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Mal di pietre

Di

Editore: Nottetempo

3.6
(2491)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 119 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Danese

Isbn-10: 8874520956 | Isbn-13: 9788874520954 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , CD audio , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
L'autrice racconta la storia di una nonna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perché alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. Il matrimonio sembrava una possibilità sfumata (per via di una sentimentalità troppo accesa che faceva fuggire i pretendenti), quando a Cagliari, nel '43, arriva un uomo che viene ospitato dalla famiglia e si sdebita sposandone la figlia. Ma non è ancora l'amore, quell'amore vagheggiato e sognato da tutti i personaggi di Milena Agus, con tanto sfortunato ardore. Ed ecco che sembra arrivare inaspettato, durante un viaggio in Continente, durante una cura termale per curare il "mal di pietre", i calcoli renali.
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  • 4

    "E insomma, cosa possiamo saperne, davvero, anche di quelli più vicini…"

    L’attacco disorienta un pochino, prima di capire che quel disordine nella scrittura rappresenta lo stile proprio della scrittrice e quindi tipico del suo modo di raccontare, ma non ci si mette molto a ...continua

    L’attacco disorienta un pochino, prima di capire che quel disordine nella scrittura rappresenta lo stile proprio della scrittrice e quindi tipico del suo modo di raccontare, ma non ci si mette molto ad abituarsi e ad entrare subito nel vivo della storia, storia che, ruotando tutta intorno alla stupenda figura della nonna, dà modo all’autrice di raccontarci, con uno stile asciutto e molto essenziale, buona parte dei suoi ricordi.
    Ma come già detto è la straordinaria figura della nonna che calamita l’attenzione, e come non potrebbe!
    La sua ricerca dell’amore e della persona da amare la spinge fin quasi oltre i confini del lecito, in una dannazione terrena che la porta a desiderare una realtà diversa da quella, più che altro, tragicamente quotidiana e scontata, anche a costo di essere considerata pazza! Perché è vero come è vero che “in ogni famiglia c’è sempre uno che paga il proprio tributo perché l’equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi”.

    ha scritto il 

  • 5

    Mal di pietre è un libro coinvolgente, dolcissimo e malinconico che si legge tutto d’un fiato.
    L’ho finito l’altra sera e stamani, come mi sono svegliata l’ho ripreso in mano per rileggere le ultime p ...continua

    Mal di pietre è un libro coinvolgente, dolcissimo e malinconico che si legge tutto d’un fiato.
    L’ho finito l’altra sera e stamani, come mi sono svegliata l’ho ripreso in mano per rileggere le ultime pagine e ho provato la stessa emozione, e sono scese ancora lacrime… che finale inaspettato, un vero colpo di scena da lasciarmi senza parole e con una grande stretta al cuore..
    Mal di pietre è una storia davvero commovente che fa riflettere su ciò che è saggio e su ciò che è follia…
    Ci racconta di una nonna che ancor prima è stata donna, femmina, con quel grande desiderio di amare con passione, con tutte se stessa..
    Ci racconta di un matrimonio combinato e senza amore, e di un incontro inaspettato fatto alle terme che ha dato una strana svolta alla sua vita, un incontro che l’ha portata a sognare e ogni notte si metteva da sola “il braccio del Reduce attorno alle spalle” per sentirsi avvolta nell’abbraccio più caldo ed avvolgente che avesse mai provato, e la nostalgia regnava sovrana nel suo animo..
    “…e quel tutto da averne nostalgia per il resto della vita. E la nostalgia è una cosa triste, ma anche un po' felice.”
    E torniamo sempre lì, al grande bisogno d’amore che abbiamo, bisogno di vivere la passione e quando non ci riusciamo ce la inventiamo, si, perchè quando la vita o il destino non ci dà ciò che più abbiamo bisogno ci rifugiamo nella fantasia, nel sogno, e forse è un modo di dare un senso alla nostra vita, o forse è solo il potere della nostra mente di proteggerci per non lasciarci sopraffare…
    Questo libro si percepisce come un vento leggero, fresco in una giornata molto calda..
    Mal di pietre o… mal d’amore?

    Scritto il 30 apr 2011

    ha scritto il 

  • 1

    Agus confeziona in serie favolette scipite e inverosimili, cui funge da collante una pazzia gentile e romantica.
    Catartica e umanizzante nelle intenzioni dell'autrice, questa risulta, invece, ridicola ...continua

    Agus confeziona in serie favolette scipite e inverosimili, cui funge da collante una pazzia gentile e romantica.
    Catartica e umanizzante nelle intenzioni dell'autrice, questa risulta, invece, ridicola e stucchevole.
    Che ciò dipenda da scarso approfondimento della materia o da una personale visione non ci è dato sapere, ma poco importa sotto il profilo artistico.
    Ahilei decisamente basso.
    L'alternanza, infatti, con un sesso di matrice ortofrutticola e qualche zoomata di prammatica sulla Sardegna (proto)tipo - quella tutto mare e aria pura, per intendersi - convince punto.
    Sono mezzucci narrativi che stomacano il lettore.
    Giusto il finale, inaspettato, salva dal conato, che sarebbe comunque liberatorio.

    ha scritto il 

  • 3

    Peccato.
    Peccato perché ho trovato interessante l'argomento e particolare la struttura del (breve) romanzo, ritmata e ravvivata dal susseguirsi "disordinato" di diversi piani temporali, che nel comple ...continua

    Peccato.
    Peccato perché ho trovato interessante l'argomento e particolare la struttura del (breve) romanzo, ritmata e ravvivata dal susseguirsi "disordinato" di diversi piani temporali, che nel complesso vanno a comporre la storia di una donna (la nonna della narratrice) e al contempo della sua famiglia nella Sardegna del secondo dopoguerra.
    Quello che ho detestato è stato il tono artificiosamente naïf della narrazione. E se in un primo momento ho pensato fosse un modo per ricalcare un'ipotetica narrazione da parte della nonna stessa (che visto il contesto in cui era nata e cresciuta era già straordinario sapesse leggere e scrivere), mi sono cadute le braccia quando il medesimo tono l'ho ritrovato nelle parti in cui la nipote parla di sé o dei suoi genitori.
    Per non parlare di quanto questo infantilismo strida con le descrizioni particolareggiate (e morbosette) delle scene di sesso.
    Ma in tutta onestà avrei comunque voluto bene a "Mal di pietre", visto quanto e quanto spesso mi ha fatto commuovere.
    E invece ecco che arriva l'ultimo dannatissimo capitolo.
    Non voglio spoilerare nulla, quindi dico solo che m'è parso talmente scorretto che lì per lì avrei messo 1 stellina sola. Poi ci ho ripensato e ne ho messe 3 per le cose buone di cui sopra.
    Però che nervoso.

    ha scritto il 

  • 4

    119 pagine iniziate, divorate e finite in nemmeno tre ore. Una bellissima storia (una volta tanto concordo con una recensione riportata in quarta di copertina: molto GabrielGarcìaMarquez-iana), raccon ...continua

    119 pagine iniziate, divorate e finite in nemmeno tre ore. Una bellissima storia (una volta tanto concordo con una recensione riportata in quarta di copertina: molto GabrielGarcìaMarquez-iana), raccontata con una bella lingua (se si dimenticano certi settentrionalismi che stonano assai, come "tette" o "caGare"), che si arricchisce degli inserti dialettali. Personaggi davvero intensi sui quali si erge la protagonista: una donna davvero memorabile.

    ha scritto il 

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