill / Shall come against him»); e naturalmente il bellissimo monologo finale di Macbeth («To-morrow, and to-morrow, and to-morrow»).
    Ma ci sono anche piccole frasi che mi hanno conquistato e che farò rientrare nel mio pretenzioso uso quotidiano di Shakespare: «Stars, hide your fires! / Let not light see my black and deep desires», come anche «There's daggers in men's smiles».

    Responsabile del mio gradimento è anche l'edizione che ho scelto: Marsilio, a cura di Romana Rutelli. Non posso parlare per la traduzione, che ho utilizzato solo come appoggio quando l'inglese si rivela particolarmente ostico, ma è la prima volta che leggendo Shakespeare ho sotto mano un'edizione ricca di note zelanti che contestualizzano l'opera (Macbeth era davvero così cattivo, Duncan così buono?), sottolineano temi ricorrenti, ambiguità e incoerenze, rivelano curiosità (perché la strega specifica «a rat without a tail»?) e muovono ipotesi che rispondono ai tuoi stessi dubbi (perché Lady Macbeth scompare per gran parte dell'opera?). La consiglio.

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  • 0

    Macbeth

    Portato in scena da CTB Teatro Stabile di Brescia - Le Belle Bandiere
    Regia di Elena Bucci

    Con:
    Elena Bucci
    Marco Sgrosso
    Vladimir Aleksic
    Gaetano Colella
    Marco D'Amore
    Andrea De Luca
    Massimo De Miche ...continue

    Portato in scena da CTB Teatro Stabile di Brescia - Le Belle Bandiere
    Regia di Elena Bucci

    Con:
    Elena Bucci
    Marco Sgrosso
    Vladimir Aleksic
    Gaetano Colella
    Marco D'Amore
    Andrea De Luca
    Massimo De Michele
    Roberto Marinelli

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  • 2

    Sopravvalutato

    Forse sarò io che non molta simpatia per il gusto vittoriano, ma sinceramente questo dramma teatrale mi è sembrato piuttosto deludente: trama scontata, affollamento innecessario di personaggi e, sopra ...continue

    Forse sarò io che non molta simpatia per il gusto vittoriano, ma sinceramente questo dramma teatrale mi è sembrato piuttosto deludente: trama scontata, affollamento innecessario di personaggi e, soprattutto, sangue a non finire - neanche Shakespeare fosse stato un regista di film splatter. Tutta questa fama che aleggia intorno a quella che molti definiscono la tragedia per eccellenza, tanto da attribuirle addirittura il potere di portare iella se se ne pronuncia il nome prima dell'inizio di uno spettacolo, è a mio avviso esagerata e pretenziosa. Shakespeare sarà stato anche un poeta magistrale, ma secondo me nella stesura di questo lavoro avrebbe potuto impegnarsi anche di più. Ciononostante, non mancano spunti di riflessione sul tema del potere e sui tributi di sangue che spesso siamo costretti a pagare per raggiungerlo, smentendo l'idea dell'innata bontà che alcuni ritengono essere insita nella natura umana. Vedasi in proposito l'acuta analisi che Lady Macbeth fa del proprio marito, in quello che potrebbe forse essere definito il passaggio riassuntivo di tutto il libro: "temo la tua natura: è troppo piena del latte dell'umana dolcezza, per tener la via più breve. Vorresti esser grande; non ti manca l'ambizione, ma ti manca il malvolere che dovrebbe accompagnarseli". Interessante anche l'osservazione di Ross sul proprio paese e sulla sua gente, frase che probabilmente potremmo estendere anche a molte altre nazioni e cittadinanze del mondo: "Ahimè, povero paese! Ha quasi paura di saper troppo di sé! E non può più chiamarsi nostra madre, ma nostro sepolcro; giacché nessuno se non chi sia proprio ignorante di tutto si prova più a sorridere". Insomma, se volete fare un tentativo, assicuratevi almeno di avere tra le mani un'edizione più moderna e con una traduzione più fresca. A volte anche quello aiuta!

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  • 3

    La scontata malvagità del potere umano

    Non sono un'amante delle tragedie, ma insegnando inglese non posso sottrarmi alla curiosità di leggere Shakespeare. Macbeth non mi è piaciuto allo stesso livello di Amleto e Otello, l'ho trovato molto ...continue

    Non sono un'amante delle tragedie, ma insegnando inglese non posso sottrarmi alla curiosità di leggere Shakespeare. Macbeth non mi è piaciuto allo stesso livello di Amleto e Otello, l'ho trovato molto scontato. Tutto incentrato sulla sua avidità di potere e la sua ambizione di diventare re a tutti i costi. Mi sono piaciute invece le streghe, che hanno enfatizzato il carattere macabro dell'intera opera.

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  • 5

    Non c'è arte al mondo che possa rivelare da una faccia il costrutto della mente

    Fosca, cupa, ma una delle più belle tra le tragedie shakespeariane secondo me. Mi piacerebbe molto vederne una rappresentazione teatrale..l'ho riletta apposta prima di vedere l'ultimo film che ne hann ...continue

    Fosca, cupa, ma una delle più belle tra le tragedie shakespeariane secondo me. Mi piacerebbe molto vederne una rappresentazione teatrale..l'ho riletta apposta prima di vedere l'ultimo film che ne hanno tratto (che tra parentesi è abbastanza fedele a parte qualcosa).

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