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Maigret a New York

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi n. 167)

3.8
(313)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Greco , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 884591528X | Isbn-13: 9788845915284 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Emma Bas

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Come si fa a essere tanto idioti da lasciarsi convincere a partire perl'America riunciando alle partite a carte con gli amici e alla casetta diMeung-sur-Loire odorosa di frutta e di buon brasato? Eppure il pensionatoMaigret ci casca, e parte già carico di rimpianti. Lo attende un mondo in cuitutto gli apparirà ostile: un mondo di grattacieli e luci sfavillanti, maanche di miserie. E a volte la miseria cancella ogni traccia di umanità.Emblema del progresso: il "fonografo automatico", che trasmette musica daquattro soldi ma rende milioni di dollari. La musica è del resto il tema chesottende l'intera vicenda.
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  • 3

    Un'andamento confuso, poi Maigret fuori da suo ambiente perde almeno la metà del suo fascino. Infine: nello scoprimento finale in cui tutti i nodi vengono al pettine manca l'elemento fondamentale che potrebbe chiarire il perchè e il come. O forse sono io a non aver capito come X era venuto a sape ...continua

    Un'andamento confuso, poi Maigret fuori da suo ambiente perde almeno la metà del suo fascino. Infine: nello scoprimento finale in cui tutti i nodi vengono al pettine manca l'elemento fondamentale che potrebbe chiarire il perchè e il come. O forse sono io a non aver capito come X era venuto a sapere di Y ed era andato a farlo ubriacare e a farsi raccontare tante cose...

    ha scritto il 

  • 3

    E' la regola di Simenon: quanto più la sua vita diventava instabile, flessibile la sua morale e incoerenti i suoi comportamenti, tanto più i suoi personaggi, e soprattutto Maigret, diventano pedanteschi e moralisti.


    Maigret a New York fu scritto all'inizio del periodo americano di Simenon ...continua

    E' la regola di Simenon: quanto più la sua vita diventava instabile, flessibile la sua morale e incoerenti i suoi comportamenti, tanto più i suoi personaggi, e soprattutto Maigret, diventano pedanteschi e moralisti.

    Maigret a New York fu scritto all'inizio del periodo americano di Simenon, quando - di ritorno dal Canada - conobbe la donna che sostituirà Tigy e che gli rovinerà la vita, in un crescendo di menzogne e tradimenti reciproci, fiumi d'alcool e una condotta personale triste e discutibile.

    L'intreccio del racconto è banalotto, i personaggi sembrano in prestito, Maigret è fuori dal suo brodo: hai voglia ad evocare i soliti cibi francesi. Manca atmosfera, mancano gli odori, mancano soprattutto i moventi psicologici dei personaggi.

    Che un tizio si ubriachi in compagnia di uno straniero sconosciuto e gli racconti di un delitto compiuto o visto trent'anni prima, e che sulla base di quel racconto il beneficiario della rivelazione venda la notizia alla mala, e questa a sua volta perseguiti il correo... beh, non è questa una trovata narrativa degna di Simenon.

    Le tre stelline sono comunque dovute alla scansione, al ritmo perfetto, allo stile brillante e sempre accattivante. Ma chi non ha il libro può farne a meno.

    ha scritto il 

  • 3

    con Maigret vado sempre sul sicuro! torno a leggerlo sempre perchè sono affezionata ai personaggi, alle dinamiche delle storie. questa in particolare è però degna di nota per l'ambientazione insolita.

    ha scritto il 

  • 4

    Maigret, pensionato, si fa trascinare a New York da un giovane preoccupato per la sorte del padre.
    Un Maigret lontano dal suo ambiente: le dinamiche possono essere diverse, gli uomini sono uguali in tutto il mondo, e nessuno come Maigret conosce l'animo umano.

    ha scritto il 

  • 5

    Il commissario è diventato un tranquillo pensionato, passa i giorni nella sua casetta di Meung-sur-Loire, quando per aiutare un ragazzo, preoccupato per il padre, si convince ad accompagnarlo a New York.
    Peccato che durante le operazioni di sbarco, il ragazzo sparisca, lasciando un Maigret ...continua

    Il commissario è diventato un tranquillo pensionato, passa i giorni nella sua casetta di Meung-sur-Loire, quando per aiutare un ragazzo, preoccupato per il padre, si convince ad accompagnarlo a New York.
    Peccato che durante le operazioni di sbarco, il ragazzo sparisca, lasciando un Maigret irritato e pentito di essersi imbarcato in una simile avventura.
    Ovviamente sarà coinvolto in una vecchia e brutta storia, ma a modo suo riuscirà a venirne a capo... "Perchè Maigret, dopo trent'anni di polizia durante i quali aveva visto nefandezze e vigliaccate di ogni genere, davanti a certe azioni era ancora capace di indignarsi come il primo giorno."
    Un caso diverso, ben lontano da Parigi, però bello, secondo me, anche se non riesco ad immaginare il commissario che mangia salsicce e beve... Coca-Cola.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato questo maigret davvero molto bello. L'idea di prendere l'investigatore e portarlo fuori dalla propria realtà abituale non una novità ma una trovata sempre efficace soprattutto per chi già conosce il personaggio nel suo habitat naturale. Ci si trova così di fronte a un maigret che si im ...continua

    Ho trovato questo maigret davvero molto bello. L'idea di prendere l'investigatore e portarlo fuori dalla propria realtà abituale non una novità ma una trovata sempre efficace soprattutto per chi già conosce il personaggio nel suo habitat naturale. Ci si trova così di fronte a un maigret che si imbarca in un caso di cui non sa nulla, nemmeno se sia un caso, e che si trova da solo ad affrontare la città di New York a cui ha qualche difficoltà ad adattarsi. La storia anche è assai interessante e piacevole da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio primo Maigret, ambientato in una New York che dal "46 ad oggi è rimasta immutata.
    Broadway con le sue luci e i suoi locali, il GreenVillage circondato dai grattacieli, gli immigrati diventati qualcuno e i gangster in attività... New York è NY!
    Il romanzo scorre piacevolmente e ...continua

    Il mio primo Maigret, ambientato in una New York che dal "46 ad oggi è rimasta immutata.
    Broadway con le sue luci e i suoi locali, il GreenVillage circondato dai grattacieli, gli immigrati diventati qualcuno e i gangster in attività... New York è NY!
    Il romanzo scorre piacevolmente e il personaggio Maigret è assolutamente affascinante. Educato, sveglio, non influenzabile e rassicurante. Una storia tragica ma resa amaramente dolce dalla scrittura fluida e sottilmente incisiva di Simenon.

    ha scritto il 

  • 3

    L'esperimento è questo: prendiamo Maigret, sottraiamo il suo ruolo e mettiamolo in pensione, sottraiamo inoltre il suo ambiente naturale e portiamolo a New York, infine limitiamone l'accesso a Calvados e birra alle grandi occasioni e riforniamolo generosamente di whisky. Risultato? Maigret = Maig ...continua

    L'esperimento è questo: prendiamo Maigret, sottraiamo il suo ruolo e mettiamolo in pensione, sottraiamo inoltre il suo ambiente naturale e portiamolo a New York, infine limitiamone l'accesso a Calvados e birra alle grandi occasioni e riforniamolo generosamente di whisky. Risultato? Maigret = Maigret. Un drammone a tinte forti, qualche morto all'americana, una storia ricostruita così, dal nulla, senza prove e senza pensare perché Maigret non pensa mai. E perfino per hobby, visto che l'assegno da duemila dollari destinato al commissario finisce sforacchiato in altre tasche.

    ha scritto il 

  • 4

    Maigret a New York

    Ancora una volta impeccabile nell'analisi psicologica dei personaggi. Maigret, anche fuori dal suo solito ambiente, è sempre proiettato nella comprensione del mondo circostante. Scorrevole e avvincente.

    ha scritto il