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Maigret e l'informatore

By Georges Simenon

(243)

| Paperback | 9788845926686

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Book Description

Al funerale di Maurice Marcia, anziano proprietario di un noto ristorante di rue Fontaine ("un funerale coi fiocchi!" commentano i curiosi che vi assistono), partecipa, in grande spolvero, la "crème de la crème" della malavita parigina, dai boss ai g Continue

Al funerale di Maurice Marcia, anziano proprietario di un noto ristorante di rue Fontaine ("un funerale coi fiocchi!" commentano i curiosi che vi assistono), partecipa, in grande spolvero, la "crème de la crème" della malavita parigina, dai boss ai giovani che si stanno facendo strada, dai magnaccia ai tenutari di case di appuntamento. In prima fila, sola e altera, la vedova: trent'anni, un corpo da mannequin, impenetrabili occhi azzurri. Una che non esita a giocare sporco, e che per Maigret sarà un osso duro. Il commissario non ci ha messo molto a intuire che la bella Line non è affatto estranea alla morte del marito, e grazie al misterioso informatore che continua a telefonare all'ispettore Louis (uno che conosce il quartiere come le sue tasche) apprenderà pure che, la notte in cui è stato trovato il cadavere di Marcia, lei era insieme al suo amante, il maggiore dei due fratelli Mori, sospettati di appartenere a una banda che svaligia le ville e i castelli nei dintorni di Parigi. Ma non sarà facile trovare il bandolo della matassa. Tanto più che alla fine, quando avrà riunito nel suo ufficio protagonisti, comprimari e comparse dell'intricata faccenda, Line e il suo amante continueranno ad accusarsi a vicenda. E non smetteranno neanche davanti ai giudici.

17 Reviews

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    “Non è possibile…Non aveva nemici…”.
    “Almeno uno doveva averlo, visto che lo hanno freddato…”.

    Il morto di turno è Maurice Marcia, ristoratore di successo dopo una vita alquanto burrascosa. E’ stato ucciso con un colpo di pistola e abbandonato ...(continue)

    “Non è possibile…Non aveva nemici…”.
    “Almeno uno doveva averlo, visto che lo hanno freddato…”.

    Il morto di turno è Maurice Marcia, ristoratore di successo dopo una vita alquanto burrascosa. E’ stato ucciso con un colpo di pistola e abbandonato in una stradina fuori mano. Sposato con una donna assai più giovane, ex-entraineuse e probabilmente ex-prostituta, conta amicizie a ogni livello, dalle autorità, magistrati, poliziotti, alla mala di più infimo ordine.
    Il Maigret che indaga qui è avanti con gli anni, carico di esperienza, combattivo come sempre e irreprensibile sotto tutti i punti di vista.…da quando il suo vecchio amico Pardon lo aveva messo in guardia, beveva molto meno di una volta, e gli capitava di tenere a lungo la pipa spenta tra i denti.
    Fa sempre squadra con il suo vice Janvier, ma questa volta lo aiuta nelle indagini l’ispettore Louis che appartiene ad un altro arrondissement e che conosce a menadito i quartieri di Montmartre e Pigalle. Louis ha da tempo un confidente anonimo che lo aiuta a risolvere i suoi casi e che anche ora lo indirizza nelle indagini.
    Gli venne in mente un’espressione che non significava nulla: una voce da schiaccianoci.
    Personaggio controverso è la vedova di Marcia, Line, che Maigret va a interrogare e che non pare molto addolorata della scomparsa del marito. Tutto sommato dovrà ereditare l’avviato ristorante.
    Non si curava della vestaglia, che si era aperta un po’ troppo.
    Tra gli amici del morto ci sono due giovani malavitosi che “l’informatore” indica come gli esecutori del delitto. Per incastrarli Maigret dovrebbe recarsi a Bandol, in Costa Azzurra, dove sono in programma i funerali di Marcia. Ma lo fa malvolentieri perché non è convinto di poter ricavare dal viaggio indicazioni utili alle indagini e poi, da buon rappresentante delle istituzioni…
    provava qualche rimorso ad andare nel Midi a spese dei contribuenti, perché non era certo indispensabile.
    L’informatore, soprannominato la ‘Pulce’ per la sua taglia ridottissima, gioca ovviamente un ruolo chiave in questo romanzo. Un po’ ricorda il nano di Maigret al Picratt’s (1950).
    Il sottobosco dei tabarin, dei ristoranti, dei magnaccia e delle prostitute, è ancora una volta il mondo ideale per ambientare le inchieste di Maigret. E il commissario ci sguazza perfettamente a suo agio, a dispetto dell’età che incalza. C’è da ritenere che sia un Maigret ormai prossimo alla pensione visto che Simenon ha scritto Maigret e l’informatore nel 1971 ed è la penultima inchiesta del suo personaggio più celebre.
    Maigret et l’indicateur, è stato adattato per la televisione francese nel 1979 per la regia di Yves Allégret, con Jean Richard nel ruolo del commissario.
    Maigret andò a piazzarsi davanti alla finestra aperta: ritrovare il suo paesaggio della Senna gli procurava una gioia enorme, quasi fosse mancato per settimane.

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    Riccardo Caldara said on Sep 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    È uno degli ultimi Maigret e quello che appare dalle pagine è stanco quanto il suo autore

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    Andycarb said on Jun 1, 2013 | Add your feedback

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    I dialoghi. Un "Maigret" senza i maestosamente semplici e veri dialoghi simenoniani non sarebbe forse niente di speciale. E i personaggi secondari, i comprimari che tali non sono mai, le figure nuove che compaiono in ogni nuovo romanzo. Insomma un al ...(continue)

    I dialoghi. Un "Maigret" senza i maestosamente semplici e veri dialoghi simenoniani non sarebbe forse niente di speciale. E i personaggi secondari, i comprimari che tali non sono mai, le figure nuove che compaiono in ogni nuovo romanzo. Insomma un altro bellissimo episodio del commissario.

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    Paperorosso said on Mar 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La bellezza dei romanzi di Simenon e', spesso, da ricercare nei personaggi di contorno, e nella straordinaria umanita' di Maigret.

    Una trama gialla non strepitosa, in cui qua e la' affiora la sensazione di essere di fronte a passaggi un poco forzati ...(continue)

    La bellezza dei romanzi di Simenon e', spesso, da ricercare nei personaggi di contorno, e nella straordinaria umanita' di Maigret.

    Una trama gialla non strepitosa, in cui qua e la' affiora la sensazione di essere di fronte a passaggi un poco forzati, passano in secondo piano.

    Il personaggio del Vedovo, ispettore improbabile e straordinario (cui Maigret tributa un onore, tardivo eppure grandioso), e' uno dei personaggi piu' riusciti, nella lunga galleria di ritratti di Simenon.

    L'interrogatorio finale, il faccia a faccia che fa emergere la verita', e' uno dei piu' felici ritratti della malvagia meschinita' dei "cattivi" che Maigret affronta nella sua carriera.

    Montmartre e' forse il quartiere che meglio descrive Parigi, e raccontato da Maigret assume un'aria fascinosa e crepuscolare.

    La moglie di Maigret? Non ci si stanca mai di sorridere di fronte alla sua straordinaria quotidianita'.

    Non e' un capolavoro, purtroppo, a causa di alcune incongruenze, o ingenue semplificazioni, se vogliamo, ma e' un romanzo notevole.

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    Paolo Campone said on Sep 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho trovato questa inchiesta di Maigret un po' più tirata giù del solito, con qualche incongruenza e implausibilità di troppo.

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    Cadamosto said on Sep 1, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Aveva un bel corpo flessuoso da ballerina, ma il commissario non provò il minimo turbamento." L'imperturbabile Maigret ci porta di nuovo a spasso per Parigi, con una puntatina in Costa Azzurra: il malavitoso perbene, giovani delinquenti spietati, l' ...(continue)

    "Aveva un bel corpo flessuoso da ballerina, ma il commissario non provò il minimo turbamento." L'imperturbabile Maigret ci porta di nuovo a spasso per Parigi, con una puntatina in Costa Azzurra: il malavitoso perbene, giovani delinquenti spietati, l'emarginato spione e l'ispettore solitario (solo), vestaglie che si aprono, donne troppo scaltre, Montmartre, birre, la santa moglie di Maigret (mi viene sempre in mente la figura di Flo, la moglie di Andy Capp).

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    ocler said on Aug 30, 2012 | Add your feedback

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