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Macchine mortali

Di

Editore: Mondadori

3.7
(124)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 328 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804528494 | Isbn-13: 9788804528494 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Bastanzetti

Genere: Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Futuro remoto. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe, vive in una Londra che si aggira per il mondo ormai deserto cercando di divorare altre città più deboli allo scopo di procacciarsi schiavi e risorse. Un caso fortuito porta il ragazzo a sventare il piano omicida di una giovane orribilmente sfigurata che attenta alla vita del capo della Corporazione degli Storici, l'archeologo Valentine. Prima che la misteriosa ragazza precipiti nel nulla del selvaggio Territorio Esterno, Tom riesce a farsi rivelare la sua identità. Ma, da quel momento, da eroe si trasforma in preda.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La storia è molto bella, si parla di un mondo che gli umani hanno contribuito a distruggere, in cui una piccola parte cerca di ricostruire, mentre i cattivi pensano solo alla sopravvivenza: un pò scontato un pò nuovo.
    La pecca è che il racconto non mi ha coinvolto molto emotivamente, direi ...continua

    La storia è molto bella, si parla di un mondo che gli umani hanno contribuito a distruggere, in cui una piccola parte cerca di ricostruire, mentre i cattivi pensano solo alla sopravvivenza: un pò scontato un pò nuovo.
    La pecca è che il racconto non mi ha coinvolto molto emotivamente, direi che l'autore non mi ha toccato e poi c'è questo sfondo di disfatta, morte e opportunismo che proprio non mi piace...non è stata una perdita di tempo ma non lo consiglierei...

    ha scritto il 

  • 4

    il libro parte lento, onestamente sono andato avanti più per l'ambientazione che per altro, l'idea mi sembrava molto originale.
    poi cresce fino a farsi divorare verso la fine.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline e mezzo, non quattro perché ha iniziato a prendermi solo oltre la metà, e prima non mi piaceva molto. Originale, con molte buone idee, anche se l'ambientazione non mi piace per nulla, ma quello è un problema mio. Inoltre l'ho trovato scritto abbastanza male, e anche se dopo un po' mi ...continua

    Tre stelline e mezzo, non quattro perché ha iniziato a prendermi solo oltre la metà, e prima non mi piaceva molto. Originale, con molte buone idee, anche se l'ambientazione non mi piace per nulla, ma quello è un problema mio. Inoltre l'ho trovato scritto abbastanza male, e anche se dopo un po' migliora per tutto il libro alcune scene sono piuttosto confuse. All'inizio ci sono ogni tre secondi spiegazioni tecniche, o sulla vita di Londra, o sui personaggi, e capisco che a volte servano per via dell'ambientazione insolita, però spesso sembrano fini a se stesse e basta. Tra l'altro poi non capisco perché alcune scene siano al presente. Non ha davvero un senso o un'utilità.
    A volte le situazioni sono un po' 'infantili', e i personaggi non sono proprio caratterizzati benissimo; però neanche male, è il rapporto tra il povero (e stupido) Tom e Hester è molto carino. In alcune situazioni forse i protagonisti se la cavano troppo facilmente, ma accadono talmente tante disgrazie che qualche soluzione forzata non mi ha dato fastidio. Tanto questi qua un minuto dopo essersi salvati sono già in pericolo di nuovo.
    Insomma un libro carinissimo per alcune cose, per altre molto molto meno. Mi piacerebbe leggere il seguito.

    ha scritto il 

  • 5

    Città che camminano, macchine volanti, androidi assassini...c'è n'è per tutti i gusti

    Un'avventura mozzafiato che tiene i lettori incollati al libro dalla prima all'ultima pagina.
    Appartiene al genere fantasy per ragazzi, sottogenere steampunk, ma già come la trilogia "Queste oscure materie" di Philip Pullman e i libri di "Harry Potter", può essere letto e apprezzato anche d ...continua

    Un'avventura mozzafiato che tiene i lettori incollati al libro dalla prima all'ultima pagina.
    Appartiene al genere fantasy per ragazzi, sottogenere steampunk, ma già come la trilogia "Queste oscure materie" di Philip Pullman e i libri di "Harry Potter", può essere letto e apprezzato anche da un pubblico adulto.
    Ambientato in un futuro remoto, è scritto con uno stile asciutto e incalzante, che segue da vicino le avventure dei vari personaggi, tutti molto ben caratterizzati. Il mondo è descritto con pochi, vividi tratti e lo restituiscono al lettore con tutta la sua crudeltà.
    Un bellissimo libro d'avventure, di cui non vedrete l'ora di leggere il seguito.

    ha scritto il 

  • 3

    Darwinismo urbano

    Philip Reeve è un distinto signore inglese, alto, magro, biondo, vestito in un modo che, per noi mediterranei, potrebbe apparire piuttosto buffo. Nelle fotografie che lo ritraggono si mostra spesso sorridente, pacioso, sovente circondato da ragazzini cui tenta di insegnare i rudimenti del proprio ...continua

    Philip Reeve è un distinto signore inglese, alto, magro, biondo, vestito in un modo che, per noi mediterranei, potrebbe apparire piuttosto buffo. Nelle fotografie che lo ritraggono si mostra spesso sorridente, pacioso, sovente circondato da ragazzini cui tenta di insegnare i rudimenti del proprio mestiere, oppure mentre beve il tè con freakettoni albionesi discutendo, io credo, di mandragola, pudding, letteratura e bridge.
    Mister Reeve, classe 1966, è stato - ed è a tutt’oggi - un illustratore professionista, laureatosi al politecnico della sua piovosa città, Brighton. A chi interessasse la sua attività intellettuale e cartoonistica, si possono scovare ottime documentazioni nei siti internet a lui dedicati, in particolare nel suo blog philipreeve.blogspot.com.
    Spulciando fra quelle pagine m’è apparso chiaro quanto egli (1) non sia affatto un tipo cool, arrembante, tutto Photoshop, palette grafiche, virtual design e bombe a mano (2) sia comunque, e proprio per questo, un ottimo disegnatore. Nessun effetto speciale, niente di trascendentale, tutto molto british. Nelle sue tavole - quasi solo chine, qualche lapis e acquerelli mooooolto diluiti - ci sono bambini che ballano la macarena, le highlands, vecchie botteghe del pesce, ceppi segati a metà, muriccioli sbrecciati colpiti da improvvisi temporali, cani che sonnecchiano... insomma, un illustratore da Collana Istrici. Lo so, quest’ultimo potrebbe non sembrare un gran complimento, invece per me lo è.
    Visto che disegnare, però, non gli bastava, il simpatico Reeve ha attraversato gli anni ’90 dedicandosi, nei ritagli di tempo, all’ideazione e alla stesura di questa sua prima fatica letteraria. A suo dire scritta e riscritta più volte, e infine pubblicata in Inghilterra dalla Scholastic Children's Books, nel lontano 2001.
    Il successo riscontrato ha rinvigorito Mr. Reeve, il quale ha seguitato a tratteggiare il proprio mondo futuro, fino a realizzare quello che è stato definito il Quartetto delle Macchine Mortali (Mortal Engines Quartet) o anche Le Cronache della Città Affamata (The Hungry City Chronicles): una serie di quattro romanzi, di cui solo i primi due sono stati pubblicati in Italia dalla sempre un po’ confusionaria Mondadori.
    Lo schema è il seguente:
    2001. Mortal Engines (Macchine Mortali, 2004)
    2003. Predator's Gold (Freya delle Lande di Ghiaccio, 2005)
    2005. Infernal Devices
    2006. A Darkling Plain
    A questa quadrilogia hanno fatto seguito alcuni libri che fungono da prequel, narrando della costruzione delle prime città trazioniste:
    2009. Fever Crumb
    2010. A Web of Air
    2011. Scrivener's Moon

    Eh già, le città trazioniste, la grande trovata di Reeve sta tutta qui. Babeliche aggregazioni urbane che si muovono, arrancano pachidermiche in un’affannosa ricerca di energie, cibo, materie prime. L’Europa del futuro è un Grande Terreno di Caccia, in cui le città trazioniste si inseguono come gigantesche testuggini, tentando di depredarsi vicendevolmente, laddove depredare vuol dire letteralmente fagocitare le comunità urbane più deboli. Città vive, cigolii, schiocchi, vapore, liquidi oleosi e trasformazioni costanti, morte meccanica, ruggine: gli estremi limiti del “Darwinismo urbano”.

    Londra è una fra le città più grandi, sopravvissuta alla guerra dei 60 minuti, e trasformata in trazionista dall’ingegnere Nikolas Quirke; presto seguita da Puerto Angeles, persa alla deriva nel Pacifico, Arkangel, che pattina su lame d'acciaio attraverso i Mari Settentrionali e Nuevo Maya, una grande città Ziggurat. Alta 700 metri e distribuita su vari livelli, dal più basso, il Settimo, a quello Sommo, dove svettano la Cattedrale di St. Paul, l’unica vestigia degli Antichi, la torre nera dell’Ingegnericum e il Palazzo delle Corporazioni, Londra cerca un nuovo futuro, un’arma definitiva. Con gli occhi spalancati da tanta meraviglia, il lettore segue il protagonista Tom Natsworthy, un povero orfanello dickensiano, apprendista storico, e si ritrova catapultato fra ascensopolitane, Piattaforme d'Osservazione, Ventre e Spazi di Smaltimento fino a capitombolare fuori, in mezzo al deserto postatomico.
    E qui soffre assai. Come si fa a tornare a casa, quando la propria casa si muove continuamente?

    Un libro per ragazzi che mi ha stupito. Unica pecca, la parziale traduzione del ciclo nel nostro bel paese. Per ora, dunque, mi fermo qui, sperando nella lungimiranza di sorella Mondadori, o di qualche altra luminosissima casa editrice.

    QUIZZONE

    Il titolo del libercolo di Philip Reeve, Mortal Engines, omaggia e cita un grande della letteratura inglese, soprannominato dai suoi coetanei il Cigno di Avon. Di chi si sta parlando?
    .
    ..

    ….
    …..
    ......
    .......
    ……..
    ………
    ……….
    Oh, ma ora addio per sempre,
    Serenità della mente! Addio felicità!
    Addio alle truppe piumate e alle grandi
    Guerre che fanno dell'ambizione una virtù!
    Oh addio! Addio ai destrieri
    Che nitriscono, alle trombe squillanti, ai tamburi
    Che infiammano gli animi e al piffero che perfora
    L'orecchio, allo stendardo regale, all'orologio
    Alle parate e a tutti i segni della guerra
    Gloriosa! E voi, macchine di morte
    Le cui aspre gole contraffanno il fragore
    Tremendo dell'immortale Giove, addio!
    L'impresa di Otello è terminata.

    W. Shakespeare, Otello. Atto III Scena III

    ha scritto il 

  • 2

    Due stelline e mezzo

    Un libro senz'altro originale, ma che purtroppo non è riuscito a catturarmi. Sarà che non sono per niente abituata alle atmosfere tipiche del genere steampunk, ma questa Londra del futuro proprio non mi ha appassionato. Niente da dire sullo stile, a parte qualche deus ex machina di troppo e qualc ...continua

    Un libro senz'altro originale, ma che purtroppo non è riuscito a catturarmi. Sarà che non sono per niente abituata alle atmosfere tipiche del genere steampunk, ma questa Londra del futuro proprio non mi ha appassionato. Niente da dire sullo stile, a parte qualche deus ex machina di troppo e qualche repentino cambio di punto di vista, ma per essere un libro "che ha conquistato il pubblico inglese di adulti e ragazzi" mi aspettavo di meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    In realtà due stelle e mezzo:
    Dopo la guerra dei sessanta minuti, a tutte le città del mondo è stata data la possibilità di muoversi, non importa come: cingoli, ruote, zampe, le città devono essere sempre in movimento per divorare senza essere divorate, alla ricerca di risorse per poter con ...continua

    In realtà due stelle e mezzo:
    Dopo la guerra dei sessanta minuti, a tutte le città del mondo è stata data la possibilità di muoversi, non importa come: cingoli, ruote, zampe, le città devono essere sempre in movimento per divorare senza essere divorate, alla ricerca di risorse per poter continuare a vivere, crescere e prosperare e di schiavi.
    In questo contesto, Londra è la città protagonista, in cui si muovono i personaggi della nostra storia.
    Tutte le città, per procurarsi "da vivere" si muovono in lungo e in largo attraverso quello che viene definito "territorio di caccia" e che sembra stia per esaurirsi.
    Londra, si armerà di un congegno fabbricato agli antichi nella suddetta guerra, per aprirsi un varco verso i territori degli "stazionisti", ossia coloro che vivono sulla terra in città "ferme" e che da secoli sono considerati nemici della bizzarra forma evolutiva, proprio per avere un nuovo territorio di caccia in cui prosperare e crescere.
    Protagonisti (a dir la verità un pò troppo appannati) della storia sono 4 ragazzi che in in un susseguirsi di morti, e tragedie attraversano il corso della narrazione in un finale pressochè prevedibile.
    Molte situazioni si risolvono in maniera affrettata accompagnate peraltro da momenti non funzionali alla storia.
    Nel complesso un romanzo che si lascia leggere molto bene, ma non perchè sia bello o coinvolgente ma proprio perchè estremamente semplice e SCRITTO GRANDE COSI'!

    Ottima la confezione: il grafico addirittuta ha si è premurato di nascondere il logo dell'editore (mondadori) per non inficiare la grafica di copertina

    Personaggio da non dimenticare : lo Shrike!

    ha scritto il