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Maigret e una vita in gioco

Le inchieste del Commissario Maigret 14

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.8
(451)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Chi semplificata

Isbn-10: A000098713 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Guido Cantini ; Illustrazione di copertina: Ferenc Pintér

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Caso di "triplo titolo"

    Titolo originale francese La tête d'un homme, pubblicato in traduzione italiana anche coi titoli "Maigret e la vita di un uomo", "Maigret e una vita in gioco" e "La testa di un uomo".

    ha scritto il 

  • 4

    credo sia uno dei primi Maigret, e si vede dallo stile non eccelso della scrittura. Frasi brevi, non particolarmente raffinate.
    In compenso, Simenon ti butta lì, senza tanto stare ad arzigogolarci sop ...continua

    credo sia uno dei primi Maigret, e si vede dallo stile non eccelso della scrittura. Frasi brevi, non particolarmente raffinate.
    In compenso, Simenon ti butta lì, senza tanto stare ad arzigogolarci sopra e senza spendere parole di elogio per il suo uomo, che Maigret rischia di rovinarsi per correggere un errore di superficialità commesso nel corso di un'indagine che ha portato alla condanna a morte di un innocente. Come se fosse una cosa che capita tutti i giorni.
    In più la storia gialla è originale.
    Le quattro stelle vanno, quindi, ai concetti, più che alla letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    La trama è particolare e la costruzione interessante.
    Un po' di sorpresa per la rurezza del comportamento scontroso, sgarbato e arrogante di Maigret.
    Mi ha disturbato un po', ma è anche vero che poi c ...continua

    La trama è particolare e la costruzione interessante.
    Un po' di sorpresa per la rurezza del comportamento scontroso, sgarbato e arrogante di Maigret.
    Mi ha disturbato un po', ma è anche vero che poi ci si abitua e riesci ad apprezzare comunque l'attenzione con cui il personaggio è stato 'assemblato' e la forza che esprime.
    Suppongo che in 76 episodi si sia evoluto; questo è stato pubblicato nel '31 e sarebbe interessante seguirne la maturazione e il cambiamento nel corso di quarant' anni. Non ho neanche idea se l'ha fatto un po' invecchiare oppure è sempre attorno ai cinquant'anni; boh, vedremo.
    Per il momento è un inizio abbastanza incoraggiante, ma credo di preferire la produzione extra Maigret.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato curioso il fatto che in questo quinto episodio della saga Maigret, il commissario metta a rischio la propria carriera per salvare la vita ad un condannato a morte, in quanto da lui ritenuto ...continua

    Ho trovato curioso il fatto che in questo quinto episodio della saga Maigret, il commissario metta a rischio la propria carriera per salvare la vita ad un condannato a morte, in quanto da lui ritenuto non colpevole dei crimini per cui accusato. Fra l'altro arrestato da Maigret stesso. Ho trovato curioso questo aspetto soprattutto perché nel romanzo precedente Maigret si rende "colpevole" del suicidio di una persona…

    Ma al di là dei possibili confronti rispetto agli scritti anteriori, "Una testa in gioco" rimane un'altra perla di Simenon. La parte relativa al rapporto Maigret-Radek è di assoluta intensità psicologica; entrambi decisi a non mollare, impostano una guerra di nervi, in cui Maigret, chiaramente, esce vincitore alla distanza.

    ha scritto il 

  • 5

    Un Maigret tra i migliori, sebbene concepito quando Simenon aveva già deciso pensionato il commissario e scritto, quindi, praticamente su commissione.

    Ma Maigret era ormai entrato nelle fibre dell'aut ...continua

    Un Maigret tra i migliori, sebbene concepito quando Simenon aveva già deciso pensionato il commissario e scritto, quindi, praticamente su commissione.

    Ma Maigret era ormai entrato nelle fibre dell'autore, che ne aveva fatto il proprio ritratto di Dorian Gray in positivo, totem cioè di virtù e qualità umane che a Simenon mancavano, o meglio erano in lui sopraffatte dal disordine esistenziale.

    Il campionario umano del libro è il solito e si compone di ricchi deboli e un pò debosciati, di uomini ai margini della società - pur diversissimi, Radek e Heurtin si somigliano - di bistrot e bar di lusso, nel solito contrappasso.

    Ma la fabula - abbastanza cervellotica e improbabile - passa in secondo piano rispetto ad un profiling chirurgico e ad un incalzare degli eventi appassionante.

    Succede in realtà molto poco, come in quasi tutti i Maigret, ma il crescendo d'ansia sui due livelli - quello del commissario che ha i giorni contati per chiudere il caso e quello simmetrico del gioco psicologico di Radek - incalza il lettore in modo straordinario tenendolo ben avvolto nel bozzolo di odori e atmosfere che costituisce, come sempre, l'inimitabile valore aggiunto delle pagine di Simenon .

    Una curiosità: neanche una telefonata alla signora Maigret, altro riflesso freudiano di Simenon.

    ha scritto il 

  • 4

    seconda indagine a segno!

    poca azione molta meditazione, lo stile di maigret è semplice: attendere che il colpevole venga alla luce, che mostri la vera indole, la sua vera inclinazione... l'ispettore attende e incassa il banco ...continua

    poca azione molta meditazione, lo stile di maigret è semplice: attendere che il colpevole venga alla luce, che mostri la vera indole, la sua vera inclinazione... l'ispettore attende e incassa il banco...

    un condannato a morte aiutato nella fuga da maigret per trovare il vero colpevole

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo avvincente e dalla costruzione particolare: inizia con la liberazione di colui che, alla luce di prove schiaccianti, sembra il colpevole di un duplice omicidio, Maigret però sa che il condannat ...continua

    Giallo avvincente e dalla costruzione particolare: inizia con la liberazione di colui che, alla luce di prove schiaccianti, sembra il colpevole di un duplice omicidio, Maigret però sa che il condannato o è pazzo o innocente. Interessante l'indagine psicologica sui personaggi della storia. Scorrevole e breve.

    ha scritto il 

  • 3

    La presenza di Maigret è determinante come sempre: solo con la sua mole terrorizza i criminali, ma erano altri tempi e probabilmente questo genere non fa per me.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quando fu sulla soglia esitò un istante. Si girò, vide la faccia contrita del giudice e finalmente uscì, con un sorriso appena accennato che era tutta la sua vendetta."
    ... la mia invece è stata un'e ...continua

    "Quando fu sulla soglia esitò un istante. Si girò, vide la faccia contrita del giudice e finalmente uscì, con un sorriso appena accennato che era tutta la sua vendetta."
    ... la mia invece è stata un'esclamazione non troppo... elegante, trovo irritanti questi giudici ottusi, ma superbi, che creano problemi al "mio" commissario.
    Uno dei tanti bei casi, inutile ripetermi, e Maigret un signore.

    ha scritto il 

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