Madame Bovary

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Editeur: Librairie Generale Française

3.9
(13387)

Language: Français | Number of pages: 564 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Portuguese , Spanish , German , Italian , Norwegian , Catalan , Swedish , Dutch , Galego , Chi traditional , Turkish , Chi simplified , Japanese , Romanian , Czech , Polish , Russian

Isbn-10: 2253004863 | Isbn-13: 9782253004868 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Softcover and Stapled , Paperback , Others , Hardcover , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Description du livre
Madame Bovary is perhaps the first "modern" novel.  It has always been the most popular of Flaubert's books, and the character of Emma Bovary, a beautiful young woman longing to escape from her dull husband and the constrictions of bourgeois life, is one of the most compelling figures in all literature.  The story of her adulteries and financial ruin was so shocking to mid-nineteenth-century readers that the author was charged with "offenses against public morals and religion."  Flaubert's style, with its elegant, sculpted sentences and passionately observed detail, is rendered here in the classic translation by Francis Steegmuller, who has written widely on Flaubert and is the editor and translator of his letters.
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  • 3

    Leggendo i classici riscopro con un poco di meraviglia che i problemi che affliggono gli animi umani sono sempre gli stessi, nonostante le epoche cambino, così come gli usi e le abitudini! Chi di noi ...continuer

    Leggendo i classici riscopro con un poco di meraviglia che i problemi che affliggono gli animi umani sono sempre gli stessi, nonostante le epoche cambino, così come gli usi e le abitudini! Chi di noi non si è rispecchiata anche solo un minimo o solo per un arco di tempo brevissimo nella Signora Bovary, così insoddisfatta, annoiata, repulsiva a tutto ciò che riguarda il suo stile di vita monotono e troppo tranquillo! Il romanzo è bello, ma a tratti è un pò troppo noioso, anche se penso che l'intento dell'autore fosse proprio quello di farci immedesimare nella protagonista e nei suoi stati d'animo di noia e pesantezza. Ho molto, ma molto apprezzato la sottile ironia che pervade tutto il libro, da cui traspare l'intelligenza fine dell'autore. Mi ha fatto sorridere di gusto spesso, nonostante il finale amaro per i restanti protagonisti che subiscono la sorte di Emma. Interessante il personaggio del farmacista.

    dit le 

  • 4

    quite engrossing

    I've read so many references to this book that eventually I decided to read it. I was very surprised however of how unlikable the protagonist was. I was expecting a tragic figure - and in a way she is ...continuer

    I've read so many references to this book that eventually I decided to read it. I was very surprised however of how unlikable the protagonist was. I was expecting a tragic figure - and in a way she is - but not this an annoying self-involved ungrateful person as it is. However I could not detach emotionally from the book and was in a spell all throughout. She is still coming up in my mind. Anyway the book is funny, and tragic, and ironic, and sad, and I wished I could have read it in French for a more precise linguistic appreciation. This translation dates the 1950's and I may have liked a more current version, still a bit of language ageing does not hurt it.

    dit le 

  • 4

    L'amore doveva arrivare di colpo, con schianti e folgorazioni, uragano celeste che si abbatte sulla vita, la sconvolge, ghermisce le volontà come foglie e precipita il cuore negli abissi.

    I miei ricordi nei riguardi di questa storia, l'insoddisfazione e la malinconia della protagonista - così palpabili da potersi perdere in un certo smarrimento - come pure la soggezione che circonda E ...continuer

    I miei ricordi nei riguardi di questa storia, l'insoddisfazione e la malinconia della protagonista - così palpabili da potersi perdere in un certo smarrimento - come pure la soggezione che circonda Emma come un aura lucente alla quale la sua giovane età le impedì di estirpare, non tormentarono la cittadella invisibile della mia coscienza nel corso di questi anni quanto la memoria frammentaria di sporadici giorni all'insegna del tedio e di ciò che ne conseguì. Non tanto il modo con cui la povera Emma aveva escogitato un piano per accomiatarsi, due gocce di un liquido scuro e pericoloso, quanto i dettagli salienti della sua storia. Un passato di cui sapevo ben poco, il desiderio di ricavare dalle cose un qualche profitto personale rifiutando tutto ciò che il suo cuore considerava inutile. Qualunque cosa da cui non era possibile fare immediato consumo, per via del suo temperamento più sentimentale che artistico, alla ricerca di emozioni e di non paesaggi.
    Quando arrivai in Francia mancavano ancora più di dieci minuti a mezzanotte, ma la fragile Emma era già lì e, come un relitto dimenticato persino da alcuna manifestazione divina, mi aspettava. Nonostante fosse buio pesto e trovarsi in una zona bucolica e infangata non desse l'immagine che mi aspettavo. Eppure, non ci volle molto per individuarla; è stato davvero impossibile non sentirla. Emma, il suo forte stato di malessere che mutava d'aspetto come le nuvole che turbinano nel vento. Le parole, le occasioni, l'ardire: lo avvertivo intensamente. La sua vita era fredda come una soffitta con la finestra esposta a nord, la noia era come un piccolo fastidiosissimo tarlo che la divorava e che, come un ragno silenzioso, tesseva la sua tela nell'ombra, in ogni angolo del suo cuore.
    Non si vedono tutti i giorni eroine dall'aria così stanca e afflitta, racchiuse nei propri dolori e nella loro solitudine, nei romanzi che solitamente leggo. Sarà stato il suo aspetto, la sua condizione di penitente e adultera, a meno che non avessi già fatto la conoscenza di altre ragazze come lei! Emma era convinta di possedere quella meravigliosa passione che planerà come un grande uccello dalle piume rosse nello splendore dei cieli poetici. Credendo di vivere in uno stato di torpore che fosse molto simile alla felicità. Una luce intensa negli occhi, come se aspettasse un miracolo.
    Quando ascoltai la sua storia non ricordavo esattamente a cosa andavo incontro. Avevo a disposizione un quadro prettamente realistico, con lo sfondo di un gruppo di volti umani in cui il viso della protagonista si stagliava isolato, e tuttavia lontano.
    L'esistenza di vaghi abissi, un languore come un mormorio dell'anima, profondo, continuo, che sovrasta quello delle voci, è stato quello che ho avvertito intensamente. Ogni cosa sembrava immersa in una cupa atmosfera, che fluttuava vagamente sulla superficie. Il dolore s'inabissava nel suo animo come un dolce ululato - causato da tanta insoddisfazione, dal brusco arresto di una prolungata vibrazione; il fantasticare su ciò che non tornerà più; la stanchezza che assale dopo ogni fatto compiuto. Vita, morte e speranza, trascesa in una dimensione più universale, che rappresenta la semplicità e la potenza dell'Innocenza contro il Male.
    Un vecchio lampadario dalla luce fioca, appeso sul soffitto sulla mia testa, illuminava tutte queste scene del mondo che mi sfilavano davanti una dopo l'altra nel silenzio delle mie riflessioni, al rumore lontano di qualche macchina a diesel, ancora in circolazione nel cuore della notte. Uno spazio vuoto riempito da gruppi di anime tormentate e sole che, di volta in volta, hanno avuto bisogno di sogni, azioni, passioni più pure e godimenti furiosi, lanciandosi in ogni sorta di pazzia, fantasia.
    Per un po' sono rimasta a bocca aperta. L'egocentrica Emma non sembrava fosse consapevole della solitudine del suo animo che la tormentava. Addentrandomi in un labirinto oscuro e profondo, dove è stato quasi impossibile scorgerne la luce, mi ha permesso di condividere pienamente questa storia che, Flaubert, si portava dentro. Una storia che passa oltre gli ingranaggi dell'amore, le implausibilità dell'intreccio, diretto e schietto, in cui pervade una certa malinconia. Nelle lande deserte del mio cuore, speravo che la luce di un mero sprazzo di luce rischiarasse, prima o poi, le tenebre di questa tormentata ragazza. Una porta doveva aprirsi ed invitare ad entrare: assistere ai continui tormenti del cuore umano, alle punizioni quasi sempre inflitte.
    Personaggi ritratti non come figurine ritagliabili isolamente ma come soggetti in carne e ossa, divenuti famigliari ai miei occhi, per qualche giorno hanno lasciato dietro un segno profondo che ha avuto una sua importanza. Pupazzi virtuosi, egoistici, contriti e dannati, che hanno accompagnato la mia avanzata lenta, fra campi aridi e ingialliti.
    Madame Bovary è esattamente il genere di romanzo che desideravo leggere da tempo, e che ho letto quasi come una sorta di allegoria. La scissione fra principio di innocenza e peccato, scritte in quelle che non sono altro pagine di vita di una giovane contessa realmente esistita. Veritiero, romantico, getta una spettrale aria di malinconia, pervadendo i sensi in una lenta agonia. Ed, radicato nel territorio dell'immaginazione urbana e negli spazi urbani, è un tributo peccaminoso e dannoso che rende quasi ingiustificati a non poter rinfacciare a denti stretti il male subito. Condividendo anche le mie emozioni, su uno spazio immutato conforme al ceto sociale e al linguaggio parlato, attraverso Emma sono potuta entrare in contatto con diversi meccanismi: la famiglia, la sincerità, la fedeltà, il matrimonio.
    Racconto di una donna fragile e tormentata, timorosa del futuro e del senso della vita, trascinante, realistico, affascinante e alquanto tragico, Madame Bovary è uno straordinario intreccio di tradimenti, peccati, azioni inviolate e violate. Un impasto di pensieri, ricordi indelebili di una giovane donna rievocati dal tempo davanti agli occhi del mondo.

    Gli istinti più nobili, le simpatie più pure sono oggetto di persecuzione, di calunnia, e se finalmente si trovano due povere anime, tutto è organizzato perché non possono congiungersi. Ma loro ci proveranno, sbatteranno le ali, si chiameranno. E presto o tardi, dopo sei mesi o dieci anni, finiranno col riunirsi, si ameranno, perché è il destino che lo esige, perché sono nate l'una per l'altra.

    dit le 

  • 5

    madame bovary

    E' un bel libro anche se in certi momenti diventa pesante . Evidenzia l'insoddisfazione di Emma verso il marito e le cose di poco valore. quindi questo odio lei lo sfoga sugli uomini. La paragono ad ...continuer

    E' un bel libro anche se in certi momenti diventa pesante . Evidenzia l'insoddisfazione di Emma verso il marito e le cose di poco valore. quindi questo odio lei lo sfoga sugli uomini. La paragono ad un lupo che azzanna, si nutre ma non non si sazia, vuole sempre di più e alla fine l'infelicità la porta all'autodistruzione. Accontentiamoci di quel che abbiamo!

    dit le 

  • 5

    Riletto. La prima volte ero troppo acerbo, era troppo presto. Come bere un vino sublime quando non si è mai andati oltre al Bacardi. Ora invece, quasi fossi doppiamente più preparato, il piacere è sta ...continuer

    Riletto. La prima volte ero troppo acerbo, era troppo presto. Come bere un vino sublime quando non si è mai andati oltre al Bacardi. Ora invece, quasi fossi doppiamente più preparato, il piacere è stato doppio, la perfezione perfetta, come se dopo non aver capito nulla di quel vino lo riassaggiassi con alle spalle studî da sommelier. E non c'è niente da dire. È perfetto, perfetto. Broderie, come dice Robbe-Grillet. È uno di quei miracoli in cui la forma più pura cesellata e raffinata resta ciononostante bruciante e vivissima. Come Nabokov, come Tolstoj: naturalmente. L'opposto di una poesia di Hardy, per intenderci. I dettagli che fioriscono a ogni riga, la sovrana attenzione, il magistero perfetto di ogni singolo passo, dalla scelta dei termini al ritmo, dagli a capo alle modulazioni delle voci, e la fiamma che divora ogni pagina. Il paradosso perfetto di un fuoco esplosivo e devastante perfettamente intagliato nell'alabastro rovente.
    E la dolorosissima esattezza di Emma, che è venuta a coprire una lacuna lessicale, una lacuna esistenziale, a chiudere se stessa, a dare un nome e un volto e un corpo e una storia a qualcosa di così comune e tremendo e banale e triste che tutti quanti viviamo e conosciamo e non sappiamo, inevitabilmente, far quadrare mai.
    'C'est moi'? Mais non: c'est nous tous, c'est la vie! Cioè: è la Letteratura.
    E si ha quasi l'impressione che lei si sacrifichi in qualche modo per noi.

    dit le 

  • 1

    Che strazio!

    Il libro più noioso e inutile che abbia mai letto, personaggi ridicoli, trama pesantissima. Da dimenticare.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    "Però non era felice, non lo era stata mai. E di dove veniva quell'inadeguatezza della vita, quel rapido corrompersi di ogni cosa a cui lei si appoggiava?"

    La giovane Emma Rouault ed il medico Charles Bovary si conoscono in seguito ad un infortunio del padre di lei. Improvvisamente Charles perde la moglie ed il matrimonio con Emma sembra essere la soluzi ...continuer

    La giovane Emma Rouault ed il medico Charles Bovary si conoscono in seguito ad un infortunio del padre di lei. Improvvisamente Charles perde la moglie ed il matrimonio con Emma sembra essere la soluzione migliore. Charles -uomo di poca iniziativa e d''indole passiva- ne è entusiasta. Ma Emma?
    "Prima del matrimonio, lei aveva proprio creduto di provare amore per lui; ma, dato che la felicità non aveva coronato un tale amore come avrebbe dovuto, pensava di essersi sbagliata. Emma cercava d'immaginare cosa esattamente s'intendesse nella vita con quelle parole, felicità, passione, ebrezza che le erano apparse tanto belle nei libri."
    Emma si sforza di essere innamorata; avrebbe voluto un uomo più focoso ma Charles si perde da subito in una passione contenuta ("Le espansioni del marito eran diventate regolari, la baciava a ore fisse. Un'abitudine come un'altra, quasi un dolce, previsto per tempo, dopo la monotonia del pranzo.").
    Giorno dopo giorno Emma si sente soffocare nella ragnatela di piatte consuetudini domestiche.
    Finchè un giorno il dottor Bovary conosce il marchese d'Andervilliers che inviterà la coppia ad un ballo presso il suo nobile palazzo e così Emma farà il suo incontro con l'incarnato della ricchezza . E niente sarà più come prima...
    Le fantasie che riempivano le giornate in collegio, la lettura dei libri romantici e l'incontro con la sfolgorante ricchezza e l'ostentazione estetica non si accordano con la semplice vita di campagna in cui è relegata.
    Emma scivola gradualmente in uno stato febbrile abbandonando ogni razionalità.
    Questo è il fulcro, la sua malattia: far coincidere ad ogni costo il sogno con la realtà.

    Pubblicato nel 1856, "Madame Bovary", non è un romanzo psicologico ma sociale. La provincia è quel contesto privilegiato del romanzo francese ottocentesco. Si tratta, infatti, del luogo deputato a rappresentare meglio le meschinità borghesi.
    Parigi è la terra promessa; la stella che vive di luce riflessa: ambita ed irraggiungibile perciò meravigliosamente attraente. Quindi se nei romanzi dell'epoca ambientati nella capitale si mette in scena la corruzione, in provincia si trovano soggetti che ne scimmiottano gli atteggiamenti.
    Ecco qui, allora, il farmacista Homais, l'illuminato progressista ("Il mio Dio è il Dio di Socrate, di Franklin, di Voltaire e di Béranger!") che si proclama difensore del bene dell'umanità mentre traffica per il suo solo bene.
    Ecco l'abate Bournisien, l'uomo di Chiesa a cui prima di ruzzolare Emma timidamente si rivolge ma che non coglie il grido di aiuto dimostrando così l'ottusità di una religione che può dare conforto solo nell'incontro con la morte (assolutamente magistrale la scena dell'estrema unzione!).
    E Monsieur Lheureux, lo scaltro mercante-usuraio che tanta parte avrà nella rovina della famiglia Bovary.

    Madame Bovary non è un nome ma una condizione di prigionia fisica, morale, psicologica.
    Emma è la collegiale che sogna;
    Madame Bovary è colei che si sente messa in gabbia in un'identità in cui non si riconosce: nè moglie, nè madre. Indossa una maschera che pesa come piombo:
    " Le borghesi ammiravano il suo senso dell'economia, i clienti, la sua gentilezza, i poveri la sua carità. Ma lei traboccava di bramosie, di rabbia, di odio".
    E' colei che perde,come altrettanto è perdente il sogno romantico.
    Flaubert dipinge il quadro di una società che vede, invece, come vincitori coloro che si dichiarano progressisti declamando con enfasi invettive contro il passato mentre in segreto ambiscono a quelle stesse alte cariche che sono il fulcro del passato stesso.
    Madame Bovary è la donna incapace di amare: in balia di un'altalena emotiva che vorrebbe riprodurre le scene romantiche della pagina scritta. Se Emma è colpevole la letteratura è accusata di concorso di colpa in quanto fallace illusione.

    Realismo?
    Sono le lettere stesse che l'autore scrisse alla'amante Louise Colette che oltre ad essere preziose per la genesi del romanzo ne precisano anche la collocazione stilistica.
    Siamo nel romanzo realista nella misura in cui si registra un fatto (l'adulterio), un contesto (la provincia), un momento storico (regno di Luigi Filippo) che vede l'avanzare della classe borghese.
    Inoltre si può definire' un romanzo realista dove per realismo Flaubert intende la mera'espressione della verità. Commentando la contemporanea pubblicazione di "Graziella" di Lamartine, Flaubert comunica all'amica il suo disprezzo per questo genere di opere romantiche in cui regna l'ipocrisia e si parla di un amore dove "l'unione sessuale è relegata sistematicamente nell'ombra, come bere, mangiare, pisciare, ecc.!"(lettera a Luoise Colette, 24 aprile 1852).
    In realtà in un'altra lettera dirà: "Ho iniziato questo romanzo in odio al realismo" (lettera ad Edma Roger des Gennetes, 30 ottobre 1856) perchè non condivide quel realismo che si dichiara scienza nella minuziosa e fredda descrizione.
    In quest'ottica "Madame Bovary" è un romanzo di confine ed in cui si sente il primo vociare dell'epoca decadente.

    Leggevo gli ultimi capitoli in giardino. Una giornata sporadica di sole; un caso eccezionale in questa strana primavera. Nonostante i raggi facessero il loro lavoro scaldando a dovere ad un certo punto ho sentito la pelle d'oca leggendo dell'agonia di Emma...
    Non dico questo per cercare di abbellire il mio commento.
    Sono sincera. E' proprio così che è andata.
    Sarà qualcosa che non dimenticherò facilmente.
    Non mi sono stupita leggendo poi l'epistolario posto in appendice alla mia edizione dove Flaubert confessa all'amica:
    "Mercoledì scorso sono stato costretto ad alzarmi per andare a cercare il fazzoletto. Le lacrime mi colavano sulla faccia. Mi ero intenerito da me, scrivendo, sentivo una gioia deliziosa per l'emozione della mia idea, per la frase che la rendeva, per la soddisfazione di averla trovata".
    Ci sarebbero tante altre cose da dire ( e non basterebbe ancora) ma uno scrittore che si emoziona scrivendo mi toglie ogni parola...

    dit le 

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