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Madre e figlio

Di

Editore: Einaudi

3.4
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806525557 | Isbn-13: 9788806525552 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Motti

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

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Descrizione del libro
Il nome di Ivy Compton-Burnett,cioè del massimo romanziere (n.b.-donna!) inglese contemporaneo,è ancora poco noto in Italia.Poche,fino ad oggi,le traduzioni.
Il romanzo "Madre e figlio" è una storia di frustrazioni irreparabili,di segreti adulteri,di sopraffazioni quali solo possono darsi in una dimora domestica,tra consanguinei,veri o supposti.Questo romanzo non racconta,non descrive,non fa accadere nulla.Dalla prima all'ultima pagina,conversazioni immobili sfiorano e aggirano una materia angosciosa e torbida,si susseguono dialoghi asciutti,secchi,rancorose e sommesse sticotimie.Questi dialoghi danno le indicazioni essenziali di quel che è accaduto,svelano le tensioni che vanno apparecchiandosi;ma le vicende accadono sempre fuori scena,come nella tragedia classica,e le rare allusioni,i brevi indugi del colloquio,sono gli unici messaggeri che portano fino a noi gli indizi di atroci sofferenze,di amarezze omicide,di odi ostinati.....
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  • 3

    'She is not to be mildly liked or disliked. She is a writer to be left alone, or else to be made into an addiction.'
    Pamela Hansford Johnson

    Ivy Compton-Burnett non è molto nota qui in Italia, ma in Inghilterra è considerata una delle massime scrittrici del Novecento, anche se i più ...continua

    'She is not to be mildly liked or disliked. She is a writer to be left alone, or else to be made into an addiction.'
    Pamela Hansford Johnson

    Ivy Compton-Burnett non è molto nota qui in Italia, ma in Inghilterra è considerata una delle massime scrittrici del Novecento, anche se i più ritengono la sua produzione decisamente ostica. Per lo più è considerata una di quelle autrici di cui innamorarsi oppure da odiare al primo libro (come si può evincere dall'epigrafe). Ovviamente, al mio primo libro l'unica cosa di cui sono sicura è che non rientro in nessuna delle due categorie. In base alle informazioni raccolte, i romanzi della Compton-Burnett sono tutti molto simili (non è una asserzione negativa, comunque) a causa delle tematiche condivise e anche dei titoli che seguono sempre la stessa struttura (fatta eccezione, immagino, per il suo romanzo d'esordio che successivamente l'autrice stessa parve rinnegare).

    La trama di Madre e figlio è presto detta: la signora Miranda Hume vive con il marito Julius, il figlio Rosebery e tre nipoti, figli del fratello di Julius e orfani sia di padre che di madre. All'inizio del romanzo Miss Burke si presenta a casa Hume per il posto di dama di compagnia per Miranda, ma non viene accettata. La cuoca degli Hume la indirizza verso un'altra casa in cui stanno cercando una governante, e qui Miss Burke viene impiegata, al servizio della signora Emma Greatheart, che vive con il gatto Plautus e la sua amica d'infanzia la signora Hester Wolsey. Poiché quest'ultima ha recentemente perso la sua rendita e sta cercando un lavoro, nonostante la disponibilità della sua amica di prendersi cura di lei, Hester decide di proporsi come dama di compagnia per Miranda Hume, che la assume. In qualche modo le due case diventano così collegate, e la trama si sviluppa seguendo un canovaccio che è in parte commedia, in parte satira (familiare).

    Quello che colpisce subito dello stile di questa autrice è il suo utilizzo del dialogo: l'intero romanzo è costituito quasi totalmente da dialoghi, con brevi, brevissimi intermezzi narrativi. E' uno stile bizzarro, ma non spiacevole. La tentazione è però quella di leggere molto velocemente, seguendo il ritmo del parlato, scelta però controproducente in quanto i dialoghi di questo romanzo vanno gustati lentamente a mio avviso: sono pieni di piccole chicche, di riflessioni interessanti su tutta una serie di argomenti che si concentrano sui rapporti familiari (l'autrice è specializzata nel riprendere frasi fatte o cliché e smontarle argutamente) che però si perdono con una lettura rapida. Inoltre i 'colpi di scena' della trama spesso vengono comunicato in una riga di dialogo con così poca enfasi da rischiare di passare inosservati. Nel complesso una lettura davvero interessante, spero di potermi fare un'idea più precisa con il prossimo romanzo.

    http://robertabookshelf.blogspot.it/2012/08/250-madre-e-figlio.html

    ha scritto il 

  • 4

    Solo dialoghi, come a teatro. Solo interni. Limitatissime descrizioni. Conflitti. Polvere tra le pieghe. RImasugli di cibo e schifezze. Case borghesi. Scene di ogni giorno e di giorni meno uguali di altri.

    ha scritto il