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Mal di pietre

By Milena Agus

(2993)

| Mass Market Paperback | 9788874520954

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Book Description

L'autrice racconta la storia di una nonna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perché alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. Il matrimonio sembrava Continue

L'autrice racconta la storia di una nonna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perché alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. Il matrimonio sembrava una possibilità sfumata (per via di una sentimentalità troppo accesa che faceva fuggire i pretendenti), quando a Cagliari, nel '43, arriva un uomo che viene ospitato dalla famiglia e si sdebita sposandone la figlia. Ma non è ancora l'amore, quell'amore vagheggiato e sognato da tutti i personaggi di Milena Agus, con tanto sfortunato ardore. Ed ecco che sembra arrivare inaspettato, durante un viaggio in Continente, durante una cura termale per curare il "mal di pietre", i calcoli renali.

446 Reviews

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    Peccato.
    Peccato perché ho trovato interessante l'argomento e particolare la struttura del (breve) romanzo, ritmata e ravvivata dal susseguirsi "disordinato" di diversi piani temporali, che nel complesso vanno a comporre la storia di una donna (la no ...(continue)

    Peccato.
    Peccato perché ho trovato interessante l'argomento e particolare la struttura del (breve) romanzo, ritmata e ravvivata dal susseguirsi "disordinato" di diversi piani temporali, che nel complesso vanno a comporre la storia di una donna (la nonna della narratrice) e al contempo della sua famiglia nella Sardegna del secondo dopoguerra.
    Quello che ho detestato è stato il tono artificiosamente naïf della narrazione. E se in un primo momento ho pensato fosse un modo per ricalcare un'ipotetica narrazione da parte della nonna stessa (che visto il contesto in cui era nata e cresciuta era già straordinario sapesse leggere e scrivere), mi sono cadute le braccia quando il medesimo tono l'ho ritrovato nelle parti in cui la nipote parla di sé o dei suoi genitori.
    Per non parlare di quanto questo infantilismo strida con le descrizioni particolareggiate (e morbosette) delle scene di sesso.
    Ma in tutta onestà avrei comunque voluto bene a "Mal di pietre", visto quanto e quanto spesso mi ha fatto commuovere.
    E invece ecco che arriva l'ultimo dannatissimo capitolo.
    Non voglio spoilerare nulla, quindi dico solo che m'è parso talmente scorretto che lì per lì avrei messo 1 stellina sola. Poi ci ho ripensato e ne ho messe 3 per le cose buone di cui sopra.
    Però che nervoso.

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    Suni said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    119 pagine iniziate, divorate e finite in nemmeno tre ore. Una bellissima storia (una volta tanto concordo con una recensione riportata in quarta di copertina: molto GabrielGarcìaMarquez-iana), raccontata con una bella lingua (se si dimentican ...(continue)

    119 pagine iniziate, divorate e finite in nemmeno tre ore. Una bellissima storia (una volta tanto concordo con una recensione riportata in quarta di copertina: molto GabrielGarcìaMarquez-iana), raccontata con una bella lingua (se si dimenticano certi settentrionalismi che stonano assai, come "tette" o "caGare"), che si arricchisce degli inserti dialettali. Personaggi davvero intensi sui quali si erge la protagonista: una donna davvero memorabile.

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    Estrellaroja said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un déjà vu con poco impatto...

    In “Mal di pietre” la narratrice ci racconta la storia dell’ amore extraconiugale di sua nonna con un uomo soprannominato il Reduce, incontrato in un luogo termale dove entrambi curano il “mal di pietre”, ovvero i calcoli renali. I ricordi della rela ...(continue)

    In “Mal di pietre” la narratrice ci racconta la storia dell’ amore extraconiugale di sua nonna con un uomo soprannominato il Reduce, incontrato in un luogo termale dove entrambi curano il “mal di pietre”, ovvero i calcoli renali. I ricordi della relazione clandestina, rievocati a tratti con un misto tra nostalgia e dolcezza, si mescolano con i ricordi della vita familiare, il tram tram quotidiano, il rapporto senza amore col marito, le vacanze, i figli. E, per finire, la nipote trova una lettera spedita alla nonna dal Reduce e che pare rimettere in discussione (sempre che io abbia ben capito ciò che ho letto) tutto ciò che è avvenuto prima.
    Insomma, che Milena Agus non si sia ispirata al famoso (e per me bellissimo) “Va dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro lo vedo molto improbabile: la vicenda, narrata anche qui da una nipote alla ricerca di verità e di ricordi, è troppo simile per lasciar pensare a una coincidenza. L’incontro casuale con l’amante alle terme, il fatto che lei resti incinta al suo ritorno (con un dubbio mai svelato sull’identità del padre), il rapporto affettivamente piatto ma rassicurante col vero marito, sono tutti dettagli che ci riportano alla storia della celeberrima Olga, protagonista del romanzo della Tamaro, appunto. Anche lo stile, che alla semplicità affianca un lirismo amoroso quasi melenso, lo ricorda troppo da vicino. Peccato che la storia, brevissima, un po’ superficiale, troppo narrata e poco “dialogata”, non abbia sul lettore lo stesso impatto, e alla fine lasci ben poco. Sufficiente.

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    Dolceluna said on Jun 24, 2014 | 1 feedback

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    Erano seduti su una panchina e nonna gli prese la testa fra le mani e se la mise sul cuore che batteva all'impazzata, sbottonò i primi bottoni della camicetta. Lui le accarezzò il seno con le labbra che sorridevano. "Baciamo i nostri sorrisi?" gli ...(continue)

    Erano seduti su una panchina e nonna gli prese la testa fra le mani e se la mise sul cuore che batteva all'impazzata, sbottonò i primi bottoni della camicetta. Lui le accarezzò il seno con le labbra che sorridevano. "Baciamo i nostri sorrisi?" gli chiese nonna e allora si diedero un bacio liquido, infinito e il Reduce le disse poi che questa stessa idea dei sorrisi che si baciano l'aveva avuta Dante nel V canto dell'inferno, per Paolo e Francesca, che erano due che si amavano ma non potevano.

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    Dust is dancing in the space. said on Apr 15, 2014 | Add your feedback

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