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Madame Bovary

By Gustave Flaubert

(85)

| Mass Market Paperback | 9782253004868

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Book Description

Madame Bovary is perhaps the first "modern" novel.  It has always been the most popular of Flaubert's books, and the character of Emma Bovary, a beautiful young woman longing to escape from her dull husband and the constrictions of bourgeois l Continue

Madame Bovary is perhaps the first "modern" novel.  It has always been the most popular of Flaubert's books, and the character of Emma Bovary, a beautiful young woman longing to escape from her dull husband and the constrictions of bourgeois life, is one of the most compelling figures in all literature.  The story of her adulteries and financial ruin was so shocking to mid-nineteenth-century readers that the author was charged with "offenses against public morals and religion."  Flaubert's style, with its elegant, sculpted sentences and passionately observed detail, is rendered here in the classic translation by Francis Steegmuller, who has written widely on Flaubert and is the editor and translator of his letters.

1043 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Dov'è la sesta stella ??????
    Cinque non bastano per i capolavori assoluti.

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    Paola dv said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ma una donna ha continui impedimenti. A un tempo inerte e cedevole, ha contro di sé le debolezze della carne e la sottomissione alle leggi. La sua volontà, come il velo del suo cappello tenuto da un cordoncino, palpita a tutti i venti

    un classico senza tempo nel senso letterale del termine: amore,ambizione,insoddisfazione,bramosia,dolore,morte tutte emozioni che come allora possono cambiare destini di intere famiglie.
    ambientazione,scrittura,personaggi indimenticabili

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    Jane Austen said on Aug 24, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    "...entrambi si creavano un ideale al quale adattavano adesso il loro passato. Del resto la parola è un laminatoio che sempre dilata i sentimenti."

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    Laura said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    La stronza che c'è in noi

    Ma perché ce l'avete tutte con Emma, porella!
    E' un personaggio che fa solo compassione (cum - patior, patire con) con quella disperata voglia di vivere una vita diversa da quella grigia e monotona a cui è relegata, senza soprassalti, senza turbament ...(continue)

    Ma perché ce l'avete tutte con Emma, porella!
    E' un personaggio che fa solo compassione (cum - patior, patire con) con quella disperata voglia di vivere una vita diversa da quella grigia e monotona a cui è relegata, senza soprassalti, senza turbamenti, senza la possibilità di stupirsi come ci si può stupire quando si affonda nel cuore della vita! Calma piatta attorno a lei e sotto i suoi piedi. Emma si riduce a entusiasmarsi per un nastro di trine, un ventaglio, un bastone col pomo d'argento: il senso della vita cercato in freddi oggetti, perché non riesce ( o non le è concesso) di sperimentare altro.
    S'innamora dell'amore, mai delle persone, e qui sbaglia.
    Ma a chi di noi non è mai capitato?
    E' circondata da una anaffettività tremenda, a cominciare dal padre, dallo stesso marito (che la ama, sì, ma che cosa ama? che lei sia dolce e tranquilla e soddisfatta a vegliare il focolare), da vicini, dal farmacista, dal curato, da tutte quelle persone che, quando muore, prendono la cosa come un diversivo alla noia del paesello.
    Noia, noia, noia.
    Ecco quello a cui cerca di ribellarsi Emma.
    E la scelta finale di quel veleno, di quella lenta, lucida agonia, è forse il suo riscatto: che almeno la morte abbia un senso, e le dia dignità.
    Ohibò, senza volere ho fatto una recensione. E sì che non ho neanche messo Madame Bovary in libreria!

    *****************

    Ritrovo dopo anni questo commento postato in una discussione. Metto il libro nei miei scaffali e aggiungo che Emma mi piace. Sì, mi piace. E mi ci ritrovo. Perché finalmente ha avuto il coraggio di tirare fuori la parte che disturba tanto gli altri (uomini e donne compresi), quella della donna strega, un po' stronza, se si vuole, o perlomeno considerata tale perché ha il coraggio di mettere da parte il ruolo che da sempre le si richiede, quello materno nell’accezione più ampia di grembo, conforto, consolazione, comprensione e perdono. Il mondo si aspetta (pretende) da lei, e lei sfida il mondo, le convenzioni, la morale, per occuparsi finalmente di sé stessa e prendersi ciò di cui ha bisogno.
    E paga, Emma. E pagano le donne che decidono di dire dei no. “Quei” no. E non sanno, gli altri che giudicano, che etichettano Emma di immoralità, (oh, la puttana che la dà a tutti! oh la puttana che non è riconoscente al bravo maritino che l’adora!), che quei “no” servono alla poveretta per non soccombere, per tirare avanti, per credere che la vita sia – in qualche modo, da qualche parte nell’incompiuto – ancora degna di essere vissuta.

    Ad maiora.

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    cc said on Aug 23, 2014 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un classico immortale! da leggere più volte per capirne meglio le sfumature

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    Marcello Centorame said on Aug 15, 2014 | 1 feedback

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