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Madame de Sade

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Publisher: Grove/Atlantic

3.7
(82)

Language:English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 039417304X | Isbn-13: 9780394173047 | Publish date: 

Translator: Professor Donald Keene

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    La miglior opera teatrale di Mishima

    Quest'opera riflette in pieno l'estetica di Mishima, il suo punto di vista. In questo testo il protagonista non è nè il Marchese de Sade nè sua moglie. All'inizio sembra che il protagonista sia il marchese, che pur non comparendo mai, viene rievocato dai personaggi, tutti femminili; poi sembra ch ...continue

    Quest'opera riflette in pieno l'estetica di Mishima, il suo punto di vista. In questo testo il protagonista non è nè il Marchese de Sade nè sua moglie. All'inizio sembra che il protagonista sia il marchese, che pur non comparendo mai, viene rievocato dai personaggi, tutti femminili; poi sembra che il personaggio principale sia la moglie di de Sade, che inizia a vivere di luce riflessa del marito, prima latitante e poi segregato in carcere per il suo reato di Sodomia e violenza ai danni di alcune prostitute. Tuttavia il protagonista principale di quest'opera è la bellezza fisica, alla fine la moglie del marchese si rifiuta di vedere il marito,scarcerato da poco, perchè questi ha abbandonato la carnalità per interessarsi all'intelletto, ha smesso di dedicarsi ai piaceri della carne in favore della scrittura, dove ha riposto tutte le sue più perverse fantasie e dunque è decaduto sia il suo fisico che la sua virtù. D'altronde Mishima nella sua vita ha sempre criticato l'intellettuale che ha abbandonato la via della bellezza fisica.

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  • 3

    “Perché il vincolo resti stretto meglio starsi alla larga”: la mente che si mette in competizione con il corpo è una mente stupida degna di un corpo che si metta in competizione con la mente.

    Mishima legge una biografia sul Marchese de Sade e viene colpito da un particolare e per quel particolare scrive un testo teatrale per rispondere alla domanda: com’è che la moglie del Marchese, dopo una vita spesa per liberarlo, quando lo liberano poi si rifiuta di vederlo? Più che una risposta è ...continue

    Mishima legge una biografia sul Marchese de Sade e viene colpito da un particolare e per quel particolare scrive un testo teatrale per rispondere alla domanda: com’è che la moglie del Marchese, dopo una vita spesa per liberarlo, quando lo liberano poi si rifiuta di vederlo? Più che una risposta è la messa in scena dell’ideale estetico di Mishima, per fortuna mitigato dalla stesura di alcuni dialoghi formidabili e arricchito della creazione del personaggio della Contessa di Saint-Fond, molto più interessante dell’intera vicenda e delle conversazioni tra la moglie, la cognata e la suocera del Marchese di Sade, che per il solo fatto di aver avuto una moglie, una cognata e una suocera smette di sembrare un geniaccio della provocazione diabolica e comincia a diventare un cattivo soggetto degno di compassione ovvero di noia da mettere in condivisione.

    La domanda che resta insoluta in me invece è un’altra: quanto doveva essere bruttona la suocera del Marchese per dissuaderlo dal concupire anche lei oltre alle sue due figlie? Sarà stato più per questa sua mancata depravazione romantica che la suocera gliel’ha giurata contro e l’ha fatto chiudere in galera quanto più tempo le è stato possibile.

    Non sono ancora riuscito a farmi una idea su chi sia il Marchese De Sade, una su Mishima però l’ho abbozzata: è sua moglie.

    said on 

  • 3

    rileggendolo ora a distanza di anni, direi che l'ho sovrastimato; la scrittura europeggiante e di stampo classico, la storia fatta di pulsioni e passioni, sono molto nello stile di Mishima; ma la storia è troppo faragginosa, i dialoghi inverosimili e inutilmente complicati.

    said on 

  • 5

    Un volume fra i meno conosciuti di Mishima, ma non per questo meno pregnante. Si tratta di un'opera teatrale in tre atti, dal setting molto particolare per un autore orientale (ma non per Mishima): la Francia di fine XVIII secolo. L'opera, come già da titolo, c'entra molto col marchese de Sade e ...continue

    Un volume fra i meno conosciuti di Mishima, ma non per questo meno pregnante. Si tratta di un'opera teatrale in tre atti, dal setting molto particolare per un autore orientale (ma non per Mishima): la Francia di fine XVIII secolo. L'opera, come già da titolo, c'entra molto col marchese de Sade e si ispira infatti alla sua vicenda biografica. Mishima, però, approccia la figura di Donatien Alphonse François de Sade in modo atipico: attraverso gli occhi di sua moglie Renée, della sorella di lei e della loro madre, oltre che di due altre donne (la baronessa di Simiane e la contessa di Saint-Fond). E questo sarebbe già un motivo per leggere quest'opera, poiché è rarissimo che Mishima ponga come protagoniste delle donne (e che donne grandi, le sue, paradossalmente!). Ognuna di queste donne ha nello svolgimento del dramma un ruolo ben definito, ognuna mostra coi propri occhi un lato del marchese de Sade (che è davvero se stesso "solo quando esce da se stesso, è un aborto sanguinante di Dio"). Ognuna mostra un uomo che, alla fine dei conti, è "solo un uomo", cioè imperfetto per sua natura. Durante la lettura diviene chiaro come mai Mishima si sia interessato a una figura controversa come quella di de Sade, ma anche e soprattutto alla figura di sua moglie. Ha scelto di spiegare, a suo modo, il comportamento di Renée che dopo aver fatto tanto per liberare il marito dal carcere si rifiuta di vederlo dopo diciannove anni. E l'ha fatto riempiendo questo buco con le meraviglie della sua estetica, in quel modo stupendo che ha di rovesciare tutte le carte. Troviamo sempre dei personaggi in qualche modo "borderline", in qualche modo manchevoli, in qualche modo diversi, incompresi, o dalla doppia natura. Troviamo l'ipocrisia della società "bene" (incarnata dalla madre di Renée), oppure l'emblema del vizio e della depravazione (la Saint-Fond) che muore portata in processione come una santa martire. Troviamo la purezza che germoglia anche nelle anime considerate più abiette, la crudeltà innocente, la "polvere d'oro che luccica nel fango sul fondo dell'inferno". Troviamo Alphonse che, grazie al suo vizio, "ha costruito una scala che porta al paradiso". Non c'è un "bene", o un "male", assoluto. Solo la luce del sole e le ombre che porta con sé. Solo fiori candidi sporcati di sangue contro la loro volontà. E poi il mare, le nuvole.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    In questa pièce raffinata non si può non apprezzare la scrittura elegante e profonda di Mishima. L’argomento tuttavia è tale da non poter lasciare spazio a commenti di sola natura estetica. A sole donne è affidato un giudizio sul Divino Marchese: alla suocera, che lo condanna in nome della comun ...continue

    In questa pièce raffinata non si può non apprezzare la scrittura elegante e profonda di Mishima. L’argomento tuttavia è tale da non poter lasciare spazio a commenti di sola natura estetica. A sole donne è affidato un giudizio sul Divino Marchese: alla suocera, che lo condanna in nome della comune morale; a una nobildonna, che lo assolve nel solco del libertinismo francese settecentesco; alla moglie, che lo idealizza sublimandolo su un piano epico. Mi lascia perplessa questa madame de Sade, donna disperata e disperatamente fedele a un marito trasfigurato in semidio, con tanto di elmo dai corni d’avorio, armatura e lunghi capelli biondi svolazzanti. Un semidio a cui tutto è concesso, al di sopra del bene e del male, una figura mitologica, che nessuna macchia umana può intaccare. Madame de Sade appare scissa in due anime contrastanti, alterna momenti di lucidità e condanna verso le efferate liceità del marito a un delirio simbolico e metafisico, che più che salvare l’uomo sembra un pietoso tentativo di salvare se stessa dalla débacle mentale. Alla fine, infatti, dopo essersi tanto prodigata per la sua liberazione, rifiuta di accogliere il marito appena uscito dal carcere e lo fa respingere dai domestici. Quello che si presenta alla porta è un Sade molto prosaico, vecchio, imbruttito, provato dagli anni di prigionia, tutto il contrario dal suo bellissimo e inattaccabile ologramma. Vendetta? Forse. Lo ammetto: il Divino Marchese mi è profondamente antipatico, a costo di attirarmi accuse di moralismo (sembra che oggi non ci sia un insulto peggiore). La libertà è tale quando accoglie o si arresta di fronte alla libertà dell’altro. Ma Sade ha trasformato la libertà in sopraffazione, in cruldetà, in tortura, in violenza, perché, ricordiamocelo, non sempre i suoi compagni di avventure erano consenzienti alle sue pratiche estreme. Non si può prescindere dal consenso in certi giochi azzardati, è questo che fa la differenza, altrimenti c’è il codice penale. Quando il consenso manca, c’è solo “sadismo”, appunto.

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  • 4

    “Le mani e la pazienza di una donna sanno trasformare in una rosa gli stessi tormenti dell’Inferno.”

    Il Marchese Donatien-Alphonse-Francoise de Sade è stato senza alcun dubbio uno dei personaggi più discussi e controversi della letteratura.
    Spirito indomito, ribelle, anti-conformista, amante della sessualità più trasgressiva(che da lui prese il nome di sadismo), passò buona parte della sua vita ...continue

    Il Marchese Donatien-Alphonse-Francoise de Sade è stato senza alcun dubbio uno dei personaggi più discussi e controversi della letteratura. Spirito indomito, ribelle, anti-conformista, amante della sessualità più trasgressiva(che da lui prese il nome di sadismo), passò buona parte della sua vita in prigione per finire poi i suoi giorni in un manicomio. A questo personaggio Mishima dedica una delle sue opere più raffinate e suggestive, una rappresentazione teatrale che rievoca un episodio privato della vita del discusso marchese. Il fulcro dell’intera rappresentazione è il legame oscuro che il divino marchese ebbe con le donne, in particolare con sua moglie, la contessa Rene di Montreuil. Donna fedele e follemente innamorata del marito, madre dei suoi tre figli, per oltre vent’anni rimase al fianco del marito sopportando con estrema pazienza i suoi continui tradimenti, i suoi scandali, le sue, come dire, “manie erotiche”, battendosi per la sua liberazione, ma alla fine, quando lui tornerà a casa ormai stanco, malato e profondamente provato dalla terribile esperienza carceraria, lei si rifiuterà di accoglierlo e lo allontanerà per sempre dalla sua vita. Mishima era omosessuale e notoriamente misogino, raramente ha posto come protagonista dei suoi libri una donna(mi sovvengono alla mente solo “Musica” e “Dopo il banchetto” tra quelli che ho letto), questa volta di protagoniste ce ne sono addirittura sei, sei donne pronte ad analizzare minuziosamente, direi quasi a sezionare, come si fa durante un’autopsia, il divino marchese, pronte a mettere a nudo la vita di quell’uomo che hanno al contempo amato e odiato alla follia. Sei meravigliose mantidi, capaci di fare a pezzi, divorare, ingoiare e poi espellere la virilità maschile con una freddezza quasi agghiacciante, ma anche con quella vena di profondo amore e compassione che solo le donne sanno provare. Il vero uomo qui è rappresentato da loro, non dalla figura del Marchese che, lasciatemelo dire, ne esce letteralmente con le ossa rotte…una rivincita del mondo femminile creata, quasi per scherzo del destino, da uno degli scrittori più misogini che la letteratura abbia mai avuto. Un libro molto affascinante, scorrevolissimo da leggere, raffinato ed elegante, consigliato agli amanti della figura del Marchese De Sade(è di grande interesse vedere come uno scrittore giapponese affronti la grande e temuta figura di uno degli uomini più controversi della storia), ma soprattutto a coloro che detestano Mishima, forse questa potrebbe rappresentare una buona occasione per ricredersi sul suo conto. E, dulcis in fundo, un ringraziamento speciale a colui che mi ha prestato questo libro…grazie di cuore perché mi hai dato l’opportunità di conoscere un testo che non dimenticherò per molto tempo…grazie infinite.

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  • 4

    Un testo teatrale che costituisce una prova di raffinatezza per Mishima: letteraria, con la sfida a immaginare quali fossero le motivazioni che determinarono le scelte della moglie di Alphonse De Sade, e narrativa, con un testo carico di eleganti frasi e parole che sembrano rievocare lo stile del ...continue

    Un testo teatrale che costituisce una prova di raffinatezza per Mishima: letteraria, con la sfida a immaginare quali fossero le motivazioni che determinarono le scelte della moglie di Alphonse De Sade, e narrativa, con un testo carico di eleganti frasi e parole che sembrano rievocare lo stile del XVIII secolo europeo. Dramma psicologico, si adatta bene alla lettura pur essendo un testo teatrale poiché non c'è azione, solo dialogo e la suggestività delle parole. Adatto agli amanti dell'estetismo narrativo.

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