Mai tardi

Diario di un alpino in Russia

di | Editore: Einaudi
Voto medio di 74
| 19 contributi totali di cui 14 recensioni , 5 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Ha scritto il 28/05/14
Cito solo un significativo passo...
"Li ho conosciuti, i tedeschi, in questi giorni tremendi di fuga: frenetici di salvare la ghirba, capaci di schiacciare con i loro slittoni i nostri morti che avevano aperto la strada anche a loro [a Nikolajevka]. Prepotenti, convinti di poterci trat ...Continua
  • 1 mi piace
Ha scritto il 12/09/13
Una lacerante cronaca in stereofonia
Una cronaca dura, priva di retorica e di sentimentalismo. Una testimonianza viva e coinvolgente, fra le migliori sull’argomento. E ‘ anche l’evoluzione di una presa di coscienza individuale che “riflette una svolta decisiva di tutti gli italiani”. ...Continua
  • 17 mi piace
  • 10 commenti
Ha scritto il 28/01/13
Dell'inutilità della guerra
Tragica cronaca della ritirata alpina in russia. E delle ruberie continue degli alti comandi.
  • 1 mi piace
Ha scritto il 25/10/12
molto bello
asciutto, onesto. Mostra gli approfittatori in retrovia, gli ordini a volte insensati, l'arroganza dell' "alleato" tedesco
  • 1 mi piace
Ha scritto il 05/09/10
fortissima testimonianza di un alpino che ha vissuto la drammatica campagna di Russia; è un diario crudo della guerra con la sua violenza ed il valore di tanti che non sono tornati, ma soprattutto della follia della presunzione degli alti vertici mil ...Continua
  • 2 mi piace

Ha scritto il Aug 10, 2011, 19:32
13 agosto 1942 Che lo stato maggiore non abbia capito che gli alpini non sono carri armati?
Pag. 17
Ha scritto il Aug 10, 2011, 19:31
30 luglio 1942

Con le gambe che ciondolano da un vagone della truppa, osservo la campagna, le cose. Sul fondo di un'ampia radura verdissima, un'isba, un'isola di pace: un tarlo mi rode in testa, rincorro a lungo con la fantasia un sogno che
...Continua
Pag. 10
Ha scritto il Oct 21, 2008, 19:58
21 gennaio

Un alpino piemontese, poco lontano, canta, soltanto interrotto dagli scoppi dell'incendio e dalle urla di chi gela: canta una triste canzone alpina con voce calda in tanto freddo, canta con voce appassionata come canterebbe sui suoi

Un alpino piemontese, poco lontano, canta, soltanto interrotto dagli scoppi dell'incendio e dalle urla di chi gela: canta una triste canzone alpina con voce calda in tanto freddo, canta con voce appassionata come canterebbe sui suoi monti, di fronte a un tramonto. ...Continua

Pag. 152
Ha scritto il Oct 21, 2008, 19:52
20 gennaio

Ci riuniamo noi ufficiali, ci chiediamo se a Roma conoscono la nostra tragedia. Perché non ci salvano? [...]
Non è venuto un solo aereo italiano a cercarci; soltanto gli aerei russi ci cercano, per mitragliarci da bassa quota. F

Ci riuniamo noi ufficiali, ci chiediamo se a Roma conoscono la nostra tragedia. Perché non ci salvano? [...]
Non è venuto un solo aereo italiano a cercarci; soltanto gli aerei russi ci cercano, per mitragliarci da bassa quota. Forse anche i nostri grandi comandi sono prigionieri di questa situazione. Eravamo ancora sul Don, quando si disse che i tedeschi rubavano a mano armata automezzi e carburanti italiani per compiere le fughe organizzate. Gariboldi apriva le inchieste!
Queste, le miserie di cui parliamo nelle interminabili ore di attesa. Siamo soli, abbandonati. A guardarci l'un l'altro è come se ci specchiassimo. Una coperta ci copre il capo e le spalle; chi l'ha sacrificata per fasciarsi i piedi, sembra svestito.
[...]
Si accendono fuochi di bivacco.
Poco lontano hanno pestato una bomba a mano. Un ferito chiede aiuto, nessuno lo soccorre, soltanto il gelo gli sarà amico: morirà nel sonno dell'assideramento senza troppo soffrire. Forse, chi gli è accanto lo trascinerà fuori dalla pista, dalle slitte, dai muli, dalle scarpe chiodate: nulla di più. Di là potrà gridare, urlare, nessuno lo sentirà. ...Continua

Pag. 139
Ha scritto il Oct 21, 2008, 19:49
25 dicembre.

Scrivo che è sera. Anche Natale è quasi passato.
La notte scorsa, freddo intenso, un po' di bufera, poi il cielo sereno, la luna. Hanno sparato i cecchini, ha separato l'artiglieria: quasi timidamente come se non volessero col

Scrivo che è sera. Anche Natale è quasi passato.
La notte scorsa, freddo intenso, un po' di bufera, poi il cielo sereno, la luna. Hanno sparato i cecchini, ha separato l'artiglieria: quasi timidamente come se non volessero colpire nella notte santa. Qui, così: poco lontano, a sud, combattimenti e sangue.
Dalle 21 alle 0,15 ero in giro, a fare la vedetta con le vedette. Nei camminamenti, neve buttata dal vento. E un gran silenzio rotto soltanto dal fischio della tormenta.
Notte da stare all'erta. Un anno fa, la mattina di Natale, attacco russo contro la linea di Rykovo: lo ricordano i cimiteri incontrati nelle marce di trasferimento, nei viaggi in autoambulanza.
Alle 0,15 entrai nel rifugio dell'osservatorio dell'artiglieria: ero invitato. Il sottotenente Teresio Olivelli della 31" batteria stava parlando ai suoi uomini, una decina: leggeva il Vangelo del giorno di Natale. «Siamo a tre metri dai reticolati, - disse, - e voglio accompagnarvi lontano da qui, col pensiero voglio portarvi accanto alle vostre famiglie». [...]
Alle 3,15 tornai in linea per un'ispezione. Alle 6 uscii finalmente dal buio dei camminamenti, per raggiungere il mio baracchino. Un'aurora stupenda, una festa di colori, grigio azzurro pastoso, grigio rosa, rosso vivo intenso: il rosso vivo mi ricordò il sangue, i bagliori della katiuscia.
[...]
Questo il Natale, un Natale in cui si pensa molto, forse troppo, e la nostalgia ha la sua parte anche se non si vuole. ...Continua

Pag. 94

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una immagine!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una nota!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo un video!

Lorem Ipsum Color sit Amet
di Nome Autore
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur Suspendisse varius consequat feugiat.
Scheda libro
Aggiungi