Macerie prime. Sei mesi dopo

Voto medio di 319
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Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l'uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale ...Continua
Marco "Cecil...
Ha scritto il 18/06/18
Ancora una volta Zerocalcare riesce a toccare i temi comuni a tutti. L'amicizia, la separazione, il crescere, l'essere fedeli a se stessi. Sempre se si riesce a capire chi si è. E lo fa come sempre con poesia, nascosta dietro alla sua solita ironia. ...Continua
Elisa
Ha scritto il 15/06/18
Emozione pura, quasi quasi alla fine ci scappava pure una lacrimuccia. E dire che il "sei mesi prima" non mi era piaciuto affatto. Zero sembra essere l' amico che ti conosce da sempre, quello che riesce a sciogliere i nodi che uno si porta dentro. ...Continua
Tea Cedrata
Ha scritto il 13/06/18

Letto con il magone, un po' come guardare se stessi e i propri amici dentro uno specchio.

Ka (a cui...
Ha scritto il 10/06/18

Mortacci tua Calcà... m’hai fatto piagne e ride come una matta ...

Jacq
Ha scritto il 10/06/18
Un grande!

Zerocalcare si conferma uno dei migliori narratori in circolazione (e non solo a fumetti): dovrebbe essere lettura obbligatoria per chiunque voglia riflettere sul mondo e sulla nostra società (in primis politicanti e affaristi vari)...


Zeudi
Ha scritto il May 20, 2018, 09:51
Cinque stelle se le merita , perché oltre a farti ridere come sempre con pensare geniali, ti rispecchi sempre in quella generazione e nei suoi dubbi onnipresenti . Bravo Calcare!
Alesya
Ha scritto il May 15, 2018, 14:21
Ste sottotrame non si chiudono tutte contemporaneamente, e quando lo fanno non so manco se finiscono bene o male. Qualcuno magari scopre che certi problemi non sono insormontabili... e non è detto che risolve, ma almeno ritrova un po' di speranza. Al...Continua
Pag. 181
Alesya
Ha scritto il May 15, 2018, 13:56
Alla fine noi siamo sta roba qua. Sopravvissuti, imperfetti, pieni di cicatrici che ci siamo fatti tra di noi. Se ci guardi da vicino, ti accorgi che, non si sa come, restiamo attaccati. Siamo tenuti insieme con lo sputo. È così, quando attraversi la...Continua
Pag. 186

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