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Maigret and Monsieur Charles

By

Publisher: Hamish Hamilton

3.9
(217)

Language:English | Number of Pages: 156 | Format: Others | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish

Isbn-10: 0241023602 | Isbn-13: 9780241023600 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 3

    La moglie gli aveva tenuto da parte le aringhe, di cui Maigret era ghiotto, e lui se le gustò dando un'occhiata distratta al telegiornale.
    Simenon è invecchiato insieme al suo Maigret. E' il 1972 quando scrive questo libro. Sarà l'ultima inchiesta del commissario, così tutta la produ ...continue

    La moglie gli aveva tenuto da parte le aringhe, di cui Maigret era ghiotto, e lui se le gustò dando un'occhiata distratta al telegiornale.
    Simenon è invecchiato insieme al suo Maigret. E' il 1972 quando scrive questo libro. Sarà l'ultima inchiesta del commissario, così tutta la produzione resta compresa tra il 1931 di Pietr il lettone e il 1972, appunto. A volerlo leggere con attenzione, un po' di tristezza trapela dalla storia così come negli atteggiamenti di Maigret. Tanto che alla moglie sovviene la conversazione fatta dal marito con il medico Pardon (se non ricordo male era in Maigret si confida) in cui l'amico aveva detto al commissario: "Lei è l'esatto contrario di un giustiziere. Si direbbe perfino che quando arresta un colpevole lo faccia a malincuore".
    Ancora una volta Maigret si deve destreggiare nei night-club di Parigi per trovare le tracce del notaio Gérard Sabin-Levesque - una facoltosa clientela in boulevard Saint-Germain - scomparso da più di un mese. A chiamare Maigret è stata la moglie Nathalie, una donna elegante ma perennemente ubriaca, non particolarmente preoccupata della sua scomparsa, visto che il marito aveva l'abitudine di assentarsi molto spesso per qualche giorno, mai però oltre una settimana. Il notaio era un frequentatore di locali notturni (in tutta Parigi era conosciuto come "il signor Charles"), dove a volte prelevava una ragazza e poi spariva.
    E improvvisamente Maigret si rese conto che, dopo la visita di Nathalie alla polizia giudiziaria, si parlava del notaio ora al presente, ora al passato.
    Con i suoi aiutanti, Maigret batte a tappeto i locali di Parigi per scoprire quanto meno dove e quando è stato visto per l'ultima volta. Fa sorridere notare come Simenon associ la figura del proprietario di night (per estensione anche il gigolò e il pappone...) a un italiano. Un uomo in smoking, che dall'aspetto sembrava italiano, con capelli impomatati e baffetti sottili... Avevo già incontrato una descrizione simile in La ballerina del Gai-Moulin e in Maigret perde le staffe. E chissà in quanti altri scritti Simenon si gioca questo luogo comune.
    Lui aveva bisogno di uscire dall'ufficio, di sentire che aria tirava, di scoprire, a ogni nuova inchiesta, mondi diversi.
    Di giorno però Maigret non si allontana molto dalla casa della signora Nathalie (che a scanso di equivoci fa pedinare) e dallo studio del notaio, convinto che la soluzione del mistero si trovi tra quelle pareti e non nelle atmosfere ovattate dei séparé dei tabarin. Mistero che si infittisce quando il cadavere di Gérard Sabin-Levesque viene ritrovato con la testa fracassata in un canale della Senna.
    Con la pipa in bocca e le mani in tasca, Maigret camminava sul lungosenna guardando distrattamente l'acqua del fiume, e non sembrava di buonumore.
    Dopo Maigret e il signor Charles Simenon non scriverà più una riga e si limiterà a dettare le sue memorie. Ha quasi settant'anni e vivrà fino al 1989. Alle inchieste di Maigret ha dedicato 75 romanzi e 28 racconti.

    said on 

  • 4

    Simenon non si smentisce, fino alla fine.
    Personaggi tratteggiati con maestria e ambientazioni credibili con un Maigret vicino alla pensione che non vuole nomine ma la vita vera.

    said on 

  • 3

    Dell’ultimo dei 75 romanzi su Maigret – finito a Epalinges, l’11 febbraio 1972 – possiedo un vecchio Oscar Mondadori, nella traduzione di Elena Cantini, pieno di refusi, reso prezioso dalla copertina di Ferénc Pinter.


    Simenon comincia con una rinuncia: a tre anni dalla pensione, il commiss ...continue

    Dell’ultimo dei 75 romanzi su Maigret – finito a Epalinges, l’11 febbraio 1972 – possiedo un vecchio Oscar Mondadori, nella traduzione di Elena Cantini, pieno di refusi, reso prezioso dalla copertina di Ferénc Pinter.

    Simenon comincia con una rinuncia: a tre anni dalla pensione, il commissario si sente proporre la nomina a capo della Polizia giudiziaria e decide di non accettarla. Non vuole chiudersi in un ufficio, preferisce le indagini, gli spazi aperti, il contatto con le persone, lo sforzo di coglierne l’essenza.

    È il 21 marzo e “per una volta, la primavera era puntuale, l’aria era trasparente, il cielo azzurro pallido e le gemme già gonfie”. Ed ecco che gli si presenta una donna visibilmente infelice, ricca e alcolizzata, ripetutamente tradita dal marito, un famoso notaio. Nathalie si è spinta dal commissario perché trova inspiegabile il mancato ritorno a casa di Gérard, scomparso da più di un mese. Fra i coniugi non c’è amore, i tradimenti del notaio Sabin-Levesque sono noti a molti, ha una passione per le spogliarelliste, le entraîneuse dei locali notturni (ma sugli affari è coscienzioso e inappuntabile). Dopo appena tre mesi di vita comune, il notaio aveva ripreso la vita da scapolo.
    Maigret prova inquietudine davanti a Nathalie, la trova molto intelligente, le chiede se è mai stata felice e lei risponde: “Mai. Non so cosa significhi questa parola”. In seguito, osservandola con la consueta acutezza introspettiva, il commissario ne coglie l’ambiguità: “suscitava pietà ma era anche un po’ irritante”.

    I poli di questa investigazione sono un uomo di successo – allegro, cordiale e generoso – sempre alla ricerca di evasioni sentimentali, e una donna ripiegata su se stessa – alcolizzata e priva di spinta vitale – incapace di alcun desiderio.

    said on 

  • 2

    la paglia nell'occhio

    insopportabile Simenon e il suo alter ego Maigret perbene e moralista, che non si accorge che il mondo cambia, e segue sempre stereotipi. I poveri invidiano i ricchi, le mogli vogliono ereditare dai mariti, i portinai spettegolano, e una Parigi che sembra uno sfondo teatrale.

    said on 

  • 4

    Ci sono persone che hanno doppie vite, di giorno irreprensibili Notai e di notte si trasformano in tanti signor Charles e danno libero sfogo alla loro inclinazione naturale. Solo che quando viene assassinato un Signor Charles, si scoprono mille cose che la pseudo-normalità aveva tenuto nascoste. ...continue

    Ci sono persone che hanno doppie vite, di giorno irreprensibili Notai e di notte si trasformano in tanti signor Charles e danno libero sfogo alla loro inclinazione naturale. Solo che quando viene assassinato un Signor Charles, si scoprono mille cose che la pseudo-normalità aveva tenuto nascoste. Maigret indaga in questi due mondi, quello serio della borghesia e quello frivolo dei night, fino a scoprire che e come si intersecano. Il solito Simenon che lavora sulla psicologia, con un finale un pò scialbo!!!!

    said on 

  • 3

    < C'è una cosa> aveva detto Padron < che non riesco a capire. Lei è l'esatto contrario di un giustiziere. Si direbbe perfino che quando arresta un colpevole lo faccia a malincuore>

    PAG 99

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  • 5

    Non possono non essere che cinque stelle. E non tanto per l'originalita' della trama, per la consueta sublime arte dello scrivere, creare dialoghi. Cinque stelle perche' si avverte l'incombere della fine, di un cambiamento irreversibile. Sembra quasi che il commissario avverta, sappia, che "non v ...continue

    Non possono non essere che cinque stelle. E non tanto per l'originalita' della trama, per la consueta sublime arte dello scrivere, creare dialoghi. Cinque stelle perche' si avverte l'incombere della fine, di un cambiamento irreversibile. Sembra quasi che il commissario avverta, sappia, che "non verra' piu' scritto". Si comporta in maniera diversa dal solito, piu' alla mano, lascia persino briglia sciolta al perennemente giovane Lapointe e, cosa notevole, per una volta giudica. Non riesce questa volta a contestualizzare, comprendere il colpevole del delitto che si trova a ricostruire. Intuisce la non sincerita' delle giustificazioni addotte, avverte l'utilitarismo meschino del gesto giustificato a parole da una presunta disperazione senza fine.

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