Maigret e l'osteria dei due soldi

I Libri del pavone n. 391

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.9
(442)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: A000116373 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    Maigret e le vacanze non vanno d’accordo. A differenza di ‘All’insegna di Terranova’, questa volta la sua signora riesce a partire per l’Alsazia dove resta ad attendere il marito che si fa invischiare ...continua

    Maigret e le vacanze non vanno d’accordo. A differenza di ‘All’insegna di Terranova’, questa volta la sua signora riesce a partire per l’Alsazia dove resta ad attendere il marito che si fa invischiare in quello che oggi (ma non nel 1931 in cui il libro fu scritto) si definirebbe un ‘cold case’. Un condannato a morte gli racconta di aver assistito anni prima a un delitto e di avere per un po’ ricattato il colpevole, ma gli dà come unico indizio la balera del titolo. Un incontro casuale mentre si ta provando una uova bombetta vi fa giungere infine il commissario: si trova lungo la Senna a sud di Parigi, dove le famiglie che se lo possono permettere trascorrono i fine settimana. Qui entra in contatto con un gruppo di piccolo borghesi – un impiegato troppo attaccato alla bottiglia, un imprenditore e un negoziante accompagnati dalle relative mogli – al cui interno ci scappa subito un altro morto: non si capisce bene se si tratti di omicidio o suicidio, ma il presunto assassino fugge costringendo Maigret a un supplemento di lavoro. Tornato in città, egli si mette a passare al microscopio le vite e gli affari di tutti gli interessati, scoprendo ben presto che quella che dall’esterno potrebbe sembrare una banale vicenda di corna nasconde più concrete questioni economiche, con il bisogno di soldi che fa da sottofondo a tutto quanto. Il consueto squallore avvolge i personaggi e le loro aspirazioni per le quali si rivela regolarmente necessario il passo più lungo della gamba: i coniugi Feinstein sono decisamente male assortiti, ma anche i Basso si rivelano divisi da segreti inconfessabili con un marito che non pare meritare la dedizione della moglie. Detto che pure gli strati più umili non vengono risparmiati dall’avidità attraverso il tubercolotico Victor, la simpatia (o quantomeno l’empatia) di Maigret è più che altro rivolta all’impiegato James, ennesima figura borderline per la quale la sconfitta nella vita alleggerisce in parte le colpe. Date certe somiglianze, non è difficile individuare in anticipo il colpevole, ma questo è un giallo anomalo in cui l’ambientazione e l’interazione fra le singole figure sono più importanti dello svolgimento della trama. Simenon è bravo nel trasportare il lettore dall’afa parigina ai divertimenti, in fondo mediocri, della villeggiatura fluviale per poi virare verso una scena madre di intensità forse eccessiva ambientata in una povera casa di campagna restituita alla perfezione con poche pennellate.

    ha scritto il 

  • 2

    L'amico inatteso di Maigret

    Altro capitolo della serie Maigret, altra sostanziale delusione. Il Commissario raccoglie la mezza confessione di un condannato a morte, un delitto senza colpevole, un luogo dove cercare. Una località ...continua

    Altro capitolo della serie Maigret, altra sostanziale delusione. Il Commissario raccoglie la mezza confessione di un condannato a morte, un delitto senza colpevole, un luogo dove cercare. Una località di campagna, una combriccola eterogenea di amici con qualche segreto, un singolare personaggio che stringe con l'inflessibile poliziotto una specie di amicizia al Pernod.
    Questo rapporto del tutto inatteso, conoscendo il protagonista, è la maggiore ragione di curiosità del racconto, che per il resto si limita a indagare la solita media borghesia che sembra uguale dappertutto, con i soliti cliscé.
    Sul tema, Simenon aveva fatto molto ma molto meglio con due dei miei titoli preferiti (fra i "non Maigret"): Il viaggiatore del giorno dei morti e L'eredità dei Ferchaux.

    ha scritto il 

  • 4

    Tanto va la gatta al....che ci lascia lo zampino

    Leggere e in contemporanea ascoltare l'audiolibro è stata un'esperienza magnifica.
    Come sempre ricco di colpi di scena, specie nel finale, Simenon è una garanzia.

    ha scritto il 

  • 4

    Poesia della memoria, sulle rive della Senna

    Un altro Maigret d'annata, scritto da Simenon nella prima metà degli anni trenta del secolo scorso, e un'altra eccellente ambientazione. Qui, la storia si dipana tra la Parigi dei grandi boulevards ce ...continua

    Un altro Maigret d'annata, scritto da Simenon nella prima metà degli anni trenta del secolo scorso, e un'altra eccellente ambientazione. Qui, la storia si dipana tra la Parigi dei grandi boulevards centrali e la estrema periferia sulle rive della Senna, dove, all'epoca dei fatti, si potevano trovare le osterie che sono uno dei protagonisti di questo libro. Anche in questo caso, invito a dimenticare la trama, cupa e pessimistica, e concentrare la vostra memoria sulla campagna appena fuori Parigi, dove è possibile mangiare, bere, ballare con poco. Sono gli anni trenta, e sono ancora tra noi grazie al talento di un narratore eccezionale.

    ha scritto il 

  • 3

    Iniziato e finito in un vento, come si fa con i buoni gialli, stesa al primo sole di aprile. Senza pretese, ma tiene l'attenzione legata alle pagine, e rimandi quello che dovresti fare per arrivare al ...continua

    Iniziato e finito in un vento, come si fa con i buoni gialli, stesa al primo sole di aprile. Senza pretese, ma tiene l'attenzione legata alle pagine, e rimandi quello che dovresti fare per arrivare alla fine :)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Aveva l'impressione di non essere mai sceso così in fondo nella disperazione umana.
    Non una disperazione nera, ma piuttosto grigia e opaca. Una disperazione senza frasi, senza smorfie, senza ribellio ...continua

    "Aveva l'impressione di non essere mai sceso così in fondo nella disperazione umana.
    Non una disperazione nera, ma piuttosto grigia e opaca. Una disperazione senza frasi, senza smorfie, senza ribellioni.
    Una disperazione al pernod, nemmeno accompagnata da una sbronza. James non si ubriacava mai!"

    ha scritto il 

  • 4

    Jean Lenoir è un condannato a morte che prima di essere giustiziato fa una fugace e parziale rivelazione a Maigret: sei anni prima ha ricattato una persona coinvolta in un omicidio. Con poche indicazi ...continua

    Jean Lenoir è un condannato a morte che prima di essere giustiziato fa una fugace e parziale rivelazione a Maigret: sei anni prima ha ricattato una persona coinvolta in un omicidio. Con poche indicazioni a disposizione, il commissario inizia a indagare per trovare il colpevole e si imbatte in una osteria (detta "da due soldi" appunto) di un piccolo paese della Senna dove, nei primi decenni del Novecento, i parigini trascorrono i giorni di vacanza e i fine settimana. Dietro l'allegra spensieratezza e l'apparente goliardia del gruppo si nascondono in realtà storie di usura, di ricatti e di tradimenti coniugali. Tra un pernod, del quale si fa uso abbondantemente, e una chiacchierata, Maigret alla fine, inevitabilmente, dipana la matassa. Non mancano i colpi di scena e le sorprese anche se il giallo non sembra essere uno dei migliori di Simenon.

    ha scritto il 

  • 4

    "Maigret si reco al bistrò senza rendersene conto. A un certo punto non potè fare a meno di dire a James:
    "Ma voi non andate mai a casa finito l'ufficio? Dalle cinque alle otto..."
    "Bisogna pur avere ...continua

    "Maigret si reco al bistrò senza rendersene conto. A un certo punto non potè fare a meno di dire a James:
    "Ma voi non andate mai a casa finito l'ufficio? Dalle cinque alle otto..."
    "Bisogna pur avere un piccolo angolo tutto per sé" sospirò l'altro.
    E quell'angolo era un bistrò con un tavolino di marmo, con l'aperitivo opalino e come orizzonte il colonnato della Madeleine, il grembiule bianco del cameriere, la folla, le macchine che transitavano."

    ha scritto il