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Madame Bovary

By Gustave Flaubert, Charles Baudelaire (Afterword)

(8700)

| Paperback | 9788804477754

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Book Description

Emma Bovary, moglie insoddisfatta di un mite medico di campagna, cerca un senso alla sua monotona esistenza in una serie di sfortunate vicende sentimentali. Un romanzo dallo stile esemplare che costò a Flaubert (1821-80) un processo con l'accusa d'avere offeso la morale pubblica.

Critics

  • Madame Bovary

    La presentazione e le recensioni di Madame Bovary, scritto da Gustave Flaubert, edito da Mondadori. Emma, donna sognatrice e appassionata di letture romantiche, sposa il medico Charles Bovary, uomo mite e mediocre. Ben presto Emma si rende conto di q ... (read full critics)

    Qlibri published on Mon, 29 Nov 2010

  • Writer’s Writer and Writer’s Writer’s Writer

    If you go to the website of the restaurant L’Huîtrière (3, rue des Chats Bossus, Lille) and click on ‘translate’, the zealous automaton you have stirred up will instantly render everything into English, including the address. And it comes out as ‘3 s ... (read full critics)

    lrb published on Fri, 26 Nov 2010

27 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    Tutti gli esseri umani sono dotati di fantasia. Alcuni hanno il dono meraviglioso di saper confezionare e vendere la propria; ma esistono anche persone comuni, a volte insospettabili, che pur incapaci d'abbozzar qualunque accenno di prosa o fiction vivono altresì ogni istante in mondi fittizzi e ass ... (continue)

    Tutti gli esseri umani sono dotati di fantasia. Alcuni hanno il dono meraviglioso di saper confezionare e vendere la propria; ma esistono anche persone comuni, a volte insospettabili, che pur incapaci d'abbozzar qualunque accenno di prosa o fiction vivono altresì ogni istante in mondi fittizzi e assolutamente implausibili.
    La fantasia costruisce (o meglio, fa crescere) una gabbia attorno alla nostra testa. Per alcuni la gabbia è una meravigliosa corona, per altri uno strumento di tortura; alcuni la sentono leggera, ad altri addirittura offusca lo sguardo e tappa le orecchie. Ma non importa quanto sia grande, enorme o abnorme - la fantasia è sempre fragile, come tipico delle cose belle.
    La realtà invece fragile non lo è affatto, è anzi un solido pavimento d'acciaio su cui tutti noi siam destinati a camminare. Buttarci un occhio è necessario (se volete veder dove mettete i piedi), ma se si tiene il naso a terra troppo a lungo si rischia di farsi scivolar di dosso quella gabbia che (confidiamolo) c'è tanto cara. E più la corona è bella e grande e più farà chiasso quando s'infrangerà in mille pezzi.
    L'eco della corona di Madame Bovary non s'è spento tutt'oggi.

    Madame Bovary è un romanzo perfetto, anche e soprattutto perchè collocato in quell'età d'oro della Letteratura che è il passaggio dai modelli classici alla modernità. L'opera riesce ad essere al contempo - e in questo ricorda il miglior Manzoni, il miglior Verga, il miglior Dickens - sia un lucido e valido specchio dei suoi tempi, sia una vicenda personalissima ma trasversale.
    Tale vicenda è, neanche a dirlo, quella della protagonista - uno dei personaggi più meravigliosamente tridimensionali mai incontrati in opera letteraria. Più delle sue vicende, più dei suoi cambi d'umore e delle sue manie - è la totale e disarmante umanità di Madame Bovary, a farci restar incollati alle sue gonne fin proprio all'ultima pagina - e questo sia che le siamo solidali, sia che ci ritroviam a odiarla con tutti noi stessi.
    E non si pensi che il suo personaggio sia un'eccezione, perchè tutto il campione d'umanità presentato si attesta su simili livelli, con particolare menzione al simpaticissimo, estroverso e patetico speziale e al marito di Madame, quel Charles Bovary che è in fondo in fondo un eroe inetto - figura che diventerà molto cara ai romanzieri del primo '900, soprattutto da questo lato delle Alpi.
    Madame Bovary brilla anche nella trama, che non gode d'eccessiva originalità (e Flaubert ne era ben conscio) ma che sà mantenersi sempre viva e interessante (con solo un paio di svolte mediamente implausibili), sfruttando alcuni stacchi su vicende parallele capaci di spezzar piacevolmente il ritmo del testo.
    Eccezionali infine alcuni espedienti narrativi, nonchè uno stile realista meravigliosamente beffardo.

    Ma tutto questo, se siete stati al Liceo, lo sapete già da voi. Madame Bovary è uno di quei libri che andrei avanti a leggere in eterno, uno di quei romanzi che sono sì abbastanza tristi per essere realisti - ma ancora abbastanza lacrimevoli per non esserlo poi troppo.
    Canone universale.

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    Krokgard said on Jan 28, 2012 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Questo libro è per me l’archetipo di un classico. Composto, potente e avvolgente. SI ha un bel dire di scrittori talentuosi, ma quando musica e pittura si sentono e si vedono tra le righe, che a distanza di più di cento anni, conservano una valida attualità credo che siamo in presenza di un maestro. ... (continue)

    Questo libro è per me l’archetipo di un classico. Composto, potente e avvolgente. SI ha un bel dire di scrittori talentuosi, ma quando musica e pittura si sentono e si vedono tra le righe, che a distanza di più di cento anni, conservano una valida attualità credo che siamo in presenza di un maestro. E’ una musica piena di archi che seguono l’espressione con precisione maniacale. E’ un enorme vasetto di nutella in cui affogare e leccare i rivoli che ne strabordano.
    Emma Bovary conosce un sacco di donne anche nel 2011 e indovino  il bovarismo come sintomo endemico in diverse donne che conosco.
    Vorrei però accender un cero per quel povero Cristo di Monsieur Bovary. Anche lui è “archetipico” della categoria, di cui mi faccio onorevole esponente, di maschio lavoratore arido e sordo alle chiamate di passione. Che per costruire un amore, ce ne eravamo accorti con Fossati, ci vuole un oceano di pazienza e  di impegno.  Ma sarà giusto attendere passivamente di ritrovarsi un bel giorno con un palmo di naso a chiedersi perché lei se ne andata? Il martire della storia è sicuramente anche lui, invece lo si dipinge come il brutto della situazione, pure nel film hanno scelto l’attore con la faccia più cazzimmosa che avevano.
    Emma e Charles sono davvero agli antipodi, due rette parallele che non si incontrano mai ( e come direbbe qualcuno “ se si incontrano non si salutano”), bulimica di passione Emma, anoressico Charles. Fra i due estremi dei coniugi Bovary, un giorno da  leone lei,  100 da pecora Lui, io scelgo ancora i 50 giorni da orsacchiotto di Massimo Troisi. Non vorrei sembrare cinico, né mettere in discussione i sentimenti, ma il matrimonio è il festival dei compromessi che rendono piacevole una duratura convivenza di due persone che condividono gli stessi valori.
    Adesso a parte la mia consulenza matrimoniale da quattro soldi , anzi da pochi cents in stile Lucy dei Peanuts, Madame Bovary è un compendio più che esauriente delle derive psichiche: Emma è trascinata da una vertigine di desiderio che comunque alla fine non la renderà mai soddisfatta, complice il maschio “falco” che cerca impunemente di mascherare con l’iniziale amicizia con il genere femminile l’atavico desiderio di accoppiamento senza poi assumersene le responsabilità; Charles è l’incarnazione dell’insipienza e la frustrazione familiare e professionale  che ti spinge in un angolino ad aspettare che il mondo ti cada addosso, cosa che puntualmente avviene.
    Questo affresco è  dipinto con dei colori impressionistici  che mi fa pensare alla fotografia del film  “lezioni di piano”, sembrano parole ma rimani davanti alle pagine come davanti a un quadro.
    E’ bellissimo essere saziati dalle parole di Flaubert, qua non c’è una parola che non sia piena. Non c’è un dettaglio trattato con superficialità è commovente persino Hippolyte che indossa  la protesi di lusso per il funerale di Emma.
    Il lento sfilacciarsi dell’unione dei signori Bovary mi ha davvero affascinato e mi lascia con due interrogativi:
    1)all’epoca  quanta brace covava inespressa sotto ogni matrimonio?
    2)perché ci piacciono tanto di più le bovary che le brave ragazze?
     
    Colonna sonora: Malafemmena cantata ad Lucio Dalla e suonata dall’orchestra di Andrea Griminelli
    Drink:  rosso Pommard di Borgogna
     

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    Mingamarco said on Dec 7, 2011 | 3 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Uomini o ragionieri

    Mi aspettavo un classico vagamente noiosetto incentrato sulle vicende della moglie cornificatrice . Nella mia beata ignoranza ero solo curiosa di sapere se appartenevo alla fazione di “Emma c'est moi!” oppure a quella che la trovano odiosa ed invece... Invece, Mamma Mia!
    Si certo, Emma è la protogon ... (continue)

    Mi aspettavo un classico vagamente noiosetto incentrato sulle vicende della moglie cornificatrice . Nella mia beata ignoranza ero solo curiosa di sapere se appartenevo alla fazione di “Emma c'est moi!” oppure a quella che la trovano odiosa ed invece... Invece, Mamma Mia!
    Si certo, Emma è la protogonista, è una donnicciola egoista, psicologicamente instabile e, diciamocelo, perennemente insoddisfatta (in ogni senso) ma c'è molto di più!
    Ci sono tre bellissimi ritratti maschili: il marito, meritatamente alce cornuto per definizione; il primo amante, un marpione divertentissimo ed arguto che, nel progettare la lettera in cui molla e da buca ad Emma che crede di stare per fuggire con lui, fa in modo di “farlo per lei...” e completa l'opera bagnando il foglio di finte lacrime (delizioso..); il secondo amante, il sognatore, che non esita a mollarla quando comprende che lei potrebbe intralciargli la carriera.
    E' un romanzo straordinariamente moderno, sensuale, (uno dei brani all'inizio in cui lei beve il sidro e poi si passa lentamente la lingua sulle labbra è incredibile in quanto a verismo), originale (il surreale discorso a tre durante un comizio fra l'oratore pubblico, l'amante marpione ed Emma è un piccolo capolavoro di nonsense), che però mi ha colpito principalmente per due caratteristiche: l'impressionante precisione dei dettagli più piccoli, dal soprammobile alla picola macchia lì in basso in un angolo della parete, che offrono una visione quasi tridimensionale delle scene in cui si svolge l'azione e la costante, martellante insistenza con la quale l'autore ci tiene informati al centesimo della situazione finanziaria della famiglia Bovary.
    Il tutto condito con un contorno di comprimari apparentemente ininfluenti ma giganteschi nella loro ordinaria meschinità di persone normali.
    Da pagina 229: Ogni notaio porta dentro di sé i relitti di un poeta.

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    Michelle said on Feb 6, 2012 about the Softcover edition | Add your feedback

  • Dopo due mesi...mi dichiaro sconfitta...
    Emma non riesco proprio a sopportarla, la prenderei volentieri a schiaffi, il signor Bovary mi fa troppa pena, avanzare nella lettura era un tormento, davvero...e l'ho riconsegnato in biblioteca (ammetto che un pó me ne vergogno).

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    etta said on Feb 11, 2012 about the Others edition | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Una sola parola: INCUBO!
    Personaggi ben tratteggiati nella loro totale incapacità, la povera Emma che cerca una sua identità ma che alla fine, stremata da tutto e tutti, trova via di scampo nell'estrema risoluzione finale.
    Mai più ....

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    *Patty* said on Feb 9, 2012 | Add your feedback

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9788804477754 Paperback €9.00 €7.92 IBS.IT
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