Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Rechercher Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Madame Bovary

By

Editeur: Librairie Generale Française

3.9
(13070)

Language:Français | Number of pages: 564 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Portuguese , Spanish , German , Italian , Norwegian , Catalan , Swedish , Dutch , Galego , Chi traditional , Turkish , Chi simplified , Japanese , Romanian , Czech , Polish , Russian

Isbn-10: 2253004863 | Isbn-13: 9782253004868 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Softcover and Stapled , Paperback , Others , Hardcover , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Aimez-vous Madame Bovary ?
Devenez membre de aNobii, voyez si vos amis l'ont lu et découvrez des livres du mème genre!

Inscrivez-vous gratuitement
Description du livre
Madame Bovary is perhaps the first "modern" novel.  It has always been the most popular of Flaubert's books, and the character of Emma Bovary, a beautiful young woman longing to escape from her dull husband and the constrictions of bourgeois life, is one of the most compelling figures in all literature.  The story of her adulteries and financial ruin was so shocking to mid-nineteenth-century readers that the author was charged with "offenses against public morals and religion."  Flaubert's style, with its elegant, sculpted sentences and passionately observed detail, is rendered here in the classic translation by Francis Steegmuller, who has written widely on Flaubert and is the editor and translator of his letters.
Sorting by
  • 5

    Madame Bovary e la letteratura che può educare il cuore

    Pubblicato nel 1856, dopo circa cinque anni di lavoro meticoloso, il romanzo più noto di Gustave Flaubert, che scolpisce il prototipo letterario più famoso della moglie frustata e fedifraga, venne ini ...continuer

    Pubblicato nel 1856, dopo circa cinque anni di lavoro meticoloso, il romanzo più noto di Gustave Flaubert, che scolpisce il prototipo letterario più famoso della moglie frustata e fedifraga, venne inizialmente giudicato contrario alla morale pubblica e religiosa e portò l’autore ad affrontare un processo dinanzi al Tribunale di Parigi, conclusosi con l’assoluzione, cosa che contribuirà ad alimentare la notorietà dell’opera.
    Certo, oggi che tante famiglie si sgretolano come castelli di carta scossi dalle brezze (o dagli uragani) dei tradimenti, e che praticamente ogni narrazione filmica o letteraria contiene episodi o scene di sesso, la delicatezza rispettosa con cui Flaubert racconta le passioni tumultuose della signora Bovary, ci fa quasi intenerire, così come il pudore con cui sorvola sulle scene piccanti attraverso digressioni descrittive sul paesaggio circostante o con espedienti linguistici che ci fanno intendere tutto senza dirci niente.
    E sorprende anche come il romanzo fu messo alla gogna pubblica giacché la protagonista non può esattamente dirsi felicemente appagata delle passioni travolgenti in cui si tuffa senza riserve e remore.
    Ma per l’epoca era scandaloso parlare di un’adultera senza condannarla moralmente, cosa che Flaubert evita accuratamente di fare, limitandosi ad adottare un approccio descrittivo, allo stesso modo in cui probabilmente risultava scandaloso scandagliare i suoi sentimenti senza attribuirle un senso di rimorso o di rimpianto per la colpa di aver tradito il marito e trascurato impunemente la figlioletta. La disperazione finale di Emma Bovary non è infatti riconducibile principalmente al travaglio del senso di colpa, quanto piuttosto alla disperazione per aver dilapidato il patrimonio di famiglia e alla consapevolezza bruciante di valere molto poco agli occhi degli amanti, che pure l’avevano adorata nei fremiti d’amore sotto le stelle d’estate, ma che poi le negano ogni aiuto economico nel momento del bisogno.
    L’opera, che introduce il genere letterario del romanzo psicologico, nonostante la sua età ultracentenaria, continua a presentare temi di grande attualità come il contrasto tra la monotonia della realtà e la fantasticheria, la differenza tra il sentimento autentico e il sentimentalismo e la ricerca compulsiva di espedienti di evasione (es. balli, occasioni mondane, letture romantiche, relazioni extraconiugali, corrispondenze amorose) che possano offrire quella dose emozionale negata da una quotidianità povera di slanci e di entusiasmi. In questo senso, per una donna dell’Ottocento molto scarse erano le possibilità di auto-realizzazione al di là dell’alternativa matrimonio/adulterio e la dotazione personale più cospicua era rappresentata dalla sua bellezza. Pur non condannando Emma, Flaubert non la descrive come un’eroina per il suo anticonformismo rispetto al contesto rurale in cui è ambientata la vicenda (i tradimenti e le avventure galanti erano invece frequenti nell’ambiente nobile e cortigiano). E’ vero che la signora Bovary ha il coraggio di attraversare le campagne di notte per godere di un’ora di passione con Rodolphe, ma non mostra il coraggio di penetrare la verità del sentimento che la lega agli amanti e neppure quello di assumersi la responsabilità delle sue scelte anche rispetto alle conseguenze. L’atteggiamento avalutativo di Flaubert rispetto alla protagonista consente tuttavia al lettore la possibilità di identificarsi, in base ai suoi schemi di valore o alla propria memoria emozionale filtrata dalle esperienze di vita, ora con Emma, che in parte è vittima della sua sete di emozioni, ora con il marito Charles, innamorato e ingenuo al punto da sembrare quasi allocco, oppure ancora con la figlia, che ha pochissime attenzioni da parte della madre e un limitato spazio nel romanzo, ma che l’autore riesce ugualmente a tratteggiare in modo efficace. L’antipatia più evidente che Flaubert fa trasparire ricade soprattutto verso il contesto gretto e provinciale in cui i protagonisti si muovono, e infatti l’autore ci mostra l’illusorietà delle convinzioni borghesi sia se esse poggiano su una fede incondizionata verso la scienza e sia se si abbandonano ciecamente alla religione.
    Il romanzo ci consegna il messaggio che la ricerca spasmodica delle emozioni allontana dalla felicità. Nell’epilogo tragico della vicenda non abbiamo la negazione del valore dell’emozione come sale della vita, giacché la carica passionale è la prima base motivazione dell’azione umana e l’unica in grado di assicurarci la gioia di esistere. Tuttavia, la storia ci mostra come la brama di emozioni eccitanti ed ottundenti, che allontanano dalla verità su noi stessi e sugli altri e sull’autenticità del sentimento, possa avere una ricaduta distruttiva e nefasta. Nei fatti possiamo dire che nel romanzo non appare nessuna storia di vero amore. Emma piuttosto che amare Rodolphe e Leon sembra amare la sua voglia di evasione romantica e la sua idealizzazione del piacere della carne, come anche le ricercatezze del benessere. Di contro gli amanti più che amare lei ricercano passioni travolgenti quanto effimere. Ma se partiamo dal presupposto che amare è accettarsi e desiderarsi reciprocamente nella nostra più profonda autenticità, possiamo dire che neppure Charles Bovary ama veramente la moglie, in quanto è incapace di accorgersi di ciò che le muove il cuore e che le affligge l’anima. Il romanzo, quindi, ci mostra una carrellata di errori affettivi e di incapacità emotiva senza tuttavia negare il valore e la necessità delle emozioni per la vita psichica e relazionale.
    Amare e rispettare le emozioni, non vuol dire però darsi alla ricerca compulsiva del piacere, quanto piuttosto riconoscere e saper gestire tutto lo spettro delle emozioni che ci offre la vita (incluse la noia, la tristezza, la rabbia e la delusione) trovando strategie di superamento degli stati d’animo negativi in grado di incidere sulla realtà in modo efficace e non illusorio. E nell’età della sovra-eccitazione emozionale perenne cui siamo sottoposti, con la complicità dell’ideologia dei consumi e di quella che inneggia alle (presunte) possibilità senza limiti, sviluppare questa abilità è quanto mai necessario.

    dit le 

  • 4

    DISGUSTOSO

    Disgustoso è pensare a quante donne odierne sono come la protagonista Emma.
    Disgustoso pensare a quante donne sposate disprezzano le loro vite, il loro mariti-i quali ingenuamente hanno amato e viziat ...continuer

    Disgustoso è pensare a quante donne odierne sono come la protagonista Emma.
    Disgustoso pensare a quante donne sposate disprezzano le loro vite, il loro mariti-i quali ingenuamente hanno amato e viziato alla follia le loro donne-, e persino i loro bambini, che purtroppo non hanno alcuna colpa.
    Per tutte le donne che si rispecchiano in Emma do un consiglio: vivete le vostre vite sole.
    Un romanzo da leggere senza alcun dubbio.
    Un romanzo che fa riflettere.

    dit le 

  • 4

    Bel libro, ma con riserva

    Ho letto piuttosto speditamente questo romanzo, che ho trovato molto ben scritto e interessante per la novità narrativa apportata nel panorama letterario europeo dell'Ottocento. Emma è, infatti, un pe ...continuer

    Ho letto piuttosto speditamente questo romanzo, che ho trovato molto ben scritto e interessante per la novità narrativa apportata nel panorama letterario europeo dell'Ottocento. Emma è, infatti, un personaggio fondamentalmente antipatico, che non ha incontrato la mia simpatia e che non credo incontrerà quella di molti lettori: è volubile, capricciosa, incostante, senza volontà, incline alla noia, all'insoddisfazione, all'autocommiserazione. Fa terra bruciata attorno a sé con il suo comportamento altezzoso e chiuso, rifiuta l'amore incondizionato del marito e anche come madre risulta essere incostante, si butta a cuore aperto in avventure con uomini che presto si stancano di lei e l'epilogo del romanzo conferma il suo egoismo.
    Insomma, una anti-eroina. Ma sono proprio questi difetti che la rendono 'moderna' e priva di quella patina di moglie perfetta e devota così tipica di molta letteratura europea.
    Credo che questo sia stato un libro profondamente innovatore e che quindi sia indispensabile leggerlo, ma non lo considero un capolavoro. Quindi assegno 'solo' quattro stelle.

    dit le 

  • 5

    Una lettura pesante con una morale attuale

    L’infelicità nasce dal non voler accettare ciò che si ha. Madame Bovary ha questa morale che spesso ci fa dimenticare che è molto attuale in un’epoca dove l’erba del vicino è sempre più verde e non si ...continuer

    L’infelicità nasce dal non voler accettare ciò che si ha. Madame Bovary ha questa morale che spesso ci fa dimenticare che è molto attuale in un’epoca dove l’erba del vicino è sempre più verde e non si possiede mai il modello abbastanza nuovo di cellulare/macchina/abito. Che tipo di storia ci saremmo trovati a leggere se Emma si fosse accontentata e avesse vissuto accettando la sua condizione economica e soprattutto il marito che tanto ingenuamente la amava?
    Devo dire che non è una lettura così liscia e veloce che mi aspettavo (avevo sperato che nonostante le pagine scorresse veloce come era accaduto con altri classici), forse per lo stile o forse a causa della pesantezza di vivere della stessa Emma.
    Sebbene non mi ha appassionato così come hanno fatto altri libri non posso negare che almeno una volta nella vita si debba leggere questo testo può insegnare molto e soprattutto riflette un malcostume che siamo troppo spesso portati a vivere perché ormai non siamo più contenti di nulla, nemmeno della pace, dell’amore o del semplice voler accettare il quotidiano.
    Si vive pensando che la vita è un film (per Emma un libro) rifiutando che tutto possa essere diverso e che la telecamera non stia inquadrando veramente noi. Ebbene la storia è diversa e Madame Bovary ci mostra che si può anelare molto ma ci si deve accontentare di ciò che si ha altrimenti l’epilogo sarà tragico.
    Insomma chi si accontenta gode? Sì e no. Di certo Emma aveva troppi sogni, troppi desideri e passioni che non sapeva controllare. Il suo continuo bisogno di realizzazione non era una vera ricerca di felicità, ma una fuga dalla noia.
    In definitiva… molti lo sconsigliano, altri ribadiscono quanto sia noioso e tediante, ammetto di averlo trovato un poco lento e pesante eppure ciò che racconta, la sua morale e soprattutto il voler mostrare lo scandalo dell’adulterio, lo rendono attuale e degno di nota nonostante risalga alla metà del 1800. Cinque stelle.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    2

    Un classico... della noia

    Sinceramente l'ho trovato molto noioso e a tratti interessante soltanto quando la lettura cominciava a diventare introspettiva sui sentimenti, soprattutto sul perchè una donna spinge se stessa a tradi ...continuer

    Sinceramente l'ho trovato molto noioso e a tratti interessante soltanto quando la lettura cominciava a diventare introspettiva sui sentimenti, soprattutto sul perchè una donna spinge se stessa a tradire il marito. Il finale mi è piaciuto, morendo lei almeno ha liberato il marito dalla trappola del suo amore, e solo da quel momento fu veramente libero.

    "L'universo, per lui, finiva all'orlo di seta della sua sottana."

    dit le 

  • 4

    Madame Bovary è un romanzo pubblicato nel 1856 da Gustave Flaubert. Il romanzo è imperniato sulle vicende di Emma Bovary, con particolare riguardo alla sua triste relazione matrimoniale e alla noia de ...continuer

    Madame Bovary è un romanzo pubblicato nel 1856 da Gustave Flaubert. Il romanzo è imperniato sulle vicende di Emma Bovary, con particolare riguardo alla sua triste relazione matrimoniale e alla noia della vita in campagna, entrambe causa di infedeltà coniugali da parte di lei e di un epilogo tragico che sono valsi un'accusa di oltraggio alla morale ad autore e opera.

    Concordo con chi definisce Madame Bovary un romanzo moderno, non solo per aver trattato senza pregiudizi un tema come quello dell'adulterio, considerata l'epoca in cui l'autore scrive, ma anche per il modo in cui Flaubert tratteggia i personaggi. Emma Bovary, in particolare, è un personaggio tristemente realistico, e le sue caratteristiche, soprattutto negative, hanno un grande rilievo. Fin dai primi capitoli, Emma viene descritta come una grande lettrice, che usa le sue letture per evadere dalla realtà. La ragazza vive i primi anni della sua vita in un collegio che l'hanno isolata dal mondo, ma le hanno permesso di entrare in contatto con la letteratura. Emma, quindi, è una persona poco realistica, a cui la lettura ha saputo e dona lungo il corso del romanzo, un nevrotico desiderio di vivere in luoghi e situazioni romanzesche e romanzate. Una volta uscita dalle mura protette della scuola, Emma è costretta a vivere una vita in cui le sue aspettative, nutrite dalla lettura, vengono costantemente frustrate dalla provincialità e dalla materialità della sua vita e del luogo in cui risiede con il marito Charles.
    In particolare, l'amore è ciò che più la delude. I romanzi hanno spinto Emma a credere che il sentimento amoroso sia fonte di tormenti, passioni tumultuose, batticuori e notti insonni; la realtà ha saputo donarle un marito sempliciotto e ingenuo e una vita in campagna placida come un bue, in cui il sentimento più forte potrebbe essere la visita improvvisa dei genitori di uno dei due coniugi. Questo è il motivo per cui Emma cerca relazioni extraconiugali e dilapida gli stipendi e il patrimonio del marito:il bisogno di sensazioni forti, quando ancora non erano disponibili, o non lo erano in maniera così accessibile come oggi, superalcolici, droghe sintetiche, corse d'auto o altre forme di divertimento estremo.

    Menzione particolare alla figura di Charles Bovary, il marito di Emma. Charles, a differenza della moglie, è probabilmente uno dei personaggi più lineari della letteratura (perlomeno di quanto io abbia letto finora): involontariamente comico nella sua ingenuità e nel suo non capire quale sia il reale problema della moglie, né che tipo di persona in realtà abbia sposato. Charles è un personaggio molto umano, caratterizzato da tanti piccoli comportamenti e difetti dell'uomo di campagna, ma dallo spettro emotivo molto limitato. Ed è proprio questo ciò che, dopo il primo innamoramento e a pochi giorni dalla celebrazione del matrimonio, hanno fatto aprire gli occhi di Emma, facendo infrangere le sue aspettative irrealistiche.

    Emma non è un personaggio facile, né tranquillizante, così come non lo è la sua vicenda; la signora Bovary non è una donna tutta casa, amore e matrimonio di un romanzo di Jane Austen, la sua storia mette in luce aspetti negativi, quasi oscuri del legame amoroso (il rendersi conto di aver sposato una persona diversa da quella che si credeva e l'esistenza di relazioni a senso unico), ma anche certi lati oscuri dell'animo umano che sono ancora tristemente attuali (l'insoddisfazione per la propria vita, per il luogo in cui si vive, il desiderio di fuga da una vita che non rispecchia le proprie fantasie).

    dit le 

  • 4

    Il mite medico di campagna Charles Bovary, rimanendo presto vedevo di una donna molto più grande di lui, si risposa ben presto con Emma Roualt, figlia di un fattore molto abbiente.
    Emma con il matrimo ...continuer

    Il mite medico di campagna Charles Bovary, rimanendo presto vedevo di una donna molto più grande di lui, si risposa ben presto con Emma Roualt, figlia di un fattore molto abbiente.
    Emma con il matrimonio sogna di vivere una vita agiata, elegante e passionale proprio come quella delle sue eroine della letturatura che tanto ama.
    Ma purtroppo, per Emma, le cose non andranno così e la vita monotona, piatta e grigia da sposata la faranno ben presto cadere in un baratro di frustazione e depressione.
    Charles, follemente innamorato della moglie, per cercare di risollevare il morale della sua sposa, si trasferisce in una nuova cittadina, ma sarà tutto invano perchè Emma, per sfuggire alla mediocrità della sua vita coniugale, intreccerà alcune relazione adulterine.

    Ottimo romanzo, bellissime le descrizione sia dei vari personaggi che dei luoghi che fanno da sfondo all' intera vicenda. Purtroppo non gli do 5 stelline perchè in primis la lettura non mi ha conquistata da subito e poi perchè ho provato sin dall' inizio una forte antipatia per Emma, un personaggio, per i miei gusti, troppo frivolo e viziato, e ciò non mi ha permesso di affezionarmi a lei.
    Al contrario, invece, ho provato molta simpatia per il povero ed ingenuo marito.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    Odio Puro per Emma!!!!

    Non ho mai odiato così tanto un protagonista! Ho avuto la stessa sensazione con "Cime tempestose"!! La falsità di Emma, traditrice, che manda a rotoli la vita altrui senza preoccuparsene. Avrei voluto ...continuer

    Non ho mai odiato così tanto un protagonista! Ho avuto la stessa sensazione con "Cime tempestose"!! La falsità di Emma, traditrice, che manda a rotoli la vita altrui senza preoccuparsene. Avrei voluto per tutto il tempo dire la verità a quel pover'uomo del marito! La somiglianza con Anna Karenina è più o meno la storia, ma Anna si struggeva per quello che aveva fatto, si preoccupava del figlio; a Emma invece non importa di nessuno se non di se stessa e anche se il finale è simile, Emma non si uccide per i sensi di colpa, ma perché non può fare nient'altro per togliersi dai guai in cui si è cacciata. Egoismo puro!
    In conclusione è un bel classico, molto scorrevole ma, non sarà mai fra i miei preferiti perché mi ha lasciato dentro un sentimento di rabbia!!! Se non lo faceva da sola penso che Emma l'avrei strozzata io stessa! XD

    dit le 

Sorting by