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Magnus

Di

Editore: Santi Quaranta

4.0
(11)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8886496990 | Isbn-13: 9788886496995 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Olivo Bin

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Descrizione del libro
Magnus è la storia di un bambino rimasto orfano che ha perso la propria identità dei primi cinque anni di vita, ed è diventato adulto con i nomi imposti di Franz-Georg e di Adam. Unico punto di riferimento rimasto è un orsacchiotto di media grandezza che “emana un discreto odore di bruciaticcio”, i suoi “occhi sono singolari, hanno la forma e la doratura lucente della corolla dei ranuncoli… Avvolto intorno al collo, porta un riquadro di cotone con il suo nome ricamato in grosse lettere variopinte. Magnus sarà adottato da una coppia di tedeschi, di cui crede di essere figlio nella realtà sconvolgente della Germania nazista; tuttavia egli tenta, istintivamente, di colmare il vuoto della sua infanzia: inizia così la ricerca della sua vera identità, che è un itinerario reso dalla scrittrice francese in maniera trepidante, pieno di colpi di scena, ammorbiditi da sequenze assorte e dolcemente misteriose. Sylvie Germain tiene sospeso il lettore, con delicatezza e tremore, attraverso una lingua sognante e rarefatta, intrisa però dei colori trasparenti e accesi della vita e del mondo, e con una sensibilità psicologica finissima e realistica, capace di ritratti e di interni memorabili. Magnus passa attraverso diverse situazioni esistenziali fino a un acerbo isolamento che viene poi superato dall’incontro con il fraticello eremita, fra’ Jean, un monaco amante delle api, pieno di gioia e di sapienzialità: un fraticello solitario, un po’ irriverente e giocoso, che si rivela profondamente saggio e umano.
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  • 3

    Appena finito, per cui le parole sono ancora calde di lettura.
    Difficile non affezionarsi a *Magnus, in qualche modo distaccato. Anche se si ha l'impressione di attaccarsi ad un fantasma che non riesce a legare con i personaggi-"reali" che lo attorniano. Riflessioni sulla memoria, meno sulle pare ...continua

    Appena finito, per cui le parole sono ancora calde di lettura. Difficile non affezionarsi a *Magnus, in qualche modo distaccato. Anche se si ha l'impressione di attaccarsi ad un fantasma che non riesce a legare con i personaggi-"reali" che lo attorniano. Riflessioni sulla memoria, meno sulle parentele, molto sui nomi. Alcune idee vengono da lontano, dalla mitologia norrena, dal romanzo medievale; significativi interlocutori alcuni poeti della vita, Saint-John Perse, Supervielle; viaggi, molti, triangolatura tedesco-messicano-americano-inglese (sì, è un triangolo a quattro vertici, beh?) con al centro quel cuore di scrittura e di finale francesi che fa sorgere dal triangolo una piramide di luce. Alla fine, la luce. Dopodiché, molti dubbi, tra tutti uno: ma chi è che narra? Da dove narra? Vero è che in italiano il passato remoto è ancora usato molto più che il passé simple in Francia, desueto, svalutato, connotato come le temps des causes jugées e che quindi ad una lettrice accerchiata di italofonia possa non apprezzare questo presente che dà un suono così, così falso. Così inchiodato. Insomma. Non è un libro che porti una silloge di domande che mi tentano, forse, o forse dà certe risposte con troppa sentenziosità : o solo con nessuna velatura. E, per dirne una, Hugo in 1482 (ed. Pléiade) pagine di Misérables può permettersi di richiamare la mia attenzione su un dettaglio di un centinaio di pagine prima; Madame Germain, forse non era necessario farlo sulle 265 del presente testo. Insomma, io lo percepisco come un "hey lettore, forse non ci arrivi, ti dò una mano io". Io sono impaziente e curiosa e un trattamento del genere mi offende un po', Sylvie, scusami.

    ha scritto il 

  • 4

    .Mooi boek, filosofisch getint. Doet nadenken over de dingen/de waarden des leven. Bovendien ook nog spannend. Ik denk dat men tamelijk goed bekend moet zijn met geschiedenis van Duitsland om echt van het boek te genieten.
    Magnus is de naam gekozen door "een zoon" va een nazi-arts. Magnus wijzigt ...continua

    .Mooi boek, filosofisch getint. Doet nadenken over de dingen/de waarden des leven. Bovendien ook nog spannend. Ik denk dat men tamelijk goed bekend moet zijn met geschiedenis van Duitsland om echt van het boek te genieten. Magnus is de naam gekozen door "een zoon" va een nazi-arts. Magnus wijzigt enkele keren van naam, omdat hij op zoek is naar zijn echt indentiteit.Moo{ aan het boek vind ik dat hij niet ontdekt wie zijn ouders werkelijk zijn. Hij is tevreden met zichzelf en begint op het einde dan zijn nieuw leven.

    P.136 MOEITE OM TE LEZEN

    ha scritto il