Macbeth

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Verleger: Philipp Reclam jun. Verlag GmbH

4.3
(5292)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 80 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , French , Italian , Chi traditional , Swedish , Portuguese , Catalan , Dutch , Galego

Isbn-10: 3150000173 | Isbn-13: 9783150000175 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , History

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Macbeth è decisamente uno dei personaggi che più mi sta antipatico. La sua sete di potere è qualcoisa di davverro orrendo, non guarda in faccia a nessuno amici, commilitoni ecc ecc in tutto ciò la mog ...weiter

    Macbeth è decisamente uno dei personaggi che più mi sta antipatico. La sua sete di potere è qualcoisa di davverro orrendo, non guarda in faccia a nessuno amici, commilitoni ecc ecc in tutto ciò la moglie è esattamente come lui tanto che partecipa ai suoi crimini e lo appaggia nelle sue scelte sanguinose. Non riesc oa trovare nessun lato positivo o bello in questo personaggio e in fin dei conti mi viene da dire : Ben ti sta quello che ti succede. Il male è il protsgonista di questa opera incarnato prima dalle streghe e poi dalle scelte del personaggio. Il male capace di corrompere anche i cuori più coraggiosi e onesti. Tematica quanto mai attuale visto le vicende che accadono nel mondo ma qui da noi non c'è la componente del soprannaturale ( nell opera sono le streghe) e tutto una questione di animo umano ed interessi abominevoli. Il personaggio di Banquo visibile solo a Macbeth rappresenta la coscienza che lui ha perduto e il senso di cola che lo affligge dopo gli innumerevoli cirmini commessi.

    gesagt am 

  • 5

    Cosa non si fa per raggiungere il potere, il prestigio, la ricchezza...
    Quanto corruttibile può essere l'animo male se insegue i beni materiali...
    Quanta crudeltà si può nascondere dietro il bel viso ...weiter

    Cosa non si fa per raggiungere il potere, il prestigio, la ricchezza...
    Quanto corruttibile può essere l'animo male se insegue i beni materiali...
    Quanta crudeltà si può nascondere dietro il bel viso di una donna...
    Come sempre il Bardo riesce ad essere attuale, riesce a parlare di noi e dei nostri tempi, malgrado sia morto da 400 anni.

    gesagt am 

  • 5

    Quest'anno shakespiriano (400 anni dalla morte del grande Will) fioriscono ovunque Maratone Shakespiriane, mi sono imbattuta per caso in una #MaratonaShakespiriana taggata su FB, in cui ci si propone ...weiter

    Quest'anno shakespiriano (400 anni dalla morte del grande Will) fioriscono ovunque Maratone Shakespiriane, mi sono imbattuta per caso in una #MaratonaShakespiriana taggata su FB, in cui ci si propone di leggere un'opera al mese, per puro caso, scopro di aver iniziato da "Macbeth" che era proprio prevista per il mese di gennaio.
    Il caso, il Fato ineluttabile, è proprio uno dei temi di questa tragedia breve, ma intensissima per tematiche e personaggi: il potere accecante, la caducità della vita, le streghe come spiriti tentatori (al Male) e come inconscio raffigurato, al tempo stesso. La mia attenzione tuttavia, più che ai temi trattati, si è soffermata sulla lingua di Shakespeare, che incanta sempre per come è innovativa, potente nel creare immagini, arcana a volte. Ci sono frasi che fanno pensare, che non sono chiare, sono volutamente oscure come notava Marìas - grande studioso del Bardo - l'ambiguità di certi periodo fa parte del fascino di Shakespeare. Molto da pensare, anche a lui che ha preso spunto per il titolo di un suo libro è la famosa frase di Lady Macbeth, quando dopo aver spinto all'omicidio il dubbioso consorte, si offre di andare lei stessa ad inquinare la scena del delitto, mettendo le mani nel sangue (Macbeth non ha il coraggio di tornare nel luogo dell'efferato crimine). Lei freddamente va, torna indietro e dice:

    "Ecco vedi, adesso le mie mani hanno lo stesso colore delle tue, ma mi vergognerei di avere in petto un cuore così bianco".

    Dopo averci pensato un po' su, mi sto convincendo che in questa frase ci sia tutta Lady Macbeth, una donna talmente perfida e priva di rimorsi da chiamare in suo soccorso le forze dell'Inferno, per sbarrare la strada a qualunque possibile freno inibitore e di coscienza che impedisca il delitto:
    venite spiriti che presiedete a
    pensieri di morte, toglietemi il
    sesso e riempitemi tutta, dalla
    testa ai piedi, della piu'
    feroce crudelta'

    http://www.youtube.com/watch?v=RM8QQ...

    Lei è molto più ambiziosa del marito, si vergognerebbe di avere pietà, di avere un cuore innocente "un cuore così bianco", lo dice con scherno, al tremebondo marito (?). Chissà. E ora sono pronta per il prossimo step: Amleto. Tra qualche settimana, per fortuna una sola opera al mese, perché a me, leggendo Shakespeare vien sempre un po' voglia di invadere la Polonia

    gesagt am 

  • 4

    Per onorare i 400 anni dalla morte del Bardo - 1

    Riletto per la Maratona Shakespiriana.
    Certo che la traduzione di Gassman non mi fa impazzire!
    Ho cercato diverse traduzioni per il discorso delle streghe...le differenze sono notevoli!
    E non sapevo c ...weiter

    Riletto per la Maratona Shakespiriana.
    Certo che la traduzione di Gassman non mi fa impazzire!
    Ho cercato diverse traduzioni per il discorso delle streghe...le differenze sono notevoli!
    E non sapevo che la canzone cantata dal coro in Harry Potter "il prigioniero di Azkaban" riprende proprio le parole delle streghe del Macbeth.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    4

    Macbeth: fin troppo umano

    Macbeth è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare, nonché tragedia più breve, composta da cinque atti e composta indicativamente tra il 1905 ed il 1906. Si apre con l'apparizione delle tre Streghe, ...weiter

    Macbeth è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare, nonché tragedia più breve, composta da cinque atti e composta indicativamente tra il 1905 ed il 1906. Si apre con l'apparizione delle tre Streghe, chiamate anche Sorelle Fatali, personaggi poco realistici, quasi mistici che nelle prima battute progettano di incontrare Macbeth in seguito ad una battaglia. Sono personaggi singolari che fanno immediatamente trasparire una realtà tetra ed ambigua.

    Bello è il brutto e brutto il bello: Voliamo per la nebbia e l’aria lurida. Atti I, Scena I

    Questa enigmatica frase è quella con cui le streghe si congedano dalla primissima scena di Macbeth e fa emergere immediatamente i contenuti dell'intera tragedia: si assiste infatti ad uno stravolgimento dei valori, ad una deformazione della realtà con la conseguente perdita di ogni certezza. I contrasti semantici, ben chiari in questa battuta (bello-brutto) sono una sorta di colonna portante dell'intera tragedia e consentono di mantenere un clima di costante oscura confusione.
    Il successivo incontro delle sorelle fatali con Macbeth e l'amico Banquo rappresenta quello che si può definire il "punto di non ritorno" di tutta la storia: le tre streghe, infatti, con toni vaghi tipici delle profezie, chiamano Macbeth con i titoli di conte di Glamis, conte di Cawdor ed infine re di Scozia; mentre a Banquo confidano che egli non regnerà ma sarà padre di una discendenza di re.

    E' questa corsa al potere ed alla corona che comporterà per il protagonista del dramma shakespeariano l'avviarsi di un circolo vizioso di complotti ed omicidi. All'interno di questo disfunzionale contesto Lady Macbeth, donna ambiziosa e apparentemente senza scrupoli (mi ricorda un po' la regina Cersei de Le cronache del ghiaccio e del fuoco), avrà un ruolo cruciale. Ella, infatti, farà leva sullo spirito facilmente influenzabile del marito per riuscire a raggiungere i suoi obiettivi attraverso i mezzi più sanguinosi e disumani.
    Interessante è il monologo in cui invoca gli spiriti del male affinché le diano la forza necessaria per compiere le azioni progettate senza paura e ripensamenti (Atto I, Scena IV)
    L'aspetto più intrigante dell'intera vicenda è, a mio parere, il fatto che i veri antagonisti siano i fantasmi della coscienza di Macbeth e della moglie, i quali trasformeranno i protagonisti da assassini ambiziosi a eroi tragici, alle prese con i tormenti costanti del loro personale inferno interiore.
    Si rivelano personaggi totalmente umani, con pulsioni, desideri e paure reali, incapaci di non essere soggiogati dalla brama del potere ma altrettanto inadeguati nell'affrontare le conseguenze che la via che hanno deciso di percorrere comporta, perché ad ogni piccolo crimine ne sussegue un altro, e poi un altro, e poi un altro ancora. La ciclicità della crudeltà umana è un aspetto, purtroppo, estremamente quotidiano e la tragedia di Macbeth sembra essere un invito ad utilizzare sempre la ragione e la forza di volontà per vincere non sugli altri, bensì su sé stessi e sulle nostre pulsioni più primordiali e disfunzionali.

    Ne parlo anche qui: http://federicafrarfi.blogspot.it/2016/02/macbeth.html

    gesagt am 

  • 5

    A tale Told by an idiot, full of sound and fury, signifying nothing.

    Nell'anno shakesperiano, ricomincio la lettura di tutta l'opera del Bardo da questo capolavoro. Immenso, perfetto e lucido come un diamante: in meno di 100 pagine il tema eterno del male e del potere ...weiter

    Nell'anno shakesperiano, ricomincio la lettura di tutta l'opera del Bardo da questo capolavoro. Immenso, perfetto e lucido come un diamante: in meno di 100 pagine il tema eterno del male e del potere viene messo in scena in tutta la sua potenza, ambiguità e assolutezza.
    Non credo si possa aggiungere molto di più al lavoro critico di questi secoli, se non notare come il destino e il fato (incarnato dalle streghe) giochi in modo sottile e complicato nella vicenda di Macbeth: la tragedia si mette in moto nel momento in cui il protagonista ascolta la profezia delle streghe - è quindi una self-fulfilling prophecy ? Macbeth avrebbe percorso la sua strada di sangue senza questo predizione di regalità? il dubbio rimane e rende ancora più grande questa opera...

    gesagt am 

  • 5

    La scrittura del Bardo è la voce perfetta, quasi naturale, del delirio dell'essere umano sconvolto da se stesso, una traduzione degli scossoni di un corpo preso dagli spasmi dello spavento e dalle con ...weiter

    La scrittura del Bardo è la voce perfetta, quasi naturale, del delirio dell'essere umano sconvolto da se stesso, una traduzione degli scossoni di un corpo preso dagli spasmi dello spavento e dalle convulsioni del desiderio di potere e nella solennità di un'anima che, pur ghermita dalla morsa dell'orrido e del peccaminoso, non cessa di affermare la propria solennità in momenti di fortissimo pathos in cui il cuore di Macbeth sembra dialogare direttamente con quel Cielo che spera distolga gli occhi dai suoi crimini e non penetri il manto nero che li deve nascondere.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/01/macbeth-shakespeare.html

    gesagt am 

  • 5

    "Non dormirai mai più! Macbeth ha assassinato il sonno" l'innocente sonno che ravviva l'intrico degli affanni, la morte d'ogni giorno,lavacro d'ogni pena balsamo della mente ferita, pietanza prima alb ...weiter

    "Non dormirai mai più! Macbeth ha assassinato il sonno" l'innocente sonno che ravviva l'intrico degli affanni, la morte d'ogni giorno,lavacro d'ogni pena balsamo della mente ferita, pietanza prima albanchetto della vita.
    Stupendo! Tra le migliori tragedie mai scritte da shakespeare.

    gesagt am 

  • 5

    Rosso e nero, nero e rosso; no, non mi riferisco al deplorevole Milan né a Stendhal, ma ai due colori predominanti nel Macbeth: rosso come il sangue, nero come la notte. Queste sono le due costanti cr ...weiter

    Rosso e nero, nero e rosso; no, non mi riferisco al deplorevole Milan né a Stendhal, ma ai due colori predominanti nel Macbeth: rosso come il sangue, nero come la notte. Queste sono le due costanti cromatiche da cui non si può prescindere durante la lettura e da cui il testo stesso non prescinde. Le scene più significative sono avvolte nell'oscurità, mentre il sangue trasuda da ogni gesto ed evapora ad ogni azione. Le esalazioni affliggono ogni personaggio in scena, senza esclusioni. Con un po' di fantasia si potrebbe anche asserire che Macbeth è uno splatter ante litteram a tutti gli effetti, almeno concettualmente.

    E mentre ci addentriamo tra le tenebre, tra una coltellata qua e una là, ci rendiamo conto che in realtà quel coraggioso guerriero che pensavamo fosse tale nelle prime battute, non è altro che uno degli esseri più abietti che abbiano mai strisciato tra cielo e terra.

    Ma la verità è che, sebbene sia amato e rispettato da chi lo circonda, Macbeth un desiderio di ambizione lo cova da tempo, già prima di apparire da dietro le quinte nella terza scena del primo atto. Qua io ci trovo l'immensa grandezza Shakespereana, ancora una volta: è come se il Bardo avesse creato un personaggio il cui animo e le cui contraddizioni fossero già vive ancor prima di essere fissate su carta. Geniale.

    Così, l'incontro con le tre streghe e la conseguente predizione non sono altro che il pretesto per far emergere con prepotenza il male già latente in Macbeth, che tra qualche dubbio e insicurezza alla fine decide di agire supportato dalla sua consorte, con la quale condivide la stessa sete di potere.

    I due sono uniti nel nome dell'amore e della dannazione, e pianificano il regicidio come se fosse un atto di comunione e procreazione. Infatti, come sottolinea Bonnefoy – e concordo – non è da escludere che la mancata paternità di Macbeth sia uno degli elementi scatenanti la sua furia omicida e il suo sfrenato desiderio di potere; ma questo è un sottotesto che purtroppo non sono in grado di approfondire con competenza.

    Diciamo che ancora una volta Shakespeare mette in scena personaggi grandiosi dal destino nefasto; mai monolitici o prevedibili, ma sfaccettati e contraddittori nel pensiero e nelle azioni. Il ruolo di Lady Macbeth è tanto importante quanto quello marito: lei è istigatrice del delitto ma non è esente da colpe o rimorsi, e la scena del sonnambulismo ( altra genialata del Bardo ) ne è la riprova; come ne è la riprova il verso: “ Had he not resembled my father as he slept, I had done't” ( II. II.), che non solo attesta la profonda umanità del personaggio, ma ne lascia presagire la fine.

    Benché questa sia una delle tragedie più brevi di Shakespeare, è palese che se ne possa estrarre l'inverosimile. Una azione continua, concitata e pulsante che in scena credo proprio renda il giusto.

    Ho riletto quest'opera in preparazione alla visione dell'adattamento con il bravissimo ( e bellissimo) Fassbender: ho tante aspettative perché mi tocca un mostro sacro, spero non mi deluda.

    Dell'edizione Mondadori ottima l'introduzione e la postfazione; la traduzione invece mi ha lasciata un po' interdetta: Gassman dice che non ha badato ai vincoli del linguaggio teatrale per tradurre; nel contempo, secondo me, anche inconsciamente un'attenzione tutta rivolta alle dinamiche teatrali non può non esserci stata. Però dai, tra versi sciolti e qualche timida battuta resa in rima, diciamo che va bene così.

    gesagt am 

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