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Mal di pietre

Di

Editore: Nottetempo

3.6
(2463)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 119 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Danese

Isbn-10: 8874520956 | Isbn-13: 9788874520954 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , CD audio , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
L'autrice racconta la storia di una nonna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perché alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. Il matrimonio sembrava una possibilità sfumata (per via di una sentimentalità troppo accesa che faceva fuggire i pretendenti), quando a Cagliari, nel '43, arriva un uomo che viene ospitato dalla famiglia e si sdebita sposandone la figlia. Ma non è ancora l'amore, quell'amore vagheggiato e sognato da tutti i personaggi di Milena Agus, con tanto sfortunato ardore. Ed ecco che sembra arrivare inaspettato, durante un viaggio in Continente, durante una cura termale per curare il "mal di pietre", i calcoli renali.
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  • 3

    Peccato.
    Peccato perché ho trovato interessante l'argomento e particolare la struttura del (breve) romanzo, ritmata e ravvivata dal susseguirsi "disordinato" di diversi piani temporali, che nel complesso vanno a comporre la storia di una donna (la nonna della narratrice) e al contempo della sua f ...continua

    Peccato. Peccato perché ho trovato interessante l'argomento e particolare la struttura del (breve) romanzo, ritmata e ravvivata dal susseguirsi "disordinato" di diversi piani temporali, che nel complesso vanno a comporre la storia di una donna (la nonna della narratrice) e al contempo della sua famiglia nella Sardegna del secondo dopoguerra. Quello che ho detestato è stato il tono artificiosamente naïf della narrazione. E se in un primo momento ho pensato fosse un modo per ricalcare un'ipotetica narrazione da parte della nonna stessa (che visto il contesto in cui era nata e cresciuta era già straordinario sapesse leggere e scrivere), mi sono cadute le braccia quando il medesimo tono l'ho ritrovato nelle parti in cui la nipote parla di sé o dei suoi genitori. Per non parlare di quanto questo infantilismo strida con le descrizioni particolareggiate (e morbosette) delle scene di sesso. Ma in tutta onestà avrei comunque voluto bene a "Mal di pietre", visto quanto e quanto spesso mi ha fatto commuovere. E invece ecco che arriva l'ultimo dannatissimo capitolo. Non voglio spoilerare nulla, quindi dico solo che m'è parso talmente scorretto che lì per lì avrei messo 1 stellina sola. Poi ci ho ripensato e ne ho messe 3 per le cose buone di cui sopra. Però che nervoso.

    ha scritto il 

  • 4

    119 pagine iniziate, divorate e finite in nemmeno tre ore. Una bellissima storia (una volta tanto concordo con una recensione riportata in quarta di copertina: molto GabrielGarcìaMarquez-iana), raccontata con una bella lingua (se si dimenticano certi settentrionalismi che stonano assai, co ...continua

    119 pagine iniziate, divorate e finite in nemmeno tre ore. Una bellissima storia (una volta tanto concordo con una recensione riportata in quarta di copertina: molto GabrielGarcìaMarquez-iana), raccontata con una bella lingua (se si dimenticano certi settentrionalismi che stonano assai, come "tette" o "caGare"), che si arricchisce degli inserti dialettali. Personaggi davvero intensi sui quali si erge la protagonista: una donna davvero memorabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Un déjà vu con poco impatto...

    In “Mal di pietre” la narratrice ci racconta la storia dell’ amore extraconiugale di sua nonna con un uomo soprannominato il Reduce, incontrato in un luogo termale dove entrambi curano il “mal di pietre”, ovvero i calcoli renali. I ricordi della relazione clandestina, rievocati a tratti con un mi ...continua

    In “Mal di pietre” la narratrice ci racconta la storia dell’ amore extraconiugale di sua nonna con un uomo soprannominato il Reduce, incontrato in un luogo termale dove entrambi curano il “mal di pietre”, ovvero i calcoli renali. I ricordi della relazione clandestina, rievocati a tratti con un misto tra nostalgia e dolcezza, si mescolano con i ricordi della vita familiare, il tram tram quotidiano, il rapporto senza amore col marito, le vacanze, i figli. E, per finire, la nipote trova una lettera spedita alla nonna dal Reduce e che pare rimettere in discussione (sempre che io abbia ben capito ciò che ho letto) tutto ciò che è avvenuto prima. Insomma, che Milena Agus non si sia ispirata al famoso (e per me bellissimo) “Va dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro lo vedo molto improbabile: la vicenda, narrata anche qui da una nipote alla ricerca di verità e di ricordi, è troppo simile per lasciar pensare a una coincidenza. L’incontro casuale con l’amante alle terme, il fatto che lei resti incinta al suo ritorno (con un dubbio mai svelato sull’identità del padre), il rapporto affettivamente piatto ma rassicurante col vero marito, sono tutti dettagli che ci riportano alla storia della celeberrima Olga, protagonista del romanzo della Tamaro, appunto. Anche lo stile, che alla semplicità affianca un lirismo amoroso quasi melenso, lo ricorda troppo da vicino. Peccato che la storia, brevissima, un po’ superficiale, troppo narrata e poco “dialogata”, non abbia sul lettore lo stesso impatto, e alla fine lasci ben poco. Sufficiente.

    ha scritto il 

  • 3

    Erano seduti su una panchina e nonna gli prese la testa fra le mani e se la mise sul cuore che batteva all'impazzata, sbottonò i primi bottoni della camicetta. Lui le accarezzò il seno con le labbra che sorridevano. "Baciamo i nostri sorrisi?" gli chiese nonna e allora si diedero un bacio liqu ...continua

    Erano seduti su una panchina e nonna gli prese la testa fra le mani e se la mise sul cuore che batteva all'impazzata, sbottonò i primi bottoni della camicetta. Lui le accarezzò il seno con le labbra che sorridevano. "Baciamo i nostri sorrisi?" gli chiese nonna e allora si diedero un bacio liquido, infinito e il Reduce le disse poi che questa stessa idea dei sorrisi che si baciano l'aveva avuta Dante nel V canto dell'inferno, per Paolo e Francesca, che erano due che si amavano ma non potevano.

    ha scritto il 

  • 5

    L'amore, la cosa principale

    Un piccolo capolavoro ambientato a Cagliari alla fine della guerra, all'epoca delle Case Chiuse, della riforma agraria, della legge 180 che chiudeva i manicomi, delle ondate migratorie dalla Sardegna verso il Continente.
    E' la storia di nonna alla ricerca della "cosa principale", giudicata matta ...continua

    Un piccolo capolavoro ambientato a Cagliari alla fine della guerra, all'epoca delle Case Chiuse, della riforma agraria, della legge 180 che chiudeva i manicomi, delle ondate migratorie dalla Sardegna verso il Continente. E' la storia di nonna alla ricerca della "cosa principale", giudicata matta dai parenti e dai paesani, e affrancata dal matrimonio con un vedovo. Ma nonna non conosce l'amore se non in una relazione extraconiugale, nel corso di un soggiorno termale, in cui accade per lei qualcosa di magico. Perché "nell'amore, alla fine bisogna affidarsi alla magia, perché non e' che riesci a vedere una regola, qualcosa da seguire per far andare le cose bene, per esempio dei Comandamenti."

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è un gioiello. Una storia familiare raccontata con poesia e delicatezza. I personaggi sono molto complessi e delineati con cura e amore, non c'è un filo di giudizio morale ma solo una grande passione e una sagace scelta delle parole. Il libro è di poche decine di pagine ma lo è perch ...continua

    Questo libro è un gioiello. Una storia familiare raccontata con poesia e delicatezza. I personaggi sono molto complessi e delineati con cura e amore, non c'è un filo di giudizio morale ma solo una grande passione e una sagace scelta delle parole. Il libro è di poche decine di pagine ma lo è perché la scrittura è essenziale, le parole scelte con attenzione. Le costruzioni lineari. Un grande libro che credo meriti una attenta lettura. Molto brava Milena Angus.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah...

    Complessivamente non mi è piaciuto, non perché l'abbia trovato brutto o scritto male, ma piuttosto per una storia insipida e scontata che non mi ha preso manco un po', tranne in pochissime pagine sul passato della protagonista che comunque non avevano granché a che fare con il nocciolo della tram ...continua

    Complessivamente non mi è piaciuto, non perché l'abbia trovato brutto o scritto male, ma piuttosto per una storia insipida e scontata che non mi ha preso manco un po', tranne in pochissime pagine sul passato della protagonista che comunque non avevano granché a che fare con il nocciolo della trama e che non bastano a riscattarlo. La solita, banale, commovente (?) storia d'amore clandestina tra due persone molto diverse, accomunate però da una profonda solitudine, estraneità alla loro realtà quotidiana e sostanziale insofferenza alla stessa, rivestita di potente erotismo e di un bel po' di inverosimiglianza. Non l'ho trovato poetico o toccante come in molti spergiurano, ma neanche intollerabile come altri romanzi di autori italiani letti di recente, e poi almeno è breve e lo stile scorrevole. Niente di speciale, nel complesso non gli do più di una sufficienza stiracchiata. La recensione è presente anche nel blog: http://angolodelciarpame.blogspot.it/2014/03/mal-di-pietre-di-milan-agus.html

    ha scritto il 

  • 4

    Lo cierto es que tenía ganas de leer esta mini novela (tiene muy poquitas páginas) y lo cierto es que me ha dejado un regusto muy positivo. Si cae en vuestras manos espero que le deis una oportunidad y a ver si os gusta como a mi. Esta es su sinopsis: "En Mal de piedras, Abuela nos cuenta su vida ...continua

    Lo cierto es que tenía ganas de leer esta mini novela (tiene muy poquitas páginas) y lo cierto es que me ha dejado un regusto muy positivo. Si cae en vuestras manos espero que le deis una oportunidad y a ver si os gusta como a mi. Esta es su sinopsis: "En Mal de piedras, Abuela nos cuenta su vida, su matrimonio y sus amores. Por este orden, porque a Abuela, así se llama la protagonista, le sucede todo con un poco de retraso, cuando ya no espera nada de la vida. Un marido que se casa con ella sólo para pagar una deuda con la familia que le hospeda. Y un amor que llega inesperadamente en un balneario, adonde ella acude para tratar su «mal de piedra», sus cálculos renales. Una novela perfecta y única, como una piedra preciosa"

    ha scritto il 

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